{"id":11458,"date":"2019-07-10T00:30:49","date_gmt":"2019-07-09T22:30:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=11458"},"modified":"2026-04-15T18:09:22","modified_gmt":"2026-04-15T16:09:22","slug":"11458","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11458","title":{"rendered":"Il mistero di Yonaguni: resti di una antica piramide nel mezzo del Pacifico o una bizzarria geologica?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Yonaguni<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff; font-size: 18pt;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 perduta di Atlantide \u00e8 uno degli argomenti preferiti tra gli appassionati di misteri e di archeologia. Se sia veramente esistita o se si tratti solo di una fantasia mitologica \u00e8 ancora un mistero. Di tanto in tanto si ipotizza una sua localizzazione negli abissi del Mediterraneo o in altre parti del globo, dove bizzarre strutture geologiche sottomarine sembrano richiamare resti di antiche civilt\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-11466 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/andes6-yonaguni.jpg\" alt=\"andes6-yonaguni\" width=\"1223\" height=\"554\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/andes6-yonaguni.jpg 760w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/andes6-yonaguni-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1223px) 100vw, 1223px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Yonaguni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nOggi parliamo della scoperta di una strana struttura nei mari del Giappone che ha suscitato molto interesse e non solo tra gli archeologi. Nel 1987 un subacqueo giapponese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Kihachiro Aratake<\/span><\/strong>, si immerse nelle acque a sud di Yonaguni Jima, l&#8217;isola pi\u00f9 occidentale a sud del Giappone, per studiare la popolazione di squali martello che si radunano spesso in quella zona. Durante l\u2019immersione il subacqueo scopr\u00ec un insieme di strane formazioni sottomarine a gradoni che gli ricordarono una struttura piramidale di origine umana. Incominci\u00f2 cos\u00ec la storia recente di Yonaguni. Le ipotesi sull&#8217;origine della struttura di Yonaguni sono principalmente due:\u00a0 le rovine di un&#8217;antica civilt\u00e0 risalente all&#8217;ottavo &#8211; decimo millennio a.C. oppure\u00a0 una bizzarra struttura geologica formatasi dall&#8217;erosione di grandi blocchi sedimentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ipotesi archeologica<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe strutture, secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Masaaki Kimura<\/span><\/strong>, geologo marino dell&#8217;Universit\u00e0 di Ryukyu, ricordano le rovine di un antico castello, circondato da cinque templi, uno stadio ed un arco trionfale, resti sommersi di una antichissima civilt\u00e0. La cosa intrigante per molti appassionati di Fanta-archeologia \u00e8 che se fosse veramente una citt\u00e0 sommersa potrebbe collocarsi temporalmente nel periodo del mitico continente di Atlantide. Di fatto, durante le prime ricerche, furono rinvenute tracce di flora, fauna ed anche stalattiti che fecero presupporre che il sito fosse stato in passato emerso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-11470\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-31.jpg\" alt=\"yonaguni-3\" width=\"1228\" height=\"782\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-31.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-31-300x191.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1228px) 100vw, 1228px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immersioni lungo i gradoni<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il team di Kimura ha ipotizzato che possa essere una delle pi\u00f9 antiche piramidi costruite dall&#8217;uomo, cinquemila anni prima di quelle conosciute, costruita in un epoca non chiara al termine dell\u2019ultima glaciazione. All&#8217;epoca, geologicamente parlando, Yonaguni faceva parte di un arco continentale che includeva le isole di Taiwan e le Ryukyu, tra il Giappone e l&#8217;Asia. Il livello dei mari, a causa della glaciazione, era pi\u00f9 basso di quello attuale per cui la struttura geologica doveva essere quindi emersa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-11468 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-3.jpg\" alt=\"yonaguni-3\" width=\"1228\" height=\"788\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-3.jpg 1000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-3-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-3-460x295.jpg 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 1228px) 100vw, 1228px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il professor Kimura ha calcolato l&#8217;et\u00e0 delle stalattiti ritrovate all\u2019interno di alcune grotte sottomarine in oltre cinquemila anni. Nelle grotte si osservano sulle pareti dei petroglifi rappresentanti animali e persone, cosa che potrebbe confermare l&#8217;origine umana della struttura. Ma non tutti la pensano cos\u00ec. Il geologo <strong><span style=\"color: #008000;\">Teruaki Oshii<\/span> <\/strong>ritiene addirittura che esse siano state costruite ancora prima della fine dell&#8217;era glaciale &#8230; si apre quindi un&#8217;ipotesi ancora pi\u00f9 intrigante &#8230; e se fossero le testimonianze delle rovine del continente scomparso Mu?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Mu, un continente perduto o un mito?\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\nNel XIX secolo un abate di nome <strong><span style=\"color: #008000;\">Charles-Etienne Brasseur<\/span><\/strong> rinvenne nella biblioteca dell&#8217;Accademia Storica di Madrid una copia ridotta del monumentale trattato scritto da <strong><span style=\"color: #008000;\">Landa<\/span><\/strong>, un monaco spagnolo del XVI secolo che asseriva di essere in grado di tradurre la lingua Maia. <strong><span style=\"color: #008000;\">Brasseur<\/span><\/strong>, applicando il metodo del monaco, credette di aver tradotto uno dei pochissimi codici maya superstiti, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Codice Troano<\/span><\/strong>, utilizzando l&#8217;alfabeto maya inventato dal Landa ed ottenne un testo ambiguo e poco chiaro che sembrava parlare di una terra sprofondata negli abissi in seguito ad un cataclisma.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-37743 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/codice-troano-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/codice-troano-1.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/codice-troano-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/codice-troano-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/codice-troano-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/codice-troano-1-1200x675.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Il Codice di Madrid (conosciuto anche come Codice Tro-Cortesianus) \u00e8 un manoscritto in lingua maya, risalente al periodo preispanico. Attualmente \u00e8 conservato presso il Museo de Am\u00e9rica a Madrid. \u00c8 formato da 112 pagine, suddivise in due differenti parti: il Codice Troano ed il Codice Cortesianus, riuniti nel 1888. Si ritiene che il codice provenga da Tayasal, l&#8217;odierna Flores, l&#8217;ultima citt\u00e0 maya conquistata nel 1697; si pensa che fu Hernan\u00a0Cort\u00e9s a portarlo in Europa e a donarlo alla corte spagnola.<\/b><\/span><br \/>\n<a style=\"color: #008000; font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Codex_Tro-Cortesianus_ff_75-76.jpg\">Codex Tro-Cortesianus ff 75-76.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trovando nel testo alcuni simboli sconosciuti, <strong><span style=\"color: #008000;\">Brasseur<\/span><\/strong> li tradusse con quelli suggeriti da <strong><span style=\"color: #008000;\">Landa<\/span><\/strong>, ottenendo la parola &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">MU<\/span><\/strong>&#8220;, che egli ritenne fosse il nome della misteriosa terra. Cos\u00ec nacque la leggenda di questo continente perduto del Pacifico.\u00a0La &#8220;scoperta&#8221; attir\u00f2 molti curiosi tra cui un colonnello dell&#8217;esercito britannico in pensione, <strong><span style=\"color: #008000;\">James Churchward\u00a0<\/span><\/strong>che ritenne che il continente Mu fosse stato situato nell&#8217;oceano Pacifico, un vasto territorio che si sarebbe esteso dalle isole Hawaii ad una una linea immaginaria tracciata tra l&#8217;isola di Pasqua e le Figi. Al momento della sua scomparsa, circa 12.000 anni fa, secondo Churchward sarebbe stato abitato da 64 milioni di persone di varie razze, sulle quali predominava quella bianca, con molte grandi citt\u00e0 e colonie negli altri continenti. Una bella leggenda che per\u00f2 non trova nessuna validazione archeologica, almeno con le conoscenze attuali. Questo non vuol dire che nel Pacifico non fiorirono per\u00f2 altre civilt\u00e0 non meno misteriose. Sicuramente lo stile di alcuni reperti archeologici ritrovati nella spiaggia di Tuguru a Yonaguni fa supporre che gli antichi abitanti avessero contatti con le altre civilt\u00e0 del sudest asiatico e che l&#8217;isola fosse un punto di passaggio commerciale tra il Giappone e Taiwan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;ipotesi geologica<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nA queste ipotesi, pi\u00f9 o meno fantasiose, ne esiste un\u2019altra geologica che sostiene che siamo di fronte ad un bizzarro gioco della natura ed i grandi blocchi monolitici sottomarini siano in realt\u00e0 il risultato di fenomeni naturali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/The_Honeycombs_Giants_Causeway._County_Antrim_Ireland-1024x733.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 The_Honeycombs_Giants_Causeway._County_Antrim_Ireland-1024x733.png\" width=\"1220\" height=\"873\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Selciato del Gigante \u00e8 un&#8217;area di circa 40.000 colonne di basalto ad incastro, risultato di un&#8217;antica eruzione vulcanica. Si trova nella contea di Antrim, sulla costa settentrionale dell&#8217;Irlanda del Nord, a circa 4,8 km a nord-est della citt\u00e0 di Bushmills<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il geologo <strong><span style=\"color: #008000;\">Robert Schoch<\/span> <\/strong>della Boston University ritiene che le strutture siano<span style=\"color: #008000;\"><em> &#8221; <\/em><strong>&#8230; tutte naturali e siano il risultato di una geologia di base e di una classica stratigrafia di rocce arenarie che tendono a staccare tra loro diverse placche di fondali marini creando l\u2019effetto particolare dei bordi, specialmente in un\u2019area con una forte attivit\u00e0 sismica<\/strong><\/span>\u201d. Altri geologi sostengono che le strutture abbiano caratteristiche simili ad altre formazioni geologiche esistenti in altre parti del mondo come i basalti di Antrim nell&#8217;Irlanda del Nord, che formano grandi assembramenti di impressionanti monoliti lungo la costa, circa quarantamila colonne di basalto ad incastro, generati da un&#8217;antica eruzione vulcanica. Moltissime pietre sono colonne esagonali, anche se ci sono in realt\u00e0 pietre con quattro, cinque, sette o otto <span class=\"skimlinks-unlinked\">lati.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-11467 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-2.jpg\" alt=\"yonaguni-2\" width=\"1230\" height=\"788\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-2.jpg 1000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-2-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-2-460x295.jpg 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 1230px) 100vw, 1230px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\nQuando fu divulgata la scoperta di <strong><span style=\"color: #008000;\">Yonaguni<\/span><\/strong>, il sito attir\u00f2 immediatamente le televisioni di tutto il mondo; verso la fine del 1997 fu sviluppata la prima mappa della struttura che rivel\u00f2 l\u2019esistenza di un arco di roccia massiccio e diversi passaggi fra i blocchi che sembravano combaciare perfettamente tra loro. Inoltre, vennero ritrovate strutture simili a rampe di scale, strade lastricate ed incroci che conducevano a piazze circondate da piloni in pietra. Tutto ad una profondit\u00e0 compresa tra i 20 metri e 100 metri. \u00a0La struttura sembra molto regolare e misura 120 metri in lunghezza, 40 metri in ampiezza e circa 25 metri in altezza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-11469 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-4.jpg\" alt=\"yonaguni-4\" width=\"1228\" height=\"788\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-4.jpg 1000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-4-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/yonaguni-4-460x295.jpg 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 1228px) 100vw, 1228px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le immagini parlano da sole e i dubbi rimangono. Cosa sono, dunque, questi enigmatici monoliti poggiati sul fondo del Pacifico? Formazioni naturali scolpite dall&#8217;incessante erosione dell\u2019oceano, oppure rovine di una civilt\u00e0 vissuta alla fine dell\u2019era glaciale e scomparsa a seguito di cataclismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Ma quale civilt\u00e0 avrebbe potuto vivere e svilupparsi in quell&#8217;area geografica?<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Gli archeologi ritengono che sin dall&#8217;antichit\u00e0 quell&#8217;area fu interessata da intensi contatti commerciali tra le diverse culture dell&#8217;indo-pacifico. Una tra le civilt\u00e0 forse pi\u00f9 interessanti e misteriose \u00e8 la cultura <strong><span style=\"color: #008000;\">Jomon, <\/span><\/strong>esistita tra i dodicimila e i duemila anni fa nelle isole giapponesi, spesso assimilata alle antiche culture precolombiane del Nord America.<strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/jamon-giappone-2-707x1080-1-670x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 jamon-giappone-2-707x1080-1-670x1024.jpg\" width=\"1229\" height=\"1878\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">un misterioso dog\u016b del periodo Jomon<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Il termine \u00abJomon\u00bb non deriva da un nome locale ma \u00e8 la traduzione in giapponese del termine inglese cord-marked (\u00absegnato dalle corde\u00bb) che si riferisce ai motivi con cui questa civilt\u00e0 decorava il vasellame di argilla ovvero \u00a0utilizzando delle corde avvolte intorno a dei bastoni.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine fu introdotto nel 1879 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Edward Sylvester Morse<\/span><\/strong>, studioso statunitense e professore di zoologia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Tokyo, che nel libro Shell Mounds of Omori descrisse i ritrovamenti del <strong><span style=\"color: #008000;\">kaizuka<\/span><\/strong> (\u00abcumuli di conchiglie\u00bb) di Omori. La <strong><span style=\"color: #008000;\">cultura Jomon<\/span><\/strong> forgi\u00f2 in seguito ceramiche complesse e strane figurine umanoidi, molto particolari. A partire dalla fine del Jomon iniziale (circa 5000 a.C.) furono prodotte delle &#8220;statuette&#8221; in argilla dette <strong><span style=\"color: #008000;\">dog\u016b<\/span><\/strong>, bambole di terra, che rappresentavano animali o figure antropomorfe, generalmente femminili dai fianchi e seni esagerati, con occhi rotondi e cerchiati. Le prime dog\u016b erano tozze ma nel Jomon medio comparve la caratteristica testa a forma di cuore, con un corpo cruciforme con decorazioni generalmente semplici evidenzianti la zona del ventre.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\">La lingua Maia \u00e8 simile a quella giapponese?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAlcuni pensano che in tempi antichi ci furono contatti commerciali fra i popoli dell&#8217;estremo oriente e le civilt\u00e0 del centro america o, addirittura,\u00a0 avvennero delle migrazioni dalle Americhe verso l&#8217;oriente. I ricercatori analizzano i reperti fra le due sponde dell&#8217;Oceano Pacifico per ricercare le prove di tali contatti. Non si tratta solo di artefatti stilisticamente simili ma anche di tracce comuni nelle differenti culture che potrebbero far risalire ad una cultura unica precedente. Una delle coincidenze pi\u00f9 interessanti \u00e8 la incredibile similarit\u00e0 fonetica della lingua Maia a quella giapponese, facendo presumere che i due idiomi possano aver avuto un antenato comune.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Reliquie di un passato lontano pre-diluviano?<\/span><br \/>\n<\/strong>E\u2019 possibile che alcuni gruppi di umani, undicimila anni fa, durante le glaciazioni, quando i livelli dei mari erano pi\u00f9 bassi, abbiano attraversato il Pacifico e fondato delle citt\u00e0 costiere lungo il percorso?\u00a0 E&#8217; possibile che con lo scioglimento dei ghiacci queste civilt\u00e0\u00a0 furono spazzate via da spaventose inondazioni e i loro resti giacciano ora in fondo al mare? L&#8217;ipotesi non \u00e8 cosi strampalata. In molti libri antichi si fa cenno ad un diluvio universale che distrusse le civilt\u00e0 sulla Terra. Stranamente il mito del diluvio si ritrova nei testi sacri ed antichi di tutto il mondo. Basti pensare all<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8216;Atrahasis (mito sumero), l\u2019epopea di Gilgamesh (leggende babilonesi), la Bibbia (Ebrei), Shujing (classico di Storia cinese), Matsya Purana e Shatapatha Brahmana (testi sacri indiani), il Timeo e Crizia di Platone (Grecia), e non ultimo il Popul Vuh della civilt\u00e0 Maya guatemalteca. <\/span><\/strong>Un fatto curioso \u00e8 che in molte culture il mitico uomo che sopravvisse al diluvio alla fine dell\u2019era glaciale, ovvero circa 11,5 millenni or sono, ha un nome simile: <strong><span style=\"color: #008000;\">Noah<\/span><\/strong> in lingua ebraica o <strong><span style=\"color: #008000;\">Noach<\/span><\/strong> in quella araba.\u00a0 Nelle mitologie mesopotamiche ritroviamo la stessa leggenda riguardante un mitico sopravvissuto al Diluvio Universale chiamato in sumerico <strong><span style=\"color: #008000;\">Ziusudra<\/span><\/strong> (&#8220;Vita dai giorni eterni&#8221;), in accadico <strong><span style=\"color: #008000;\">Atra\u1e2basis<\/span><\/strong> (&#8220;Grande Saggio&#8221;) o anche <strong><span style=\"color: #008000;\">Utanapi\u0161tim<\/span><\/strong> (&#8220;Giorni della vita&#8221;). Ma alle Hawaii, curiosamente, l&#8217;Uomo che si salv\u00f2 costruendo una grande nave dove erano stati ospitati tutti gli animali viene chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Nu&#8217;u<\/span><\/strong>. Le coincidenze sono tante e forse anche la civilt\u00e0 di Yonaguni potrebbe essere scomparsa come tante civilt\u00e0 antiche del Pacifico durante il grande diluvio circa dieci millenni orsono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima la strana struttura di Yonaguni &#8211; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">foto scattata da jpatokal http:\/\/wikitravel.org\/en\/User:Jpatokal<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Autore jpatokal\u00a0 http:\/\/wikitravel.org\/en\/User:Jpatokal<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Yonaguni_Ruins_Scuba.jpg#mw-jump-to-license\">Yonaguni Ruins Scuba.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE\u00a0 PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Yonaguni . La citt\u00e0 perduta di Atlantide \u00e8 uno degli argomenti preferiti tra gli appassionati di misteri e di archeologia. Se sia veramente esistita o se si tratti solo di una fantasia mitologica \u00e8 ancora un mistero. 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