{"id":115712,"date":"2025-03-21T00:02:00","date_gmt":"2025-03-20T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=115712"},"modified":"2026-02-25T18:47:00","modified_gmt":"2026-02-25T17:47:00","slug":"il-dramma-della-regia-marina-a-seguito-dell8-settembre-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115712","title":{"rendered":"Il dramma della flotta della Regia Marina a seguito dell\u20198 settembre &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: X SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: SECONDA GUERRA MONDIALE<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Regia Marina italiana<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La perdita del Roma, e delle molte altre navi, in gran parte attaccate dai tedeschi mentre si trasferivano verso i porti degli Alleati, rappresent\u00f2 soltanto una parte del disastro che nei giorni dell\u2019armistizio si abbatt\u00e9 sulla Regia Marina italiana. Ben 327 navi, tra cui la corazzata Cavour, tre incrociatori, 9 cacciatorpediniere, 23 torpediniere, 6 corvette e 24 sommergibili, restarono nei porti sotto controllo tedesco. <span style=\"color: #008000;\"><strong>Di tali unit\u00e0 la maggior parte si auto-affondarono o furono sabotate dagli equipaggi, dal momento che non si trovavano in condizioni di prendere il mare.<\/strong> <\/span>Tuttavia non mancarono navi che si consegnarono spontaneamente ai tedeschi, con lo scambio del saluto al momento della sostituzione degli equipaggi, come accadde per le sei siluranti della flottiglia dell\u2019Egeo (<strong><span style=\"color: #008000;\">cacciatorpediniere Crispi, Turbine e torpediniere San Martino, Calatafimi, Solferino e Castelfidardo<\/span><\/strong>) di base al Pireo e a Suda, che poterono essere subito impegnate, con il massimo rendimento, dalla Marina germanica per appoggiare gli sbarchi contro i possedimenti italiani delle Isole del Dodecaneso.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-10-124107.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-10-124107.png\" width=\"867\" height=\"1255\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nel disastro generale, da parte italiana non mancarono gli atti di valore e lo spirito offensivo, ma furono tutti determinati da azioni individuali espresse su iniziativa di singoli comandanti.<\/strong> <\/span>L\u2019episodio pi\u00f9 rappresentativo e concreto fu quello di Bastia, in cui si fece nuovamente onore il comandante della torpediniera Aliseo, <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Carlo Fecia di Cossato<\/span><\/strong>, che in Atlantico si era guadagnato l\u2019importante onorificenza tedesca della Ritterkreuz (la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro) per aver affondato con il sommergibile Tazzoli sedici navi mercantili per 86.545 tsl, sei delle quali nel corso di una singola missione.<br \/>\nIl mattino del 9 settembre, mentre la flotta dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Bergamini<\/span><\/strong>, dirigendo per la Maddalena, stava transitando a occidente della Corsica, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Aliseo<\/span><\/strong> impegn\u00f2 a cannonate nove unit\u00e0 tedesche che tentavano di uscire dal porto di Bastia, dove i tedeschi, che erano impegnati in aspri scontri con i reparti del Regio Esercito e della Regia Marina, avevano danneggiato e catturato la <strong><span style=\"color: #008000;\">torpediniera Ardito<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-10-133903.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-10-133903.png\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-10-133921.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-10-133921.png\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Dapprima, con il supporto a maggiore distanza dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">corvetta Cormorano<\/span><\/strong>, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Aliseo<\/span><\/strong> affond\u00f2 i cacciasommergibili UJ-2203 (ex francese Austral) e UJ-2219 (ex belga Inuma); quindi, appoggiata anche dal fuoco dalle batterie costiere italiane, la torpediniera affond\u00f2, una dopo l\u2019altra, le cinque motozattere <strong><span style=\"color: #008000;\">F 366, 387, 459, 612 e 629<\/span><\/strong>, che appartenevano alla 4a Flottiglia tedesca e la motobarca della Luftwaffe Fl B. 412.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-10-123554.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-10-123554.png\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Altri episodi, in cui apparve vincente la determinazione con cui furono affrontati i combattimenti con i tedeschi, si ebbero a Bari e soprattutto a Piombino, dove i carri armati del 31\u00b0 Reggimento del Regio Esercito riuscirono ad affondare la torpediniera tedesca TA-11, ex francese L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Iphig\u00e8nie<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-10-123739.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-10-123739.png\" width=\"858\" height=\"512\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Episodi del genere, condotti in modo pi\u00f9 o meno fortunato, furono combattuti un p\u00f2 dovunque in quei giorni, nelle basi navali, nei depositi e in mare; ma generalmente i risultati non furono quelli sperati e non contribuirono ad evitare che i tedeschi si impossessassero di quasi tutti gli obiettivi della penisola e dei possedimenti italiani d\u2019oltremare, n\u00e9 servirono per convincere gli anglo-americani a sfruttare adeguatamente le molte possibilit\u00e0 d\u2019impiego prettamente bellico della Regia Marina. Questa, consegnando la flotta agli Alleati, pag\u00f2 duramente l\u2019illusione di ottenere condizioni di pace pi\u00f9 favorevoli, perch\u00e9 quelle condizioni erano legate a quanto gli italiani avrebbero potuto fare per impedire agli anglo-americani di impantanarsi in una lunga e durissima guerra, poi chiamata in Italia \u201cdi liberazione\u201d, e che secondo alcuni malinformati, tra cui non pochi politici, sarebbe addirittura, iniziata in Sicilia, dimenticando, o facendo finta di ignorare, che l\u2019Esercito italiano combatteva per difendere l\u2019isola.<br \/>\nPer raggiungere quest\u2019ambizioso obiettivo, soprattutto per realizzare lo sbarco a Salerno e per esercitare il controllo dell\u2019Italia centrale fino ai rilievi degli Appennini settentrionali, impiegando forze limitate rinforzate dalle divisioni del nuovo alleato, gli Alleati contavano molto sulle Regie Forze Armate, rimanendone delusi, perch\u00e9 dopo la diramazione dell\u2019armistizio, avvenuta la sera dell\u20198 novembre, non ricevettero da esse quasi nessun aiuto. Ragion per cui, nelle loro recriminazioni, inglesi e americani arrivarono a maledire il giorno in cui il <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Castellano<\/span><\/strong> si era presentato a Lisbona ai delegati del <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Eisenhower<\/span><\/strong> per trattare la resa. Questo fatto contribu\u00ec ad indispettire non soltanto il Comandante in Capo delle forze Alleate, ma soprattutto le diplomazie di Londra e di Washington, degli statunitensi in particolare che non mitigarono mai, nei confronti dell\u2019Italia, la punizione della resa incondizionata pretesa fin dalla conferenza di Casablanca del gennaio 1943. [37]<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-10-123528.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-10-123528.png\"><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Ne consegu\u00ec che l\u2019armistizio, ratificato a Malta il 28 settembre dal maresciallo Badoglio, con condizioni ancora pi\u00f9 dure di quelle fissate a Cassibile, pretese il disarmo e la smobilitazione di molte navi per un lungo periodo, e non permise alla Regia Marina di partecipare alle molte operazioni alleate di sbarco e di appoggio al fronte terrestre, relegando le sue unit\u00e0 soltanto a compiti sussidiari; e questo nonostante il 23 settembre fossero stati fissati a Taranto, tra gli ammiragli de Courten e Cunningham, alcuni accordi di collaborazione che sembrarono allora incoraggianti, poich\u00e9 stabilivano fossero utilizzate \u201cal pi\u00f9 presto\u201d le unit\u00e0 da guerra minori italiane per i trasporti alleati e nel lavoro di scorta.<\/strong><\/span> La verit\u00e0 \u00e8 ben altra, dal momento che gli Alleati non intendevano allora combattere nella penisola, se non per impossessarsi della parte meridionale di essa, da cui esercitare il pieno controllo del Mediterraneo. Ma in particolare, come fecero capire agli italiani, agli anglo-americani interessava in particolare, il porto di Napoli, per farvi affluire truppe e rifornimenti, e la regione della Puglia, dove intendevano condurre, da sud, la guerra aerea contro la Germania e nei Balcani, usufruendo dei grandi aeroporti esistenti nella zona di Foggia. Nella guerra che si voleva combattere contro i tedeschi, anche per contribuire realmente a liberare, dal mare, il territorio nazionale, attivit\u00e0 umiliante fu rappresentata dall\u2019impiego degli incrociatori per il trasporto del sale dalla Sardegna sul continente; e alquanto discutibile anche quello del rimpatrio dei prigionieri dal nord Africa che, invece di utilizzare gli incrociatori con tutti i rischi di navigazione di guerra che ne derivavano, avrebbe potuto svolgersi con le navi mercantili, che gli Alleati avevano in gran parte requisito per impiegarle per le loro esigenze. Occorre anche dire che le maggiori distruzioni causate all\u2019Italia si verificarono nei due anni successi all\u2019armistizio. Ci\u00f2 avvenne, soprattutto, per opera di coloro che sono stati considerati, spesso in modo ironico, i \u201cliberatori\u201d, ossia degli statunitensi, i cui bombardieri \u2013 oltre ad appoggiare il fronte terrestre dove praticamente, in molte zone, gli Alleati furono costretti a combattere con i tedeschi metro per metro e casa per casa \u2013 si sforzarono, da par loro, a demolire citt\u00e0 storiche e interi paesi della penisola, non tralasciando, nelle incursioni in profondit\u00e0, i porti, i nodi ferroviari e gli impianti industriali del centro e nord Italia.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-10-123509.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-10-123509.png\"><br \/>\nConsiderando che il Governo italiano, come annunci\u00f2 alla radio il maresciallo Badoglio, aveva chiesto l\u2019armistizio per \u201c<span style=\"color: #008000;\"><strong>risparmiare nuovi lutti alla nazione<\/strong><\/span>\u201d, queste parole sembrano oggi qualcosa di tragicomico, visti i danni arrecati all\u2019Italia dagli Alleati ed anche dai tedeschi, che durante le loro ritirate facevano saltare ponti, strade, edifici, ferrovie, e tutto ci\u00f2 che poteva servire all\u2019avanzata del nemico. A questa opera di demolizione, ma ci\u00f2 non vuole essere una critica, contribuirono poi anche i partigiani italiani, che nel corso delle numerose opere di sabotaggio, soprattutto nelle strade secondarie, non mancarono di far saltare anche ponti e viadotti e tutto ci\u00f2 che potevano servire ai tedeschi durante le loro operazioni di rastrellamento. Per non parlare poi dei lutti causati nella guerra civile degli attentati, delle uccisioni, delle rappresaglie, e infine delle vergognose e squalificanti rese dei conti contro i vinti che si protrassero ben oltre il termine del conflitto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-10-124107.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-10-124107.png\" width=\"854\" height=\"1237\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">trattato di pace del 1947<\/span><\/strong>, non tenne assolutamente conto dei decantati meriti cobelligeranti e resistenziali dell\u2019Italia, poich\u00e9, occorre dirlo, furono di natura particolarmente modesta. Sebbene la guerra si svolgesse nel territorio nazionale, in cui combattevano nella causa degli Alleati eserciti di ben ventisette nazioni di ogni continente, soltanto nel dicembre del 1943 fu permesso ad un modesto raggruppamento motorizzato (circa 5.000 uomini) di impegnare i tedeschi sul fronte di Cassino. Poi, a partire dalla primavera-estate del 1944, furono costituiti e portati in linea cinque gruppi da Combattimento italiani, dall\u2019organico di circa una brigata, che furono per\u00f2 inseriti nelle divisioni britanniche, adottando addestramento, divise ed armamento britannico, che per\u00f2 non includeva artiglierie pesanti e carri armati.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il trattato di pace dette poi alla Marina il colpo finale, costringendola a cedere molte navi alle nazioni vincitrici (Russia, Francia, Grecia, Iugoslavia e perfino alla Cina) e a smantellare tutti i sommergibili e, fatto forse ancora pi\u00f9 doloroso, a demolire anche le corazzate Italia e Vittorio Veneto, che erano state confinate dopo l\u2019armistizio ai Laghi Amari del Canale di Suez, dove rimasero inutilizzabili per tutto il restante periodo della guerra.<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Francesco Mattesini<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">estratto (testo, disegni ed immagini) da &#8220;<a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/29348951\/Il_dramma_della_Flotta_Italiana?auto=download&amp;email_work_card=download-paper\">8 settembre, il dramma della Flotta italiana<\/a>&#8220;,&nbsp;Francesco Mattesini, 2015.&nbsp;Per ulteriori approfondimenti si consiglia la lettura del saggio dello stesso autore:&nbsp;<strong>\u201c<span style=\"color: #008000;\">La Marina e l\u20198 Settembre<\/span>\u201d<\/strong>, edito in due tomi dell\u2019Ufficio Storico della Marina Militare, Roma, gennaio 2003.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Note (numerazione dall\u2019originale)<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">[37] \u00c8 bene ricordare che per gli Alleati l\u2019Italia era considerata una nazione vinta la quale, per riscattarsi, doveva trovare il modo \u201cdi guadagnarsi il biglietto di ritorno\u201d. Era questo un argomento sul quale il Primo Ministro britannico si mostrava inflessibile, tanto che il 9 settembre 1943, scrivendo a Roosevelt, di contare sulla conversione dell\u2019Italia in una forza attiva contro la Germania, aveva specificato: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Sebbene non possiamo riconoscere l\u2019Italia come alleata nel pieno senso della parola, siamo stati concordi nel permetterle di pagarsi il biglietto lavorando, e che questo utile servizio contro il nemico verr\u00e0 non solo aiutato, ma ricompensato<\/span><\/em><\/strong>.&#8221; Ci\u00f2 non fu permesso perch\u00e9, purtroppo, l\u20198 settembre le Forze Armate italiane, disintegrandosi letteralmente, non fornirono agli Alleati l\u2019aiuto richiesto. La speranza nutrita dal generale Eisenhower di un possibile urgente intervento dell\u2019Esercito italiano contro i tedeschi non si concret\u00f2 per l\u2019inatteso sbandamento verificatosi nelle Forze Armate del Regno subito dopo la dichiarazione dell\u2019armistizio. Il Comandante in Capo Alleato espresse allora tutto il suo malumore in una lettera del 13 settembre, inviata al <strong><span style=\"color: #008000;\">generale George C. Marshall, Capo di Stato Maggiore dell\u2019Esercito statunitense<\/span><\/strong>, sostenendo: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Gli italiani sono stati cos\u00ec deboli che abbiamo avuto poco o nessun pratico aiuto da loro \u2026 non vi \u00e8 stato nulla nell\u2019effetto prodotto che somigliasse a quanto era nel regno delle possibilit\u00e0<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Cfr. AUSE, fondo Generale Castellano, b. 2238.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115711\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115712\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: X SECOLO AREA: SECONDA GUERRA MONDIALE parole chiave: Regia Marina italiana . 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