{"id":114946,"date":"2025-03-19T00:02:00","date_gmt":"2025-03-18T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=114946"},"modified":"2025-03-19T05:53:18","modified_gmt":"2025-03-19T04:53:18","slug":"trump-tra-dazi-e-geopolitica-strategia-o-azzardo-di-gino-lanzara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114946","title":{"rendered":"Trump tra dazi e geopolitica: strategia o azzardo?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: green;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: green;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: green;\">AREA: STATI UNITI<\/span><\/strong><br \/>parole chiave: Trump<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ogni inizio \u00e8 foriero di interessi e curiosit\u00e0; la cosiddetta luna di miele si colloca entro i primi 100 giorni, prima che una f sostituisca la m.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Trump <span style=\"font-size: revert; color: initial;\">ha impresso un\u2019inedita accelerazione politica ossequiente alle promesse elettorali. Al di l\u00e0 della travagliatissima e non conclusa approvazione della squadra dei segretari di stato, la struttura del governo federale, in quanto a forza lavoro, \u00e8 la stessa da oltre 50 anni, nonostante demografia e spese siano cresciute tanto da evidenziare il ruolo tecnologico e dei collaboratori esterni necessari a colmare i gap, collaboratori che si pongono con i dipendenti federali in un rapporto di oltre due a uno e creano una forza parallela che solleva questioni inerenti a responsabilit\u00e0 e limiti delle funzioni esecutive.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/GEOPOLITICA-US-TRUMP-Donald_Trump_29273256122.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-US-TRUMP-Donald_Trump_29273256122.jpg\" width=\"839\" height=\"560\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Una delle promesse di <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>The Donald<\/em><\/strong><\/span> consiste nella riduzione del governo federale, cosa che ha consentito a Musk di guidare un&#8217;organizzazione esterna al governo, la DOGE che si \u00e8 scontrata con problemi di fattibilit\u00e0. Licenziare dipendenti pubblici senza una strategia atta a garantire i servizi conduce a disastri<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>1<\/strong><\/span><\/sup>, anche perch\u00e9 le proiezioni di spesa sembrano dimostrare che il risparmio da tagli del personale sarebbe troppo esiguo e non colmerebbe il deficit; inoltre, la maggior parte dei dipendenti pubblici si limita ad applicare normative<span style=\"color: #008000;\"><strong><sup>2<\/sup><\/strong><\/span>; non farlo costituirebbe un fallimento, una responsabilit\u00e0 inevitabile per qualsiasi Presidente, come accaduto a Carter per gli elicotteri precipitati in Iran; a Bush per l\u2019uragano Katrina; a Obama per l\u2019Obamacare; a Trump<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>1<\/strong><\/span><\/sup> per il COVID; a Biden per il ritiro afghano. C\u2019\u00e8 dunque da comprendere cosa sia, o meglio, cosa desideri essere oggi il governo federale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un\u2019altra \u2013 impopolare &#8211; premessa da fare riguarda la connotazione sociale americana, contrastante con la narrazione europea del melting pot, dato che Trump rappresenta l\u2019America profonda, quella degli Stati bianchi, conservatori, fideisti. I temi elettorali sono una reprise di quelli del 2017: clandestini e blocco del Birthright citizenship<span style=\"color: #008000;\"><strong><sup>3<\/sup><\/strong><\/span>, con un\u2019alleanza a scadenza con il mondo del business, condizionata dalla volubilit\u00e0 del rapporto sia con Musk sia con l\u2019\u00e9lite tecnologica, estremamente sensibile ai cambi di vento e dove la maggioranza congressuale repubblicana non \u00e8 poi cos\u00ec granitica: inevitabile il ricorso agli ordini esecutivi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per l\u2019intanto, i conservatori hanno apprezzato le critiche rivolte alle precedenti Amministrazioni, pur stigmatizzando la totale assenza di galateo politico; i progressisti sono invece rimasti colpiti dalle spiazzanti posizioni assunte dalla nobilt\u00e0 di Silicon Valley, mai avvertita a sinistra cos\u00ec distante, e comunque padrona delle chiavi del futuro, in un contesto dove l\u2019et\u00e0 anagrafica condiziona ed in cui <strong><span style=\"color: #008000;\">J.D. Vance<\/span> <\/strong>potrebbe assumere un rilievo sostanziale. Il grande business ha inteso che la variabile bellica \u00e8 contro qualsiasi interesse, tutto qui. La gestione dei migranti, vista la querelle con Bogot\u00e0, per cui politicamente non esistono clandestini, e la paventata riapertura di Guantanamo, evocano nuove prospettive inaugurate, gi\u00e0 dal mattino del 20 gennaio, con un aumento degli arresti soprattutto nelle maggiori citt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/trump-china-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 trump-china-1024x683.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Cambiamo versante: Esteri<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel Golfo Riyadh sta entrando nella fase cruciale delle riforme di Vision 2030 e guarda a Trump, alleato prezioso da un lato ma un\u2019incognita dall\u2019altro, laddove possa mettere in difficolt\u00e0 Mohammed bin Salam su Iran, sull\u2019integrazione con Israele e con, sullo sfondo, il continuo imperversare Houthi. Emerge, in sintesi un\u2019asincronia politica da valutare con attenzione. Non c\u2019\u00e8 ovviamente solo il fattore israeliano che complica la normalizzazione arabo-iraniana, data la presenza della Cina che indurr\u00e0 ad un irrigidimento americano nel Golfo dove, dalla fine della presidenza Biden, si \u00e8 assistito alla rinuncia ad investimenti tecnologici gi\u00e0 siglati con i principi rossi in accordo con una distensione che facilita gli impegni americani in previsione dei possibili attriti tra Riyadh e Teheran. In attesa di foggy bottom l\u2019Arabia Saudita tesse la sua rete in Libano, Siria, Iraq; dopo l\u2019annichilimento della leadership di Hezbollah e la caduta del regime siriano i sauditi stanno trovando uno spazio politico inedito.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un p\u00f2 di diplomazia; Kissinger riteneva, al di l\u00e0 di ideologia e pseudo moralit\u00e0, che gli Stati fossero comunque attori razionali per cui l&#8217;abilit\u00e0 politica \u00e8 l\u2019unica dote capace di permettere di trovare compromessi che soddisfino le esigenze di tutti e che rendano il mondo meno caotico e costoso. <strong><span style=\"color: #008000;\">Secondo Trump l\u2019agire statunitense non deve essere oggetto di facile previsione<\/span><\/strong>; se Washington rimane potente e impronosticabile, i concorrenti si tirano indietro: in questa prospettiva, gli USA vincono senza dover combattere. Trump ha probabilmente contribuito al cessate il fuoco gazawi ed allo scambio ostaggi\/prigionieri, senza contare che Teheran potrebbe cercare un dialogo mentre Russia e Ucraina percepiscono cambiamenti che consigliano un cambio di rotta nel conflitto. Insomma, gli Americani ora sembrano essere poco versati per la diplomazia pi\u00f9 classica, bench\u00e9 la situazione non fornisca elementi che diano per scontato che i successi temporanei possano diventare paradigmi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che alcuni Stati tenteranno di giungere indenni al termine del mandato trumpiano, magari sperando che il presidente ceda in anticipo. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che, pur partendo dal presupposto che gli ordini mondiali cambiano secondo legittimit\u00e0 ed equilibrio di potere, le evoluzioni saranno profonde ed impattanti sugli interessi americani.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel frattempo la Cina corre pur iniziando a soffrire un affanno dovuto a vulnerabilit\u00e0 economiche interne determinate da flessioni impreviste cinque anni fa; gli USA dovranno capitalizzare l\u2019importanza della leva finanziaria, stabilendo una direzione decisa ed individuando gli obiettivi. Rispetto al 2021 la distribuzione del potere tra Washington e Pechino \u00e8 cambiata: la bolla immobiliare cinese \u00e8 esplosa e gli indici azionari non hanno risposto come auspicato. Le diverse performance economiche hanno permesso agli USA di occupare una posizione pi\u00f9 favorevole per ristabilire i contatti, ma sarebbe sbagliato voler stravincere, anche perch\u00e9 Xi si trova comunque in una posizione politica pi\u00f9 forte e consolidata. In ogni caso, nulla attenua la natura competitiva delle relazioni sino americane, anche perch\u00e9 la Cina si \u00e8 proposta, entro il 2030, come produttrice di quasi il 45% del fatturato globale<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">4<\/span><\/strong><\/sup>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Rischi per Washington: sicurezza nazionale in bilico; fratture insanabili tra classi sociali, iper-concentrazione industriale in Cina. Se Xi abbandona la diplomazia approfondir\u00e0 le relazioni con gli antagonisti degli USA, cosa che porter\u00e0 ad un <strong><em><span style=\"color: #008000;\">axis of upheaval<\/span><\/em><\/strong> con Iran, Corea del Nord e Russia, ipotesi per il momento rallentata proprio da Pechino che opta per un multipolarismo da BRICS+. Qualsiasi divisione da guerra fredda ridurrebbe i mercati per le imprese americane; Trump dovr\u00e0 dunque assicurarsi l&#8217;adesione di Xi sul sostenimento di una relazione bilaterale efficace e con una linea governativa coerente e costante. Se Biden con investimento e competizione ha incentivato il rafforzamento politico e tecnologico con gli alleati, \u00e8 tuttavia mancata l\u2019attribuzione di una priorit\u00e0 degli scopi, target che Trump dovrebbe far suo, anche con l\u2019innalzamento tariffario, a protezione dei prodotti americani e rafforzando la deterrenza, in modo da stimolare un restyling della base industriale; anche su Taiwan Trump pu\u00f2 dare il suo chiaro assenso al mantenimento dello status quo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quel che \u00e8 certo \u00e8 che improvvisazione e asimmetria spinta con Pechino non possono funzionare, come per Panama<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>5<\/strong><\/span><\/sup>, richiamata bruscamente all\u2019importanza che il suo Canale ha per il commercio mondiale al netto dei pervasivi interessi cinesi<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>6<\/strong><\/span><\/sup>. <strong><span style=\"color: #008000;\">Non a caso a Davos quasi tutti i partecipanti hanno espresso ottimismo verso Trump: il messaggio \u00e8 stato evidente: nessuno vuole scontrarsi con gli USA, anche perch\u00e9 non esistono alternative, in termini di PIL, di percentuali di crescita, di attrazione di capitale. Il problema \u00e8 che mentre i segnali finanziari tendono al rialzo, quelli geopolitici precipitano, tanto che il diluvio \u00e8 arrivato puntuale con i dazi, associati ad altre motivazioni come il fentanyl o la presunta associazione a cartelli criminali, cui sono seguite le inevitabili reazioni dei sanzionati, volti a colpire beni di uso quotidiano. <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><strong>Trudeau<\/strong><\/span> ha evidenziato come il conflitto commerciale porter\u00e0 conseguenze per i canadesi ma anche per gli americani, tra cui perdita di posti di lavoro e costi maggiorati delle materie prime; una guerra che prossimamente gli USA muoveranno anche all\u2019UE nonostante l\u2019opposizione di investitori e Wall Street. I provvedimenti assunti intanto peseranno sulle famiglie americane, secondo un taglio che vede maggiormente penalizzati i paesi confinari piuttosto che la Cina. I contro dazi saranno comunque meno efficaci dei dazi visto che Canada e Messico sono in avanzo commerciale verso gli USA: il 77% dell\u2019export canadese va verso gli USA, quindi presumibilmente l\u2019economia di Ottawa ne soffrir\u00e0 significativamente. Ovvio pensare che, almeno sul continente americano, la vicenda terminer\u00e0 con una pace, anche se non sar\u00e0 un processo rapido, per non dare di Trump un\u2019immagine debole e per sospingere il candidato conservatore alle prossime elezioni canadesi. Il risultato sar\u00e0 un accordo commerciale pi\u00f9 vincolante, che protegger\u00e0 Canada e Messico da ulteriori e pi\u00f9 pesanti confronti. Non dovranno dunque esserci dubbi sulle alleanze da stringere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/1e1716e0-trump-4x3.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1e1716e0-trump-4x3.jpg\" width=\"841\" height=\"631\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Il problema \u00e8 che i dazi non penalizzano solo i partner, ma colpiscono anche consumatori e imprese, costrette a pagare le materie prime a prezzi maggiorati. Al netto della retorica, i produttori americani di alluminio stanno chiedendo di esentare il Canada dai dazi: aumentare i costi del materiale rischia di mettere in pericolo non solo le imprese ma anche migliaia di lavoratori. A parte i rischi immediati da aumento dei costi e da certezza di ritorsioni commerciali, dovr\u00e0 essere considerata la perdita di competitivit\u00e0. Insomma, non esistono soluzioni agevoli, anche perch\u00e9 il network economico rimane trasversalmente vulnerabile. <strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019ordine stabilito dal WTO nel 1995 \u00e8 dunque destinato a tramontare, quanto meno per Washington, che intende esercitare un peso negoziale incomparabile; un esempio tutto sommato pericoloso se assunto a paradigma da Russia e Cina.<\/span> <\/strong>Di fatto le barriere daziarie sconvolgono l\u2019integrazione nordamericana messa a rischio anche per la possibile creazione di altre filiere entro altri confini, senza contare che i dazi spingono al rialzo i prezzi interni anche se non in modo uniforme; insomma un insieme di cause e concause che rischia di far innalzare l\u2019inflazione. Il protezionismo americano sta dando il via ad un frazionamento del mercato in zone di libero commercio, mentre sullo sfondo le istituzioni a ci\u00f2 deputate escono ridimensionate. La coesione mercantile per le quotazioni dei prodotti potrebbe estinguersi se prezzi differenti fossero applicati a differenti paesi in funzione del livello delle loro restrizioni commerciali. Saranno le maggiori imprese americane a fare pressione sulla Casa Bianca per trovare una exit strategy.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le prospettive europee appaiono altrettanto incerte dati i legami politico-securitari tra Washington ed il vecchio continente; pur non potendo ricorrere a ritorsioni significative contro il maggiore alleato, non si pu\u00f2 nemmeno immaginare un\u2019accettazione supina della richiesta americana di acquisto di prodotti a prescindere dalla convenienza economica. Se l\u2019assortimento dei prodotti \u00e8 ampio e prevede una larga partecipazione di imprese, come nel caso italiano, non conviene avvalersi delle contromisure, ma tentare di perseverare nel dialogo. Quel che lascia con pi\u00f9 di una remora \u00e8 la gestione delle emergenze, alla luce del dramma occorso nei cieli di Washington e che ha visto Trasporti e Difesa coinvolti nelle indagini sul pi\u00f9 grave incidente aereo degli ultimi 20 anni. Di fatto, finita l\u2019euforia da insediamento \u00e8 subentrata la peggiore realt\u00e0.<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gino Lanzara<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">pubblicato originariamente su <a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/trump-tra-dazi-e-geopolitica-strategia-o-azzardo\">Trump tra dazi e geopolitica: strategia o azzardo? &#8211; Difesa Online<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nota<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">1 Trump ha proposto ai dipendenti federali di dimettersi entro il 6 febbraio per ricevere stipendio e assegni fino al 30 settembre, mentre sono in ferie amministrative; tuttavia non c&#8217;\u00e8 alcuna garanzia che questa offerta sia legale, anche alla luce delle retribuzioni che andrebbero comunque erogate.<\/p>\n<p align=\"justify\">2 Vedasi il traffico aereo; tagliare o contenere il numero dei controllori di volo pubblici non farebbe altro che aumentare ritardi e l&#8217;entropia aeroportuale<\/p>\n<p align=\"justify\">3 Ius soli<\/p>\n<p align=\"justify\">4 NU per lo sviluppo industriale<\/p>\n<p align=\"justify\">5 Gli USA rimangono i principali utilizzatori del canale. Dopo il 2023 \u00e8 variato il sistema di fissazione dei costi di transito per il doppio sistema basato sulle prenotazioni e sull\u2019asta degli slot disponibili aspetto che colpisce gli USA per il transito delle navi militari.<\/p>\n<p align=\"justify\">6 Panama \u00e8 stato il primo Paese dell\u2019America Latina a sottoscrivere la BRI nel 2018; i cinesi hanno impegnato l\u2019ambito energetico, infrastrutturale e quello del water management<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICAPERIODO: XXI SECOLOAREA: STATI UNITIparole chiave: Trump . 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