{"id":114044,"date":"2025-02-03T00:03:00","date_gmt":"2025-02-02T23:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=114044"},"modified":"2025-02-02T10:02:34","modified_gmt":"2025-02-02T09:02:34","slug":"un-futuro-sostenibile-alimentato-dagli-oceani-e-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114044","title":{"rendered":"Un futuro sostenibile alimentato dagli oceani \u00e8 possibile?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: INNOVAZIONE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: TECNOLOGIE ENERGETICHE<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: oceano, energia sostenibile<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Gli oceani e i mari sono un enorme serbatoio di potenziale energia (<span style=\"color: #008000;\"><strong>Marine Energy<\/strong><\/span>) rinnovabile, nascosta tra il moto delle onde e delle maree che la contengono in diverse forme energetiche che siamo sempre pi\u00f9 in grado di sfruttare. Secondo recenti studi solo gli oceani potrebbero produrre energia elettrica pari a circa <strong><span style=\"color: #008000;\">90mila TeraW\/h<\/span><\/strong> <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">1<\/span><\/strong><\/sup> annui, cio\u00e8 una quantit\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">cinque volte superiore a quella necessaria a soddisfare il fabbisogno mondiale<\/span><\/strong>. Come\u00a0 vedremo in questo breve articolo esistono differenti modi per trasformare l\u2019energia degli oceani in energia elettrica, fornendo complessivamente (ovvero integrandosi con altre fonti) un rendimento tale da soddisfare con una certa continuit\u00e0 le nostre esigenze attuali e future.<\/p>\n<p align=\"justify\">La sfida pi\u00f9 grande per la transizione verso sistemi energetici che non impieghino fonti fossili \u00e8 garantire una produzione di energia disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tutti i giorni dell\u2019anno. Questo non pu\u00f2 verosimilmente avvenire solo con sistemi eolici o fotovoltaici, affetti dalla mancanza delle condizioni necessarie (ovvero vento e luce solare). L\u2019energia generata dal moto ondoso e dalle maree potrebbe quindi contribuire a colmare le lacune dell\u2019energia eolica e solare, fornendo nel loro insieme energia in maniera stabile al fine di ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili. L\u2019energia delle onde rappresenta una grande opportunit\u00e0 industriale, offrendo uno sviluppo economico a lungo termine nelle regioni costiere di tutto il mondo. Il concetto di fattoria modulare delle onde, <strong><span style=\"color: #008000;\">wave farm<\/span><\/strong>, che utilizza molte unit\u00e0 relativamente piccole distribuite in cluster, consente di fornire localmente una quota elevata di energia con strutture posizionate sia offshore che nearshore. Secondo la Commissione Europea, gli oceani potrebbero potenzialmente fornire 100 megawatt (MW) nel 2025 e 1 gigawatt (GW) entro il 2030, una quantit\u00e0 equivalente se non maggiore di un reattore nucleare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Tidal_Energy_Generator_Eday_-_geograph.org_.uk_-_1274420.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Tidal_Energy_Generator_Eday_-_geograph.org_.uk_-_1274420.jpg\" width=\"864\" height=\"405\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Generatore di energia mareomotrice, Eday. Il polo scende lungo i due pali come un ascensore e si adagia sul fondale marino 100 piedi pi\u00f9 in basso. La marea fa girare le pale che muovono la turbina che produce energia elettrica &#8211; autore Ian Balcombe\/<i>Tidal Energy Generator, Eday<\/i><\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Tidal_Energy_Generator,_Eday_-_geograph.org.uk_-_1274420.jpg\">Tidal Energy Generator, Eday &#8211; geograph.org.uk &#8211; 1274420.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma come possiamo fare per sfruttare questa energia?<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Partiamo dall&#8217;energia ottenibile dalle maree. Le forze gravitazionali combinate del Sole, della Luna e della rotazione terrestre creano le maree, che a loro volta danno origine a correnti di marea (che possono essere molto potenti) e variazioni anche significative del livello del mare.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/640px-M2_tidal_constituent.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 640px-M2_tidal_constituent.jpg\" width=\"842\" height=\"542\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">gli archi curvi attorno ai punti anfidromici<\/span> <sup><span style=\"color: #008000;\">2<\/span><\/sup> <span style=\"color: #008000;\">mostrano la direzione delle maree, ognuno dei quali indica un periodo sincronizzato di 6 ore. Attraverso la conoscenza di questi punti possono essere identificate le aree di maggiore efficienza &#8211; Fonte e Autore R. Ray, NASA Goddard Space Flight Center, Jet Propulsion Laboratory, Scientific Visualization Studio<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:M2_tidal_constituent.jpg\">M2 tidal constituent.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Le correnti di marea variano periodicamente, muovendosi prima in una direzione e poi nell\u2019altra secondo un ritmo prevedibile che \u00e8 specifico per ogni luogo. Di conseguenza, \u00e8 possibile prevedere la disponibilit\u00e0 di energia a lungo termine. Attualmente sono in funzione molti diversi progetti di turbine di marea che generano da 0,2 a 2,5 MW. I diversi tipi includono turbine idrauliche a flusso assiale e radiale e turbine a kite di marea (in cui la turbina \u00e8 sospesa a una specie di kite sommerso). Alcune sono installate in mare, mentre altri modelli pi\u00f9 piccoli sono utilizzati in fiumi ed estuari. Oltre alle correnti, le maree sono caratterizzate anche da livelli di acqua in aumento e in diminuzione, il che significa che \u00e8 possibile utilizzare una diga, o qualsiasi altra forma di barriera per estrarre l\u2019energia generata dalla differenza di altezza tra alta e bassa marea. L\u2019energia viene poi convertita da turbine situate nella diga.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;energia delle onde<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Quando il vento soffia sugli oceani, parte della sua energia crea delle onde. Attraverso dei convertitori di energia delle onde \u00e8 possibile sfruttare questa energia quando disponibile. Essa non \u00e8 sempre disponibile variando da una stagione all\u2019altra e solo per brevi periodi di tempo. Possiamo distinguere diverse famiglie di dispositivi in grado di convertire questa energia cinetica in elettricit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_8miWW2QyN_4\"><div id=\"lyte_8miWW2QyN_4\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/8miWW2QyN_4\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8miWW2QyN_4\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/8miWW2QyN_4\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p align=\"justify\">Un impianto di energia delle onde, basato sul concetto di un <strong><span style=\"color: #008000;\">Waveline Magnet<\/span><\/strong>\u00a0\u00e8 composto da un sistema di alimentazione centrale a forma di spina dorsale, a cui sono collegati tubi galleggianti che ondeggiano sulla superficie dell\u2019acqua tramite bracci di leva. In quanto tale, non solo sfrutta l\u2019energia meccanica delle onde (che converte in elettricit\u00e0 e idrogeno), ma crea anche una piattaforma che pu\u00f2 essere utilizzata per desalinizzare l\u2019acqua di mare. Questa tecnologia \u00e8 stata sviluppata da <a href=\"https:\/\/swel.eu\/#more\">Sea wave energy limited (SWEL)<\/a>,\u00a0 una societ\u00e0 di ricerca e sviluppo con sede a Cipro e nel Regno Unito che si \u00e8 concentrata sulla progettazione e sullo sviluppo del suo convertitore di energia delle onde (WEC) nel cui sito possono essere visti in dettaglio i vari componenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per completezza, il panorama delle tecnologie legate alle onde comprende:<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; <span style=\"font-weight: bold; color: #008000;\">assorbitori puntuali (Point absorbers)<\/span>, ovvero strutture galleggianti collegate alla terraferma da bracci metallici che attivano pompe idrauliche mentre salgono e scendono, in cui il moto ondoso induce moti verticali che vengono trasformati in energia;<br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">convertitori oscillanti a flutto d\u2019onda (Oscillating Wave Surge)<\/span><\/strong>, che sfruttano le onde per muovere un alettone;<br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">attenuatori (Attenuators)<\/span><\/strong>, sistemi galleggianti con all\u2019interno particolari pompe attivate dall\u2019andamento dell\u2019onda.<\/p>\n<p align=\"justify\">Altri sistemi includono una colonna d\u2019acqua oscillante con una sorta di pistone verticale attivato dai movimenti delle onde.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/wave-converter-750px-REWEC.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 wave-converter-750px-REWEC.jpg\" width=\"920\" height=\"390\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Conversione dell&#8217;energia delle onde mediante il principio della colonna d&#8217;acqua oscillante<\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.coastalwiki.org\/wiki\/File:REWEC.jpg\">REWEC.jpg &#8211; Coastal Wiki<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Questi sistemi ovviamente producono energia quando il moto ondoso \u00e8 significativo<\/strong><\/span><br \/>\nSe il mare \u00e8 calmo, possiamo invece sfruttare l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">energia termica dell\u2019oceano<\/span><\/strong>. In parole semplici, l\u2019acqua calda superficiale passa attraverso uno scambiatore di calore dove il suo calore vaporizza un fluido di lavoro (o l\u2019acqua di mare stessa evapora) e il vapore in espansione viene utilizzato per alimentare una turbina. L\u2019acqua fredda pi\u00f9 profonda viene in seguito utilizzata per condensare il vapore. Questa tecnologia, detta <strong><span style=\"color: #008000;\">OTEC (Ocean Thermal Energy Conversion)<\/span><\/strong>, \u00e8 per\u00f2 utilizzabile solo nelle zone subtropicali dove la differenza di temperatura tra la superficie e le profondit\u00e0 \u00e8 superiore a 20 \u00b0C. Restano per\u00f2 ancora diversi ostacoli da superare (in particolare le dimensioni della rete di tubazioni idrauliche lunghe fino ad 1 km per l\u2019acqua fredda con un diametro di circa 10 metri!), e l\u2019efficienza dello scambiatore di calore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Otec_Open_Diagram_in_English.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Otec_Open_Diagram_in_English.jpeg\" width=\"848\" height=\"628\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">schema di un sistema OPEC aperto<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Otec_Open_Diagram_in_English.JPG\">Otec Open Diagram in English.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019energia degli oceani inoltre pu\u00f2 essere utilizzata anche per raffreddare gli edifici. Il condizionamento dell\u2019aria con acqua di mare, SWAC, sfrutta la differenza di temperatura tra acque basse e profonde. I vantaggi sono doppi: \u00e8 economico ed ecologico, perch\u00e9 non solo sostituisce i tradizionali sistemi di condizionamento dell\u2019aria, ma riduce anche il consumo elettrico corrispondente fino all\u201980%.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong> Ottenere energia dall&#8217;osmosi<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Questa fonte di energia deriva dalla differenza di concentrazione salina tra due liquidi. Attualmente sono allo studio due tipi di tecnologie:<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Osmosi ritardata dalla pressione (PRO)<\/span><\/strong>: si basa sul fenomeno dell&#8217;osmosi ovvero del movimento dell\u2019acqua dolce verso l\u2019acqua salata attraverso una membrana, che crea un aumento della pressione sul lato dell\u2019acqua salata. Questa pressione pu\u00f2 essere convertita in elettricit\u00e0 da una turbina.<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Elettrodialisi inversa (RED)<\/span><\/strong>: si basa sul trasporto di ioni attraverso membrane a scambio ionico; la differenza di potenziale chimico dovuta alla diversa concentrazione salina dell\u2019acqua salata e dell\u2019acqua dolce genera una tensione sulla membrana, un p\u00f2 come una batteria al sale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/red-TECNOLOGIA.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 red-TECNOLOGIA.jpg\" width=\"838\" height=\"418\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L&#8217;elettrodialisi inversa (RED) \u00e8 una tecnologia che si basa sull&#8217;alternanza di membrane a scambio anionico e cationico (AEM e CEM) tra due elettrodi per generare elettricit\u00e0 da gradienti di salinit\u00e0. La differenza di salinit\u00e0 tra le due soluzioni, attraverso una membrana a scambio ionico, determina una differenza di potenziale elettrica che spinge gli anioni e gli ioni cationici (rispettivamente attraverso l&#8217;AEM e il CEM) dalle regioni ad alta concentrazione a quelle a bassa concentrazione. Gli elettrodi convertono quindi il flusso ionico in corrente elettrica mediante la scissione dell&#8217;acqua o una reazione di ossidoriduzione reversibile <\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/topics\/engineering\/reverse-electrodialysis\">Reverse Electrodialysis &#8211; an overview | ScienceDirect Topics<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019acqua dolce \u00e8 separata dall\u2019acqua salata da una membrana semipermeabile, cos\u00ec si ha una sollevamento del livello dell\u2019acqua salata creando un salto sfruttabile con tecnologie idroelettriche tradizionali. La pi\u00f9 avanzata tecnologia di questo tipo \u00e8 quella dell\u2019elettrodialisi inversa (<strong><span style=\"color: #008000;\">Reverse ElectroDialysis \u2013 RED<\/span><\/strong>), in cui una soluzione salina e acqua dolce vengono fatte passare attraverso membrane a scambio ionico che alternano anioni e cationi per generare elettricit\u00e0. Le potenzialit\u00e0 sono molto alte, perch\u00e9 oltre ad essere ampiamente prevedibile, l\u2019energia prodotta da un metro cubo d\u2019acqua dolce \u00e8 paragonabile a quella generata dallo stesso metro cubo in caduta da un\u2019altezza di 260 metri.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Cosa si sta muovendo?<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Partendo dalla constatazione che queste forme di energia, sebbene promettenti, sono ancora in sviluppo, la Commissione Europea ha pubblicato la <strong><span style=\"color: #008000;\">strategia europea per il potenziamento delle fonti rinnovabili off-shore per l\u2019energia marina<\/span><\/strong>. Il programma prevede di aumentare la capacit\u00e0 degli impianti in mare aperto di 5 volte per il 2030 e di 25 volte entro il 2050 per raggiungere gli obiettivi del Green Deal. La generazione marina di energia \u00e8 una soluzione particolarmente utile nei casi in cui risulti difficile il collegamento alla rete di distribuzione elettrica, come, ad esempio, per le isole. A differenza delle altre fonti rinnovabili, l\u2019energia marina \u00e8 in certi casi altamente prevedibile e pu\u00f2 costituire un output stabile di elettricit\u00e0. Un altro vantaggio \u00e8 che la maggior parte gli impianti sono sottomarini e pertanto possono riscontrare meno resistenze da parte della gente per via dello scarso impatto visivo. Di contro l\u2019impatto ambientale sotto la superficie \u00e8 notevole e dovranno essere considerati i costi della protezione delle reti subacquee che, come abbiamo visto recentemente, stanno diventando obiettivi strategici appetibili .<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Al momento gli impianti installati in Europa sono prevalentemente non-commerciali e hanno solo lo scopo di misurare la loro affidabilit\u00e0. L\u2019Italia, con i suoi 8.000 km di coste, \u00e8 un paese particolarmente adatto all\u2019impiego di convertitori di energia marina. Sebbene l\u2019altezza delle onde e le profondit\u00e0 del mare non siano equiparabili a quelle oceaniche, le particolari condizioni delle coste italiane offrono spunti interessanti per lo sviluppo di tali tecnologie. Attualmente gli impianti funzionanti sono soltanto due, entrambi in Toscana, e sfruttano il moto ondoso: Punta Righini, nei pressi di Castiglioncello, e Marina di Pisa, start-up <strong><span style=\"color: #008000;\">40South Energy<\/span><\/strong>.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_JwDwgMiOUMA\"><div id=\"lyte_JwDwgMiOUMA\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/JwDwgMiOUMA\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/JwDwgMiOUMA\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/JwDwgMiOUMA\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p align=\"justify\">Quello di Pisa \u00e8 molto piccolo (50 kW) ma funziona 24 ore al giorno per coprire il fabbisogno di qualche decina di famiglie. Altri sistemi saranno presto attivati fornendo soluzioni sempre pi\u00f9 adatte alle diverse realt\u00e0 costiere.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Popio<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">1 1 TW\/h=1000 miliardi W\/h<\/p>\n<p align=\"justify\">2 in geografia fisica, un <strong><span style=\"color: #008000;\">punto anfidromico<\/span><\/strong> \u00e8 il punto dell\u2019asse nodale (cio\u00e8 della linea dove le opposte onde di marea si annullano), attorno al quale le correnti di marea ruotano, in senso antiorario nell\u2019emisfero nord, e in senso orario nell\u2019emisfero sud.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: INNOVAZIONE PERIODO: XXI SECOLO AREA: TECNOLOGIE ENERGETICHE parole chiave: oceano, energia sostenibile . Gli oceani e i mari sono un enorme serbatoio di potenziale energia (Marine Energy) rinnovabile, nascosta tra il moto delle onde e delle maree che la contengono in diverse forme energetiche che siamo sempre pi\u00f9 in grado di sfruttare. 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