{"id":114252,"date":"2025-02-04T00:03:00","date_gmt":"2025-02-03T23:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=114252"},"modified":"2025-08-20T16:56:38","modified_gmt":"2025-08-20T14:56:38","slug":"i-pericoli-delle-meduse-e-della-caravella-portoghese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114252","title":{"rendered":"I pericoli delle cubo meduse e delle Caravelle Portoghesi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: animali marini pericolosi, celenterati<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Abbiamo raccontato nel <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/112502\">primo articolo<\/a> i pericoli derivanti dal contatto accidentale con alcuni organismi marini. Oggi parliamo delle <strong><span style=\"color: #008000;\">meduse<\/span><\/strong>, anche loro appartenenti ai <strong><span style=\"color: #008000;\">Celenterati<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Celenterati_polipo_medusa.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Celenterati_polipo_medusa.jpg\" width=\"841\" height=\"454\" \/>I <strong><span style=\"color: #008000;\">Celenterati<\/span><\/strong>, chiamati anche <strong><span style=\"color: #008000;\"><em class=\"MuiTypography-root MuiTypography-italic css-uehu9e\">Cnidari<\/em><\/span><\/strong>, a causa di particolari cellule urticanti,\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em class=\"MuiTypography-root MuiTypography-italic css-uehu9e\">cnidocisti<\/em>\u00a0(o\u00a0<em class=\"MuiTypography-root MuiTypography-italic css-uehu9e\">cnidoblasti<\/em>)<\/span><\/strong>, che si trovano sia nell\u2019ectoderma sia nell\u2019endoderma dell&#8217;animale. Questi animali, nel loro ciclo di vita, <span style=\"font-size: revert; color: initial;\">presentano un\u2019alternanza di generazioni, con due forme distinte:<strong><span style=\"color: #008000;\"> il <\/span><\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">polipo<span style=\"font-size: revert;\">\u00a0e la\u00a0<\/span>medusa<\/span><\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">. Il polipo \u00e8 la forma propria degli individui sessili, tipica degli <strong><span style=\"color: #008000;\">Antozoi<\/span><\/strong> (come ad esempio i coralli e gli anemoni di cui abbiamo parlato nell&#8217;articolo precedente) mentre la forma di <span style=\"color: #008000;\"><strong>medusa<\/strong> <\/span>\u00e8 propria di individui planctonici ovvero che vivono sempre liberi nell\u2019acqua dopo la riproduzione sessuata di un polipo. <\/span><span style=\"color: initial;\">Nel caso dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Cnidari<\/span><\/strong> il pericolo viene dalle loro vesciche (<em><strong><span style=\"color: #008000;\">cnidocisti<\/span><\/strong><\/em>) che contengono un liquido<\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\"> urticante, provviste di un prolungamento sensitivo esterno (<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><em class=\"MuiTypography-root MuiTypography-italic css-uehu9e\" style=\"font-size: revert;\">cnidociglio<\/em><\/span><\/strong><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">) che, quando stimolato, emette dall\u2019interno della <\/span>capsula<span style=\"color: initial; font-size: revert;\"> un lunghissimo e sottilissimo filamento tubulare che inietta il liquido urticante nell\u2019animale con cui viene a contatto.\u00a0<\/span>Ovviamente, e per nostra fortuna, l&#8217;impatto dell&#8217;avvelenamento dipende dall&#8217;organismo specifico e dalla reazione della sfortunata vittima. Per quanto sopra, esistono meduse non pericolose ma anche altre, che descriver\u00f2 di seguito, il cui contatto pu\u00f2 essere anche letale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Chironex_fleckeri_vespadimare.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Chironex_fleckeri_vespadimare.jpg\" width=\"888\" height=\"1386\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Chironex fleckeri, vespa di mare<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Chironex_fleckeri_vespadimare.jpg\">Chironex fleckeri vespadimare.jpg\u00a0 Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Fra le meduse pi\u00f9 pericolose in assoluto abbiamo le cubomeduse; di loro sono state identificate ben sedici specie alcune delle quali sono risultate letali anche per gli esseri umani. Tra di esse la <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Chironex fleckeri<\/span><\/em><\/strong> (vespa di mare) e <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Carukia barnesi<\/em><\/strong><\/span> il cui veleno pu\u00f2 essere letale in alcuni casi in meno di 15-30 minuti. In particolare, la <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Carukia barnesi<\/span> <\/strong><\/em>\u00e8 in grado di penetrare il materiale di un costume da bagno provocando la <strong><span style=\"color: #008000;\">sindrome di Irukandji<\/span><\/strong>. I sintomi si sviluppano entro 5-60 minuti con dolore addominale, vomito, sudorazione, espettorazione di muco e polso irregolare. Il recupero nei casi pi\u00f9 lievi di solito avviene in uno o due giorni ma nel caso di punture multiple, pu\u00f2 verificarsi un potenziale shock anafilattico. Oltre al dolore, la vittima pu\u00f2 annegare dopo lo shock iniziale se non prontamente soccorsa. Altre sono tossiche ma di solito non mortali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Carukia_barnesi_001A.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Carukia_barnesi_001A.jpg\" width=\"839\" height=\"924\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carukia barnesi, \u00e8 una cubo medusa\u00a0della\u00a0famiglia CarukiIdae, principalmente riconoscibile per l&#8217;assenza di facelle. La strisciata della C. barnesi pu\u00f2 procurare la\u00a0sindrome di Irukandji, una serie di dolorosi effetti che possono apparire ore dopo il contatto con la medusa.<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Carukia_barnesi_001A.jpg\">Carukia barnesi 001A.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">I sintomi dell&#8217;avvelenamento da parte delle meduse cubo includono dolori lancinanti, lesioni cutanee con cicatrici permanenti e distress respiratorio (ARDS), una grave condizione medica caratterizzata da infiammazione dei polmoni e conseguente incapacit\u00e0 di assimilare l&#8217;ossigeno necessario all&#8217;interno organismo. Inoltre, il contatto pu\u00f2 provocare un arresto cardiaco e la caduta in uno stato di assenza di coscienza causato dall&#8217;intossicazione e dai danni al sistema nervoso centrale (coma) con conseguente morte. Questo \u00e8 causato dalla distruzione dei vasi sanguigni e dai gravi spasmi muscolari, che colpiscono anche il muscolo cardiaco, che non riesce a riempirsi di sangue prima del battito successivo causando insufficienza cardiaca. Gli effetti possono essere quindi letali in pochi minuti. Le meduse scatola possono nuotare a una velocit\u00e0 massima di circa quattro nodi e hanno occhi sofisticati con lenti, cornea, retina e iride. \u00c8 possibile che inseguano attivamente la loro preda. Sebbene il loro corpo possa raggiungere trenta centimetri di diametro, i tentacoli possono essere lunghi fino a tre metri, allungando il raggio della loro pericolosit\u00e0. Anche se disponibile un antidoto, la somministrazione potrebbe non essere sufficiente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Chironex_yamaguchii.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Chironex_yamaguchii.jpg\" width=\"837\" height=\"732\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Chironex yamaguchii (giapponese: \u30cf\u30d6\u30af\u30e9\u30b2, Habu-kurage) \u00e8 una specie di cubo medusa diffusa nel Mar delle Filippine. La specie \u00e8 molto tossica e pu\u00f2 essere mortale nell&#8217;Uomo<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chironex_yamaguchii\">Chironex yamaguchii &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In uno studio sulle vittime dal 1836 al 1960, il tasso di mortalit\u00e0 era stato stimato di circa il 9% ma i valori stanno aumentando. Per chi volesse approfondire, in un altro studio, <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0160412022006262\">The global spread of jellyfish hazards mirrors the pace of human imprint in the marine environment &#8211; ScienceDirect<\/a><\/span><\/strong>, pubblicato su <strong><span style=\"color: #008000;\">Science Direct<\/span> <\/strong>nel 2023, sono mostrati alcuni dati importanti per la valutazione del rischio da parte di questi animali, suddivisi per tipologie e aree geografiche.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/meduse-1-s2.0-S0160412022006262-gr1_lrg-740x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 meduse-1-s2.0-S0160412022006262-gr1_lrg-740x1024.jpg\" width=\"840\" height=\"1162\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rappresentazione schematica della procedura di data mining utilizzata nello studio<\/span>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0160412022006262\">The global spread of jellyfish hazards mirrors the pace of human imprint in the marine environment &#8211; ScienceDirect<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Un pericolo che ha anche ricadute sociali. L&#8217;aumento delle popolazioni e la loro distribuzione in altri bacini marittimi influisce su aspetti economici (pesca, turismo, attivit\u00e0 inn mare) essendo legato al riscaldamento degli oceani e andandosi a sommare ai rischi conseguenti ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/meduse-1-s2.0-S0160412022006262-ga1_lrg-1024x625.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 meduse-1-s2.0-S0160412022006262-ga1_lrg-1024x625.jpg\" width=\"1024\" height=\"625\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;aumento delle popolazioni pericolose va ben oltre il pericolo per l&#8217;individuo. Secondo lo studio citato, la<\/span><\/strong> <span style=\"color: #008000;\"><strong><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">mancata integrazione dei pericoli delle meduse nelle indagini oceaniche potrebbe produrre un quadro fuorviante della salute degli oceani e compromettere il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite relativi alla salute degli oceani &#8211; da studio citato<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Non ultima va menzionata la <strong><span style=\"color: #008000;\">Caravella Portoghese (Physalia physalis)<\/span><\/strong>, presente anche nel Mar Mediterraneo, in realt\u00e0 una colonia di individui pi\u00f9 piccoli che formano un&#8217;unica unit\u00e0. La sezione superiore, riempita di gas (tossico che pu\u00f2 causare lesioni agli occhi), funge da vela sulla superficie del mare, trasportandola alla deriva. I tentacoli, che possono raggiungere venti metri o pi\u00f9, sono dotati di nematocisti. Il veleno \u00e8 neurotossico e causa la paralisi della vittima, e potrebbe essere fatale anche per l&#8217;Uomo. I sintomi dell&#8217;avvelenamento includono un intenso dolore locale che si estende poi al sistema linfatico e coinvolge articolazioni e muscoli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/640px-Portuguese_Man-O-War_Physalia_physalis.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 640px-Portuguese_Man-O-War_Physalia_physalis.jpg\" width=\"839\" height=\"1150\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la caravella portoghese un pericolo anche nel Mar Mediterraneo e lungo le nostre coste, quando spiaggiata.<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Portuguese_Man-O-War_(Physalia_physalis).jpg\">Portuguese Man-O-War (Physalia physalis).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In questo caso, il pronto soccorso, indossando guanti protettivi, include il risciacquo della pelle con acqua di mare (NON usare acqua dolce o ghiaccio) e l&#8217;applicazione di aceto oppure alcol isopropilico dal 40 al 70%. Se non disponibile, pu\u00f2 essere utilizzata una soluzione di ammoniaca al 25%. E&#8217; quindi consigliato rimuovere i tentacoli usando guanti e pinze (anche una carta di credito pu\u00f2 essere un buon strumento di raschiatura) ed applicare crema da barba, radendo la zona nel caso vi siano ancora tentacoli residui. Va poi applicata una lozione all&#8217;idrocortisone (dallo 0,5% all&#8217;1,0%) due volte al giorno, interrompendo solo se si sviluppa un&#8217;infezione. Se gli occhi sono coinvolti, sciacquare con acqua dolce irrorando con almeno 1 o 2 litri. Il pi\u00f9 rapido controllo medico \u00e8 comunque prioritario.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/800px-Marinesting1-648x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 800px-Marinesting1-648x1024.jpg\" width=\"907\" height=\"1433\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Avviso di pericolo a causa della presenza di meduse in Australia nei mesi estivi<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Marinesting1.jpg\">Marinesting1.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In estrema sintesi, questi animali sono un pericolo reale che ha portato le Autorit\u00e0 locali della regione indo-pacifica, dall&#8217;Australia alle Isole Salomone, Filippine, Singapore, Nuova Guinea e Borneo ad assumere contromisure che comprendono reti anti meduse per proteggere le spiagge e, in alcuni casi, il divieto totale della balneazione. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ancora una volta la migliore prevenzione \u00e8 evitare di immergersi in aree dove la presenza di queste meduse \u00e8 pi\u00f9 probabile ed usare sempre adeguate protezioni per il corpo con mute adeguate.<\/span><\/strong> Va compreso che l&#8217;habitat pi\u00f9 comune di questi animali sono le acque costiere fangose, come nelle aree vicine agli estuari, dove gli adulti depongono le uova a fine estate e muoiono. Le larve si depositano sulle superfici dure, sviluppandosi prima in polipi che si trasformeranno nella fase planctonica in meduse. La massima concentrazione di adulti \u00e8 in Australia alla fine dell&#8217;estate australe (da marzo ai primi di aprile).<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Giorgio Caramanna<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: animali marini pericolosi, celenterati . Abbiamo raccontato nel primo articolo i pericoli derivanti dal contatto accidentale con alcuni organismi marini. Oggi parliamo delle meduse, anche loro appartenenti ai Celenterati. 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