{"id":114912,"date":"2025-02-19T00:02:00","date_gmt":"2025-02-18T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=114912"},"modified":"2025-02-15T17:34:00","modified_gmt":"2025-02-15T16:34:00","slug":"gaza-hamas-israele-e-lapproccio-di-trump-di-antonio-li-gobbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114912","title":{"rendered":"Gaza, Hamas, Israele e l&#8217;approccio di Trump di Antonio Li Gobbi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MEDIORIENTE<\/strong><\/span><br \/>parole chiave: Stati Uniti, Medio Oriente, Gaza, Proxy<\/p>\n<p align=\"justify\">Su <strong><span style=\"color: #008000;\">DIFESAONLINE<\/span><\/strong> avevo gi\u00e0 evidenziato (<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/evidenza\/punti-di-vista\/accordo-gaza-sar%C3%A0-vera-gloria\">Accordo per Gaza: sar\u00e0 \u201cvera gloria\u201d?<\/a>) come l\u2019accordo di gennaio che il Governo Israeliano era stato costretto ad accettare (per le pressioni statunitensi e di parte della propria opinione pubblica) rappresentasse, di fatto, una generosa concessione ad Hamas. Era, purtroppo, prevedibile che Hamas avrebbe potuto spacciare al suo pubblico (anche in Occidente) una campagna condotta nascondendosi dietro donne e bambini come un\u2019eroica vittoria militare sulle forze armate regolari israeliane. Era anche prevedibile che l\u2019accordo (che non avrebbe portato di per s\u00e9 a una \u201cpace\u201d che, invece, appare sempre pi\u00f9 remota) sarebbe stato, purtroppo, foriero di un rinvigorimento del terrorismo di Hamas. Terrorismo che vedeva, per l\u2019ennesima volta, che la brutalit\u00e0 paga e che avrebbe potuto rimpinguare i suoi quadri anche con le centinaia e centinaia di detenuti rilasciati. Per\u00f2, forse qualcosa potrebbe cambiare nel prossimo futuro. Intanto, occorre considerare il fattore Trump. A Washington non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la timida e tentennante amministrazione Biden. Si badi bene, non sono un ammiratore del presidente Trump e ritengo che noi europei dovremmo prepararci a dei confronti\/scontri anche molto duri con Washington. Non mi piace il suo atteggiamento da \u201cMarchese de Grillo\u201d nei confronti degli Alleati considerati sudditi (si badi bene, con Bush figlio, Obama e Biden la sostanza del rapporto USA-Europa era analoga, cambiava solo lo stile). Ci\u00f2 premesso, riconosco a Trump di avere le idee decisamente pi\u00f9 chiare di molti suoi predecessori (Bush figlio, Obama e Biden) in relazione alla realt\u00e0 Medio Orientale. Chiarezza di idee che ha dimostrato anche durante il suo primo mandato, ad esempio intessendo gli Accordi di Abramo e adottando una linea ferma nei confronti dell\u2019Iran.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/accordi-di-abramo.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 accordi-di-abramo.jpg\" width=\"850\" height=\"566\" \/><\/p>\n<p align=\"\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>gli accordi di Abramo, un passo storico &#8230;<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Soprattutto, Trump vuole evidentemente risolvere al pi\u00f9 presto le due crisi \u201cbelliche\u201d in Ucraina e Medio Oriente che ha ereditato dall\u2019amministrazione precedente.<\/span> <\/strong>Non tanto per amore della \u201cpace\u201d invocata da papa Francesco, ma semplicemente per potersi dedicare appieno a trattare i contrasti economici degli USA con la Cina e, anche, con l\u2019Europa. Questioni economiche che lo appassionano ben di pi\u00f9 dei conflitti militari e dei cui meccanismi ha una pi\u00f9 approfondita conoscenza. Per risolvere le due guerre in atto il Tycoon prestato alla politica adotter\u00e0 verosimilmente il suo abituale metodo di negoziato: la contrattazione spinta e l\u2019imprevedibilit\u00e0. Sparando lungo per poi accorciare e non facendo mai capire alla controparte quali siano le sue eventuali \u201clinee rosse\u201d (limiti invalicabili che invece Obama e Biden dichiaravano in continuazione, senza per\u00f2 fare alcunch\u00e9 quando venivano regolarmente oltrepassati). In relazione all\u2019Ucraina le cose sembra si stiano gi\u00e0 lentamente muovendo e non necessariamente nella direzione auspicata da UE e Zelensky (forse se ne potranno avere delle pur vaghe indicazioni gi\u00e0 dopo la riunione dei ministri della difesa della NATO del 13 febbraio o dopo il prossimo Vertice di Monaco). Per i conflitti che riguardano Israele la questione \u00e8 molto pi\u00f9 complessa e coinvolge molti pi\u00f9 attori regionali. Peraltro, lo stile sembra essere sempre quello: spiazzare le controparti, contrattare a 360\u00b0, minacciare ritorsioni, anche con il rischio di inimicarsi alleati preziosi. Ritengo debbano essere intese in quest\u2019ottica e non in senso letterale le sue dichiarazioni recenti che hanno lasciato molti commentatori perplessi e hanno destato facili ironie da parte di molti altri. Mi riferisco, tra le altre, a quelle relative allo \u201csvuotamento\u201d di Gaza, all\u2019esigenza per i paesi arabi limitrofi di accogliere i profughi della Striscia, al fatto che gli aiuti finanziari statunitensi concessi ai paesi nella Regione non siano qualcosa di acquisito o dovuto per bont\u00e0 d\u2019animo ma siano strettamente condizionati dagli impegni che tali paesi sono disposti ad assumersi per soddisfare gli interessi geopolitici di Washington. In questo caso, l\u2019interesse primario di Washington \u00e8 di garantire la sicurezza di Israele, ristabilirne i rapporti con i paesi Arabi sunniti (Giordania, Egitto, monarchie del Golfo e, soprattutto, Arabia Saudita) e rendere inoffensivi il regime iraniano e i suoi proxy (Hamas, Houthi, Hezbollah). Presumo anche che Trump intenda conseguire tali obiettivi in tempi relativamente brevi in modo da non consentire a Pechino (il suo \u201cvero\u201d nemico) di avvantaggiarsi della situazione. Abbiamo tutti visto che, gi\u00e0 prima di entrare in carica, Trump \u00e8 stato molto attivo in politica estera ed \u00e8 evidente che il governo Netanyahu abbia accettato l\u2019accordo di gennaio essenzialmente per le pressioni esercitate da Trump, per quanto non ancora \u201cufficialmente\u201d in carica.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ma se Netanyahu ha assolto, bene o male, la sua parte dell\u2019accordo di gennaio, cosa si pu\u00f2 dire di Hamas?<\/strong><\/span> Le sceneggiate tragiche del rilascio degli ostaggi hanno, a mio avviso, detto molte cose. Chiaramente, il messaggio per l\u2019audience palestinese a Gaza e in Cisgiordania, oltrech\u00e9 per i simpatizzanti di Hamas in tutto il mondo, \u00e8 stato un messaggio di forza, i cui punti fondamentali potevano essere cos\u00ec riassunti: siamo invitti, il piombo israeliano non ci ha domato, 16 mesi di guerra e di bombardamenti non hanno fiaccato il nostro spirito, ma anche: Gaza \u00e8 in piedi e la popolazione \u00e8 tutta con noi, godiamo di un sostegno popolare unanime. Per\u00f2, in Europa e in America, dove si gridava al \u201cgenocidio dei palestinesi\u201d, palestinesi da molti descritti quali \u201cvittime inermi dell\u2019aggressione militare israeliana\u201d, quale effetto hanno avuto quelle bellicose messe in scena? <strong><span style=\"color: #008000;\">Ovvero quale messaggio hanno trasmesso alle nostre piagnucolose opinioni pubbliche le immagini delle adunate oceaniche di gazawi esultanti durante le teatrali cerimonie per il rilascio di ostaggi civili, inermi, malnutriti e costretti a indegne recite, contornati dallo sfoggio di miliziani con armamenti lucenti, pickup immacolati e uniformi intonse (uniformi che certo non erano state indossate in combattimento, forse proprio perch\u00e9 quando c\u2019era da combattere era pi\u00f9 comodo spacciarsi per inermi civili o operatori umanitari)?<\/span> <\/strong>Queste immagini erano coerenti quanto ci \u00e8 stato ripetuto per mesi e mesi, ovvero con la narrazione del presunto \u201cgenocidio\u201d dei palestinesi, con la narrazione dei gazawi ridotti alla fame e soprattutto con il ritornello che non si doveva confondere Hamas con l\u2019intera popolazione di Gaza? Forse queste immagini non erano del tutto coerenti con il messaggio che per 16 mesi l\u2019efficace propaganda Pro-Pal era riuscita a imporre in Europa e in America e mi auguro che qualcuno qui da noi possa riconsiderare le sue posizioni. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ci si potr\u00e0, pertanto, aspettare che nei giorni a venire il sostegno di cui gode Hamas in Europa e in America possa risultare leggermente pi\u00f9 flebile di quello di cui siamo stati testimoni nei mesi scorsi? Mi augurerei che fosse cos\u00ec, ma forse ha ragione l\u2019ottimo Ernesto Galli della Loggia ad essere scettico al riguardo (Corriere della Sera, 12 febbraio)<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Soprattutto, per\u00f2, occorrer\u00e0 interrogarsi in merito all\u2019effetto che quelle immagini potranno avere sull\u2019opinione pubblica israeliana. Certo, venendo ora anche a conoscenza delle condizioni in cui sono stati tenuti gli ostaggi nei lunghi mesi di cattivit\u00e0, la volont\u00e0 nazionale di liberarli tutti al pi\u00f9 presto a qualsiasi costo sar\u00e0 sicuramente dominante. Peraltro, probabilmente sar\u00e0 al contempo pi\u00f9 diffusa anche la consapevolezza che forse oltre la met\u00e0 di quelli ancora non liberati sia gi\u00e0 stata uccisa. Penso, in particolare, che il destino dei fratellini Bibas possa avere un effetto importante sull\u2019opinione pubblica israeliana e, forse, anche su quelle europee e americana (ma forse continuo a sopravvalutare la nostra sensibilit\u00e0 nei confronti degli ostaggi israeliani). Inoltre, per quanto scarcerare ogni volta centinaia di carcerati per ottenere il rilascio di pochi ostaggi innocenti sia un triste ricatto cui si deve cedere, anche in Israele ci si rende conto che si stanno rimettendo in libert\u00e0 le menti e le braccia dei potenziali \u201c7 Ottobre\u201d di domani.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per contro, Hamas si rende probabilmente anche conto che esibire ostaggi che sembrano usciti da Auschwitz o mostrano segni di tortura, pu\u00f2 certamente ringalluzzire i gazawi pi\u00f9 fanatici, ma potrebbe compromettere il sostegno di cui l\u2019organizzazione terroristica ha finora beneficiato in Occidente. Soprattutto Hamas \u00e8 consapevole che quando non disporr\u00e0 pi\u00f9 di ostaggi vivi da scambiare il suo potere negoziale scomparir\u00e0 e la ritorsione israeliana sar\u00e0 inevitabile. Pertanto, \u00e8 evidente che Hamas continui a accampare qualsiasi pretesto per prolungare il pi\u00f9 possibile la cattivit\u00e0 degli ostaggi e la durata di questo drammatico scambio. Pretesti, certo, ma pretesti che vengono spesso considerati rilevanti da certi compiacenti media occidentali. In considerazione di questi sentimenti, di queste ferite profonde (da parte sia israeliana che palestinese, intendiamoci, entrambi i popoli hanno sofferto) \u00e8 ovvio che Israele non potr\u00e0 accettare di avere Hamas al proprio confine. Considerato che i gazawi sinora non si sono dissociati da Hamas, Israele non potr\u00e0 accettare di lasciare ai gazawi stessi la gestione della Striscia, con o senza supervisione ONU (anche in conseguenza delle discutibili prove di terziet\u00e0 dimostrate da alcune agenzie onusiane a Gaza). Appare anche chiaro che, oggi come oggi, anche l\u2019ANP (di fatto svuotato di sostegno popolare a favore di Hamas) non possa rappresentare un\u2019alternativa credibile per l\u2019amministrazione della Striscia. Ne \u00e8 sicuramente pienamente consapevole l\u2019attuale governo israeliano e lo sono verosimilmente, sia pure con sensibilit\u00e0 diverse, anche gran parte dei partiti attualmente all\u2019opposizione nella Knesset. Soprattutto, per\u00f2, ci\u00f2 sembra essere chiaro a Trump, che in quest\u2019ottica ha gettato il sasso nello stagno con la sua proposta shock su Gaza. Era prevedibile che tutte le cancellerie arabe sunnite condannassero nel modo pi\u00f9 fermo possibile la proposta del \u201ccowboy yankee\u201d, peraltro lanciata in modo decisamente irrituale durante un\u2019intervista. N\u00e9 avrebbe potuto essere altrimenti. Bisogner\u00e0 poi vedere quali saranno gli accordi estremamente riservati che le stesse cancellerie arabe faranno con Trump, anche in base alle eventuali minacce di ritorsione che il Tycoon potrebbe ventilare. Sia la Giordania Hashemita di Abdallah II sia l\u2019Egitto di Al Sisi, per non urtare forti sensibilit\u00e0 interne, devono apparire in supporto delle popolazioni palestinesi. Inoltre, \u00e8 noto che n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altro sarebbero entusiasti di ricevere profughi palestinesi nel proprio territorio. La prima ricordando i problemi che gi\u00e0 le procurarono i palestinesi a fine anni \u201960 e che portarono nel 1970-71 alla repressione ricordata come \u201cSettembre Nero\u201d e l\u2019Egitto ricordando i problemi di sicurezza interna avuti in Sinai, dopo che gliene era stato restituito il controllo con il secondo accordo di Camp David del 1978, e molto pi\u00f9 recentemente con la Fratellanza Musulmana, vicina ad Hamas. Anche gli altri paesi arabi devono tener conto delle proprie opinioni pubbliche, alimentate con decenni di propaganda anti-israeliana ed era inevitabile che condannassero la provocatoria proposta di Trump. Peraltro, molti di quegli stessi paesi guardano agli USA per la cooperazione in campo militare e nel contrasto al terrorismo islamista, ricevono aiuti economici dagli USA e commerciano con gli USA. Hanno bisogno degli USA, certamente. Ma se il prezzo da pagare, in termini di immagine divenisse troppo esoso, potrebbero anche cedere alle lusinghe cinesi. La situazione non \u00e8 semplice. Trump, al solito, potrebbe minacciare ritorsioni economiche, ma questa resta una scommessa rischiosa, perch\u00e9 Pechino potrebbe approfittarne per offrire ai paesi della Regione ci\u00f2 che Washington minaccia di togliergli e Trump certamente non vorr\u00e0 correre un tale rischio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/GEOPOLITICA-US-TRUMP-Donald_Trump_29273256122.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-US-TRUMP-Donald_Trump_29273256122.jpg\" width=\"871\" height=\"581\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">al di l\u00e0 delle sue uscite giornaliere, che fanno molto discutere, quale sar\u00e0 la politica estera del Presidente Trump in Medio Oriente?<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il punto \u00e8: fino a che punto Trump, per favorire Israele, sar\u00e0 disposto a inimicarsi attori locali che potrebbero, per reazione, avvicinarsi alla Cina?<\/span><\/strong> Insomma, i punti interrogativi sono molteplici, per\u00f2 ci si potrebbero aspettare delle evoluzioni della situazione anche a breve. Ove Hamas continui a temporeggiare nel rilascio degli ostaggi, non sarebbe da escludersi che Trump dia luce verde a Netanyahu per una operazione militare ben pi\u00f9 incisiva di quelle precedenti (al limite magari anche con eventuale supporto aereo e navale USA), magari avendo ottenuto obtorto collo la disponibilit\u00e0 \u201cper motivi strettamente umanitari\u201c di paesi arabi della Regione ad ospitare \u201ctemporaneamente\u201d i gazawi che intendessero lasciare la Striscia (sempre che Hamas li lasci partire). Nel contempo gli USA, grazie al combinato disposto del diritto di veto in seno al Consiglio di Sicurezza ONU e la possibilit\u00e0 di chiudere i rubinetti del finora consistente finanziamento statunitense alle agenzie ONU, potrebbero, se lo volessero, di fatto ridurre al lumicino le attivit\u00e0 umanitarie ONU a favore della Striscia, portandola questa volta veramente alla fame. Un qualcosa che un\u2019amministrazione abbastanza imprevedibile come quella Trump potrebbe anche decidere di fare, anche se si tratterebbe di scelte decisamente pericolose.<\/p>\n<p align=\"justify\">La situazione \u00e8 certamente incerta, al momento sia Hamas che il governo israeliano e gli stessi USA di Trump sono di fronte a scelte molto difficili, ma forse Netanyahu e Trump hanno in mano carte migliori rispetto ad Hamas e agli Ayatollah. In tutta questa situazione che agita il Medio Oriente e parte del Nord Africa, <strong><span style=\"color: #008000;\">l\u2019UE come interviene? Non interviene. Distratta, tanto per cambiare, continua a ripetere slogan e ricette teoriche al momento non attuabili e a lamentarsi perch\u00e9 (purtroppo giustamente) nessuno se la fila.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio Li Gobbi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/100916-Li-Gobbi-foto-per-HDIG.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 100916-Li-Gobbi-foto-per-HDIG.jpg\" width=\"248\" height=\"175\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Il generale della riserva Antonio Li Gobbi, nasce a Milano nel 1954 da un famiglia di tradizioni militari ed entra alla Nunziatella nel 1969. Ufficiale del Genio Guastatori ha partecipato a numerose missioni ONU in Medio Oriente e NATO nei maggiori teatri Ha frequentato il Royal Military College of Science britannico ed \u00e8 laureato con lode in Scienze Internazionali e Diplomatiche di Trieste<\/p>\n<p>articolo pubblicato originariamente su <a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/evidenza\/punti-di-vista\/gaza-hamas-israele-e-lapproccio-trump\">Gaza, Hamas, Israele e l\u2019approccio Trump &#8211; Difesa Online<\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICAPERIODO: XXI SECOLOAREA: MEDIORIENTEparole chiave: Stati Uniti, Medio Oriente, Gaza, Proxy Su DIFESAONLINE avevo gi\u00e0 evidenziato (Accordo per Gaza: sar\u00e0 \u201cvera gloria\u201d?) come l\u2019accordo di gennaio che il Governo Israeliano era stato costretto ad accettare (per le pressioni statunitensi e di parte della propria opinione pubblica) rappresentasse, di fatto, una generosa concessione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2398,"featured_media":99253,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1413],"tags":[],"class_list":["post-114912","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Gaza, Hamas, Israele e l&#039;approccio di Trump di Antonio Li Gobbi &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114912\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Gaza, Hamas, Israele e l&#039;approccio di Trump di Antonio Li Gobbi &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  9 minuti. . 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