{"id":114051,"date":"2025-04-10T00:02:00","date_gmt":"2025-04-09T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=114051"},"modified":"2026-10-08T17:19:07","modified_gmt":"2026-10-08T15:19:07","slug":"soluzioni-moderne-poddighe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114051","title":{"rendered":"Una nuova generazione di alberature navali &#8211; parte III di Giancarlo Poddighe"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: ARCHITETTURA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX &#8211; XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: strutture, navi<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Le soluzioni convenzionali per le alberature delle unit\u00e0 navali sono afflitte da una ampia gamma di aspetti negativi che includono robuste strutture di acciaio che spostano in alto pesi, con conseguente incidenza sulla stabilit\u00e0, manutenzione difficile e costosa a causa di sensori esposti a eventi atmosferici ma anche a depositi corrosivi sia ambientali sia combinati con i gas di scarico, effetto bosco\/schermo e settori ciechi a causa delle interazioni sensore\/struttura reticolare dell\u2019albero, induzione elettromagnetica dovuta a riflessioni spurie e scarsa discriminazione dei segnali che si sovrappongono, comunque generando una elevata segnatura radar. Un quadro di difficolt\u00e0 ed inefficienza che ha spinto i progettisti navali e gli strutturisti a cercare alternative; in particolare nell\u2019 ultimo decennio \u00e8 cresciuto l\u2019orientamento verso strutture e materiali compositi, con una gamma di soluzioni ancora alla ricerca di ulteriori ottimizzazioni.<br \/>\nIndirizzi che hanno in comune l\u2019ipotesi di ospitare il maggior numero possibile non solo di sensori ma anche i relativi apparati (i fatidici \u201carmadi\u201d di antica memoria) all\u2019 interno di una struttura protetta che assolva anche la funzione di \u201calbero\u201d, con l\u2019effetto di poter impiegare apparati e componenti meno costosi, non specificamente previsti per sistemazione all\u2019 esterno. Soluzioni che proteggono i sistemi, riducendo collegamenti complessi e dedicati, dall\u2019 alimentazione di energia alla trasmissione dei segnali, e impongono chiusure e schermi sensibili e permeabili alle\u00a0 frequenze usate per consentire ai sensori di &#8220;vedere&#8221; attraverso i pannelli di rivestimento della struttura dell&#8217;albero: l\u2019obbiettivo \u00e8 duplice, migliore copertura e minore segnatura elettro-magnetica. \u00c8 interessante analizzare le soluzioni adottate sperimentalmente a fine \u2018900 e poi in ampia scala negli ultimi anni per avere un\u2019idea dello stato dell\u2019arte e dei diversi indirizzi per lo stesso obiettivo Tra le prime realizzazioni si possono considerare, da parte statunitense, strutture esagonali (come quella usata a bordo della USS REDFORD DD-968) o ottagonali (come quelle estesamente adottate a bordo delle LPD della classe USS SAN ANTONIO LPD-17).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-16-215434.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-16-215434.png\" width=\"664\" height=\"467\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La struttura esagonale, sviluppata in altezza rispettando in pratica il posizionamento della configurazione originale della classe Spruance e potendo con questo sviluppare anche analisi comparative, estesamente provata sul USS REDFORD DD 968, ha fatto acquisire esperienze sui materiali compositi e leggeri<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019installazione sperimentale sul REDFORD appartenente alla classe Spruance, permise di determinare una data di partenza per la rivoluzione delle alberature: nel 1997 dopo 20 anni di servizio, fu scelta per la prima installazione a bordo dell&#8217;Advanced Enclosed Mast\/Sensor System che utilizzava materiali avanzati, specificamente sviluppati, strutture e tecnologie di montaggio studiate la funzione dei sensori, delle emissioni elettromagnetiche e della riduzione della segnatura. Due strutture semi-piramidali a base esagonale, opposte come sviluppo, unite sulle rispettive basi: la prima, rovesciata, la met\u00e0 inferiore del sistema AEM\/S, serviva a sostenere e posizionare la met\u00e0 superiore all\u2019altezza voluta: il rivestimento di questa base, al fine della riduzione dei pesi e della riflessione, era fondamentalmente costituito da leggeri panelli di balsa con protezione superficiale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-16-215447.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-16-215447.png\" width=\"1106\" height=\"441\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Schema e dettaglio della struttura provata sul REDFORD DD968 &#8211; La met\u00e0 superiore era divisa in due scomparti simili a radome; il vano superiore ospitava l&#8217;antenna Mk 23 Target Acquisition System (TAS) e quello inferiore racchiudeva l&#8217;antenna di ricerca aerea AN\/SPS-40. La struttura esagonale, sviluppata in altezza rispettando in pratica il posizionamento della configurazione originale della classe Spruance e potendo con questo sviluppare anche analisi comparative, estesamente provata sul REDFORD DD968, ha fatto acquisire esperienze sui materiali compositi e leggeri.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-16-215456.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-16-215456.png\" width=\"631\" height=\"341\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Illustrazione schematica dei materiali utilizzati per il rivestimento della struttura installata sul REDFORD DD968<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La base di collegamento delle due piramidi rovesciate, a circa la met\u00e0 dell&#8217;albero, assicurava la schermatura elettromagnetica (EM) tra le due porzioni. La met\u00e0 superiore era strutturalmente un guscio costituito e rivestito da pannelli in materiale composito a strati, con anima in schiuma, selettivo per le frequenze utilizzate.<\/p>\n<p align=\"justify\">Diverse sono le premesse concettuali delle alberature integrate adottate estesamente a bordo delle LPD della classe USS San Antonio (LPD-17), progettate tenendo conto della prima esperienza del REDFORD e di nuovi processi costruttivi e di prova. Esigenze operative e semplificazioni costruttive (pre-assemblaggio dei moduli) sono state opportunamente coniugate in tale soluzione, divenuta un modello di riferimento gi\u00e0 alla fine degli anni \u201990 (\u201cuovo di Colombo\u201d impiantistico\/industriale prima ancora che risposta ad un\u2019esigenza operativa). Il programma LPD 17 rappresenta al meglio le capacit\u00e0 della US Navy di adattarsi e capitalizzare la riforma delle acquisizioni di quel momento, compresi:<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; coinvolgimento precoce dell&#8217;industria sulle procedure di progettazione, produzione e riduzione dei costi;<br \/>\n&#8211; teaming di costruttori navali e integratori di sistemi di combattimento per risolvere i problemi all\u2019origine e ridurre i tempi di allestimento e prove;<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; lo sviluppo e l\u2019adozione del principio di &#8220;teaming for life&#8221;, concetto quasi di corresponsabilit\u00e0 o di garanzia estesa, in base al quale il main contractor del programma LPD 17 avrebbe acquisito la responsabilit\u00e0, ma anche opportunit\u00e0, di fornitore esclusivo per il ciclo di vita;<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; riduzione dei requisiti Mil-Specs alle componenti essenziali, vitali per il combattimento e la sopravvivenza dell\u2019unit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il sistema <strong><span style=\"color: #008000;\">Advanced Enclosed Mast\/Sensor (AEM\/S<\/span><span style=\"color: #008000;\">)<\/span><\/strong> fu selezionato per l&#8217;intera classe SAN ANTONIO evoluto quale struttura ottagonale autonoma, autoportante e rimuovibile che consente l&#8217;aggiornamento modulare a costi ridotti dei sensori armi e dei sistemi di comando, controllo, comunicazione, computer e intelligence (C4I). Il principio informatore dettato dal Bureau of Ships \u00e8 stato quello della mitigazione dei rischi e dell\u2019ottimizzazione costi\/benefici del sistema AEM\/S ATD, quale investimento a futuro della US Navy. Nello specifico dell\u2019alberatura, con l\u2019esperienza acquisita sul prototipo sono stati sviluppati ed adottati materiali compositi multistrato, selettivi in frequenza, progettati per consentire con perdite molto basse il passaggio delle frequenze di ciascuno dei sensori nave pur essendo in grado di riflette altre frequenze: la conformazione del rivestimento \u00e8 a facce piane, sagoma liscia capace di ridurre la segnatura trasversale, nel complesso struttura portante, resistente e rigida in grado di soddisfare i requisiti Mil per vibrazioni, shock e fatica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-16-215505.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-16-215505.png\" width=\"1109\" height=\"346\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La prefabbricazione del modulo \u201cOctagonal Advanced Enclosed Mast\/Sensor\u201d per la USS San Antonio LPD (fonte Ingalls Shipbuilding)<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-16-215514.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-16-215514.png\" width=\"1109\" height=\"467\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L\u2019evoluzione e forse anche l\u2019estremizzazione del concetto AEM\/S ATD, lo USS ZUMWALDT, DD1000. Pi\u00f9 di dieci anni separano la progettazione di questa unit\u00e0 da quella modello della LPD17, e pi\u00f9 di un quarto di secolo dal prototipo AEM\/S ATD: questa unit\u00e0 ha comunque ben altri problemi che la sola conformazione della NON alberatura e della segnatura dei sensori. <\/strong><strong>Generazione elettrica ed impiego dell\u2019energia anche come arma spostano in altro modo i problemi di interferenze e segnatura (fonte Bath Iron Works)<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Le note anteriori tratteggiano la filosofia della US Navy, mentre per quanto riguarda i britannici la soluzione prescelta per l\u2019evoluzione, definita <strong><span style=\"color: #008000;\">ATM (Advanced Technology Mast)<\/span><\/strong>, si discosta, riconducendosi ad una struttura portante in acciaio rivestita in pannelli compositi di plastica rinforzata con fibre (FRP), in strati radar assorbenti. Per il resto i concetti informatori sono simili, seppur riconducibili a necessit\u00e0 in scala ridotta:<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>&#8211; I sensori sono installati in moduli intercambiabili montati all&#8217;interno del compartimento risultante da tale struttura.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>&#8211; La filosofia progettuale dell&#8217;albero mira a rendere modulare la progettazione delle unit\u00e0 navali e facilitare il retrofit su navi esistenti.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>&#8211; I sensori e gli apparati relativi sono completamente racchiusi all\u2019 interno dell\u2019albero riflettente radar.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>&#8211; In questa soluzione l\u2019alberatura appare come una struttura leggermente piramidale, non strallata, di ampia sezione a base rettangolare, che assicura spazi aggiuntivi senza dover ricorrere a riconfigurazione degli spazi esistenti a scafo o nelle sovrastrutture.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-16-215526.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-16-215526.png\" width=\"1096\" height=\"345\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L\u2019evoluzione britannica: la HMS ARK ROYAL, R07 fu la prima unit\u00e0 sulla quale venne adottato in grande scala il concetto Advanced Technology Mast dopo i lavori a Portsmouth del 2004 &#8211; Pi\u00f9 che innovazione quale scelta radicale si tratt\u00f2 di una soluzione ibrida relativa agli apparati e sistemi installati in retrofit per l\u2019allungamento della vita operativa dell\u2019unit\u00e0 senza ricorrere a procedure tradizionali di riallestimento e cablaggio. (Foto J. Hamlet\/MOD)<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-03-16-215534.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-16-215534.png\" width=\"1096\" height=\"926\" \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Sulla HMS QUEEN ELIZABETH, in una foto del 2021, il concetto Advanced Technology Mast \u00e8 stato adottato ed applicato in sede di progetto (foto dell&#8217;autore)<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fine\u00a0 parte III &#8211; continua<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Giancarlo Poddighe<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>da <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/59271986\/Tra_estetica_e_funzionalit%C3%A0_esistono_ancora_le_alberature_navali\">Tra estetica e funzionalit\u00e0: esistono ancora le alberature navali da Academia\u00a0 &#8211; autore Giancarlo Poddighe<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114049\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114050\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114051\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115942\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHITETTURA NAVALE PERIODO: XX &#8211; XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: strutture, navi . 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