{"id":113879,"date":"2025-01-20T00:02:00","date_gmt":"2025-01-19T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=113879"},"modified":"2025-01-19T22:03:00","modified_gmt":"2025-01-19T21:03:00","slug":"le-operazioni-anfibie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/113879","title":{"rendered":"Per mare e per terram: le operazioni anfibie"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: MARINE MILITARI<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: guerra anfibia<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Un breve preambolo, l&#8217;articolo che segue, scritto da due esperti del settore, l&#8217;Ammiraglio ris. Marco Bandioli e il Colonnello (paracadutista) aus. Michele Corrado, ex Battaglione San Marco, vuol essere una risposta alle tante domande pervenute a seguito della consegna alla Marina Militare italiana della LHD Trieste. Gli autori hanno sintetizzato le informazioni pi\u00f9 importanti che potranno fornire ai lettori una buona base di conoscenza per comprendere le basi di questa antica forma di lotta ancora attuale.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong><br \/>\nPer Mare per Terram<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nella storia della tassonomia zoologica del regno animale il sostantivo \u201canfibio\u201d \u00e8 andato ad individuare quegli animali, appartenenti sia alla specie degli anfibi che a quella dei rettili, in grado di vivere e cacciare senza alcuna difficolt\u00e0 in due ambienti totalmente differenti, ovvero sia in acqua che a terra. Conseguentemente, l\u2019aggettivo \u201canfibio\u201d \u00e8 stato attribuito a tutto ci\u00f2 che \u00e8 in grado di muoversi ed operare sia in ambiente acquatico che terrestre senza essere minimamente penalizzato dalla differenza delle condizioni esistenti. Nell\u2019ambito militare la parola \u201canfibio\u201d va ad identificare le truppe specificatamente addestrate e i loro mezzi, costruiti per poter operare e combattere in un ambiente cos\u00ec complesso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/LHD-Trieste-achille-Burla-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 LHD-Trieste-achille-Burla-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">LHD Trieste &#8211; photo credit Alessandro Burla, 2022<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel corso dei secoli la \u201cGuerra sul mare\u201d ha ovviamente attraversato differenti necessit\u00e0 ed esigenze operative, significativamente influenzate sia dalle numerose innovazioni tecnologiche degli armamenti che dal materializzarsi di nuove tipologie di minaccia e di nemico. Nel tempo quindi, inevitabilmente, molte cose sono cambiate: dalle dottrine di impiego all\u2019addestramento degli uomini sino alla contestuale realizzazione di navi e mezzi sempre pi\u00f9 adeguati alle nuove, crescenti e diversificate necessit\u00e0 operative. Un lungo \u201cexcursus\u201d storico-militare che, secondo quanto viene tramandato, viene fatto risalire al 400 a.C. circa (guerre del Peloponneso), con i primi abbordaggi (con le navi che si affiancano urtandosi con i bordi, ovvero con \u201cle murate\u201d) o arrembaggi (appoggiando-arrembando delle passerelle sulla nave nemica) per consentire a marinai o a soldati particolarmente addestrati di assaltare la nave nemica per poi catturarla o affondarla, a seconda degli ordini ricevuti. Passando attraverso l\u2019Imperatore Ottaviano Augusto, che istitu\u00ec nel 31 a.C. i \u201cMiles classis\u201d, ovvero i \u201cSoldati della flotta\u201d, si arriver\u00e0 poi alla costituzione da parte della Serenissima Repubblica di Venezia, su espresso volere del Doge Enrico Dandolo, alla costituzione di un vero e proprio Reggimento di fanti, imbarcati su diverse navi, che parteciparono alla spedizione che port\u00f2 nel 1204 alla conquista di Costantinopoli. In tale circostanza i \u201cFanti da mar\u201d (\u201cFanti di Marina\u201d), diedero corpo ad una nuova e rivoluzionaria connotazione operativa nell\u2019ambito della \u201cGuerra sul mare\u201d ovvero alla innovativa forma di \u201cGuerra dal mare\u201d, costituendo di fatto il primo \u201cReparto anfibio\u201d della storia. Nei secoli a seguire i reparti anfibi, i cui militari vengono internazionalmente definiti come \u201cmarines\u201d, hanno presentato, e presentano tuttora, diverse configurazioni organiche e di comando appartenendo, ad esempio, unicamente ad una Marina Militare, unicamente ad un Esercito, o ad un Esercito e ad una Marina contemporaneamente, o costituendo addirittura una vera e propria Forza Armata a se stante (come gli \u201cUnited States Marine Corps\u201d).<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Che cosa sono attualmente le \u201cOperazioni Anfibie\u201d?<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Innanzitutto le Operazioni anfibie appartengono a quella sfera di attivit\u00e0 militari operative definite di Livello Strategico, in grado di conseguire un preciso obiettivo politico-strategico (come ad esempio lo sbarco in Normandia). Sono operazioni altamente complesse, dal mar verso la terra, che si sviluppano grazie al contributo sinergico di diverse componenti: una componente navale (sia di superficie che subacquea), una componente aerea imbarcata (sia ad ala fissa che ad ala rotante) e una componente terrestre sempre imbarcata (marines). Questo insieme di Forze possiede la caratteristica unica di produrre una \u201cproiezione di potenza\u201d dal mare senza (teoricamente) limiti di distanza (un esempio recente fu l&#8217;attivit\u00e0 anfibia durante la guerra nelle Falkland\/Malvinas). Le Operazioni Anfibie si annoverano nella categoria delle attivit\u00e0 totalmente offensive intese a condurre attivit\u00e0 di \u201cguerra guerreggiata\u201d, ovvero combattuta apertamente, impiegando ampi dispositivi aeronavali per poter sferrare il cosiddetto \u201cassalto anfibio\u201d su specifici ed idonei tratti di costa appartenenti a forze ostili o nemiche anche con il supporto di forze avio portate. In ogni caso, a prescindere dalla loro dimensione, queste operazioni sono considerate tra le pi\u00f9 articolate da pianificare e da gestire nel tempo, proprio in ragione del fatto che devono attenersi scrupolosamente ad un rigido programma per non pregiudicare o sfasare le diverse attivit\u00e0 di combattimento in atto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/lhd-trieste-burla-1-1024x611.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 lhd-trieste-burla-1-1024x611.jpg\" width=\"1024\" height=\"611\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>LHD Trieste &#8211; photo credit Alessandro Burla, 2025<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>A cosa servono le \u201cOperazioni Anfibie\u201d?<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In estrema sintesi, l\u2019attuale dottrina anfibia della NATO (che \u00e8 in massima parte derivata da quella statunitense) prevede cinque tipologie di Operazioni:<br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Assalto anfibio<\/span><\/strong>: rappresenta la pi\u00f9 classica delle operazioni anfibie che prevede la proiezione a terra, da parte delle navi (Unit\u00e0 navali), di una \u201cForza da sbarco\u201d su una costa o spiaggia avversaria prevedendone il controllo operativo ed il supporto tattico, sempre dalle navi, anche durante le successive operazioni prettamente terrestri. Da considerare il fatto che un certo numero di attivit\u00e0 ed operazioni, cosiddette di \u201cpre-assalto\u201d, devono essere necessariamente svolte anche un certo numero di giorni prima del previsto giorno dello sbarco massivo (il famoso \u201cD-Day\u201d ovvero \u201cDebarkation Day\u201d). Sostanzialmente si tratta di una operazione di grandi dimensioni come potrebbe essere un&#8217;invasione, un&#8217;occupazione o una forza di spedizione \u201coltremare\u201d;<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Ripiegamento anfibio<\/span><\/strong>: si intende il recupero a bordo delle navi anfibie di tutti gli uomini ed i mezzi impiegati e precedentemente sbarcati su una spiaggia o un litorale ostile\/nemico;<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Dimostrazione anfibia<\/span><\/strong>: si tratta di un dispiegamento di forze anfibie in prossimit\u00e0 di zone costiere di interesse con lo scopo di ingannare il nemico, simulando le fasi iniziali di uno sbarco, o di creare una dimostrazione di forza a scopo di deterrenza;<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Raid Anfibio o \u201cColpo di mano\u201d anfibi<\/span><\/strong>o: si tratta di una operazione di \u201cridotte dimensioni\u201d che generalmente assolve una sola missione e prevede l\u2019impiego di uno o pi\u00f9 gruppi di incursione di limitata consistenza, con possibilit\u00e0, se necessario, di effettuare anche azioni occulte. Pu\u00f2 essere una missione totalmente autonoma o a supporto di altre forze operative e pu\u00f2 avere diverse finalit\u00e0: distruzione o temporanea inutilizzazione di specifici obiettivi terrestri, acquisizione di informazioni, attivit\u00e0 di ricognizione, attivit\u00e0 di esplorazione, azioni diversive per ingannare il nemico, evacuazione o recupero di personale da zone critiche o azioni di supporto ad operazioni non convenzionali;<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Operazioni di \u201cvaria natura\u201d<\/span><\/strong>: sono diversi tipi di attivit\u00e0 che vanno dalla difesa di Basi Navali e di Porti all\u2019attuazione di diverse tipologie di missioni a \u201cLivello Tattico\u201d. Questa quinta tipologia \u00e8 stata inoltre ampliata prevedendo l\u2019impiego di truppe anfibie in operazioni in contesti di \u201ccrisi internazionale\u201d. In particolare, nell\u2019ambito di quelle che vengono definite \u201cOperazioni di Sicurezza Marittima\u201d, e pi\u00f9 specificatamente nelle \u201cOperazioni di Interdizione Marittima\u201d, i reparti anfibi sono i reparti preposti ad effettuare, in acque internazionali, \u201carrembaggi\u201d a navi o imbarcazioni sospette di effettuare attivit\u00e0 terroristiche, criminali, pirateria o altre attivit\u00e0 illecite. Tali arrembaggi sono chiaramente effettuati con modalit\u00e0, con attrezzature e con mezzi gi\u00e0 predisposti per queste specifiche missioni (ad esempio, con elicotteri e con battelli pneumatici \u201ca carena rigida\u201d, ormai ufficialmente anche se impropriamente chiamati \u201ca chiglia rigida\u201d).<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Quale tipologia di naviglio viene impiegato in ambito anfibio?<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La complessit\u00e0 di un&#8217;Operazione anfibia richiede diverse tipologie di navi da guerra che si possono sostanzialmente dividere in due gruppi: unit\u00e0 navali e subacquee specificatamente progettate, costruite ed equipaggiate per garantire determinate \u201ccapacit\u00e0 anfibie\u201d e unit\u00e0 navali \u201cconvenzionali\u201d (da \u201cbattaglia navale\u201d per intenderci) per garantire alla Forza Anfibia non solo la protezione aerea, di superficie e subacquea ma anche per \u201cbattere\u201d con i sistemi d&#8217;arma di bordo determinati obiettivi sulla costa nemica (sia prima che durante l\u2019assalto anfibio) con l&#8217;impiego degli aeromobili\u00a0 imbarcati. Inoltre, tralasciando i mezzi anfibi corazzati, che vengono impiegati nella cosiddetta \u201cprima ondata d\u2019assalto\u201d, nell\u2019ambito del trasferimento dalla nave alla spiaggia designata, vengono impiegati anche diversi tipi di \u201cmezzi da sbarco\u201d per poter trasportare personale e materiali al fine di assicurare un continuo flusso logistico. Una particolare citazione meritano le Unit\u00e0 navali sede di Comando e con elevate capacit\u00e0 di comunicazione che gestiscono tutte le fasi dell&#8217;operazione anfibia, generalmente definite come \u201cUnit\u00e0 d\u2019assalto anfibio multiruolo\u201d, \u201cLHD\u201d (Landing Helicopter Dock), ovvero nave anfibia da sbarco dotata di elicotteri dotata di un bacino interno allagabile per il \u201clancio\u201d dei mezzi d\u2019assalto e da sbarco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/640px-Amphibious_Combat_Vehicle_180619-M-ZZ999-202.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 640px-Amphibious_Combat_Vehicle_180619-M-ZZ999-202.jpg\" width=\"865\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>messa a mare dei mezzi dal dock allagato di un nave anfibia statunitense (credit USMC)<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">All\u2019apparenza questo tipo di unit\u00e0 sembra una portaerei in quanto ha un ampio ponte di volo e presenta una o due sovrastrutture, poste lateralmente al ponte di volo, dove hanno sede la plancia di comando, la plancia per le operazioni di volo, la centrale operativa di combattimento e la centrale operativa anfibia. Generalmente ha le dimensioni pari a quelle portaerei che vengono definite \u201ceuropee\u201d, ovvero di dimensioni pi\u00f9 contenute rispetto alle gigantesche portaerei americane. Tale tipo di nave presenta comunque numerosi elevatori, alloggiamenti esterni per il ricovero di mezzi da sbarco e, soprattutto, a poppa presenta un grande portellone che rappresenta la chiusura del bacino interno. In ogni caso, una LHD pu\u00f2 anche essere impiegata, con capacit\u00e0 ridotte, con compiti similari ad una portaeromobili.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Che cosa \u00e8 e che cosa fa una \u201cForza da Sbarco\u201d?<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Con la denominazione \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Forza da Sbarco<\/span><\/strong>\u201d si definisce la componente imbarcata che va ad effettuare lo sbarco su una costa nemica\/ostile nonch\u00e9 il suo Comando che gestisce tutte le operazioni \u201ca terra\u201d. Il responsabile invece di tutta l\u2019Operazione anfibia rimane il \u201cComandante della Forza Anfibia\u201d, che si avvale del contributo operativo del \u201cComandante della Forza da Sbarco\u201d. Secondo la Dottrina anfibia, una Forza da Sbarco deve essere composta da una Divisione di \u201cFanteria di Marina\u201d, opportunamente rinforzata con assetti specifici in funzione della missione assegnata, che prevede un organico di circa 15.000 effettivi (peraltro tale consistenza numerica viene considerata \u201cil livello organico minimo\u201d per la condotta di una Operazione Anfibia \u201cclassica\u201d). Nell\u2019esecuzione dello sbarco, e pi\u00f9 precisamente nella fase definita come \u201cMovimento nave-terra\u201d, tale Divisione viene suddivisa in tre aliquote operative, denominate \u201cOndate\u201d. La Prima Ondata conduce \u201cl\u2019assalto\u201d vero e proprio sulla spiaggia avversaria, la Seconda Ondata porta a terra tutti i \u201csupporti al combattimento\u201d mentre la Terza Ondata fornisce la successiva e necessaria \u201clogistica di terra\u201d. Dopo la \u201cpresa di terra\u201d da parte degli uomini e dei mezzi della Forza da Sbarco si passa immediatamente alla fase successiva che prevede la conquista di tutti quegli obiettivi assegnati oltre la spiaggia per poter definire un\u2019area che abbia una profondit\u00e0 territoriale (il cui limite \u00e8 chiamato \u201ctesta di sbarco\u201d o \u201ctesta di ponte\u201d) sufficiente da interdire alle forze avversarie la capacit\u00e0 di respingere a mare la Forza da Sbarco. Le operazioni di \u201cpresa di terra\u201d e la successiva \u201cprogressione offensiva\u201d vengono precedute da azioni mirate e definite \u201cdi pre-assalto\u201d, che comprendono la sicurezza dello spazio costiero distruggendo gli sbarramenti di mine e ostacoli anti sbarco, ed operando qualora necessario anche gruppi operativi consistenti, definiti \u201cForza Anfibia Avanzata\u201d, su obiettivi che devono essere conseguiti a priori per sfruttare l&#8217;effetto sorpresa. Ovviamente, a seconda della capacit\u00e0 di reazione avversaria, si stabiliscono a priori tutte le azioni di fuoco necessarie (tiri contro costa con le artiglierie navali, attacchi al suolo effettuati dai velivoli imbarcati) nonch\u00e9 gli assetti aerei necessari per garantire una continua e completa superiorit\u00e0 aerea.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Italian_Navy-Marine_interaction_131219-N-QP351-123-1024x731.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Italian_Navy-Marine_interaction_131219-N-QP351-123-1024x731.jpg\" width=\"1024\" height=\"731\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una squadra del &#8220;San Marco&#8221; sta per imbarcare su un EH-101 del Reparto Eliassalto per condurre un&#8217;ispezione di un mercantile sospetto nell&#8217;ambito delle operazioni di sicurezza marittima (Maritime Security)<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Questo al fine di consentire alla Prima Ondata le migliori condizioni di sbarco con il minor numero di perdite possibili. Se la Prima Ondata non ha successo, ovvero non riesce ad attestarsi e a realizzare una Testa di Sbarco adeguata, l\u2019intera Operazione Anfibia viene abortita. La pianificazione di questo tipo di operazioni inizia molti mesi prima dell&#8217;esecuzione al fine di garantire le necessarie capacit\u00e0 di comando, di coordinamento e di controllo a fronte della minaccia da affrontare durante lo sbarco. Viene inoltre prevista una \u201cprova generale&#8221; con la partecipazione di tutte le navi, i mezzi e gli uomini coinvolti, su un litorale o un tratto di costa che presenti caratteristiche morfologiche, idrografiche ed oceanografiche il pi\u00f9 possibile simili alla costa dove avverr\u00e0 l\u2019effettivo sbarco. Fattore fondamentale \u00e8 l\u2019apporto degli apparati di \u201cIntelligence\u201d che forniscono elementi significativi sia dell\u2019area di operazioni (inclusi gli aspetti oceanografici) che sulla capacit\u00e0 delle forze nemiche, incluse quelle che potrebbero sopraggiungere e vanificare lo sforzo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Maro_San_Marco.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Maro_San_Marco.png\" width=\"839\" height=\"589\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Operatori Recon del 1\u00ba Reggimento del San Marco in addestramento<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Chi pu\u00f2 permettersi di effettuare \u201cOperazioni Anfibie\u201d?<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La dottrina anfibia NATO, al di sotto dell\u2019ambito \u201cdivisionale\u201d, \u00e8 caratterizzata da una certa libert\u00e0 gestionale ovvero pu\u00f2 essere adattata alla situazione reale. Per quanto attiene all\u2019organico della Divisione, questa pu\u00f2 essere strutturata\/ordinata su Brigate, o direttamente su Reggimenti. Per quanto riguarda le Operazioni Anfibie di carattere pi\u00f9 \u201ccontenuto\u201d, sia in termini di quantit\u00e0 (navi e mezzi), di durata (per quanto tempo) che di tipologia (raid anfibio, colpo di mano, operazioni minori di varia natura), esse possono essere realizzate solo da quei Paesi che, avendone da tempo compreso la validit\u00e0 strategica, sono in possesso di una adeguata esperienza nel settore ed hanno personale specificatamente addestrato. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere ottenuto se in possesso di adeguate risorse finanziarie per realizzare tali finalit\u00e0. Di fatto i reparti anfibi sono addestrati ad operare in un ampio dispositivo anfibio (multinazionale o NATO) per cui devono necessariamente seguire una dottrina comune; diversamente una integrazione tra differenti gruppi anfibi sarebbe impossibile da attuare. Operazioni Anfibie \u201ctradizionali\u201d, come lo sbarco e l\u2019occupazione di vasti tratti di zone costiere difese da forze nemiche, necessitano l&#8217;impiego di un enorme e variegato dispiegamento di navi, sommergibili, aerei, elicotteri, uomini e mezzi, per cui \u00e8 impensabile possano essere condotte da tutti, ad eccezione di quelle superpotenze in possesso di forze anfibie aeronavali quantitativamente e qualitativamente adeguate. Un&#8217;ultima considerazione, le Operazioni Anfibie sono fortemente penalizzate dalle condizioni atmosferiche in quanto le condizioni meteo-marine possono avere un forte impatto sul loro svolgimento. Come disse qualcuno: in mare possiamo fare tutto, soprattutto quello che il mare stesso ha deciso di farci fare.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ammiraglio ris. Marco Bandioli &#8211; Colonnello (paracadutista) aus. Michele Corrado<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>se non indicato diversamente, le immagini sono gentilmente concesse dalla marina militare italiana<br \/>\nin anteprima LHD Trieste, 2025 &#8211; photo credit Stefano Foti<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: MARINE MILITARI PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: guerra anfibia . Un breve preambolo, l&#8217;articolo che segue, scritto da due esperti del settore, l&#8217;Ammiraglio ris. Marco Bandioli e il Colonnello (paracadutista) aus. 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