{"id":115861,"date":"2025-03-18T00:02:00","date_gmt":"2025-03-17T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=115861"},"modified":"2025-03-19T21:52:59","modified_gmt":"2025-03-19T20:52:59","slug":"la-storia-si-ripete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115861","title":{"rendered":"Riflessioni su come un conflitto fra due nazioni sovrane pu\u00f2 influenzare il mondo intero &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX-XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: EUROPA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: PIL Difesa, NATO, Crisi economica europea e grande depressione, II guerra mondiale<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Karl Marx, filosofo tedesco ideatore della rivoluzione del proletariato, riport\u00f2 una frase di Hegel nella quale i grandi fatti [e personaggi] della storia universale si presentano [per cos\u00ec dire] due volte \u201c <strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026 la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.<\/span><\/em><\/strong>\u201d Ci potremmo domandare se, dopo le immani tragedie del secolo scorso, sia possibile trovarci ai confini dell&#8217;Europa di fronte ad una &#8211; se non fosse per il gi\u00e0 gran numero di vite perse &#8211; nuova &#8220;farsa&#8221; della storia umana. Forse nell&#8217;ideologia marxista si potrebbe trovare una giustificazione ma per coloro che credono nei valori supremi della democrazia non ci sono giustificazioni se non il desiderio di imporre il proprio volere sugli altri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/640px-Collage_of_Photos_from_2014-15_War_in_Eastern_Ukraine_-_Museum_of_the_History_of_Ukraine_in_World_War_Two_-_Kiev_-_Ukraine_26915501632.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 640px-Collage_of_Photos_from_2014-15_War_in_Eastern_Ukraine_-_Museum_of_the_History_of_Ukraine_in_World_War_Two_-_Kiev_-_Ukraine_26915501632.jpg\" width=\"840\" height=\"1120\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Collage di foto della guerra in Ucraina &#8211; Museo di Kiev &#8211; autore Adam Jones<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In questi ultimi mesi, la drammatica situazione in Ucraina viene descritta dai media attraverso lenti geopolitiche decisamente colorate. Abilmente si confondono fatti, dipingendoli con diverse sfumature, ricorrendo al semplice principio del \u201cse\u201d: se le scelte fossero state diverse saremmo arrivati a questo conflitto? Quali sono le ragioni di un invasore (ammesso che ci possano essere)? Si tratterebbe di una scusa per aggredire la Russia da parte di un Occidente cos\u00ec unito da tessere una trappola diplomatica cos\u00ec fine da farla sembrare machiavellica? Come sempre mi limiter\u00f2 a raccontare i fatti lasciando ad ognuno la responsabilit\u00e0 di scegliere in cosa credere e, soprattutto cosa sia giusto ora fare. Personalmente non credo che continuare una guerra sanguinosa sia una soluzione ma nemmeno che per la ragione di stato si possano accettare crimini contro l\u2019Umanit\u00e0 da chiunque li abbia fatti. Come ha affermato<strong><span style=\"color: #008000;\"> Papa Francesco<\/span><\/strong>, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di pi\u00f9 che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire s\u00ec all&#8217;incontro e no allo scontro; s\u00ec al dialogo e no alla violenza; s\u00ec al rispetto dei patti e no alle provocazioni; s\u00ec alla sincerit\u00e0 e no alla doppiezza<\/span><\/em><\/strong>.\u201d &#8230; e di doppiezza ne abbiamo tanti esempi, favoriti dai mass media ed ora anche dall\u2019Intelligenza Artificiale. L&#8217;apparente scarso spessore politico dei premier mondiali del III millennio spaventa a fronte delle sfide che dovremmo affrontare in un mondo multipolare sempre pi\u00f9 affamato di risorse. Potrei sottolineare che era stato tutto previsto agli inizi di questo secolo e che le situazioni geopolitiche che stiamo vivendo sono in realt\u00e0 il frutto di situazioni mai chiuse nel secolo scorso, ma non farei altro che aggiungermi ai tanti che, allineandosi a monsieur La Palice, amano enunciare cose ovvie \u00e8 del tutto inutili. La situazione \u00e8 in rapido sviluppo, tanto veloce da minimizzare la gravit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto. Sperando che possa portare ad una pace duratura credo che sia comunque opportuno analizzare, con onest\u00e0 intellettuale e non ideologica, le analogie con ci\u00f2 che accadde circa un secolo fa in un&#8217;Europa che usciva da una grande guerra.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;eterno dilemma: appeasement o interventismo?<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Ascoltando i media europei sembra quasi che le ipotesi di &#8220;tapparsi il naso&#8221; o di intervenire a difesa dell&#8217;Ucraina siano le uniche possibilit\u00e0 percorribili; in realt\u00e0 la situazione \u00e8 ancora fluida e c&#8217;\u00e8 spazio per la diplomazia &#8230; basta naturalmente volerlo. Entrambi gli attori dovrebbero essere spinti ad abbracciare una strategia win-win in cui, alla fin fine, non debba esserci necessariamente un vincitore ed un vinto ma due vincitori parziali. Sembra impossibile in un contesto in cui ci sono delle ragioni ben chiare (sottolineate da Putin in maniera molto chiara) ma in Ucraina si giocano molte partite che condizioneranno gli equilibri geopolitici e economici mondiali nei prossimi anni. Va compreso che le soluzioni sono molteplici ed interessano attori anche apparentemente estranei al conflitto: da una debole Europa, stretta tra il volere di una risoluzione rapida del potente alleato a stelle e strisce ed i soliti protagonismi anacronistici che ben conosciamo che usano a sproposito termini impopolari come riarmo e Difesa Europea, quasi fossero sinonimi. Espressioni semplicistiche che si scontrano con carenze sensibili, ben diverse dal numero di carri armati, navi e aerei nonch\u00e9 di soldati disponibili.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 32.6191%;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-16-173440.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-16-173440.png\" width=\"272\" height=\"264\" \/><\/td>\n<td style=\"width: 67.3809%;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-16-174130.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-16-174130.png\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Rapporto spese militari \/PIL dal periodo di guerra fredda al 2020. La spesa militare in Italia ha avuto un lungo periodo di crescita costante iniziato nel 1981, per poi diminuire in termini reali nel 1990: la previsione iniziale di spesa approvata dal Parlamento \u00e8 stata infatti di 22.905 miliardi di lire nel 1989 e 23.454 nel 1990 con una diminuzione in termini reali del 3,9%<br \/>\n<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/www.archiviodisarmo.it\/view\/oIWI3xnl6Lymjj90ATSutHMpM8bvvpvGOWxT9-8BGMA\/bilancio-difesa-1993-settott-1992-.pdf\">bilancio-difesa-.-.pdf<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Premetto che in questo articolo non voglio affrontare approfonditamente il problema della creazione di uno strumento militare europeo, un&#8217;ipotesi che mi appare ancora molto lontana dalla realt\u00e0; prima di tutto bisogna creare un livello di ambizione comune europeo e quindi porre le basi dell\u2019organizzazione che al momento non esiste (e non si pu\u00f2 inventare). Per i fautori di questa ipotesi (la Difesa Europea) voglio ricordare che non pu\u00f2 essere copiato dallo strumento militare NATO, che si \u00e8 affinato in decenni di esperienze politiche ed operative, per cui, nell&#8217;ipotesi di crearlo, ci vorrebbero almeno due decenni per renderlo efficiente e funzionale (fatta salva la volont\u00e0 politica comune). Il rischio \u00e8 quindi di spendere inutilmente fondi europei preziosi che potrebbero essere invece adoperati per rinforzare le forze armante nazionali. Altro argomento caldo di discussione \u00e8 l\u2019innalzamento del PIL Difesa nazionale (da tempo richiesto in ambito NATO dagli Alleati statunitensi). Per coloro che non sono addentro al problema basti pensare che durante la guerra fredda i Paesi europei appartenenti alla NATO avevano mediamente un PIL difesa circa 4 volte quello attuale; gli Stati Uniti nel 1998 avevano richiesto agli alleati un incremento meno del doppio attuale, senza per\u00f2 avere un effettivo riscontro. Considerate che, in una situazione in evoluzione come quella che stiamo vivendo, per salvaguardare il livello di ambizione<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>0<\/strong><\/span><\/sup> NATO, dovremmo arrivare mediamente almeno al 2,5-3 %. Con un simile strumento si potrebbe compensare il gi\u00e0 dichiarato disimpegno statunitense dall&#8217;area europea inteso a concentrare maggiori risorse nell&#8217;Indo-Pacifico. L&#8217;argomento \u00e8 particolarmente complesso e meriterebbe un articolo a parte; di fatto, analizzando la situazione mondiale, ci si rende conto che si tratta dell&#8217;ennesima &#8220;tragedia&#8221; che si ripete nella storia umana con meccanismi straordinariamente simili. Come mia personale valutazione vorrei usare una vecchia battuta in uso nella NATO durante la Guerra Fredda: &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>la situazione \u00e8 drammatica ma non seria<\/em><\/strong><\/span>&#8220;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Montage_of_Cold_War_pictures.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Montage_of_Cold_War_pictures.png\" width=\"866\" height=\"1032\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>collage della guerra fredda: dagli esperimenti atomici alla crisi dei missili di Cuba,\u00a0 dalle operazioni speciali sovietiche in Cecoslovacchia ed Ungheria alla caduta del muro di Berlino<br \/>\n<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Montage_of_Cold_War_pictures.png\">Montage of Cold War pictures.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Per puro spirito speculativo, ritengo che possa essere interessante analizzare ci\u00f2 che avvenne quasi un secolo fa, al centro dell\u2019Europa, un insieme di azioni talvolta discutibili che portarono allo scoppio della Seconda Guerra mondiale. Le ragioni storiche le conosciamo: dopo la prima guerra mondiale al Trattato di Versailles la Germania fu sottoposta ad una serie di condizioni umilianti, tra cui la perdita di gran parte del suo territorio. L\u2019ascesa del nazionalsocialismo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Adolf Hitler<\/span><\/strong> fu favorita dalle drammatiche condizioni della Germania, afflitta da una sconfitta umiliante e dalla conseguente crisi economica dei primi anni Venti che caus\u00f2 profondi cambiamenti e forti rivolgimenti non solo nella societ\u00e0 tedesca. A seguito della <strong><span style=\"color: #008000;\">Rivoluzione di novembre <sup>1<\/sup><\/span><\/strong> fu quindi proclamata la <span style=\"color: #008000;\"><strong>Repubblica di Weimar <sup>2<\/sup><\/strong><\/span>\u00a0dopo l&#8217;abdicazione del Kaiser Guglielmo II. Come si era arrivati a questo? Come sempre bisogna seguire i flussi di denaro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grande-depression-e-1929-UnemployedMarch.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 grande-depression-e-1929-UnemployedMarch.jpg\" width=\"952\" height=\"1258\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>a seguito del crollo della borsa, gli Stati Uniti si trovarono una profonda depressione economica. Le classi pi\u00f9 deboli furono colpite e si instaurarono misure protezionistiche (freno al libero scambio) che colpirono i Paesi europei che subirono anch&#8217;essi un drastico calo della produzione con un aumento dei\u00a0disoccupati (12 milioni negli USA, 6 milioni in Germania, 3 milioni in Gran Bretagna)<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:UnemployedMarch.jpg\">unemployedMarch.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo il <strong><span style=\"color: #008000;\">crollo di Wall Street<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\"><sup>3<\/sup><\/span><\/strong>, avvenuto nel 1929, la <span style=\"color: #008000;\"><strong>Grande Depressione<\/strong><\/span> arrest\u00f2 non solo l&#8217;economia statunitense ma anche quella industriale tedesca. Il nascente partito dei lavoratori nazionalsocialista sfrutt\u00f2 la crisi criticando con toni rabbiosi il debole governo democratico-liberale tedesco gi\u00e0 attaccato dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Lega Spartachista<\/span><\/strong>, fondata alla fine della prima guerra mondiale da un gruppo di socialisti, che si opponevano fortemente alla guerra, e guidata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Rosa Luxemburg<\/span><\/strong>\u00a0e\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Karl Liebknecht<\/span><\/strong>. A seguito della loro morte violenta<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">4<\/span><\/strong><\/sup> il partito, si avvicin\u00f2 al leninismo e, nel 1920, da una scissione della sinistra nacque il <strong><span style=\"color: #008000;\">Partito Comunista Operaio di Germania (KAPD)<\/span><\/strong>. Ironicamente fu proprio la rivoluzione proletaria, professata da quelle frange comuniste, a favorire la crescita del partito nazista, sostenuto da molti imprenditori tedeschi che temevano il crollo della situazione. Hitler si propose quindi come leader capace di superare la crisi, ottenendo un consenso tale che, nel 1933, gli permise di diventare Cancelliere e poi, nel 1934, Presidente della Repubblica. Il resto, ahim\u00e8, \u00e8 storia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Wilsons_Fourteen_Points_-_European_Baby_Show.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Wilsons_Fourteen_Points_-_European_Baby_Show.png\" width=\"849\" height=\"941\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la politica di Wilson nei sui 14 punti. Dopo la Grande Guerra, Wilson si impegn\u00f2, con alterno successo, a promuovere la sua idea di riassetto del mondo su base etnica (un nuovo ordine mondiale), avanzando la proposta di creare una <em>Societ\u00e0 delle Nazioni<\/em> che avrebbe dovuto tendere al mantenimento dell&#8217;integrit\u00e0 territoriale e all&#8217;indipendenza politica per tutte le nazioni, inserendo il cosiddetto &#8220;diritto all&#8217;autodeterminazione&#8221; per ogni popolo, inteso come comunit\u00e0 etnica, secondo cui ogni etnia doveva avere il suo stato nazionale<br \/>\n<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Wilsons_Fourteen_Points_--_European_Baby_Show.png\">Wilsons Fourteen Points &#8211; European Baby Show.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">La disgregazione della geografia e la politica del Presidente US Thomas Woodrow Wilson<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Facciamo un passo indietro; durante il <strong><span style=\"color: #008000;\">Trattato di Versailles<\/span><\/strong> il <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente statunitense Wilson<\/span><\/strong> propose una visionaria politica internazionale per evitare che quanto accaduto con la I guerra mondiale non si ripetesse. Wilson propose la creazione di una corte mondiale, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Societ\u00e0 delle Nazioni<\/span><\/strong>, un organo al di sopra delle parti, con lo scopo di proteggere le nazioni pi\u00f9 deboli da eventuali paesi aggressori, agendo anche attraverso il controllo dei loro armamenti. In particolare, sottoline\u00f2 l&#8217;importanza dell\u2019autodeterminazione dei popoli, un processo che incoraggiava i gruppi etnici a governare e controllare s\u00e9 stessi (in contrasto quindi con le politiche colonialistiche passate)<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">5<\/span><\/strong><\/sup>. Questa nozione di <span style=\"color: #008000;\"><strong>autodeterminazione<\/strong><\/span> fu di fatto l&#8217;inizio della fine dei grandi imperi che comport\u00f2, spesso affrettati e non necessari aggiustamenti territoriali per raggruppare minoranze etniche ormai libere dalla dominazione di due potenti imperi, quello austro-ungarico e quello ottomano. <span style=\"color: #000000;\">Nacquero cos\u00ec nuovi Stati tra cui la<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"> Cecoslovacchia<\/span><\/strong>, con ai suoi confini una zona abitata da una popolazione germanofona distribuita lungo un\u2019irregolare fascia tra i confini della Boemia e della Moravia e nel Territorio dei Sudeti. Una forse affrettata suddivisione che risult\u00f2 essere in seguito foriera di molti problemi. Ma di questo parler\u00f2 pi\u00f9 ampiamente nel prossimo articolo.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>In anteprima soldati Ucraini &#8211; Fonte Stato Maggiore ucraino<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">0. il livello di ambizione (AL) \u00e8 definito a livello politico. Sulla base del AL vengono calcolate le necessit\u00e0 in termini di mezzi e uomini in ambito difesa. Ad esempio, se il Governo stabilisce di avere uno strumento militare in grado di proteggere 1000 km di costa, la divisione di pianificazione calcoler\u00e0 le necessit\u00e0 in termini di uomini, navi, aere, divisioni corazzate, etc. Naturalmente per avere senso deve essere riveduto periodicamente (ogni 2 a 4 anni) valutando eventuali eccedenze o mancanze capacitive.<\/p>\n<p align=\"justify\">1. Weimar fu la citt\u00e0 dove si riun\u00ec l&#8217;assemblea nazionale che redasse la nuova costituzione dello Stato tedesco al termine della prima guerra mondiale dopo l&#8217;abdicazione del Kaiser.<\/p>\n<p align=\"justify\">2. Nel novembre 1918 scoppiarono focolai di rivolta in tutta la Germania a causa della politica del Comando supremo dell&#8217;Esercito (Oberste Heeresleitung, OHL) e della decisione dell&#8217;ammiraglio Franz von Hipper, tra l&#8217;altro di propria iniziativa, di inviare la flotta in un&#8217;ultima inutile battaglia contro la Royal Navy nel Canale della Manica. Quest&#8217;ultima provoc\u00f2 la sollevazione dei marinai a Wilhelmshaven e a Kiel che si trasform\u00f2 in una rivoluzione di stampo socialista che invest\u00ec l&#8217;intera Germania.<\/p>\n<p align=\"justify\">3. Dopo la\u00a0Grande Guerra\u00a0gli\u00a0Stati Uniti d&#8217;America conobbero un periodo di prosperit\u00e0 e progresso socioeconomico che port\u00f2, dal 1922 al 1929, l&#8217;indice azionario da 63,0 al valore di 381,17. Durante questo periodo la bolla azionaria di Wall Street raggiunse il suo massimo per cui l&#8217;alta produttivit\u00e0\u00a0permetteva di mantenere inalterati i salari\u00a0e i prezzi dei prodotti sul\u00a0mercato con conseguente aumento degli investimenti che in ciclo virtuoso aumentavano la produttivit\u00e0. Tuttavia non corrispose una proporzionata crescita del potere d&#8217;acquisto e non furono posti<span style=\"font-size: revert; color: initial;\">\u00a0limiti alle attivit\u00e0 <\/span>speculative<span style=\"font-size: revert; color: initial;\">\u00a0delle\u00a0<\/span>banche<span style=\"font-size: revert; color: initial;\">\u00a0e della\u00a0<\/span>borsa valori che, all&#8217;acquisto di titoli, rilasciavano dichiarazioni e previsioni troppo ottimistiche. Il valore delle azioni inizi\u00f2 quindi a corrispondere sempre meno all&#8217;effettivo aumento della produzione\u00a0e della vendita di\u00a0beni, tanto che, per via della speculazione economica, questo scese rapidamente e costrinse i possessori a una massiccia vendita, che provoc\u00f2 il crollo della borsa. La grande crisi economica si propag\u00f2 inizialmente verso tutti quei paesi che avevano stretti rapporti finanziari con gli Stati Uniti, a partire da quelli europei che si erano affidati all&#8217;aiuto economico degli americani dopo la prima guerra mondiale, ovvero\u00a0Regno Unito,\u00a0Austria\u00a0e\u00a0Germania, dove il ritiro dei\u00a0prestiti americani fece saltare il sistema assistenziale delle riparazioni di guerra, trascinando anche Francia ed Italia, tutti Paesi ancora sofferenti dalle ferite di una guerra che aveva decimato la popolazione e quindi la classe lavorativa.<\/p>\n<p align=\"justify\">4. Nel corso della &#8220;Rivolta di gennaio&#8221; il 15 gennaio 1919 La Luxemburg venne rapita e in seguito assassinata,<sup id=\"cite_ref-37\" class=\"reference\"><\/sup>\u00a0insieme con Liebknecht, dai miliziani dei cosiddetti\u00a0<i>Freikorps<\/i>, gruppi paramilitari ingaggiati dal governo del socialdemocratico Friedrich Ebert\u00a0e, in particolare, dal ministro della Difesa,\u00a0Noske, anch&#8217;egli membro del Partito Social Democratico tedesco (SPD).<\/p>\n<p align=\"justify\">5. Sebbene Wilson fosse il promotore della Societ\u00e0 della Nazioni ma, gli Stati Uniti d&#8217;America non ratificarono mai il trattato di Versailles a causa della vittoria nelle elezioni del 1918 del Partito Repubblicano, che prese il controllo del Senato e blocc\u00f2 due volte la ratifica preferendo una politica isolazionista a favore dell&#8217;isolazionismo. Di fatto gli Stati Uniti non si unirono mai alla Societ\u00e0 delle Nazioni, negoziando una pace separata con la Germania con il trattato di Berlino del 1921.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115861\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115869\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <span style=\"color: #ffffff;\">.<br \/>\n.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XX-XXI SECOLO AREA: EUROPA parole chiave: PIL Difesa, NATO, Crisi economica europea e grande depressione, II guerra mondiale . 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