{"id":112904,"date":"2024-12-11T00:02:00","date_gmt":"2024-12-10T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=112904"},"modified":"2024-12-10T13:42:44","modified_gmt":"2024-12-10T12:42:44","slug":"quale-sara-il-futuro-della-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/112904","title":{"rendered":"Quale sar\u00e0 il futuro della Siria?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000\"><strong>AREA: MEDIORIENTE<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Siria, Turchia, Russia, Israele<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La difficolt\u00e0 maggiore \u00e8 sempre comprendere a cosa si riferisce un termine geografico: un&#8217;entit\u00e0 indefinita, un&#8217;espressione geografica o uno Stato in grado di esercitare la sua sovranit\u00e0. In Europa, secoli di guerre hanno creato situazioni pi\u00f9 o meno assestate ma, guardando altre zone del mondo, ci si rende conto che i confini di uno Stato non sono cos\u00ec chiari e accettati. Parliamo oggi di Siria, storicamente riferita ad una grande regione orientale che vide sorgere sul suo territorio numerosi regni e civilt\u00e0. La regione sub\u00ec numerose invasioni e dominazioni: prima dagli Egiziani, poi da Babilonesi, Persiani, e Macedoni con Alessandro Magno che, a partire dalla fine del IV secolo a.C., inizi\u00f2 un profondo processo di ellenizzazione della Regione. Dopo la conquista romana nel 64 a.C. da parte di Pompeo, la Siria divenne Provincia romana per circa sette secoli, fino alla caduta dell\u2019Impero e poi nel periodo bizantino quando Antiochia si trasform\u00f2 in un fiorente centro di commercio internazionale. Parliamo naturalmente di un territorio pi\u00f9 vasto di quello attuale che includeva anche l&#8217;attuale Libano.<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Tetrapylon_Palmyra-1024x652.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Tetrapylon_Palmyra-1024x652.jpg\" width=\"1024\" height=\"652\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000\"><strong>Quante meraviglie della storia dell&#8217;umanit\u00e0 saranno distrutte in Siria? Questo era il Tetrapylon di Palmyra, vandalizzato dalle milizie dello Stato islamico nel 2017<br \/>\n<\/strong><\/span> <span style=\"color: #0000ff\"><a style=\"color: #0000ff\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Tetrapylon_Palmyra.jpg\">Tetrapylon Palmyra.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel VII secolo dopo Cristo la Siria venne conquistata dagli Arabi e fu amministrata dal califfato omayyade che eresse a sua capitale Damasco, in seguito capitale provinciale del sultanato mamelucco. Il territorio siriano fu quindi inglobato nell&#8217;Impero ottomano e per un periodo breve nel mandato francese. Con il termine della seconda guerra mondiale, nel maggio 1945, scoppiarono dieci giorni di manifestazioni ininterrotte ma, grazie alle pressioni del Regno Unito e della neonata organizzazione della Lega araba, a luglio il comando delle forze armate pass\u00f2 in mani siriane e l\u2019indipendenza venne ottenuta il 1\u00ba gennaio 1946 con l\u2019elezione del suo primo Presidente, il veterano nazionalista <strong><span style=\"color: #008000\">Shukri al-Quwwatli<\/span><\/strong>. Le ultime truppe straniere lasciarono il Paese il 17 aprile 1946 e la Repubblica di Siria divenne membro fondatore delle Nazioni Unite. La vita del nuovo Stato non fu da subito facile; segu\u00ec un periodo d&#8217;instabilit\u00e0, con tredici colpi di Stato. Durante la crisi di Suez del 1956 le truppe siriane si schierarono in Giordania per prevenire un&#8217;invasione israeliana, firmando, nel novembre dello stesso anno, un primo trattato con l&#8217;Unione Sovietica dal quale ottenne ampi rifornimenti militari. In quel periodo crebbe in forte orientamento nazionalista e panarabo che port\u00f2 la Siria, tra il 1958 e il 1961, ad unirsi all&#8217;Egitto nella debole Repubblica Araba Unita. Caduta l&#8217;unione nel 1961, l&#8217;8 marzo 1963 il partito panarabo <strong><span style=\"color: #008000\">Ba\u02bfth<\/span> <\/strong>s&#8217;impadron\u00ec del potere; ma non era finita, dopo il nuovo golpe militare del 23 febbraio 1966, guidato dal leader dell&#8217;ala sinistra del partito <strong><span style=\"color: #008000\">Salah Jadid<\/span><\/strong>, il Ba&#8217;th abbandon\u00f2 la linea panaraba per una socialista e filo-sovietica e, dal 1970, la presidenza venne mantenuta fino ad oggi dalla famiglia <strong><span style=\"color: #008000\">al-Asad<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Bashar_al-Assad_2018-05-17_02_cropped.jpg-768x1024.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bashar_al-Assad_2018-05-17_02_cropped.jpg-768x1024.webp\" width=\"840\" height=\"1120\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>il presidente Bashar al-Asad, ultimo della dinastia degli Asad ora rifugiato a Mosca<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff\"><a style=\"color: #0000ff\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bashar_al-Assad_(2018-05-17)_02_(cropped).jpg\">Bashar al Assad (2018-05-17) 02 (cropped).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Un governo non facile, tra fazioni che si combatterono sanguinosamente nella guerra civile del 2011, le cui conseguenze politiche e umanitarie si estero ai Paesi vicini e che abbiamo descritto in altri articoli. Un punto cardine del conflitto fu l\u2019attacco ad Aleppo, circa un decennio fa, con l&#8217;aiuto della potenza aerea russa e del gruppo militante Hezbollah con sede in Libano. Il regime del presidente <strong><span style=\"color: #008000\">Bashar al-Asad<\/span><\/strong> fu in grado di riprendere il controllo dell&#8217;intera citt\u00e0 usando anche gas tossici sulla popolazione inerme. La pace non arriv\u00f2 e il conflitto in Siria rest\u00f2 &#8220;freddo&#8221;, con i diversi gruppi ribelli in gran parte confinati nel governatorato di Idlib, adiacente al governatorato di Aleppo, e supportati da Turchia e Stati Uniti, combattuti da miliziani di Hezbollah e siriani fedeli ad Asad a loro volta aiutati dai russi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Syrian-War_main_Participants-1024x1024.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Syrian-War_main_Participants-1024x1024.png\" width=\"1024\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p align=\"JUstify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>Le complicate relazioni degli interessi in Siria &#8230; da notare il Fronte Al Nusra, fondata dal saudita\u00a0Abu Muhammad al Jolani, confluito nel 2017 nell\u2019attuale formazione Hayat Tahrir al-Sham, che in arabo significa \u201cOrganizzazione per la liberazione del Levante\u201d, legato all&#8217;ISIL (Stato islamico dell&#8217;Iraq e del Levante)<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff\"><a style=\"color: #0000ff\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Syrian-War_main_Participants.png\">Syrian-War main Participants.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Questo fino al recente attacco di Israele in Libano che, di fatto, ha indebolito i proxy iraniani, in particolare gli Hezbollah, in un momento in cui le truppe russe erano pi\u00f9 impegnate nella guerra in Ucraina. La rapida caduta della capitale siriana, <strong><span style=\"color: #008000\">Damasco<\/span><\/strong>, nelle mani delle forze di opposizione sunnite assume ora un\u2019importanza inaspettata che di fatto va a rimescolare le dinamiche geopolitiche della Regione siriana.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Ghouta_massacre1-1024x525.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Ghouta_massacre1-1024x525.jpeg\" width=\"1024\" height=\"525\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>Vittime dell&#8217;attacco con gas chimici. Nel settembre del 2013, a seguito di un attacco chimico nell&#8217;area ribelle di Gh\u016b\u1e6da e delle conseguenti accuse nei confronti del governo di avere utilizzato armi chimiche, la crisi siriana divent\u00f2 internazionale accentuando le divergenze tra i sostenitori delle diverse fazioni.<br \/>\n<\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #0000ff\"><a style=\"color: #0000ff\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ghouta_massacre1.JPG\">Gh\u016b\u1e6da massacre1.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>Ci potremo domandare che cosa ne sar\u00e0 di questo tormentato Paese?<\/strong><\/span><br \/>\nSicuramente stiamo assistendo ad un cambio dell\u2019ordine politico regionale in cui il braccio filo-iraniano viene indebolito, la Russia, che aveva da pochi anni creato una base sul Mediterraneo per la sua Flotta, potrebbe essere costretta ad abbandonarla ricercando altri Paesi nord africani dove ricollocarsi. Di fatto con il crollo del regime di Asad, fuggito a Mosca, la Siria si ritrova ora frammentata tra tre fazioni dominanti i cui obiettivi sono ben diversi.<br \/>\nAbbiamo le <span style=\"color: #008000\"><strong>Forze di opposizione sunnite<\/strong><\/span>, guidate da <strong><span style=\"color: #008000\">Hayat Tahrir al-Sham<\/span><\/strong>, sostenute dalla Turchia, che ora controllano fermamente la Siria centrale, un territorio che si estende dal confine settentrionale con la Turchia al confine meridionale con la Giordania. Tra di essi miliziani ex jihadisti provenienti dallo Stato islamico e da al-Qaeda ma anche gruppi laici come l&#8217;Esercito nazionale siriano, che si era separato dall&#8217;esercito di Asad dopo la rivolta del 2011. D&#8217;altra parte i\u00a0<strong><span style=\"color: #008000\">gruppi curdi<\/span><\/strong>, osteggiati dalla Turchia, che potrebbero mantenere il controllo del territorio nella Siria nord-orientale, al confine con la Turchia a nord e l&#8217;Iraq a est, sostenuti militarmente dagli americani. Questo sostegno statunitense rischia di aumentare le tensioni con la Turchia, che vede i curdi come una minaccia alla sua integrit\u00e0 territoriale.<br \/>\nNon ultime le <strong><span style=\"color: #008000\">fazioni alawite pro-Assad<\/span><\/strong>, situate principalmente nelle regioni costiere della Siria occidentale, che sono sostenute dai gruppi proxy iraniani, in particolare dagli Hezbollah del Libano. In quell\u2019aree potrebbero continuare ad avere un supporto dai Russi che hanno interesse a mantenere le loro basi militari nel Mediterraneo.<\/p>\n<p align=\"justify\">La prima valutazione \u00e8 che ci troviamo di fronte ad una situazione senza soluzione, con territori a macchia di leopardo non sempre ben definiti ed in continuo conflitto; cosa che farebbe prevedere una prolungata instabilit\u00e0 nella regione che favorirebbe la Turchia, potendo cos\u00ec esercitare una maggiore pressione sulle milizie curde in Siria. Di fatto i progressi dei ribelli guidati da <span style=\"color: #008000\"><strong>Hayat Tahrir al-Sham, <\/strong><\/span>con la presa quasi imbelle di Damasco, di fatto rafforzano l&#8217;influenza turca in Siria, non trovando n\u00e9 ostacoli significativi da parte dei Russi (indeboliti dalla situazione in Ucraina) n\u00e9 dagli Hezbollah, colpiti nel cuore da Israele nella sua avanzata in Libano. Potremo azzardare a dire che Russia e Iran sono di riflesso i grandi sconfitti in questo pasticciaccio medio-orientale. La prima costretta a rivedere il suo dislocamento navale di Tartus in cui manteneva due fregate classe Gorskhov, una fregata classe Grigorovich, due navi da appoggio e un sottomarino classe Improved-Kilo. Una situazione decisamene imbarazzante per un Paese che aveva appoggiato il regime di Asad con azioni militari sanguinose contro i ribelli e certo non ricerca un nuovo fronte. L&#8217;Iran, al centro dell&#8217;attenzione mondiale, dopo i rispettivi attacchi con Israele, che ora non potr\u00e0 pi\u00f9 convogliare tramite la Siria i supporti militari ai suoi proxy, in una situazione che forse aveva sottovalutato. Il primo vincitore indiretto appare essere quindi Erdogan che sta gi\u00e0 guardando oltre per trovare una conveniente, per lui, soluzione politica che si integri nel suo disegno di estensione dell&#8217;influenza turca nel medio oriente e nord africa (in primis in Libia), non a caso tutte regioni un tempo dominate dall&#8217;impero ottomano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/International_Mine_Action_Center_in_Syria_Aleppo_12-1024x684.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 International_Mine_Action_Center_in_Syria_Aleppo_12-1024x684.jpg\" width=\"1024\" height=\"684\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000\">Il lavoro dei genieri presso il Centro internazionale di azione antimine del Ministero della Difesa russo ad Aleppo (Siria) &#8211; Fonte Ministero Difesa Russo (Siria)<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #0000ff\"><strong><a style=\"color: #0000ff\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:International_Mine_Action_Center_in_Syria_(Aleppo)_12.jpg\">International Mine Action Center in Syria (Aleppo) 12.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La caduta del regime di Asad favorir\u00e0 in qualche modo anche Israele, di fatto spezzando l\u2019&#8221;asse della resistenza&#8221; composto da Iran, Siria e i proxy di Teheran (come <strong><span style=\"color: #008000\">Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza e i ribelli Houthi nello Yemen<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000\">)<\/span> con l\u2019interruzione delle loro linee di rifornimento militari. Cosa vorr\u00e0 dire per comprendere la politica israeliana futura \u00e8 ancora da capire ma potrebbe consentire a Netanyahu di rivedere l&#8217;impiego delle sue forze in Libano e nella striscia di Gaza. Ad un &#8220;guadagno&#8221; politico militare vanno menzionati per\u00f2 altri fattori che appaiono destabilizzanti nella Regione come l\u2019aumento del flusso dei rifugiati che, dopo aver ingolfato per decenni l\u2019economia libanese, potrebbe ora dirigersi in altri Paesi frontalieri come la Giordania, l\u2019Iraq ma anche la stessa Turchia che gi\u00e0 ne ospita 3 milioni e 760.000. Un fattore che aumenterebbe la violenza, consolidando divisioni etniche e religiose e prolungando il conflitto in tutta la regione. In sintesi, stiamo assistendo ad un cambio di regime pieni di lati oscuri che probabilmente non sar\u00e0 in grado di risolvere in breve tempo i problemi di questo martoriato Paese, un tempo chiamato Siria.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000\"><strong>Andrea Mucedola<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><br \/>\nin anteprima vignetta di Carlos Latuff: un vulcano chiamato Syria &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:A_volcano_called_Syria.png\">A volcano called Syria.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MEDIORIENTE parole chiave: Siria, Turchia, Russia, Israele . La difficolt\u00e0 maggiore \u00e8 sempre comprendere a cosa si riferisce un termine geografico: un&#8217;entit\u00e0 indefinita, un&#8217;espressione geografica o uno Stato in grado di esercitare la sua sovranit\u00e0. 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