{"id":114043,"date":"2025-01-30T00:02:00","date_gmt":"2025-01-29T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=114043"},"modified":"2025-01-29T21:31:23","modified_gmt":"2025-01-29T20:31:23","slug":"i-misteri-della-struttura-interna-della-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/114043","title":{"rendered":"Le meraviglie della struttura interna della Terra"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: 4,5 MILIARDI DI ANNI FA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: storia geologica della Terra<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La Terra si \u00e8 formata circa 4,560 miliardi di anni fa dalla nebulosa solare. All\u2019inizio c\u2019era un disco di polveri e gas in rotazione, ma dopo la formazione del Sole il materiale in eccesso cominci\u00f2 a raggrupparsi in diverse zone, formando i pianeti oggi conosciuti. Inizialmente, la Terra era una massa rocciosa incandescente e priva di atmosfera.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Earth_formation.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Earth_formation.jpg\" width=\"835\" height=\"835\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La formazione della Terra dalla nebulosa originale <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Earth_formation.jpg\">Earth formation.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Con il passare del tempo, la superficie si raffredd\u00f2 formando una crosta solida. Gli impatti di asteroidi e meteoriti sulla Terra contribuirono a modellare la sua superficie e a creare le prime caratteristiche geologiche. L\u2019atmosfera primordiale era composta principalmente da gas vulcanici come vapore acqueo, anidride carbonica, metano e ammoniaca, con una scarsa presenza di ossigeno. Circa 2,5 miliardi di anni fa il mantello si raffredd\u00f2 a una velocit\u00e0 variabile tra 6 e 11 gradi centigradi ogni 100 milioni di anni. Poi, circa 170 milioni di anni fa, successe qualcosa che acceler\u00f2 il raffreddamento fino a circa 20 gradi centigradi ogni 100 milioni di anni. I periodi caldi e freddi si susseguirono a causa di un meccanismo che non \u00e8 ancora chiaro ma il ciclo originario di &#8220;inversione termica&#8221; si ridusse fino ad arrivare a circa 50.000 anni. Al termine del Pliocene (tra 5 e 1,65 milioni di anni fa) la Terra assunse l\u2019aspetto che ha oggi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ma sotto la superficie della Terra cosa troviamo?<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Complessivamente nella composizione chimica della Terra prevalgono: ferro (34,6%), ossigeno (29,5%), silicio (15,2%), magnesio (12,7%); seguono nichel (2,4%), zolfo (1,9%) e tutti gli altri elementi per il 3,7%. La comprensione della struttura interna della Terra \u00e8 basata sulle estrapolazioni di evidenza fisica emerse dai campioni estratti da pochi chilometri di profondit\u00e0 della superficie terrestre, dai campioni portati alla superficie dalle pi\u00f9 remote profondit\u00e0 tramite l\u2019attivit\u00e0 vulcanica e dalle analisi delle onde sismiche. Per ricavare informazioni sulla composizione e sulla struttura interna della Terra non possiamo procedere con un\u2019indagine diretta poich\u00e9 i pochi chilometri esplorabili attraverso le miniere o le stratificazioni sedimentarie delle catene montuose, sono nulla se paragonati ai 6.371 km del raggio medio terrestre.<br \/>\nPer questo motivo ci si serve di analisi indirette, come quelle effettuabili dallo studio dei meteoriti, che presentano una analoga composizione a quella della Terra, supponendo che derivino dalla medesima nebulosa originaria con cui si formarono i pianeti del Sistema Solare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il campo gravitazionale ci dice che se la densit\u00e0 della Terra fosse uniforme, e simile a quella delle rocce presenti in superficie, la forza di gravit\u00e0 sarebbe soltanto la met\u00e0 di quella esistente. Quindi si \u00e8 sicuri che all\u2019interno della Terra ci sono materiali molto pi\u00f9 densi delle rocce che conosciamo in superficie. Molto importanti sono le informazioni che si ricavano dalla sismologia, che studia le modalit\u00e0 di propagazione delle onde sismiche all\u2019interno della terra. Poich\u00e9 le onde modificano la loro velocit\u00e0 in base alla densit\u00e0 del mezzo che attraversano, possono essere riflesse, rifratte o bloccate (nel caso delle onde trasversali), attraverso la loro analisi \u00e8 possibile ricostruire la struttura dell\u2019interno terrestre.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Quello che emerge \u00e8 che l\u2019interno della Terra non e\u0300 omogeneo ma ha una struttura &#8220;simile&#8221; a quella di un uovo, costituita da tre strati concentrici: la crosta, il mantello e il nucleo,<\/strong> <\/span>le cui reciproche proporzioni sono simili a quelle tra guscio, albume e tuorlo. Al di sotto della superficie abbiamo sotto di noi 60-100 km di crosta terrestre, al di sotto della quale c&#8217;\u00e8 uno strato di rocce fuse chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">mantello<\/span><\/strong>, poi un nucleo pi\u00f9 esterno di ferro ed uno interno ancora di ferro. Queste informazioni sono state dedotte dai dati ricavati dai terremoti che hanno permesso di individuare una serie di strati concentrici all\u2019interno della Terra, che costituiscono delle vere e proprie superfici di discontinuit\u00e0, con repentini cambiamenti di velocit\u00e0 e direzione delle onde sismiche, mentre all\u2019interno di ciascuno strato i cambiamenti sono abbastanza graduali.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">nucleo esterno<\/span> <\/strong>fuso \u00e8 ci\u00f2 che produce il campo magnetico perch\u00e9 il materiale al suo interno, Ferro e Nichel, \u00e8 in convezione, ovvero si muove, ad oltre 3000 km di profondit\u00e0; possiamo immaginarcelo come una grande dinamo planetaria che, originando corrente elettrica genera un campo magnetico. Lo stesso che influenza l&#8217;ago di una bussola in qualunque punto della Terra (cosa che non avviene su Marte e sulla Luna che non hanno campo magnetico). Il <strong><span style=\"color: #008000;\">nucleo interno<\/span><\/strong> \u00e8 invece viscoso, composto quasi esclusivamente di ferro, con un raggio di circa 1250 km, ha una temperatura attorno ai 5400 \u00b0C\/6000 \u00b0C, una densit\u00e0 di 13 g\/cm\u00b3 e una pressione di 330-360 GPa.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/%D0%9A%D0%BE%D0%BB%D1%8C%D1%81%D0%BA%D0%B0%D1%8F_%D1%81%D0%B2%D0%B5%D1%80%D1%85%D0%B3%D0%BB%D1%83%D0%B1%D0%BE%D0%BA%D0%B0%D1%8F_%D1%81%D0%BA%D0%B2%D0%B0%D0%B6%D0%B8%D0%BD%D0%B0_crop.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 %D0%9A%D0%BE%D0%BB%D1%8C%D1%81%D0%BA%D0%B0%D1%8F_%D1%81%D0%B2%D0%B5%D1%80%D1%85%D0%B3%D0%BB%D1%83%D0%B1%D0%BE%D0%BA%D0%B0%D1%8F_%D1%81%D0%BA%D0%B2%D0%B0%D0%B6%D0%B8%D0%BD%D0%B0_crop.jpg\" width=\"849\" height=\"726\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Una curiosit\u00e0: il pozzo di Kola (Russia), stretto e perfettamente verticale, \u00e8 profondo ben 12.226 metri e con un diametro di soli 23 centimetri. A differenza di altri pozzi, scavati per individuare giacimenti di gas o petrolio, quello di Kola fu realizzato a scopo scientifico, per studiare la composizione interna della crosta terrestre. Iniziato nel 1970, nel 1990 si arriv\u00f2 a una profondit\u00e0 di 12.262 metri ma si ferm\u00f2 per la rottura della trivella. Durante la trivellazione furono fatte diverse scoperte, tra cui<span style=\"font-size: revert;\"> microfossili di fitoplancton risalenti a circa 2 miliardi di anni fa,<\/span> la presenza di acqua nelle rocce granitiche profonde, e temperature superiori alle previsioni, arrivando fino a 180 \u00b0C (356 \u00b0F). La minore densit\u00e0 delle rocce che incominciavano a comportarsi pi\u00f9 come un materiale plastico che come un solido, unita ad alcuni incidenti, rese impossibile continuare oltre. Di fatto la perforazione fu interrotta nel 1992 e il sito abbandonato definitivamente nel 2005. &#8211; immagine del pozzo &#8211; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Fonte Pagina dell&#8217;autore su Panoramio.com <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Autore Andre Belozeroff<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Earth-crust-cutaway-it.svg-1024x732.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Earth-crust-cutaway-it.svg-1024x732.png\" width=\"1024\" height=\"732\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Descrizione degli &#8220;strati&#8221; interni della Terra <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Earth-crust-cutaway-it.svg\">earth-crust-cutaway-it.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L\u2019interno della Terra e\u0300 inaccessibile<\/strong><\/span>; al centro la pressione e\u0300 circa tre milioni e mezzo di volte quella atmosferica e si stima che la temperatura sia di 6.000 \u00b0C (la superficie del Sole arriva a 6.500 \u00b0C). Uno studio ha riscontrato che, tra 400 e 670 chilometri di profondita\u0300, c\u2019e\u0300 acqua e potrebbe essere abbondante, come quella di tutti gli oceani messi insieme. Ma non si trova in forma liquida, bens\u00ec intrappolata dentro la <strong><span style=\"color: #008000;\">ringwoodite<\/span><\/strong>, un materiale che si forma solo in condizioni di altissima pressione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per conoscere quello che c\u2019e\u0300 sotto di noi, pero\u0300, non sempre occorre andare in profondita\u0300:<strong><span style=\"color: #008000;\"> le rocce della crosta<\/span> <\/strong>possono contenere messaggeri come gli <strong><span style=\"color: #008000;\">xenoliti<\/span><\/strong>, rocce che, dal mantello, sono arrivate in superficie trasportate dalla lava. Nei vulcani il magma, risalendo, trascina con s\u00e9 rocce e minerali, come la <span style=\"color: #008000;\"><strong>peridotite<\/strong> <\/span>(roccia tipica del mantello superiore) e la <strong><span style=\"color: #008000;\">kimberlite<\/span><\/strong> (la roccia al cui interno sono intrappolati i diamanti). Siccome i vulcani del mondo sono tanti e le loro lave hanno composizioni diverse, capiamo che anche in profondit\u00e0 le rocce non sono omogenee e che, anche a distanze abbastanza brevi (come per esempio tra l\u2019Etna e le Eolie) il mantello da cui provengono i magmi pu\u00f2 avere composizioni diverse.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">La tecnologia di perforazione<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Perforare le profondit\u00e0 della Terra richiede una tecnica molto sofisticata. Ci si serve di un tubo d\u2019acciaio spinto o trascinato verso l\u2019interno della superficie da una punta e dalla pressione idraulica; quando si esaurisce la lunghezza del tubo se ne attacca un altro e si continua a spingere. Questa tecnica \u00e8 usata nelle perforazioni petrolifere ed \u00e8 utilizzata fino a 3 km di profondit\u00e0. Il tubo \u00e8 realizzato in acciaio, ma pi\u00f9 si trivella in profondit\u00e0 nella crosta terrestre pi\u00f9 la temperatura diventa alta superando, a 2.000m, i 100\u00b0C. Di fatto questo metallo, con l&#8217;aumento delle temperature diventa pi\u00f9 morbido, pi\u00f9 debole e si deforma facilmente al punto che quando si raggiungono 300 o 500 \u00b0C\u00a0 il tubo non \u00e8 pi\u00f9 utilizzabile. Nonostante queste grandi difficolt\u00e0, gli scienziati non abbandonano il progetto di perforare il fondo marino grazie all\u2019International <strong><span style=\"color: #008000;\">Ocean Discovery Program (IODP)<\/span><\/strong>, una collaborazione internazionale di ricerca marina dedicata alla comprensione scientifica della Terra attraverso perforazioni, carotaggi e monitoraggio del fondale sottomarino. Il Programma si avvale della nave di perforazione <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"><strong><span style=\"color: #008000;\">JOIDES Resolution (JRSO)<\/span> <\/strong>per conto della National Science Foundation.<\/span><\/span> In parole semplici, vengono effettuati dei carotaggi fino al mantello, per prelevare campioni di rocce per scoprire com\u2019e\u0300 fatto il nostro pianeta, come si evoluto nel tempo, e scoprire su eventuali forme di vita a quelle profondit\u00e0. I campioni oceanici stanno anche fornendo informazioni sul clima e sulla storia tettonica della Terra. In particolare \u00e8 emerso che il tasso di rilascio di carbonio attuale \u00e8 10 volte maggiore rispetto al massimo termico del Paleocene-Eocene o in qualsiasi momento degli ultimi 66 milioni di anni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/lossy-page1-640px-10Calcidiscus_leptoporus_diploid_SEM_showing_two_parts_of_coccoliths.tif.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 lossy-page1-640px-10Calcidiscus_leptoporus_diploid_SEM_showing_two_parts_of_coccoliths.tif.jpg\" width=\"844\" height=\"822\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Coccoliti. Immagine al microscopio elettronico a scansione (SEM) di Calcidiscous leptoporus, fase diploide, che mostra che i coccoliti comprendono due parti, una esterna ed una interna &#8211; Fonte e Autore Nance Pomerene <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:10Calcidiscus_leptoporus,_diploid,_SEM,_showing_two_parts_of_coccoliths.tif\">Calcidiscus leptoporus, diploid, SEM, showing two parts of coccoliths.tif &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Un&#8217;altra curiosit\u00e0. <span style=\"font-size: revert; color: initial;\">Nelle carote di sedimenti recuperate da un foro di trivellazione praticato nella zona orientale dell\u2019Oceano Indiano equatoriale durante lo svolgimento della spedizione 363 dell\u2019<\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">International Ocean Discovery Program<\/span> <\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">sono stati ritrovati coccoliti fossili. Essi derivano dai coccolitofori, alghe fluttuanti che vivono in acque prossime alla superficie. Grazie ai loro processi di fotosintesi e calcificazione, questi organismi svolgono un importante duplice ruolo nel ciclo globale del carbonio e sono un eccellente oggetto di studio per analizzare i cambiamenti avvenuti nei sistemi oceanici nel corso delle ere geologiche.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Popio<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: 4,5 MILIARDI DI ANNI FA AREA: DIDATTICA parole chiave: storia geologica della Terra . La Terra si \u00e8 formata circa 4,560 miliardi di anni fa dalla nebulosa solare. 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