{"id":11540,"date":"2016-12-27T00:40:28","date_gmt":"2016-12-27T00:40:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=11540"},"modified":"2023-05-08T12:30:07","modified_gmt":"2023-05-08T10:30:07","slug":"11540","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11540","title":{"rendered":"Le plastiche nel Mediterraneo, un primo studio, tutto italiano, mostra un impatto importante delle plastiche nel Mare Nostrum"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: plastiche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo finale di anno ritorniamo sul problema delle plastiche. Purtroppo, un recente studio di un team di ricercatori italiani dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ISMAR-CNR<\/span><\/strong> di Lerici sembra dimostrare che anche il Mare Nostrum non \u00e8 esente dalle emergenze che vengono continuamente segnalate in tanti mari del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mar Mediterraneo si sta trasformando in una grande discarica a cielo aperto. \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">A finire in mare<\/span><\/em> <\/strong>&#8211; spiega Stefano Aliani, un ricercatore dell&#8217;ISMAR-CNR&nbsp;di Lerici co-autore dello studio \u2013 <strong><em><span style=\"color: #008000;\">sono soprattutto i rifiuti della nostra vita quotidiana, le micro-plastiche sono un avanzo della degradazione di bottiglie, buste, imballaggi, materiale medico. Nel giro di decine di anni o perfino di secoli, a seconda del tipo di plastica e dell\u2019ambiente in cui finiscono, questi rifiuti si riducono in poltiglia e molti di questi finiscono in mare<\/span><\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo gi\u00e0 parlato delle tristemente famose &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">isole di plastica<\/span><\/strong>&#8220;, dei vortici marini enormi che stanno soffocando la vita negli Oceani a causa del loro impatto ambientale che non solo uccide molte creature marine per soffocamento ma avvelena le risorse ittiche, di fatto entrando poi nel nostro ciclo alimentare. Un disastro annunciato, frutto di superficialit\u00e0 e cattiva gestione dei materiali, erroneamente considerato un problema solo per gli oceani? I dati sono purtroppo sconcertanti. Lo studio dell&#8217;ISMAR, pubblicato nel novembre 2016, ha dimostrato che il Mar Mediterraneo \u00e8 anch&#8217;esso una delle regioni marittime pi\u00f9 colpite dall&#8217;inquinamento da micro-plastiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pubblicazione su <strong><span style=\"color: #008000;\">Scientific Reports<\/span><\/strong> di questo<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/articles\/srep37551\">&nbsp;studio italiano<\/a> segna l\u2019atto conclusivo di un lungo lavoro scientifico che \u00e8 andato avanti per ben tre anni. I frammenti microscopici sono stati raccolti nel 2013 da una rete speciale trainata dalla nave del <strong><span style=\"color: #008000;\">CNR Urania<\/span> <\/strong>che ha fatto tappa in 74 punti di Tirreno e Adriatico. I dati raccolti sono stati quindi processati analizzando la composizione polimerica di queste particelle galleggianti (ovvero dei pezzetti di micro-plastiche raccolti), ricavando &nbsp;un primo sondaggio su larga scala di organismi e particelle&nbsp;&nbsp;microscopiche e di piccole dimensioni ritrovate sia nel volume, sia sopra la superficie del Mar Mediterraneo, compresa la meso-plastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Di fatto lo studio fornisce una prima estesa caratterizzazione della loro identit\u00e0 chimica nonch\u00e9 informazioni dettagliate sulla loro abbondanza e distribuzione geografica.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/situazioni-vortici-di-plastiche-dell-mediterraneo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-11544 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/situazioni-vortici-di-plastiche-dell-mediterraneo1.jpg\" alt=\"situazioni-vortici-di-plastiche-dell-mediterraneo\" width=\"685\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/situazioni-vortici-di-plastiche-dell-mediterraneo1.jpg 685w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/situazioni-vortici-di-plastiche-dell-mediterraneo1-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/situazioni-vortici-di-plastiche-dell-mediterraneo1-220x161.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 685px) 100vw, 685px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">i cerchi identificano le aree e le quantit\u00e0 di plastiche scoperte &#8211; estratto dallo studio del team italiano<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/articles\/srep37551\">http:\/\/www.nature.com\/articles\/srep37551<\/a><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le particelle di dimensioni maggiori di &nbsp;700 micron raccolte sono state identificate, attraverso l&#8217;analisi FT-IR &nbsp;(n = 4050 particelle), e includono sedici diverse classi di materiali sintetici. Si \u00e8 notato&nbsp;che i polimeri a bassa densit\u00e0, come il polietilene ed il polipropilene, sono i composti pi\u00f9 abbondanti, seguiti dai poliammidi, vernici a base di materiali plastici, cloruro di polivinile, polistirene e alcol polivinilico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I polimeri meno frequenti comprendevano tereftalato di polietilene, poli-isoprene, poli (vinil stearato), etilene-acetato di vinile, poli-epossido, paraffina e poli-caprolattone, un poliestere biodegradabile riportato per la prima volta galleggiante in acque lontane dalla costa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono state inoltre osservate differenze geografiche nella composizione del campione, dimostrando una certa eterogeneit\u00e0 nella distribuzione di materie plastiche che probabilmente riflette, tra le altre cose, &nbsp;una complessa interazione tra le varie fonti di inquinamento ed i tempi di permanenza di diversi polimeri in mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Situazione emergente nel rapporto<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>La produzione globale di materie plastiche \u00e8 aumentata di circa venti volte negli ultimi cinquanta anni, &nbsp;superando nel 2015 una quantit\u00e0 di oltre 300 milioni di tonnellate.&nbsp;La domanda commerciale \u00e8 in crescita esponenziale e si valuta che la produzione delle plastiche dovrebbe addirittura quadruplicare entro l&#8217;anno 2050, prendendo il 20% del consumo totale di petrolio ed il 15% del globale del carbonio. Le applicazioni per imballaggi monouso rappresentano la quota maggiore del mercato europeo in plastica, e rappresentano il 40% della produzione totale per oltre il 10% del rifiuti solidi urbani.&nbsp;Di conseguenza 275 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica sono stati generati nel 2010 da parte dei paesi costieri del mondo. E&#8217; stato stimato che da 4,8 a 12,7 milioni di tonnellate finiscono negli oceani, uno scenario drammatico che dovrebbe peggiorare di un ordine di grandezza nel 2025. Un campanello di allarme che non pu\u00f2 non essere ascoltato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Great_Pacific_Garbage_Patch-Map-2017-1024x608.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Great_Pacific_Garbage_Patch-Map-2017-1024x608.jpg\" width=\"1024\" height=\"608\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L. Lebreton, B. Slat, F. Ferrari, B. Sainte-Rose, J. Aitken, R. Marthouse, S. Hajbane, S. Cunsolo, A. Schwarz, A. Levivier, K. Noble, P. Debeljak, H. Maral, R. Schoeneich-Argent, R. Brambini, and J. Reisser &#8211; Ocean plastic mass concentrations for August 2015, as predicted by the data-calibrated model by the authors of the 2018 of<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC5864935\/\">https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC5864935\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal momento in cui furono riportate &nbsp;le prime notizie sulla presenza di plastica negli oceani nell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Oceano Pacifico (Great Pacific garbage patch)<\/span><\/strong> l&#8217;attenzione degli scienziati si \u00e8 concentrata sul problema &nbsp;verificando la presenza di rifiuti marini in tutti i mari compresi quelli polari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo gi\u00e0 accennato in altri articoli, la plastica \u00e8 talmente abbondante da proporla &nbsp;come un nuovo indicatore stratigrafico dell&#8217;antropogene. Oltre il 92% di tutti gli oggetti di plastica trovati in mare sono generalmente pi\u00f9 piccolo di 5 mm. Queste minuscole particelle &#8211; di seguito denominate <strong><span style=\"color: #008000;\">micro-plastiche<\/span><\/strong> &#8211; possono derivare dalla rottura di oggetti pi\u00f9 grandi oppure sono scarti di lavorazione. L&#8217;ambiente marino viene inquinato anche da particelle come granuli, pellet e fibre di diversa origine. Oltre al loro impatto visivo, le micro-plastiche possono agire come vettori di dispersione di additivi chimici, inquinanti organici e metalli pesanti, accumulandosi ed entrando nella catena alimentare.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo l\u2019ingestione di micro-plastiche \u00e8 ampiamente riportata e le prime testimonianze di un trasferimento trofico sono emerse. I dati portano ad inserire il vortice di plastiche mediterraneo &nbsp;come la sesta grande zona di accumulo di rifiuti plastici nei mari del Pianeta. <strong><span style=\"color: #008000;\">Lo studio mostra che<\/span><\/strong>, a causa delle coste sempre pi\u00f9 densamente popolate, della pesca, del trasporto commerciale marittimo, delle attivit\u00e0 turistiche e industriali, <strong><span style=\"color: #008000;\">notevoli quantit\u00e0 di rifiuti marini si stanno accumulando nel bacino del Mediterraneo,<\/span> <span style=\"color: #008000;\">che vengono poi raccolti dalle correnti in ammassi di magnitudine ancora da determinare<\/span>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le simulazioni mostrano che tra il 21% e il 54 % di tutte le particelle di plastica (cio\u00e8 tra 3,2 e 28,2 \u00d7 1012 particelle), ovvero tra il 5% e il 10% della massa plastica globale (stimata tra 4,8 e 30,3 mila tonnellate) entra in queste spirali mostruose. Ovviamente la biodiversit\u00e0 ne subisce un forte impatto. Polimeri &nbsp;sono stati trovati nel contenuto dello stomaco di grossi predatori pelagici e di molte specie commerciali. Grandi quantit\u00e0 di detriti di plastica sono stati anche segnalati sul fondo del mare, in galleggiamento e sulla fascia litorale. Studi sulla abbondanza delle micro-particelle galleggianti mostrano che esso \u00e8 principalmente focalizzato sulla parte nord ovest&nbsp;del bacino ma future ricerche ci daranno maggiori elementi. Rimando al <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/articles\/srep37551\">rapporto&nbsp;del ISMAR- CNR<\/a>&nbsp;per una trattazione pi\u00f9 compiuta dell\u2019argomento.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000; font-size: 24pt;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; NO PLASTIC &#8211; BE SMARTER<\/span><\/p>\n<p>immagine satellitare dell&#8217;area dell&#8217;isola di Henderson che mostra le patch di accumuli di plastiche <a class=\"scrollTo\" href=\"http:\/\/www.esa.int\/ESA_Multimedia\/Images\/2018\/04\/Henderson_Island#.Xqg28MbwhAV.link\">\u00a9 Copernicus Sentinel data (2018), processed by ESA, CC BY-SA 3.0 IGO<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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