{"id":114843,"date":"2025-04-27T00:02:00","date_gmt":"2025-04-26T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=114843"},"modified":"2026-03-23T17:06:56","modified_gmt":"2026-03-23T16:06:56","slug":"le-operazioni-anfibie-e-terrestri-della-flotta-imperiale-romana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114843","title":{"rendered":"Le operazioni anfibie e terrestri della flotta imperiale romana"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: IMPERO ROMANO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: operazioni marittime<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Quanto alle operazioni anfibie, se ne possono citare molte, suddividendole fra le varie aree in cui si sono resi necessari degli interventi bellici dal mare. In particolare, nelle operazioni a nord-est effettuate nei primi tempi dell\u2019impero al fine di assumere il controllo della Germania fino al fiume Elba, la classis Germanica \u00e8 stata ripetutamente impiegata, prima da Druso, poi da suo fratello Tiberio e infine dal loro figlio Germanico, per aggirare le difese nemiche navigando sul mare del Nord e recarsi ad effettuare sbarchi nei punti tatticamente pi\u00f9 vantaggiosi sul basso corso dei fiumi Amisia (od. Ems), Visurgi (od. Weser) ed Elba. Si \u00e8 sempre trattato di sbarchi di notevole consistenza, con un picco eccezionale nel 16 d.C., quando Germanico oper\u00f2 con una flotta costituita da un migliaio di unit\u00e0 appositamente costruite nel precedente inverno.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/gallia-e-britannia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gallia-e-britannia.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Qualcosa di analogo era gi\u00e0 accaduto all\u2019epoca di Cesare, che aveva effettuato il suo primo sbarco in Britannia con la flotta che aveva fatto costruire per la guerra navale contro i Veneti transalpini, ma mise poi in cantiere una nuova flotta costituita da seicento navi innovative \u2013 specificamente progettate per l\u2019assalto anfibio sulla costa oceanica \u2013 oltre alle navi di scorta.<\/strong><\/span> La Britannia fu oggetto anche dell\u2019attenzione di Augusto e del giovane Gaio Caligola. Il primo, secondo molti indizi, dovrebbe aver condotto una sorta di colpo di mano anfibio oltremanica, superando un tentativo di contrasto da parte di navi britanniche e inducendo i sovrani locali a piegarsi ai suoi voleri nel rispetto dei patti stabiliti con Cesare. Il secondo fece invece eseguire ai propri classiari una dimostrazione anfibia intesa a dissuadere il partito anti-romano presente in Britannia, rafforzando nel contempo quello favorevole all\u2019amicizia con i Romani. Infine Claudio, subentrato come imperatore alla prematura morte di Gaio, benefici\u00f2 dell\u2019esito della predetta dissuasione e pot\u00e9 utilizzare le forze navali e la logistica gi\u00e0 predisposte dal suo predecessore: lo sbarco anfibio dei Romani in Britannia venne effettuato nella primavera del 43 d.C., con le forze da sbarco suddivise in tre divisioni, sotto il comando di Aulo Plauzio e senza incontrare alcuna resistenza. Lo stesso Claudio volle recarsi personalmente in Britannia, ove rimase solo sedici giorni, ottenendo la resa dei re nemici dopo undici giorni e senza alcuna perdita, come venne scritto sul suo arco. Ulteriori sbarchi anfibi vennero effettuati in epoca pi\u00f9 tarda, su coste divenute ostili: in Bitinia e in Egitto contro Zenobia e Firmo, in Africa contro Domizio Alessandro e in Mauretania contro un altro Firmo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-21-223145.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-04-21-223145.png\" width=\"839\" height=\"586\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Spedizione navale di Traiano per la seconda campagna della guerra Dacica. Lo stesso imperatore \u00e8 rappresentato in piedi a poppa della nave centrale. Scena LIX-LX della Colonna Traiana, a Roma (foto D. Carro).<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma anche operazioni terrestri<\/span><\/strong><br \/>\nDobbiamo infine prendere in considerazione le operazioni terrestri che hanno coinvolto i classiari. La netta separazione delle competenze fra soldati di terra e classiari era concettualmente ben chiara nell\u2019antichit\u00e0. Tuttavia, nei castra \u2013 gli accampamenti dell\u2019esercito \u2013 vi era posto per una piccola aliquota di classiari delle categorie tecniche (come i fabri navales) per costruire ponti di navi e assolvere altri compiti di una unit\u00e0 del Genio, data la loro riconosciuta abilit\u00e0 nel maneggiare la dolabra e gli altri attrezzi da lavoro. Nella descrizione di un accampamento ideale, a fronte di 3 legioni, oltre a circa altri 8.000 fanti e 12.000 cavalieri, erano previsti anche 1.300 classiari delle due flotte pretorie. Essi dovevano essere sistemati in posizione tale da agevolare la loro uscita dal campo per primi, poich\u00e9 dovevano predisporre le strade al transito dell\u2019esercito. Per quanto concerne, invece, i classiari combattenti, sappiamo gi\u00e0 che nel periodo della repubblica essi erano stati in varie occasioni utilizzati insieme all\u2019esercito, talvolta per periodi anche alquanto protratti. Lo stesso poteva accadere in caso di necessit\u00e0 anche in epoca imperiale, come abbiamo anche visto nel caso dei classiari impiegati da Otone per intercettare le forze avversarie sulle colline prossime al mare. D\u2019altronde, come fanti di marina, i classiari erano armati e addestrati per combattere sia bordo che a terra, anche se le loro protezioni individuali erano normalmente pi\u00f9 leggere di quelle delle legioni allo scopo di ottimizzarne l\u2019impiego sulle navi e nelle fasi anfibie. Si ritiene generalmente che essi fossero dei combattenti di qualit\u00e0 pari a quelli dell\u2019esercito, anche se andavano impiegati secondo appropriati criteri che tenessero conto delle loro caratteristiche.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-21-223127.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-04-21-223127.png\" width=\"844\" height=\"1204\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sbarchi navali effettuati nel corso della guerra Dacica: in alto, da una nave onera-ria di cui \u00e8 mostrata la poppa e la vela appena serrata sul pennone dell\u2019albero di maestra; in basso, da una nave da guerra di cui \u00e8 mostrata la prora rostrata. Nel primo caso si tratta di uno sbarco \u201camministrativo\u201d, lontano dal nemico: il personale \u00e8 infatti in tenuta da lavoro, senza armi; nel secondo caso i classiari sbarcano armati e con le proprie insegne. Scene LXV e LXIV della Colonna Traiana (foto D. Carro).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, la loro piena rispondenza anche come fanti sul terreno venne dimostrata dal loro utilizzo per costituire dei reparti dell\u2019esercito vero e proprio, quali le coorti classiche e le legioni Adiutrici. Per quanto concerne le coorti, conosciamo la cohors I classica, costituita fin dall\u2019epoca di Augusto probabilmente con classiari della flotta Forogiuliense inviati in Aquitania, e la cohors II classica, di cui abbiamo una prima notizia quando si trovava in Siria. La prima \u00e8 stata successivamente trasferita in Germania ove assunse nel II secolo l\u2019epiteto onorifico di Pia Fidelis, mentre la seconda \u00e8 rimasta in Siria. Si conoscono inoltre altre due coorti costituite nel II secolo: la cohors I Aelia classica e la cohors II Aurelia classica, entrambe presenti nella provincia di Arabia nel 142. La prima potrebbe quindi essere stata creata da Adriano con dei classiari della flotta Misenense o Siriaca per le esigenze della expeditio Iudaica del 133-135; questa stessa coorte risulta trasferita in Britannia perlomeno a partire dal 146. Tutte le predette coorti classiche rientravano nella categoria delle forze ausiliarie dell\u2019esercito: il relativo personale acquisiva la cittadinanza (e il diritto di sposarsi) soltanto all\u2019atto del congedo regolare, come avveniva per i classiari, ma con un certo anticipo rispetto ad essi grazie alla minor durata della ferma.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GNM_-_Romischer_Infanteriehelm_1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GNM_-_Romischer_Infanteriehelm_1.jpg\" width=\"837\" height=\"560\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Museo Nazionale Germanico di Norimberga, Germania. Elmo da fanteria in bronzo di epoca romana, tipo Weisenau, I secolo d.C., rinvenuto nel Reno, vicino a Magonza. Secondo un&#8217;iscrizione, l&#8217;elmo apparteneva a Lucio Lucrezio Celere, soldato della centuria di Gaio Mummio Loliano della Legio I Adiutrix &#8211; autore Wolfgang Sauber<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alle legioni Adiutrici, esse si sono formate fra il 68 e il 70 d.C.: inglobando classiari di Miseno e di Ravenna, furono rispettivamente chiamate <strong><span style=\"color: #008000;\">legio I Adiutrix<\/span><\/strong>, formalmente riconosciuta come legione effettiva il 22 dicembre 68, e <strong><span style=\"color: #008000;\">legio II Adiutrix<\/span><\/strong>, formalmente istituita il 7 marzo 70. I militari che erano stati inclusi fin dall\u2019inizio nelle legioni di classiari ma che si sono congedati prima delle predette date ufficiali, hanno ottenuto la cittadinanza al termine del servizio con appositi diplomi, come avveniva per tutti i classiari. Per contro, a partire dalle predette date, i classiari immessi nelle legioni Adiutrici sono divenuti a tutti gli effetti dei legionari, contestualmente dotati della cittadinanza romana gi\u00e0 in servizio e di vari ulteriori vantaggi, ad iniziare dalla ferma pi\u00f9 breve. L\u2019impiego operativo delle due legioni Adiutrici non si differenzi\u00f2 in alcun modo da quello delle altre legioni romane, a dimostrazione delle ottime capacit\u00e0 di combattimento che esse ebbero fin dalla loro origine classiaria.<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Domenico Carro&nbsp;<\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>estratto dal saggio <em>Classiari<\/em> di Domenico Carro \u2013 Supplemento alla Rivista marittima aprile-maggio 2024 \u2013 per gentile concessione della Rivista Marittima, dedicato alla memoria del figlio Marzio, corso Indomiti, informatico visionario e socio del Mensa, prematuramente scomparso<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA PERIODO: IMPERO ROMANO AREA: DIDATTICA parole chiave: operazioni marittime . Quanto alle operazioni anfibie, se ne possono citare molte, suddividendole fra le varie aree in cui si sono resi necessari degli interventi bellici dal mare. 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