{"id":115384,"date":"2025-03-04T00:03:00","date_gmt":"2025-03-03T23:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=115384"},"modified":"2025-03-05T08:25:57","modified_gmt":"2025-03-05T07:25:57","slug":"la-politica-americana-tra-bastone-e-carota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115384","title":{"rendered":"La &#8220;Carrot and Stick Strategy&#8221; di Donald Trump"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: STATI UNITI VS RUSSIA VS EUROPA<\/strong><\/span><br \/>parole chiave: USA, Russia, Cina, Unione Europea<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Si parla molto dei rapporti diretti tra USA e Russia per raggiungere una stabilizzazione in Ucraina. Si tratta di un\u2019iniziativa unilaterale, apparentemente non concordata con gli alleati e tanto meno con l\u2019UE che dall\u2019invasione russa ha sempre supportato con decisione la difesa dell\u2019Ucraina. Ancora pi\u00f9 eclatante la dichiarazione che sarebbero presto iniziati negoziati diretti per porre fine alla guerra in un summit nel prossimo futuro a Riyadh, Arabia Saudita. Di fatto Donald Trump ha sconvolto gli schemi canonici della diplomazia, in controcorrente con le politiche precedenti (tra l&#8217;altro da lui sempre avversate), cercando un ravvicinamento a Putin che di fatto spezza l&#8217;isolamento diplomatico occidentale che coinvolge anche i Paesi Europei.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/006GAR36263-768x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 006GAR36263-768x1024.jpg\" width=\"854\" height=\"1139\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la nuova America di Trump, oltre la propaganda &#8211; photo credit @Guido Alberto Rossi<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Sin dai primi giorni del suo insediamento<strong><span style=\"color: #008000;\"> Donald Trump<\/span><\/strong> ha mostrato un atteggiamento di rottura con gli schemi del suo predecessore, inteso a ricucire i danni sociali ed economici delle amministrazioni precedenti. A settembre 2024, il debito nazionale degli Stati Uniti ammontava a <span style=\"color: #008000;\"><strong>35,4 trilioni di dollar<\/strong>i<\/span>, il pi\u00f9 alto mai registrato, senza segni di riduzione causato da una spesa eccessiva cronica. Per avere un&#8217;idea, nell&#8217;anno fiscale 2024, il governo precedente ha speso in eccesso di circa 1,83 trilioni di dollari rispetto alla sua riscossione delle entrate. Per memoria, dopo la prima parentesi Trump, l&#8217;andamento dei prezzi era salito del 18%, cosa inimmaginabile negli Stati Uniti. Trump \u00e8 un uomo d&#8217;affari prima ancora di essere un politico e guarda al profitto per il suo Paese che non pu\u00f2 continuare a sostenere un debito cos\u00ec alto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-03-114415-1024x401.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-03-114415-1024x401.png\" width=\"1024\" height=\"401\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>l&#8217;andamento del debito federale statunitense. Notare l&#8217;impennata nel periodo del COVID &#8211; Fonte<br \/><\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/fred.stlouisfed.org\/series\/GFDEBTN\/\">Federal Debt: Total Public Debt (GFDEBTN) | FRED | St. Louis Fed<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Guardando l\u2019andamento dell\u2019inflazione americana &#8211; nel senso di tasso d\u2019inflazione, cio\u00e8 la differenza tra i prezzi rispetto a quelli dell\u2019anno precedente &#8211; il periodo Trump era stato abbastanza stabile, a parte un periodo di recessione in cui scese e la pandemia nella parte terminale della sua presidenza, ma con l&#8217;arrivo di Biden l&#8217;inflazione sal\u00ec fino 9,1% per poi riscendere lentamente con l&#8217;arrivo dell&#8217;attuale presidente. Effetto taumaturgico o no, basta viaggiare negli Stati Uniti in questo periodo per domandarsi cosa \u00e8 successo del sogno americano. Non c&#8217;\u00e8 quindi da meravigliarsi se Trump stia cercando di consolidare, con scelte dure ed impopolari in campo economico &#8211; ma anche militare &#8211; , quanto promesso in campagna elettorale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-01-195610.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-01-195610.png\" width=\"873\" height=\"463\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">elaborazione da https:\/\/tg24.sky.it\/economia\/2024\/03\/08\/economia-usa<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Quello che colpisce l\u2019opinione pubblica europea \u00e8 l&#8217;apparentemente nuova posizione statunitense nei confronti della NATO.<\/strong> <\/span>In realt\u00e0, per chi ha vissuto i primi dieci anni di questo millennio nei corridoi del Quartier Generale di Bruxelles, non appare niente di nuovo ma piuttosto della ricerca di una maggiore incisivit\u00e0 nelle decisioni della difesa collettiva. Gi\u00e0 dagli ultimi Summit del secolo scorso, gli Stati Uniti avevano sollevato il problema della riduzione del peso finanziario a loro carico degli Stati inerenti gli armamenti, chiedendo una ridistribuzione pi\u00f9 equa delle spese militari su tutti i Paesi membri. Il rientro della Francia nell\u2019Alleanza avrebbe dovuto facilitare il processo ma di fatto provoc\u00f2 non pochi momenti imbarazzanti. Va compreso che la risuddivisione delle spese avrebbe garantito agli Stati Uniti due vantaggi: una riduzione dei costi della Difesa (ormai insostenibili, in particolare per il mantenimento in efficienza della componente nucleare) e la vendita preferenziale di armi ad alta tecnologia agli Alleati. Di fatto, la situazione peggior\u00f2 causando, all\u2019interno dell\u2019Alleanza, innumerevoli discussioni su come affrontare il problema a fronte della crisi economica globale aggravata durante il COVID. Ricordo che anche dall\u2019Unione Europea, dalla quale si aspettava una certa coesione di intenti, arrivarono alla NATO delusioni cocenti: in parole semplici gli staff militari della UE, tra l&#8217;altro in gran parte membri della NATO, non riuscivano a trovare una quadra con i propri colleghi dell&#8217;Alleanza. Un problema ovviamente non operativo (la loro formazione militare era simile) ma politico che si sta rivelando nella sua drammaticit\u00e0 in questo momento. Non c\u2019\u00e8 quindi da meravigliarsi se gli Stati Uniti, attanagliati da non poche situazioni interne, si siano ritrovati arrovellati tra questioni di lana caprina su aspetti sociali mentre il mondo si avvicinava sempre pi\u00f9 ad una situazione di scontro, non di civilt\u00e0 ma di potere per accaparrarsi le risorse strategiche necessarie per il III millennio. Nel frattempo la Cina, silenziosamente, si \u00e8 gi\u00e0 impadronita di una gran parte dell\u2019Africa mettendo a segno, uno dopo l\u2019altro tutti i suoi obiettivi strategici. Altri Paesi emergenti, seppur riuniti in una coalizione di intenti fragile come i<strong><span style=\"color: #008000;\">BRICS<\/span><\/strong>, hanno messo i loro paletti, sottolineando che comunque le priorit\u00e0 restano focalizzate sugli interessi nazionali. A loro vantaggio le politiche democratiche statunitensi che non avevano portato vantaggi significativi nella classe media, contribuendo all&#8217;indebolimento dell&#8217;efficienza dello strumento militare statunitense. Questa situazione ha in parte favorito la vittoria, seppur di misura, dell\u2019intemperante Trump.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vediamo ora l\u2019analisi della situazione:<\/span><\/strong> Trump sta tirando diritto per accontentare i suoi elettori con azioni coerenti al suo programma elettorale; pu\u00f2 non piacere per i suoi modi, quella <strong><em><span style=\"color: #008000;\">carot and stick strategy<\/span><\/em><\/strong> che lascia molto perplessi i suoi interlocutori, ma vanno visti nel contesto statunitense; Trump rappresenta perfettamente una parte dell&#8217;America che vede come priorit\u00e0 i propri bisogni ed \u00e8 stanca di vedere risorse &#8220;sprecate&#8221; in campagne sociali dai risultati incerti. In merito all\u2019Ucraina, al di l\u00e0 dei brainstorming nei vari salotti televisivi o mediatici, quello prospettato dallo staff presidenziale \u00e8 abbastanza chiaro: opposizione all&#8217;ingresso di Kiev nella <strong><em><span style=\"color: #008000;\">NATO, un nulla contro che i territori occupati da Putin possano restare alla Russia, e nessun intervento diretto delle truppe americane in difesa dell&#8217;Ucraina<\/span><\/em><\/strong>. Sebbene le posizioni appaiano chiare ed in contrasto con il diritto consuetudinario internazionale, di fatto legittimando la legge del pi\u00f9 forte, si pone un interessante dilemma: quale dovrebbe essere il comportamento americano in caso di invasione di Taiwan da parte della Cina popolare? Di fatto una simile decisione metterebbe in crisi il rapporto di fiducia reciproca nel mondo occidentale, che ha sempre visto nel ruolo degli Stati Uniti la via per contrapporsi a tutti i totalitarismi, in ultimo quello sovietico. In un simile contesto diventa ancora pi\u00f9 evidente l&#8217;assenza di una figura diplomatica del calibro di Kissinger che, campione della realpolitik, pur sottolineando che &#8220;<span style=\"font-size: revert; color: initial;\"><em><strong><span style=\"color: #008000;\">Non si fanno le guerre per il beneficio dell\u2019umanit\u00e0, ma per interessi nazionali<\/span><\/strong><\/em>&#8220;, di fatto sosteneva che &#8220;<\/span><span style=\"color: initial;\"><strong><em><span style=\"color: #008000;\">La debolezza ha sempre rappresentato una tentazione ad usare la forza.<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Se la prima \u00e8 indiscutibile, la seconda mostra come l&#8217;uso della forza, con operazioni speciali o interventi di pacificazione, sia il fallimento della diplomazia.<\/span><\/p>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/GEOPOLITICA-USA-Henry_Kissinger_at_the_LBJ_Library_2016-1024x682.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-USA-Henry_Kissinger_at_the_LBJ_Library_2016-1024x682.jpg\" \/><\/div>\n<p align=\"justify\">Al di l\u00e0 dei modi, la domanda che noi Europei ci potremmo porre \u00e8 legata alla sicurezza del vecchio continente nel prossimo futuro. <strong><span style=\"color: #008000;\">La nostra sicurezza si basa principalmente su un\u2019Alleanza transatlantica che, all\u2019articolo 5, sancisce la mutua difesa.<\/span><\/strong> Una posizione di riconoscimento in tal senso metterebbe in crisi gli equilibri attuali che si basano su accordi di mutuo supporto e condivisione delle forze, inclusa l\u2019approvazione di un livello di ambizione che stabilisce la consistenza delle forze assegnate. Concetti che prevedono una rivisitazione periodica delle decisioni, democraticamente prese in consessi in cui ogni Paese membro pu\u00f2 porre il veto. In estrema sintesi, una posizione di disimpegno americano potrebbe comportare un immobilismo politico-militare, lo stesso fattore che di fatto non ha consentito lo sviluppo delle politiche militari dell\u2019Unione Europea. Potremmo dire che la NATO ha bisogno degli Stati Uniti quanto loro hanno bisogno di noi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/006GAR36259-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 006GAR36259-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;America ha bisogno degli Alleati europei e l&#8217;Europa degli Stati Uniti. Bisogna sedersi intorno ad un tavolo e capirsi, abbaiare non serve a nulla &#8211; photo credit @Guido Alberto Rossi<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Cosa sta succedendo a livello mondiale?<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Per comprendere l&#8217;importanza della cooperazione euro-atlantica bisogna fare un passo indietro; non si tratta solo della lotta per le risorse, gi\u00e0 prevista alla fine del secolo scorso e purtroppo favorita dalla globalizzazione, ma dall\u2019incapacit\u00e0 a mettere frutto un sistema Europa competitivo a livello globale ed in grado di proporsi come esempio di funzionalit\u00e0 ed efficacia per contrastare gli appetiti di Stati le cui radici culturali e di pensiero sono totalmente diverse da quelle europee. L\u2019argomento \u00e8 complesso e ovviamente discutibile; ci stiamo avvicinando ad uno scontro di civilt\u00e0 che richiama il <strong><span style=\"color: #008000;\">pensiero di Huntington<\/span><\/strong> e che trova spazio dalle politiche neocapitalistiche del dopoguerra basate su un <span style=\"color: #008000;\"><em><strong>novus ordo oeconomicus<\/strong><\/em><\/span> in cui l\u2019onnipotenza del mercato avrebbe sostituito le societ\u00e0 precedenti, distruggendo valori etici e morali e creando un pensiero unico basato sul <strong><em><span style=\"color: #008000;\">politically correct<\/span><\/em><\/strong>, corrotto da bias sociali nei quali la verit\u00e0, un\u2019interpretazione gi\u00e0 da s\u00e9 non sempre univoca, veniva sostituita dall\u2019utilit\u00e0 e dal successo economico. Ne deriv\u00f2 un impoverimento culturale degli individui sempre pi\u00f9 &#8220;guidati&#8221; attraverso una visione tecnocratica da lobby transnazionali che, attraverso i mezzi di comunicazione, monopolizzarono il pensiero comune, offrendo in cambio la soddisfazione dei bisogni primari. Interessante il caso degli Stati Uniti dove le politiche basate su valori di uguaglianza della Rivoluzione francese si trasformarono dalle teorie di Adam Smith, che in qualche maniera assimilavano l&#8217;ordine economico all&#8217;ordine morale, al nuovo ordine mondiale di Bush. In realt\u00e0, con la caduta dei totalitarismi del secolo scorso, si sarebbe aspettata una crescita equilibrata dove le grandi potenzialit\u00e0 offerte dallo sviluppo tecnologico avrebbe fornito nuove prospettive, ma questo non avvenne. Di fatto la storia ce lo insegna; il buono e il giusto delle cose non sempre coincidono con l\u2019ideale che dovrebbe guidare i desideri collettivi. Il mito del self made man, del successo facile, dell\u2019individualismo condussero ad un mondo che ci ricorda i timori di <strong><span style=\"color: #008000;\">Tocqueville<\/span><\/strong>, che prevedeva che anche in una societ\u00e0 democratica un aumento dell&#8217;individualismo avrebbe indebolito la coesione sociale inducendo l&#8217;individuo, sempre meno educato, ad adeguarsi alla volont\u00e0 della maggioranza. Nell\u2019ultimo dopoguerra si assistette alla nascita di un potere, che potremmo definire transnazionale, in cui i bisogni primari dei cittadini venivano assicurati mantenendo i singoli in uno stato adolescenziale, in cui il <strong><em><span style=\"color: #008000;\">panem et circenses<\/span><\/em><\/strong> rendeva poco attraente la necessit\u00e0 di pensare. In un tale contesto prese forza il globalismo che, portando in secondo piano ogni forma umanistica, favor\u00ec l\u2019apparire e non l\u2019essere. Questo comport\u00f2 che tutto ci\u00f2 che non aveva un\u2019utilit\u00e0 immediata fosse ritenuto non necessario, di fatto vendendo l\u2019illusione di poter soddisfare ogni desiderio come libert\u00e0 individuale. Di fatto il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">there is no alternative<\/span><\/strong>\u201d thatcheriano, anche nel cuore dell\u2019Europa (all\u2019epoca la Gran Bretagna ne faceva parte), favor\u00ec nel ceto medio una certa rassegnazione: non c\u2019era speranza di redenzione ed il mondo stava ormai correndo verso un baratro inevitabile (ricordate il filone dei film apocalittici del secolo scorso, dove il machismo veniva esaltato a fronte dei valori umani). Il distacco dalla politica attiva di molti port\u00f2 ad un indebolimento anche nei rapporti umani. Fattore che, grazie ad una maggiore condivisione dell\u2019informazione, mostr\u00f2 la debolezza della societ\u00e0 occidentale alle altre civilt\u00e0. In estrema sintesi, in molti Paesi occidentali inizi\u00f2 un processo di decadentismo dove valori universali come la cultura, il rispetto, le identit\u00e0 sociali, che per secoli avevano rappresentato la volont\u00e0 dell\u2019Uomo di ricercare una via comune e condivisibile, si annichilirono, trasformando le societ\u00e0 in un insieme di individualit\u00e0 appiattite, intrappolate in una rete dove la \u201cverit\u00e0\u201d era quella imposta da chi aveva &#8211; ed ha &#8211; il controllo delle comunicazioni. Nell&#8217;America del XX-XXI secolo, e a caduta nel mondo globalizzato, si attua ci\u00f2 che viene descritto da Ercolani: &#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Con l\u2019evoluzione della \u00absociet\u00e0 dello spettacolo\u00bb sta maturando il passaggio da una forma di dominio sui corpi a una sulle menti. L\u2019individuo, sotto attacco nella sua sfera intellettiva, rischia di perdere la capacit\u00e0 di agire consapevolmente e di essere soggetto della storia.<\/span><\/strong>&#8220;. <\/em>L&#8217;ignoranza dilaga a favore dell&#8217;apparenza e a sfavore dell&#8217;essere per cui diventa sempre pi\u00f9 facile imporre verit\u00e0, nel caso giustificate dall&#8217;intelligenza artificiale.\u00a0 Non stupiamoci quindi che, in questo complesso III millennio, anche le regole consuetudinarie del diritto, faticosamente accettate nei secoli, sembrano essere tornate in discussione e il fenomeno Trump \u00e8 un esempio calzante. Poco importa quindi la violazione della sovranit\u00e0 di un Paese, se \u00e8 possibile giustificarla con una apparente realpolitik.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/1e1716e0-trump-4x3.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1e1716e0-trump-4x3.jpg\" width=\"851\" height=\"638\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Donald Trump e la rottura degli schemi<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In questo scenario, Trump ha sorpreso tutti con la sua apertura verso Putin, una scelta che fa discutere e spaventa i Paesi ex sovietici membri della NATO; analogamente mostra uno scarso se non marginale interesse verso l\u2019Europa, un insieme di Paesi disuniti per i quali non mostra aver grande riguardo. Tuttavia la sua posizione non \u00e8 una novit\u00e0: gi\u00e0 alla fine del secolo scorso gli Stati Uniti avevano richiamato gli Alleati ad una maggior assunzione di responsabilit\u00e0<strong><span style=\"color: #008000;\">.<\/span><\/strong> Se la NATO pu\u00f2 incominciare a riflettere sul recente passato, ancor pi\u00f9 deve farlo l\u2019Europa che non ha mai provato seriamente a creare una sua struttura difensiva. Ora i Paesi dell\u2019UE e, vogliamo inserire, anche il Regno Unito, dovranno trovare una soluzione per assicurare che questa frammentata unione possa mettersi in grado di difendersi non solo dal revanscismo russo ma anche dalle minacce provenienti dalla regione nord africana. Nel primo caso le armi economiche non mancherebbero, avendo di fatto congelato i beni russi, ma andrebbero sciolti molti nodi interni; innanzitutto andrebbero appianate le tendenze &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">da prima donna<\/span><\/em><\/strong>&#8221; di alcuni, stabilendo regole approvate <strong><span style=\"color: #008000;\">da tutti<\/span><\/strong> sul livello di ambizione che si vuole ottenere, armonizzando le necessit\u00e0 energetiche, ricostruendo le politiche con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo &#8211; al di fuori degli interessi nazionali-, riducendo le aree di instabilit\u00e0 e frizione e, non ultimo, mantenendo il controllo dei mari, grande ricchezza per tutti. Queste azioni potrebbero garantire ad un Unione Europea allargata (con la presenza del Regno Unito) una possibilit\u00e0 di sopravvivenza. Rimane quindi aperta la problematica dell\u2019Ucraina; la necessit\u00e0 di un accordo di una pace duratura \u00e8 ormai non pi\u00f9 demandabile ma per essere reale deve esserci una volont\u00e0 comune.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Ukraine_President_Volodymyr_Zelensky_U.S._President_Donald_Trump_Clash_During_Meeting-1024x570.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Ukraine_President_Volodymyr_Zelensky_U.S._President_Donald_Trump_Clash_During_Meeting-1024x570.png\" width=\"1024\" height=\"570\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>fotogramma dello scontro tra il Presidente dell&#8217;Ucraina Volodymyr Zelensky e il U.S. President Donald Trump. Pi\u00f9 che di un dialogo diplomatico, lo scontro verbale \u00e8 andato oltre i limiti della diplomazia.<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ukraine_President_Volodymyr_Zelensky_U.S._President_Donald_Trump_Clash_During_Meeting.png\">Ukraine President Volodymyr Zelensky U.S. President Donald Trump Clash During Meeting.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Secondo le logiche del Diritto internazionale, l\u2019Ucraina non pu\u00f2 essere tagliata fuori dai negoziati, e tanto meno l\u2019Unione Europea, se non altro per l\u2019impegno profuso fino ad oggi. Le previsioni catastrofiche a seguito di ipotesi basate sul &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">e se &#8230;<\/span><\/strong>&#8221; aggiungono solo entropia in una situazione gi\u00e0 da s\u00e9 complessa. Prima di tutto sarebbe necessario comprendere fino a dove Trump vuole andare: basti pensare agli ultimi colloqui con il leader ucraino Zelensky, riprese dalle televisioni di tutto il mondo, che mi hanno ricordato le riunioni di un condominio dove i proprietari si accapigliano per il posto auto. Al di l\u00e0 dell&#8217;increscioso episodio (alla NATO si definirebbe dramatic but not serious), voglio fare una mia considerazione: sebbene sia ormai chiaro l\u2019obiettivo di Trump, il Presidente statunitense ha ancora bisogno dell\u2019Europa e della NATO; le sue posizioni estreme non facilitano certo le relazioni euro atlantiche. Il suo obiettivo strategico sembrerebbe essere quello di ricucire le ferite con Putin, restituendogli una dignit\u00e0 internazionale, non tanto per condivisione di idee ma per pura opportunit\u00e0 politica; di fatto gli Stati Uniti non possono permettersi che la Russia si schieri a favore della Cina, il vero avversario economico del III millennio, con cui Mosca ha gi\u00e0 un rapporto di collaborazione tecnico-militare tutt\u2019altro che limitato. Per quanto concerne l&#8217;Europa, Trump non pare avere molto interesse, considerandola un insieme di Paesi che nel tempo si sono in qualche modo approfittati del sostegno americano, citando le differenze gi\u00e0 esistenti tutt&#8217;altro trascurabili sui dazi che sono a favore dell&#8217;Europa. Come sempre, lascio agli economisti le loro valutazioni, ricordando per\u00f2 che l&#8217;economia \u00e8 il mezzo ma l&#8217;obiettivo \u00e8 quello di cambiare il cuore e l&#8217;anima (Margaret Thatcher). Non ultimo un cenno alla <strong><em><span style=\"color: #008000;\">big stick policy<\/span><\/em><\/strong> citata da Trump. Fa parte del personaggio che ci ha abituato negli anni a queste parole grosse, al limite se non oltre il politically correct. In realt\u00e0, ancora una volta, una riassicurazione; Trump non ha inventato nulla; &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Parla piano e porta un grosso bastone<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, \u00e8 una frase attribuita all&#8217;ex presidente degli Stati Uniti <strong><span style=\"color: #008000;\">Theodore Roosevelt<\/span><\/strong>. Nel caso di Trump potremmo azzardarci ad un pi\u00f9 nazionale \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">can che abbaia non morde<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Donald Trump parla a voce alta, senza tener conto che lo stesso mondo economico che lo sostiene potrebbe non gradire un cambiamento di policy che necessiterebbe una costosa presenza militare dominante in tutto il mondo; un costo enorme certo non gestibile dall\u2019economia americana che aveva, ripeto sin dall\u2019ultimo decennio del secolo scorso, fatto comprendere la necessit\u00e0 di distribuire le spese militari, sostenute dagli Stati Uniti per decenni per proteggere gli alleati europei. Questo a meno di trovare una quadra con la Russia e con le altre superpotenze con rapporti bilaterali che appaiono essere poco percorribili.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Cosa possiamo fare?<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo aver letto questa lunga dissertazione molti si potranno domandare cosa pu\u00f2 fare questa ancora debole Europa chiamata, ancora una volta, a prendersi le sue responsabilit\u00e0. Credendo nello spirito l&#8217;Atlantico, ritengo che tutti i Paesi europei debbano tornare a ricordarsi i valori fondanti che hanno fatto grande il nostro continente. \u00c8 il momento che l\u2019Europa si risvegli, togliendosi da addosso i panni dei mantenuti privilegiati; abbiamo divergenze culturali ma abbiamo dalla nostra secoli di cultura e crescita comune. L\u2019Unione Europea deve rialzarsi e trovare una soluzione pragmatica con gli Stati Uniti; in questo frangente l\u2019Italia potrebbe giocare un ruolo chiave nel favorire un nuovo equilibrio internazionale, avendo dimostrato in questi ultimi anni una nuova maturit\u00e0 politica con una visione maggiore ad altri Paesi. Per poterlo fare per\u00f2 deve avere una comunit\u00e0 di intenti con tutti gli Alleati, e <strong><span style=\"color: #008000;\">guardare oltre l\u2019orizzonte<\/span><\/strong>. Ci vuole pragmatismo e onest\u00e0 intellettuale in questa nuova partita a scacchi che dobbiamo vincere per non scomparire.<br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. ..ARGOMENTO: GEOPOLITICAPERIODO: XXI SECOLOAREA: STATI UNITI VS RUSSIA VS EUROPAparole chiave: USA, Russia, Cina, Unione Europea. Si parla molto dei rapporti diretti tra USA e Russia per raggiungere una stabilizzazione in Ucraina. 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