{"id":112377,"date":"2024-12-18T00:02:00","date_gmt":"2024-12-17T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=112377"},"modified":"2024-12-18T06:58:22","modified_gmt":"2024-12-18T05:58:22","slug":"la-guerra-dei-droni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/112377","title":{"rendered":"La guerra dei droni: dalla fantascienza alla realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: INNOVAZIONE MILITARE<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>parole chiave: Droni<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 2004 in un Gruppo di lavoro tecnico della NATO sullo sviluppo dei primi Droni, i partecipanti si scervellavano sulla tassonomia di quella che sarebbe diventata una nuova specie di mezzi in supporto all\u2019Uomo. Dagli anni &#8217;80 si erano sviluppati sistemi autonomi senza piloti sempre pi\u00f9 prestanti e minuscoli con capacit\u00e0 decisionali sempre pi\u00f9 spinte e le prospettive di impiego si allargavano giorno per giorno.\u00a0 Tra i diversi argomenti il pi\u00f9 dibattuto, che cre\u00f2 un primo divario fra i presenti, fu se era lecito accettare che mezzi non pilotati dall\u2019Uomo potessero decidere in maniera completamente autonoma l\u2019esecuzione di un compito o si doveva mantenere queste macchine ad un livello di esecuzione codificato all\u2019interno delle regole prestabilite dai gestori.<\/p>\n<p align=\"justify\">Lo scontro fu acceso e si distinsero immediatamente le opinioni tra coloro che optavano per la piena autonomia di questi mezzi in grado di interoperare fra loro in sciami autonomamente (ovvero senza alcuna limitazione da parte dell&#8217;Uomo) e quelli che ritenevano questo sviluppo un pericolo per l\u2019Umanit\u00e0. Fu chiamato in ballo anche Asimov con le sue regole della robotica. Ma presto fu chiaro che, al di l\u00e0 delle opinioni degli esperti di settore, esisteva la volont\u00e0 industriale di realizzare comunque mezzi sempre pi\u00f9 indipendenti che sollevassero l\u2019Uomo da rischi diretti. Le prime esperienze belliche di questi droni in Afghanistan portarono ad uno sviluppo tecnologico impensato in pochissimo tempo; di fatto i droni rispondevano perfettamente a due importanti specifiche militari: la precisione nell&#8217;impiego delle armi e dei sistemi di sorveglianza e l&#8217;impiego robotico grazie ai nuovi programmi di gestione che avrebbero portato all&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/IAI_Heron-1_Maritime_patrol_UAV_Shoval_Yam-1024x354.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 IAI_Heron-1_Maritime_patrol_UAV_Shoval_Yam-1024x354.jpg\" width=\"1024\" height=\"354\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>IAI Heron-1 Maritime patrol UAV Shoval Yam israeliano<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:IAI_Heron-1_Maritime_patrol_UAV_Shoval_Yam.jpg\">IAI Heron-1 Maritime patrol UAV Shoval Yam.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Fu cos\u00ec che i droni aerei vennero integrati sempre pi\u00f9 in compiti di supporto nella guerra moderna, troppo vicina ai film di fantascienza per comprenderne la non mutata crudezza. Negli ultimi due decenni, gli Stati Uniti li hanno ampiamente utilizzati nelle operazioni antiterrorismo in regioni come Iraq, Siria, Afghanistan, Pakistan e Yemen, evidenziando la loro capacit\u00e0 di eseguire ricognizioni ed attacchi di precisione con rischi ridotti per il personale amico<sup><strong><span style=\"color: #008000;\"> 1<\/span><\/strong><\/sup>.<br \/>In Afghanistan, nel 2012, ebbi modo di assistere a delle missioni (sugli schermi del centro di controllo) di droni UAV in compiti di sorveglianza ma anche di attacco. Quello che mi colp\u00ec era l\u2019apprezzamento della confidenza di esecuzione di una missione da parte del pilota in remoto; in pratica il pilota valutava le informazioni dei sensori del drone basate spesso su una sua valutazione personale basata sui sensori del drone. Ci\u00f2 diventava critico nelle operazioni nei centri abitati dove i terroristi si nascondono tra la popolazione innocente. Se le forze speciali sono addestrate ad operare tra la popolazione, identificando i bersagli reali, questo difficilmente poteva essere fatto usando un&#8217;immagine non sempre ottimale su uno schermo. All&#8217;epoca mi domandavo se l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale avrebbe potuto aiutare le scelte decisionali al punto di rendere pi\u00f9 precisi e totalmente autonomi questi strumenti. Se da un lato sarebbe stato un vantaggio non indifferente dall&#8217;altro quali sarebbero state le conseguenze?<\/p>\n<p align=\"justify\">Indubbiamente l\u2019impiego dei droni ha alterato le dinamiche delle operazioni militari, offrendo vantaggi tattici unici e migliorando l&#8217;efficienza operativa in vari scenari di combattimento sia in operazioni autonome sia in coordinamento con personale sul terreno. Dai grandi schermi possiamo osservare dal vivo i movimenti sul terreno delle truppe con una buona definizione e individuare le posizioni nemiche per poter meglio concentrare il fuoco. In campo navale venivano impiegati dagli Americani in Somalia per la sorveglianza delle basi dei pirati; vederli muovere inconsapevoli sulle assolate spiagge somale, preparando le loro imbarcazioni prima di raggiungere la nave madre che li avrebbe poi supportati nelle loro incursioni di pirateria era di certo un vantaggio straordinario. Potevamo indirizzare il traffico mercantile nei canali protetti per mantenerlo lontano dalle navi pirata ma anche individuarli e procedere a missioni di dissuasione o di cattura, tutto senza un impiego di uomini e mezzi costosi. Ma non era finita &#8230; la ricerca in tutti Paesi progred\u00ec e, nel 2020, l&#8217;uso di droni nel conflitto del Nagorno-Karabakh, per attacchi di precisione e operazioni sorveglianza, ebbe un impatto significativo sull&#8217;esito del conflitto, dimostrando la maturit\u00e0 delle tattiche condivise che si rivel\u00f2 fondamentale nei conflitti terrestri; un esempio pi\u00f9 recente si ebbe nella guerra Russia-Ucraina dove i droni sono diventati in breve strumenti essenziali per ottenere un vantaggio asimmetrico sulle forze in gioco.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000; font-size: 24px;\"><strong>Uno sviluppo esponenziale<\/strong><\/span><br \/>Nel tempo, la tecnologia ha consentito di ridurne le dimensioni, senza limitare le loro caratteristiche aerodinamiche e di capacit\u00e0 di trasporto dei carichi utili multipli, come sensori elettro-ottici a infrarossi (EOIR), di guerra elettronica (EW) o di intelligence. Le grandi piattaforme impiegate in Afghanistan, come il <strong><span style=\"color: #008000;\">Global Hawk, Predator e Reaper<\/span><\/strong>, continuarono ad essere impiegati per compiti complessi e diversificati, quando la autonomia era necessaria per poter coprire aree maggiori di sorveglianza ma si dimostrarono vulnerabili in presenza di sistemi di difesa aerea moderni e ben equipaggiati. In poco tempo il campo di battaglia incominci\u00f2 ad essere quindi affollato da droni multiuso, spesso realizzati con tecnologie commerciali e quindi con costi inferiori a quelli con specifiche militari, dimostrando di essere una soluzione costo efficace.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/1280px-MQ-9_Reaper_in_flight_2007-1024x731.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1280px-MQ-9_Reaper_in_flight_2007-1024x731.jpg\" width=\"1024\" height=\"731\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Un drone aereo statunitense MQ-9 Reaper in atterraggio dopo una missione a sostegno dell&#8217;operazione Enduring Freedom in Afghanistan. Il Reaper ha la capacit\u00e0 di trasportare sia bombe guidate di precisione che missili &#8211; Fonte Archivi fotografici USAF &#8211; Foto dell&#8217;Aeronautica Militare\/Sgt. Brian Ferguson <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:MQ-9_Reaper_in_flight_(2007).jpg\">MQ-9 Reaper in flight (2007).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">D&#8217;altro lato, i grandi droni di sorveglianza e attacco, impiegati per raccogliere informazioni per lunghi periodi di tempo (tra 12 e 40 ore, come il <strong><span style=\"color: #008000;\">MQ-9 Reaper<\/span><\/strong>) con capacit\u00e0 di attacco a distanza, si rivelarono vulnerabili alle difese aeree ed alle contromisure elettroniche, comportando una perdita economica non trascurabile nel caso di abbattimento. Ad esempio, i <strong><span style=\"color: #008000;\">Bayraktar TB2<\/span><\/strong>, droni impiegabili sia in missioni ISR (intelligence, sorveglianza e ricognizione) che di attacco tattico, utilizzati come esche nella missione per affondare l&#8217;ammiraglia della flotta russa del Mar Nero, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore missilistico Moskva<\/span><\/strong>, avevano un costo di circa 5 milioni di dollari.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Bayraktar-TB2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bayraktar-TB2.jpg\" width=\"743\" height=\"901\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Bayraktar TB2, un protagonista della guerra dei droni in Ucraina<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bayraktar-TB2-draw.svg\">Bayraktar-TB2-draw.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">La vulnerabilit\u00e0 di questi sofisticati droni ne ha nel tempo ridotto la presenza nei teatri con presenza di moderni sistemi di difesa antiaerea e guerra elettronica, al fine di preservarne la sopravvivenza, come confermato dal loro impiego in altri teatri (Libia, Siria e durante la seconda guerra del Nagorno-Karabakh nel 2020) dove le capacit\u00e0 di contrasto superficie-aria erano minori. Al contrario, i droni di minori dimensioni si dimostrarono essenziali nel rilevare i movimenti, le posizioni e le composizioni delle forze nemiche durante le operazioni diurne e notturne, accorciando i cicli di puntamento e fuoco dell\u2019artiglieria da circa 30 minuti a 3-5 minuti <sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>2<\/strong><\/span><\/sup>. Oltre all&#8217;impiego massiccio di droni aerei, la guerra in Ucraina ha evidenziato il successo dei droni navali di superficie (USV), estremamente efficaci in compiti asimmetrici. Ad esempio, l&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong>USV &#8220;Sea Baby 2024&#8221;<\/strong><\/span> (vedi filmato) \u00e8 un drone navale molto manovrabile e riutilizzabile, con un\u2019autonomia di quasi 500 miglia nautiche ed un carico utile notevole (circa una tonnellata di esplosivo) con un sistema di guida sofisticato che include un sonar passivo ed uno attivo, per il tracciamento e identificazione dei bersagli.<\/p>\n<p align=\"justify\"><div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_UoHACsoQBxM\"><div id=\"lyte_UoHACsoQBxM\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/UoHACsoQBxM\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UoHACsoQBxM\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/UoHACsoQBxM\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p align=\"justify\">Questi USV sono stati dispiegati nella regione del Mar Nero, prendendo di mira posizioni strategiche come Sebastopoli, Crimea, e Novorossijsk, ed hanno dimostrato la loro capacit\u00e0 di eludere le difese russe perpetuando efficaci azioni offensive. L&#8217;evoluzione di questi sistemi \u00e8 passata da droni suicidi singoli (one shot) a sistemi sempre pi\u00f9 evoluti che fanno prevedere la possibilit\u00e0 dell&#8217;uso di sciami di droni con compiti diversificati e completamente autonomi. In pratica l&#8217;Uomo assegner\u00e0 la missione e saranno i mezzi a decidere come condurla. Fantascienza? Lo scopriremo tra pochi anni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/DRONE-AI-1024x585.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 DRONE-AI-1024x585.jpeg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">In conclusione, la guerra del futuro \u00e8 gi\u00e0 iniziata e diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 sofisticata con l\u2019introduzione dell&#8217;intelligenza artificiale nei campi di battaglia. Se \u00e8 vero che vince solo chi sconfigge il nemico senza necessariamente combattere, l\u2019impiego della tecnologia AI nei sistemi autonomi (droni) potr\u00e0 ridurre i danni collaterali e le vittime sul terreno, migliorando i processi di decision making ed ottimizzando le missioni. Questo processo \u00e8 gi\u00e0 in corso e ha comportato, specialmente in campo navale una revisione dei concetti tattici e operativi di impiego delle forze militari, per adattarli all&#8217;impiego e contrasto di queste nuove piattaforme.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/IMG-20240514-WA0004-1024x772.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 IMG-20240514-WA0004-1024x772.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">In futuro dovremo abituarci ad essere contornati da droni e robot in aria, sul terreno e sottacqua con compiti di supporto, intelligence ma anche operativi in totale sostituzione degli esseri umani. Una visione sotto in un certo modo inquietante. La cieca fiducia verso sistemi sempre pi\u00f9 autonomi e indipendenti dall&#8217;Uomo fa presagire scenari apocalittici da film di fantascienza come Terminator e Matrix. Un rischio sempre pi\u00f9 grande perch\u00e9 l\u2019essere umano, a differenza delle macchine, nella sua imperfezione, ha alla base una coscienza che lo porta in extremis a fermarsi &#8230; ma questo non potr\u00e0 accadere per le macchine. Di certo, il mondo di domani non sar\u00e0 pi\u00f9 lo stesso e oggi \u00e8 gi\u00e0 domani.<br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/><\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>1<\/strong><\/span>. Con il termine fuoco amico si intende un attacco da parte di forze belligeranti o neutrali contro truppe amiche nel tentativo di attaccare obiettivi nemici o ostili. Incidenti causati da fuoco amico sono un problema da non trascurare in zone di guerra, spesso non resi noti e inclusi nelle war casualties.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Watling, J., and N. Reynolds. \u2018Ukraine at War Paving the Road from Survival to Victory.\u2019 Royal United Services Institute. Special Report, July 2022. Fonte https:\/\/static.rusi.org\/special-report-202207-ukraine-final-web_0.pdf.<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: INNOVAZIONE MILITAREPERIODO: XXI SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: Droni. Nel 2004 in un Gruppo di lavoro tecnico della NATO sullo sviluppo dei primi Droni, i partecipanti si scervellavano sulla tassonomia di quella che sarebbe diventata una nuova specie di mezzi in supporto all\u2019Uomo. 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