{"id":114661,"date":"2025-02-06T00:02:00","date_gmt":"2025-02-05T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=114661"},"modified":"2026-04-01T13:24:55","modified_gmt":"2026-04-01T11:24:55","slug":"lincubo-d-santorini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114661","title":{"rendered":"L&#8217;incubo di Santorini"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: VULCANOLOGIA<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MAR MEDITERRANEO<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p>parole chiave: Santorini, Kolumbo, tsunami<\/p>\r\n<p align=\"justify\">Secondo l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia <\/span><\/strong>italiano, a partire dal 1600 a.C. ad oggi, nel mar Mediterraneo, si sono verificati almeno 290 maremoti, alcuni dei quali distruttivi. Le coste greche, italiane e del nord Africa sono le pi\u00f9 esposte al fenomeno e, nel corso della storia, hanno subito gli effetti devastanti di tsunami. La situazione anomala che si sta verificando in questi giorni a Santorini, nel Mar Egeo, desta una certa preoccupazione e la memoria non pu\u00f2 non andare alla terrificante esplosione del suo vulcano avvenuta intorno al 1600 a. C quando il collasso della caldera caus\u00f2 uno tsunami devastante, con onde alte circa 50 metri, che si propagarono in gran parte del Mediterraneo orientale, investendo anche la Turchia, la Siria, l\u2019Egitto e la Palestina che furono devastati dalle onde. Secondo alcune teorie fu proprio questo tsunami la causa dell\u2019improvvisa fine della civilt\u00e0 Minoica a Creta. L\u2019intenso sciame sismico \u00e8 al momento monitorato dalle reti di rilevamento dell&#8217;istituto di Geodinamica di Atene e la Grecia ha consigliato la prudenza nelle attivit\u00e0 collettive. Va premesso che Santorini nel 1956 aveva subito un potente terremoto di magnitudo 7, che aveva provocato 50 vittime e gravi danni. Gli scienziati prevedono che le scosse dureranno per diverse settimane. Di fatto circa 9 mila persone, tra abitanti, lavoratori stagionali e turisti, secondo i media greci, hanno abbandonato l&#8217;isola.<\/p>\r\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_-0nQdt69Jkc\"><div id=\"lyte_-0nQdt69Jkc\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/-0nQdt69Jkc\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-0nQdt69Jkc\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/-0nQdt69Jkc\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma qual \u00e8 la causa?<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Nella complessit\u00e0 geologica del Mediterraneo troviamo la parte pi\u00f9 attiva dell&#8217;arco vulcanico dell&#8217;Egeo meridionale, che comprende i vulcani attivi di Methana sulla terraferma della Grecia, Milos, Santorini e Nisyros. Questo arco vulcanico si \u00e8 formato dalla collisione tra la placca tettonica africana con la micro placca egea e quella eurasiatica, con movimenti diretti verso nord-est ad una velocit\u00e0 intorno ai 5 cm all&#8217;anno. Questo processo di collisione continua provoca terremoti a profondit\u00e0 fino a 150-170 km perch\u00e9 la placca Africana scorre in profondit\u00e0 per un processo di subduzione. A questo complesso assetto geodinamico contribuisce la placca araba che, con il suo moto verso nord, ha innescato un processo di compressione con conseguenti deformazioni della crosta terrestre ed estrusione verso ovest della placca anatolica, che hanno portato alla configurazione attuale di questa parte del Mediterraneo.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Hellenic_arc.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Hellenic_arc.png\" width=\"931\" height=\"763\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa tettonica dell&#8217;arco ellenico presa da varie fonti, in particolare Chamot-Rooke et al. 2005, basata su uno screenshot del software NASA WorldWind &#8211; Autore Mike Norton <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Hellenic_arc.png\">File:Hellenic arc.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\">L\u2019evoluzione geologica, port\u00f2 l&#8217;arco vulcanico a spostarsi verso sud e assumere la sua configurazione arcuata, quindi, in seguito all\u2019assottigliamento locale della crosta terrestre, il Mar Egeo si apr\u00ec. Infine il magma ruppe la crosta ormai assottigliata facendo evolvere l\u2019arco vulcanico definendo la micro placca egea. Per immaginarvi questo fenomeno, che dur\u00f2 milioni di anni, pensate a fogli di pasta che vengono spinti l\u2019uno verso l\u2019alto \u2026 se uno si incunea al di sotto dell\u2019altro provoca delle deformazioni. Tornando alla crosta terrestre nell\u2019Egeo, l\u2019arco vulcanico si estende per 450 km da Methana, sulla costa orientale del Peloponneso a ovest, fino alla costa egea della Turchia nei pressi dell\u2019isola di Nisyros. E\u2019 proprio lungo questo arco che sono monitorate una serie di isole vulcaniche dormienti o attive tra cui Santorini, e anche vulcani sottomarini, di cui il pi\u00f9 famoso \u00e8 il Kolumbo (immagine sottostante &#8211; Fonte INGV da&nbsp;<strong><em><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/santory.gr\">https:\/\/santory.gr<\/a><\/span><\/em><\/strong>).<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/ns-10lug2023-vulcano_Kolumo.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ns-10lug2023-vulcano_Kolumo.png\" width=\"934\" height=\"589\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Questo rende il Mediterraneo orientale una zona ad elevato rischio tsunami che viene costantemente monitorata. Secondo l\u2019INGV, tra gli eventi sismici pi\u00f9 forti della Grecia del XX secolo va ricordato il terremoto del 9 luglio del 1956 nel mar Egeo che ebbe epicentro a circa 5km Est\/Nord-Est dall\u2019isola di Santorini ed una magnitudo di 7.8. La magnitudo e le caratteristiche del terremoto causarono uno tsunami che interess\u00f2 le coste del mar Egeo, in particolare Amorgos, l&#8217;isola principale dell&#8217;arcipelago delle isole Cicladi. Nella localit\u00e0 di Mouros si ebbero i run-up<span style=\"color: #008000;\"><strong><sup>1<\/sup><\/strong><\/span> maggiori dove le onde di tsunami superarono i 20m.&nbsp; Anche le coste Settentrionali dell\u2019isola di Creta furono ingentemente danneggiate, e a Kalymno il ritiro del mare e il conseguente tsunami, invase l\u2019intera citt\u00e0 di Pothea (per circa 1.5 km dalla costa) provocando ingenti danni alle strutture abitative e portuali causati della forte pressione esercitata dal mare e numerosi morti e feriti.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-05-103121.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-02-05-103121.png\" width=\"853\" height=\"733\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">posizioni dei sismi superiori a 4 (aggiornato alle prime ore del 5 febbraio 2025) &#8211; Fonte INGV<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\">In un\u2019azione di monitoraggio continuo, i ricercatori dell\u2019INGV sono impegnati in campagne oceanografiche nel mar Egeo per studiare il cratere del grande vulcano sottomarino Kolumbo, situato a circa 8 km a nord-est di Santorini, monitorarne la temperatura dei camini idrotermali e manutenere i dispositivi gi\u00e0 in funzione. Questi gli obiettivi dell\u2019ultima spedizione oceanografica, denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">THIRA23<\/span><\/strong>, condotta dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Centro Ellenico per la Ricerca Marina (HCMR)<\/span><\/strong> e dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Universit\u00e0 Nazionale e Capodistriana di Atene (NKUA)<\/span><\/strong>, in collaborazione con l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV),<\/span> <\/strong>nell\u2019ambito del programma di ricerca &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">SANTORY per SANTORini seafloor volcanic observatorY<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-05-103259.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-02-05-103259.png\" width=\"846\" height=\"528\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la posizione del vulcano sottomarino Kolumbo rispetto a Santorini. La posizione degli eventi sismici maggiori \u00e8 pienamente giustificata<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Secondo il <strong><span style=\"color: #008000;\">dottor<\/span><span style=\"color: #008000;\"> Fausto Grassa<\/span><\/strong>, ricercatore della Sezione di Palermo dell\u2019INGV (INGV-PA), &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Il programma di ricerca SANTORY \u00e8 un innovativo progetto interdisciplinare finalizzato al monitoraggio in continuo del vulcano sottomarino Kolumbo, attraverso l&#8217;implementazione di attrezzature innovative nel campo della tecnologia marina, come sensori iperspettrali, sensori di pressione e di temperatura, spettrometri di radiazioni e attraverso l&#8217;acquisizione di dati e campioni per l&#8217;analisi del campo idrotermale, nato con l\u2019obiettivo di raccogliere dati utili per la corretta pianificazione della risposta a un&#8217;eventuale crisi vulcanica con la creazione di mappe specializzate di rischio vulcanico \u2026<\/span><\/em><\/strong> \u201d.<\/p>\r\n<p align=\"justify\">In particolare, l\u2019INGV ha contribuito attraverso l\u2019installazione di un osservatorio sottomarino multi parametrico, durante la prima campagna svoltasi nel dicembre 2022, all\u2019interno dell\u2019area pi\u00f9 attiva della base del cratere a 500 metri di profondit\u00e0. L\u2019osservatorio ha permesso di registrare una serie inedita di dati chimico-fisici e acustici che saranno preziosi per lo studio dell\u2019area; durante la spedizione 2023 si \u00e8 provveduto a recuperare l&#8217;osservatorio, scaricare i dati registrati nel periodo intercorso e ricaricare le batterie per un ulteriore periodo di raccolta dati.<\/p>\r\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_0VIqUOBuJms\"><div id=\"lyte_0VIqUOBuJms\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/0VIqUOBuJms\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0VIqUOBuJms\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/0VIqUOBuJms\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\r\n<p align=\"justify\">La ricerca continua nella considerazione che questo tipo di fenomeni non sono temporalmente al momento prevedibili.<\/p>\r\n<div class=\"lRu31\" dir=\"ltr\">\r\n<p align=\"justify\">1. La grande quantit\u00e0 di acqua che uno tsunami spinge sulla riva sopra il normale livello del mare \u00e8 chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">Run-up<\/span><\/strong>, ed \u00e8 la massima altezza verticale sulla riva sopra il livello del mare raggiunta da uno tsunami. Quando uno tsunami si sposta verso l&#8217;entroterra, il livello dell&#8217;acqua pu\u00f2 salire di molti metri. <span style=\"color: initial;\">In casi estremi, il livello dell&#8217;acqua pu\u00f2 salire a pi\u00f9 di 15 m per gli tsunami la cui origine \u00e8 lontana e oltre 30 m se in prossimit\u00e0 dell&#8217;epicentro del terremoto.<\/span><\/p>\r\n<div class=\"OvtS8d\">&nbsp;<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"UdTY9 WdefRb\" aria-hidden=\"true\" data-location=\"2\">&nbsp;<\/div>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti INGV &#8211; s\u00ec ringrazia il dottor Marco Anzidei per la cortese consulenza<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: VULCANOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Santorini, Kolumbo, tsunami Secondo l\u2019Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia italiano, a partire dal 1600 a.C. ad oggi, nel mar Mediterraneo, si sono verificati almeno 290 maremoti, alcuni dei quali distruttivi. 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