{"id":115210,"date":"2025-04-05T00:02:00","date_gmt":"2025-04-04T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=115210"},"modified":"2026-03-23T17:30:59","modified_gmt":"2026-03-23T16:30:59","slug":"la-ferrovia-dellarsenale-della-spezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115210","title":{"rendered":"La Ferrovia dell&#8217;Arsenale Militare della Spezia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE&nbsp;<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XIX SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br>parole chiave: La Spezia, Arsenale, Ferrovia<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">L\u2019arsenale spezzino, rispetto a tutti gli altri arsenali militari italiani, navali e di terra, fu quello che ebbe i pi\u00f9 importanti raccordi interni e con la rete ferroviaria nazionale: buona parte della periferia della citt\u00e0 era percorsa dai binari della Marina e poich\u00e9 una delle linee si stendeva lungo tutto il lungomare, per decenni il treno si mise bene in mostra guadagnandosi il ricordo dei vecchi spezzini che non \u00e8 ancora scomparso. La ferrovia, proveniente da Pisa, giunse alla Spezia il 4 agosto 1864 ma, indipendentemente da questo, essendo prioritaria una rete ferroviaria per i trasporti interni, nell\u2019arsenale, che all\u2019epoca era in corso di costruzione, era gi\u00e0 operativa una rete provvisoria da cantiere su cui circolavano tre locomotive, 133 vagoni \u201cda terra\u201d e 20 vagoni \u201cda sassi\u201d. Infatti fin dal 1863 la Regia Marina aveva acquistato 1.000 tonnellate di rotaie dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Guppy di Napoli<\/span><\/strong> e aveva preso accordi con le Ferrovie Piemontesi dello Stato per la cessione di 10.000 traversine usate, il noleggio di due locomotive e di vari carri (1) con cui furono allestiti 20 chilometri di ferrovie di servizio e il 1\u00b0 luglio 1868 fu inaugurata la linea costiera che usciva dal recinto arsenalizio e proseguiva lungo il mare raggiungendo lo stabilimento di San Bartolomeo sul lato orientale del golfo. L\u2019intera rete risulta completata nel suo assetto definitivo nel 1870 e comprendeva 29 chilometri di binari, 16 scambi, 7 piattaforme girevoli, 12 vetture passeggeri e ben 380 vagoni, cinquanta dei quali furono presto ceduti alle ferrovie sarde (2). A quell\u2019epoca la ferrovia dell\u2019arsenale non era collegata al sistema nazionale; La Spezia aveva una stazione provvisoria che si trovava nella localit\u00e0 Valdellora e quella attuale fu inaugurata nel 1887 mentre Valdellora fu declassata a stazione merci e successivamente i suoi binari entrarono a far parte dello scalo di Migliarina. Gi\u00e0 qualche anno prima, come si seppe la precisa ubicazione scelta per la futura stazione definitiva, l\u2019autorit\u00e0 militare decise subito la costruzione di un raccordo fra questa e l\u2019Arsenale per fare cessare l\u2019isolamento della propria rete e porre fine alle gravi difficolt\u00e0 che incontrava ogni volta che si ricevevano per ferrovia materiali pesanti che dovevano essere poi trasportati faticosamente a destinazione con ordinari carri stradali trainati da locomobili a vapore. Tale raccordo fu finanziato con la legge del 26 maggio 1878 anche se bisogn\u00f2 aspettare il 1887 per la pubblicazione del relativo bando di gara ed avviarne la costruzione.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150150.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150150.png\" width=\"856\" height=\"479\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>In questa mappa del 1876 \u00e8 ben evidente la ferrovia arsenale-San Bartolomeo e la mancanza di un raccordo con la rete nazionale<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150222.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150222.png\" width=\"884\" height=\"1183\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il raccordo La Spezia Centrale-Marola e il tratto interno della ferrovia<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150238.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150238.png\" width=\"896\" height=\"640\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La \u201cPorta Ferrovia\u201d dove la linea proveniente dalla stazione centrale entrava in arsenale.<\/strong> <strong>Per il suo valore storico \u00e8 stata inserita fra i Beni Culturali (da Google Maps)<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150249-1.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150249-1.png\" width=\"862\" height=\"828\">La linea in uscita verso San Bartolomeo con il ponte sul Lagora (da Google maps)<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Il 1\u00b0 dicembre 1900 fu aperto il raccordo da Valdellora al porto commerciale della Spezia lungo 2.870 metri che, intersecando alla stazione marittima la <span style=\"color: #008000;\"><strong>ferrovia arsenale-San Bartolomeo<\/strong><\/span>, diede quindi alla rete militare un secondo sbocco verso quella italiana. Nella zona di San Bartolomeo si trovavano numerose diramazioni come quella del <strong><span style=\"color: #008000;\">Molo Pagliari<\/span><\/strong> (3) e altre che si addentravano verso l\u2019interno per collegare depositi della Marina, dell\u2019Esercito e aziende industriali. Su una di queste si innestava una breve linea per la <span style=\"color: #008000;\"><strong>batteria Valdilocchi<\/strong><\/span> che era a scartamento ridotto di 800 millimetri e quindi fra i carri di questa e quelli provenienti dalla Spezia, a scartamento normale, era necessario il trasbordo dei materiali.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150304-1.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150304-1.png\" width=\"846\" height=\"453\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il tratto di binario fiancheggiante il porto in cui si svolgeva promiscuamente il traffico commerciale e quello militare (Cartolina dell\u2019epoca)<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Il 21 aprile 1936 fu aperta la nuova stazione di Migliarina dal quale partiva un binario per la stazione marittima, che \u00e8 sostanzialmente quello tuttora utilizzato, mentre fu abbandonato il vecchio <strong><span style=\"color: #008000;\">raccordo Valdellora-Porto<\/span><\/strong> che, all\u2019incirca, seguiva l\u2019attuale via Antoniana.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150325.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150325.png\" width=\"846\" height=\"766\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il materiabile rotabile&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Il materiale rotabile era di provenienza eterogenea, spesso acquistato usato dalle Ferrovie dello Stato o di altre amministrazioni, quasi sempre piuttosto anziano e senza particolari prestazioni, ma d\u2019altra parte doveva muoversi su percorsi molto limitati. Le prime locomotive dovrebbero essere state acquistate dalla ditta inglese Stephenson e poi il parco si accrebbe sensibilmente se si pensa che nel solo 1947 furono rimesse in efficienza ben 13 locomotive. Queste avevano un numero di matricola o un nome a seconda della provenienza o dell\u2019estro del momento. In un elenco del 1947 figurano le locomotive Chiodo, Palmaria, Santa Barbara, Portovenere, San Bartolomeo, Cesarino, C1, C 28, C37, C39.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150341.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150341.png\" width=\"845\" height=\"784\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La locomotiva C1 del 1914 e proveniente dalla ferrovia Castelbolognese-Riolo Terme dove portava il n.3. E\u2019 attualmente esposta presso un ristorante in provincia di Lucca (dalla pagina Facebook aziendale)<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Fra le locomotive vi erano anche le 851021, 140 e 120 noleggiate dalle FS e la 851006 acquistata nel 1936.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150358.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150358.png\" width=\"841\" height=\"321\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Anche se per riserva, la trazione a vapore non cess\u00f2 fino alla fine del servizio, ma subentrarono pi\u00f9 moderne macchine da manovra di varie dimensioni; gi\u00e0 nel 1947 risultava <strong><span style=\"color: #008000;\">una locomotiva ad accumulatori di costruzione Tecnomasio Italiano Brown Boveri<\/span><\/strong> e poi furono acquistate nel tempo 14 locomotive diesel principalmente della <strong><span style=\"color: #008000;\">Badoni di Lecco<\/span><\/strong>. Il parco rimorchiato era composto specialmente da carri scoperti di tipo ordinario e da vetture a terrazzini di vecchio tipo con cassa in legno, alcune gi\u00e0 appartenute al gruppo delle FS CT 38600 del 1906.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150412.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150412.png\" width=\"855\" height=\"481\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Locomotiva diesel Badoni e vettura CT 12, restaurate e conservate presso il Museo Nazionale Trasporti della Spezia (Foto FAI).<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Il parco dei carri era numeroso, antiquato e tradizionale anche se vi erano delle eccezioni come quelli destinati a carichi eccezionali o attrezzati per il trasporto di munizioni o siluri. Il materiale per uso interno portava la sigla <strong><span style=\"color: #008000;\">F.A. (Ferrovia dell\u2019Arsenale)<\/span><\/strong> mentre quello autorizzato a circolare sulla rete nazionale era immatricolato nel parco dei carri privati delle FS come i tanti appartenenti a grandi aziende pubbliche o private. Se l\u2019arsenale poteva costruire e effettuare la manutenzione di navi intere, a maggior ragione non aveva problemi per tenere in efficienza il proprio materiale. Per questo esisteva un\u2019officina-deposito nell\u2019angolo nord ovest dello stabilimento. Talvolta l\u2019arsenale si ciment\u00f2 perfino nelle costruzioni ferroviarie fra cui i veicoli componenti i treni armati della Marina durante la Prima guerra mondiale. Dopo la cessazione del servizio molto materiale rimase a lungo accantonato. Alla Spezia, nel frattempo, fu costituito un museo dei trasporti che riusc\u00ec a farsene assegnare una certa quantit\u00e0 e oggi conserva restaurati e in ordine di marcia locomotive, vetture e carri.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150424.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150424.png\" width=\"839\" height=\"693\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Carro scoperto (Coll. dell\u2019autore, origine sconosciuta)<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150438.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150438.png\" width=\"842\" height=\"285\">Carro per trasporti eccezionali della Regia Marina costruito dalle Officine di Savigliano nel 1913 <\/strong><\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong>(Pubblicit\u00e0 dell\u2019epoca)<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Il servizio&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Su tutte le linee militari si svolgeva un intenso traffico merci consistente in pi\u00f9 tradotte giornaliere il cui numero e la cui composizione era ovviamente variabile a seconda dei periodi e delle necessit\u00e0. Quelle dirette a San Bartolomeo si sdoppiavano lasciando al<strong><span style=\"color: #008000;\"> bivio Pagliari<\/span> <\/strong>i carri diretti verso Pitelli e Valdilocchi che venivano presi in consegna da un\u2019altra locomotiva. Si effettuavano anche due coppie di tradotte passeggeri, con orario diversificato, per operai e impiegati e varie altre corse venivano effettuate su brevi percorsi all\u2019interno dell\u2019arsenale come una specie di \u201cservizio urbano\u201d e, in estate, appositi treni balneari partivano per San Bartolomeo riservati al personale civile e militare della base. In accordo con l\u2019amministrazione delle Ferrovie dello Stato vennero istituiti treni speciali \u2013 non presenti nell\u2019orario ufficiale- con particolari tariffe e condizioni di viaggio per il trasporto degli operai lungo la linea tirrenica sulle relazioni Levanto-La Spezia e Sarzana-La Spezia che proseguivano fino all\u2019arsenale sul binario di propriet\u00e0 dell\u2019amministrazione della Marina che ne concedeva l\u2019uso gratuito. Nel dopoguerra fino agli anni \u201970 esisteva anche una vettura diretta da Gragnola, stazione situata sulla linea Lucca-Aulla, sostanzialmente ad uso degli operai diretti in arsenale che in quest\u2019ultima localit\u00e0 veniva agganciata a un treno proveniente da Pontremoli raggiungendo La Spezia.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150448.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150448.png\" width=\"840\" height=\"537\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Treno passeggeri (da cartolina)<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La chiusura&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\">La ricostruzione di Spezia nel dopoguerra e la crescita del traffico resero piuttosto ingombrante e poco decorosa la presenza del treno sul tratto di lungomare che fiancheggiava la <strong><span style=\"color: #008000;\">passeggiata Morin<\/span><\/strong> e che, tra l\u2019altro, era il meno utilizzato cos\u00ec che il capolinea fu arretrato al termine del fascio commerciale, pi\u00f9 o meno in corrispondenza della Capitaneria di porto. Il graduale ridimensionamento del numero delle maestranze, i servizi automobilistici e l\u2019uso dei mezzi privati ridussero la frequentazione dei treni operai finch\u00e9 il 16 giugno 1967 questi servizi furono sospesi.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150522.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150522.png\" width=\"839\" height=\"576\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\">I due raccordi separati funzionarono ancora a lungo per i treni merci e ogni traffico cess\u00f2 a fine 1979; i tracciati, spesso ancora riconoscibili bench\u00e9 abbandonati, in parte sono stati trasformati in piste ciclabili che dovrebbero essere estese alla totalit\u00e0 di quelli sopravvissuti. Da luoghi di lavoro a sollazzo per sfaccendati.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-20-150505.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-20-150505.png\" width=\"839\" height=\"477\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>I binari sul lungomare in una cartolina degli anni \u201950. Il raddoppio che si vede nell\u2019immagine permetteva la sosta del convoglio che attendeva gli operai in arrivo con i vaporetti del golfo.<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Guglielmo Evangelista<\/span><\/strong><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\">1) Le Ferrovie dello Stato furono istituite solo nel 1905; in precedenza si succedettero varie grandi e piccole amministrazioni pubbliche e private che si dividevano la rete.<\/p>\r\n<p align=\"justify\">2) L\u2019esercizio delle ferrovie sarde inizi\u00f2 nel 1871 e la rete principale fu completata nel 1884.<\/p>\r\n<p align=\"justify\">3) Il 3 luglio 1916 al molo Pagliari scoppiarono alcuni carri carichi di esplosivo che era appena stato sbarcato provocando la morte di ben 281 persone fra militari e civili.<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE&nbsp;PERIODO: XIX SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: La Spezia, Arsenale, Ferrovia. 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