{"id":115711,"date":"2025-03-17T00:02:00","date_gmt":"2025-03-16T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=115711"},"modified":"2026-02-25T18:48:43","modified_gmt":"2026-02-25T17:48:43","slug":"il-dramma-della-regia-marina-a-seguito-dell8-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115711","title":{"rendered":"Il dramma della flotta della Regia Marina a seguito dell\u20198 settembre &#8211; Parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: X SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: SECONDA GUERRA MONDIALE<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Regia Marina italiana<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Con l\u2019arrivo a Malta delle Forze Navali da Battaglia del Tirreno e della 5a Divisione di Taranto, si concluse con la pi\u00f9 grande amarezza l\u2019atto che gli alleati avevano sempre preteso e che i Capi della Regia Marina avevano tentato di evitare con tutti i mezzi: <strong><span style=\"color: #008000;\">la consegna delle navi all\u2019ex nemico<\/span><\/strong>. Un dramma che lo storico britannico <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello RN Stephen Roskill<\/span><\/strong> ha descritto nelle sue tragiche dimensioni, nel volume III del suo monumentale <strong><span style=\"color: #008000;\">The War at Sea<\/span><\/strong>, con le seguenti parole [34]: &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>In tutti gli annali della storia militare possono esservi pochi drammatici eventi come la resa di una Marina da guerra nemica. Per i vincitori essa \u00e8 il culmine dell\u2019intero ciclo operativo in applicazione del potere marittimo, il raggiungimento di tutti gli scopi. Per i vinti essa significava, per la sua completezza, l\u2019abbandono di tutte le loro ambizioni.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Per la nazione britannica e specialmente per la Royal Navy il significato del dramma del 10 settembre 1943 fu accresciuto dal fatto che la flotta italiana incontr\u00f2 le nostre forze nelle stesse acque, in cui, in tante guerre, e particolarmente dal 1940 al 1943, aveva lottato cos\u00ec strenuamente per il loro controllo. Sull\u2019importanza della consegna della flotta italiana agli alleati anche lo storico statunitense ammiraglio Morison fu molto esplicito, scrivendo in Sicily, Salerno, Anzio [35]: &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>La Marina italiana fu, infatti, la sola branca delle forze armate che esegu\u00ec le condizioni di Armistizio. Badoglio, fu impotente a fare di pi\u00f9 e l\u2019Esercito e l\u2019Aviazione italiana scomparvero semplicemente.<\/em>&#8220;<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-10-123852.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-10-123852.png\" width=\"858\" height=\"542\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Stabilito, senza pi\u00f9 ombra di dubbio, che i ministri delle Forze Armate erano al corrente sulle trattative dell\u2019armistizio in corso con gli alleati e che la loro opposizione era soprattutto di ordine morale, ossia basata sull\u2019interpretazione da dare all\u2019accettazione delle dure clausole imposte dagli anglo-americani, che indubbiamente penalizzavano ed umiliavano la Regia Marina pi\u00f9 di ogni altra forza armata, occorre ribadire che anche negli ambienti navali si determin\u00f2 una grave perdita di tempo per reagire alla nuova situazione che si era venuta a creare. Ci\u00f2 anche perch\u00e9 il Governo e i Capi militari erano impegnati in un\u2019azione collettiva, tendente a ottenere dagli alleati appoggio militare e condizioni di pace pi\u00f9 vantaggiose rispetto a quelle che venivano offerte, e che avevano accettato richieste che poi portarono ad una condizione di sfiducia da parte degli angloamericani, che non fecero altre concessioni all\u2019Italia oltre quelle discusse durante le trattative dell\u2019armistizio <strong><span style=\"color: #008000;\">[36].<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-10-123759.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-10-123759.png\" width=\"844\" height=\"597\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Quando la sera del 5 settembre l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio de Courten<\/span><\/strong> ricevette dal <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Ambrosio<\/span><\/strong> il promemoria Dick, che stabiliva le modalit\u00e0 e le rotte da far seguire alle navi italiane per raggiungere i porti alleati, il Ministro della Marina, non rendendosi pienamente conto che le disposizioni di Eisenhower erano di carattere tassativo, chiese al Comando Supremo a fare nuove proposte al Comandante in Capo Alleato; prima fra tutte quella di mandare le navi principali della flotta del Tirreno alla Maddalena, o in alternativa, almeno riguardo al naviglio leggero, nei porti dell\u2019Italia meridionale. Nello stesso tempo, adeguandosi a istruzioni che venivano direttamente da <strong><span style=\"color: #008000;\">Vittorio Emanuele III<\/span><\/strong>, con vari espedienti si cercava di non far comprendere ai tedeschi il cambio di rotta. In questo gioco disperato, ma anche ambiguo, <strong><span style=\"color: #008000;\">SUPERAEREO<\/span><\/strong> dispose che la maggior parte degli aerei efficienti, che secondo il promemoria Cannon dovevano raggiungere gli aeroporti degli Alleati dell\u2019Africa Settentrionale francese passando nel Tirreno molto al largo delle coste dell\u2019Italia meridionale e della Sicilia, si portassero invece nelle basi della Sardegna.<br \/>\nIl Comandante in Capo delle Forze Armate alleate, chiedendo al Governo italiano il pieno rispetto dei patti firmati da Castellano a nome del maresciallo Badoglio, rifiut\u00f2 le richieste avanzate dal Comando Supremo con il promemoria fatto pervenire al generale Castellano il 7 settembre, perch\u00e9 avrebbero fatto della Sardegna un territorio libero, al di fuori del controllo degli anglo-americani, con tutte le conseguenze di smobilitazione della flotta italiana, fissata dall\u2019armistizio lungo fatto arrivare ad Ambrosio la sera del 5 settembre. Tale dura imposizione, arrivando il mattino dell\u20198 dopo molte speranze, gener\u00f2 a Roma un\u2019ondata di panico e di recriminazioni che si ripercossero in periferia. Nel pomeriggio, dopo che le radio di Algeri e di Londra avevano dato notizia del concluso armistizio, nell\u2019ambito della Marina si ebbero anche dure reazioni, in particolare quella dell\u2019ammiraglio Bergamini che minacci\u00f2 di affondare le sue navi per non consegnarle agli inglesi, e che fu convinto, a stento, dall\u2019ammiraglio Sansonetti e poi dal Ministro della Marina, a rispettare le clausole dell\u2019armistizio, per non rendere le condizioni di pace pi\u00f9 dure nei confronti dell\u2019Italia. <strong><span style=\"color: #008000;\">Purtroppo, nella confusa situazione che segu\u00ec, deleterio risult\u00f2 il ritardo con cui le Forze Navali da Battaglia ricevettero l\u2019ordine di prendere il mare, autorizzato dal generale Ambrosio dopo che, nella serata, ebbe discusso con i tre Ministri Militari sulle clausole dell\u2019armistizio, che i generali Sorice e Sandalli e l\u2019ammiraglio de Courten vedevano per la prima volta.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Purtroppo, a contribuire al ritardo nella partenza della Flotta dalla Spezia e Genova influ\u00ec l\u2019iniziale rifiuto opposto dall\u2019ammiraglio Bergamini a portare le sue navi nella zona di Bona, per consegnarle agli anglo-americani. Ci\u00f2 determin\u00f2 l\u2019inopportuno cambiamento di destinazione della Squadra Navale da Battaglia alla Maddalena, anche perch\u00e9 a Roma permase fino all\u2019ultimo l\u2019incrollabile speranza di ottenere dagli alleati almeno il permesso di fare approdare la flotta in un porto nazionale, ritenuto abbastanza sicuro. Ma l\u2019inaspettato colpo di mano tedesco in quella base della Sardegna, effettuato con forze quasi insignificanti, ma motivate, determin\u00f2 gravi conseguenze, perch\u00e9 le navi, ricevuto l\u2019ordine di invertire la rotta, furono sorprese a manovrare in pieno giorno a ponente dello Stretto di Bonifacio dagli aerei, tedeschi, i cui attacchi con bombe radiocomandate determinarono l\u2019affondamento della corazzata Roma e del cacciatorpediniere Vivaldi e il danneggiamento della corazzata Italia. Poich\u00e9 gli Alleati pretesero, senza ripensamenti, la smobilitazione di gran parte della flotta, non vi \u00e8 quindi da meravigliarci se poi il Ministro della Marina, rendendosi conto delle proprie responsabilit\u00e0, abbia tentato di dissociarsi dagli errori del Governo, e soprattutto del Comando Supremo (che gest\u00ec nel modo pi\u00f9 desolante tutta la questione di carattere militare); salvo poi ad assumere un atteggiamento di piena protesta quando lo stesso de Courten fu messo di fronte al fatto compiuto.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-10-132322.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-10-132322.png\" width=\"848\" height=\"698\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Negli episodi dell\u20198 settembre 1943 il pavido Governo italiano, mostrando due facce, cerc\u00f2 da una parte di guadagnarsi, senza riuscirvi, la stima degli Alleati, e dall\u2019altra parte, ingannando i tedeschi, nascose a Berlino le proprie intenzioni di abbandono unilaterale dell\u2019Alleanza, schierandosi per di pi\u00f9 con gli anglo-americani, meritandosi l\u2019infamante accusa di \u201ctradimento\u201d. Il gioco di tutta quest\u2019ambigua manovra, non era soltanto quello di liberarsi dei tedeschi, che nei momenti di difficolt\u00e0 militare erano stati chiamati a difendere il suolo italiano, ma soprattutto quello di cercare di mantenere i privilegi della Monarchia, che nella nuova Italia, con il beneplacito degli Alleati, avrebbe dovuto restare saldamente al potere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fine I parte &#8211; continua<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong>Francesco Mattesini<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">estratto (testo, disegni ed immagini) da &#8220;<a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/29348951\/Il_dramma_della_Flotta_Italiana?auto=download&amp;email_work_card=download-paper\">8 settembre, il dramma della Flotta italiana<\/a>&#8220;, Francesco Mattesini, 2015. <span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Per ulteriori approfondimenti si consiglia la lettura del saggio dello stesso autore: <\/span><strong>&#8220;La Marina e l\u20198 Settembre&#8221;<\/strong><\/span>, edito in due tomi dell\u2019Ufficio Storico della Marina Militare, Roma, gennaio 2003.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Note (numerazione dall\u2019originale)<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">[34] S.W. Roskill, <strong><span style=\"color: #008000;\">The War at Sea<\/span><\/strong>, Volume III, Parte I, The offensive, H.M.S.O., 1960, p. 168 sg.<\/p>\n<p align=\"justify\">[35] <span style=\"color: #008000;\"><strong>La Marina italiana fu, infatti, la sola branca delle forze armate che esegu\u00ec le condizioni di Armistizio. Badoglio, fu impotente a fare di pi\u00f9 e l\u2019Esercito e l\u2019Aviazione italiana scomparvero semplicemente.<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">[35] S.E. Morison, Sicily, Salerno, Anzio, Vol IX, cit., p. 242.<\/p>\n<p align=\"justify\">[36] In riferimento a quanto il ministro britannico Maurice Harold Macmillan ha scritto in una sua relazione sulla missione in Italia dal 14 al 17 settembre 1943, che gli Alleati non avevano quasi alcuna fiducia nel Sovrano e nei principali Capi Militari italiani rifugiatisi in Puglia, tranne forse Badoglio e de Courten. Il primo era considerato da Macmillan \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">probo, di larghe vedute, arguto<\/span><\/strong>\u201d, oltre che \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">astuto<\/span><\/strong>\u201d e \u201c<em><span style=\"color: #008000;\"><strong>fedele servitore del Re e del suo Paese<\/strong><\/span><\/em>\u201d, militare che possedeva \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">grande percezione politica<\/span><\/em><\/strong>\u201d, il quale riteneva di avere \u201cl\u2019appoggio del popolo\u201d, che intendeva utilizzare dalla sua parte \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">in una iniziativa militare senza colorazione politica<\/span><\/em><\/strong>\u201d. De Courten, passava per \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">una buona forchetta<\/span><\/em><\/strong>\u201d, ma appariva anche come \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">una persona amabile e assennata<\/span><\/em><\/strong>\u201d che fino a quel momento aveva \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">svolto chiaramente, con lealt\u00e0 i suoi doveri nel quadro delle condizioni create dall\u2019armistizio<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Invece, <strong><span style=\"color: #008000;\">Vittorio Emanuele III<\/span><\/strong> era considerato \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">inefficiente e inetto<\/span><\/em><\/strong>\u201d, che appariva non \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">in grado di prendere una iniziativa politica<\/span><\/em><\/strong>\u201d, a meno che non fosse stato \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">sottoposto a pressioni fortissime<\/span><\/em><\/strong>\u201d, del tipo degli avvenimenti della marcia su Roma, del 25 luglio e dell\u20198 settembre 1943, iniziativa, quest\u2019ultima, specific\u00f2 Macmillan, da indurlo poi a \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">fuggire dalla Capitale<\/span><\/em><\/strong>\u201d. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ambrosio<\/span><\/strong>, pur avendo \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">mente lucida<\/span><\/strong><\/em>\u201d non sembrava uomo di \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">intelligenza straordinaria<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Infine <strong><span style=\"color: #008000;\">Roatta<\/span><\/strong>, era considerato un uomo intelligente e un conoscitore di lingue, ma nel contempo \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">un codardo nato<\/span><\/em><\/strong>\u201d, del quale non vi era da giurare \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">sulla sua fedelt\u00e0 ad una qualsiasi causa<\/span><\/em><\/strong>\u201d. <strong><span style=\"color: #008000;\">Complessivamente, concluse, Macmillan, si trattava di \u201cpersone molto anziane e senza slancio immaginativo\u201d, quasi tutte di \u201cmediocre qualit\u00e0\u201d, il cui odio sincero per i tedeschi \u201cera pari alla paura\u201d che ne avevano.<\/span> <\/strong>Crf., M.H. Macmillan, Diari di guerra 1943-1945, Bologna, il Mulino, 1987, p. 322 sg. Vedi anche Francesco Mattesini, <strong><span style=\"color: #008000;\">La Marina del Regno del Sud, Parte Prima<\/span><\/strong>, in Bollettino d\u2019Archivio dell\u2019Ufficio Storico della Marina Militare, settembre 1994, p. 49.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115711\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115712\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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