{"id":111882,"date":"2025-02-14T00:02:00","date_gmt":"2025-02-13T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=111882"},"modified":"2025-02-13T17:31:39","modified_gmt":"2025-02-13T16:31:39","slug":"111882","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/111882","title":{"rendered":"Da Aqaba ad Alessandria d&#8217;Egitto: sulla via del rientro 7-13 febbraio 2025"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: SCIENZE DEL MARE<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>parole chiave: Vespucci, Marina Militare<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">venerd\u00ec 7 febbraio 2025<br \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Ultimo giorno ad Aqaba ed ultima sosta extra mediterranea per Nave Vespucci. L&#8217;equipaggio, sicuramente impaziente di riprendere il mare per tornare verso l&#8217;Italia, si reca in franchigia per acquistare gli ultimi regali e visitare questa bella citt\u00e0. Aqaba offre un interessante Museo Archeologico che si trova nella casa di Sherif Hussein Bin Ali; la struttura \u00e8 stata aperta al pubblico nel 1990 ed ospita un&#8217;importante collezione del sito islamico di Ayla, risalente ai periodi Rashidun, omayyade, abbaside e fatimide, rappresentando cos\u00ec i periodi islamici fondamentali dalla met\u00e0 del VII all&#8217;inizio del XII secolo d.C. Tra i reperti esposti c&#8217;\u00e8 un&#8217;iscrizione cufica di &#8220;Ayat Al-Kursi&#8221; del Corano, che sormontava la porta orientale della citt\u00e0, e un tesoro di dinari fatimidi d&#8217;oro coniati a Sajilmasa in Marocco. Non molto lontano i resti di una <span style=\"color: revert; font-size: revert; font-weight: revert;\">Chiesa Romana del IV secolo. In tutta la Giordania, durante<\/span><span style=\"font-size: revert; color: initial;\"> il periodo bizantino, le grandi citt\u00e0 dell&#8217;epoca romana continuarono a fiorire con l&#8217;espansione del cristianesimo. <\/span><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">Da questo scenario cristiano una delle scoperte pi\u00f9 emozionanti degli ultimi tempi: gli archeologi di Aqaba hanno portato alla luce quella che si ritiene essere la chiesa pi\u00f9 antica del mondo, risalente alla fine del III secolo d.C., pi\u00f9 antica della chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme e della chiesa della Nativit\u00e0 di Betlemme, entrambe risalenti al IV secolo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/bompresso-vespucci-1-e1739197698455.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 bompresso-vespucci-1-e1739197698455.jpg\" width=\"842\" height=\"560\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">sabato 8 febbraio 2025<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Stamattina Nave Amerigo Vespucci \u00e8 salpata per la sua prossima tappa: Alessandria d&#8217;Egitto. Dopo aver doppiato la penisola del Sinai proseguir\u00e0 verso nord. Il Sinai, meta turistica frequentatissima sia per le sue spiagge che si affacciano su un mare trasparente che per le sue montagne aspre, \u00e8 una\u00a0penisola\u00a0di forma triangolare del\u00a0Medio Oriente, situata nell&#8217;Egitto nord-orientale. Non tutti sanno che pur appartenendo all&#8217;Egitto, Paese africano, si trova geograficamente in Asia ed \u00e8 delimitato ad est dall&#8217;aspro Deserto del Negev (Israele)\u00a0e dal\u00a0golfo di Aqaba, a nord dal\u00a0Mar Mediterraneo, a ovest dal\u00a0golfo\u00a0e dal\u00a0canale di Suez, e a sud, ovviamente, dal Mar Rosso. Nella parte sud della penisola si trovano il monte Caterina, che con i suoi 2\u00a0269 metri \u00e8 la montagna pi\u00f9 alta dell&#8217;Egitto, il\u00a0monte Serbal\u00a0e il\u00a0monte Sinai, in arabo <i>Jabal M\u016bs\u0101<\/i>, dove, secondo l&#8217;Antico Testamento,\u00a0Mos\u00e8\u00a0ricevette da\u00a0Dio\u00a0le Tavole della legge, ovvero i\u00a0Dieci comandamenti. Tutta l&#8217;area marittima \u00e8 estremamente affollata, ed i mercantili, in entrata ed in uscita dal canale, si incrociano seguendo regole marittime molto strette.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>domenica 9 febbraio 2025<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-10-142928.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-02-10-142928.png\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>luned\u00ec 10 febbraio 2025<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Siamo arrivati nelle aree di raccolta del traffico. Prima dell&#8217;apertura del canale, avvenuto nel 1869, le merci venivano scaricate dalle navi e trasportate via terra tra il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso. Nel 1799, durante la spedizione in Egitto, <strong><span style=\"color: #008000;\">Napoleone Bonaparte<\/span> <\/strong>contempl\u00f2 l&#8217;idea di costruire un canale, ma, a causa di un rilievo topografico errato, fu apprezzato che il dislivello fra i due mari fosse di 10 metri, il che avrebbe reso necessario un sistema di chiuse improponibile per la realizzazione di un canale di quelle dimensioni. Nel 1833 fu presentato al vice re d&#8217;Egitto un primo progetto di canale da Prosper Enfantin, ancora una volta non di interesse. Nel 1846\u00a0 venne costituita una &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Soci\u00e9t\u00e9 d&#8217;\u00e9tude pour le canal de Suez<\/span><\/strong>&#8220;, che rilev\u00f2 con maggiore precisione la topografia del canale, rivelando differenze d&#8217;altitudine trascurabili e quindi costi di costruzione molto pi\u00f9 accessibili.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/vespucci-suez-682x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 vespucci-suez-682x1024.jpg\" width=\"841\" height=\"1263\" \/>\n\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nave Amerigo Vespucci risale il canale verso il Mar Mediterraneo &#8211; Fonte MM<\/strong><\/span><\/p>\n\n\n<p align=\"justify\">Va premesso che all&#8217;epoca solo il 5% delle navi del 1860 era equipaggiato con motori a vapore, necessari per potere transitare lungo la via d&#8217;acqua. Questo avrebbe pesato non poco sui costi di esercizio. Nel 1854 <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinand de Lesseps<\/span><\/strong>, diplomatico francese in Egitto dal 1830, ottenne una concessione da Sa&#8217;id Pasci\u00e0, per costituire una societ\u00e0 che costruisse un canale marittimo aperto a navi di ogni nazione e lo gestisse, per 99 anni. Il canale fu infine costruito tra il 25 aprile 1859 e il 1869 da una compagnia francese (Compagnie universelle du canal maritime de Suez, costituita il 15 dicembre 1858) diretta da <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinand de Lesseps<\/span><\/strong>, con macchinari appositamente concepiti per l&#8217;opera. Va ricordato che, nel 1862, fu redatto un nuovo progetto da un ingegnere, <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Negrelli<\/span><\/strong>, nato nel Tirolo italiano facente parte dell&#8217;Impero austriaco. La prima nave attravers\u00f2 il canale il 17 febbraio 1867, ma il canale venne inaugurato solo il 17 novembre 1869.<br \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/suez-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 suez-1.jpg\" \/><br \/>La sua storia \u00e8 troppo lunga da raccontare, basti pensare che il suo transito fu pi\u00f9 volte ostacolato da motivi politici; potrei ricordare l&#8217;acquisto delle quote egiziane (44%) nel 1875, a causa del suo debito estero, per 4 milioni di sterline al Regno Unito, che si assicur\u00f2 cos\u00ec il controllo della rotta delle Indie. e l&#8217;avvio di pesanti ingerenze della corona britannica e della Francia sulla politica interna egiziana. Il 26 luglio 1956 il <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente\u00a0Nasser<\/span><\/strong> annunci\u00f2 la nazionalizzazione del canale, cosa che scaten\u00f2 una decisa reazione navale Britannica e Francese che bombard\u00f2 l&#8217;Egitto il 31 ottobre per costringerlo a riaprire il canale. Nasser rispose affondando tutte le 40 navi presenti nel canale, chiudendolo di fatto fino all&#8217;inizio del 1957. Per reazione le navi britanniche <span style=\"color: #008000;\"><strong><i>Ocean<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Theseus<\/i>\u00a0<\/strong><\/span>permisero il primo assalto elitrasportato della storia, mentre\u00a0paracadutisti britannici\u00a0dal cielo e\u00a0fanteria di marina dal mare occuparono il canale che aveva goduto fino ad allora del diritto di libert\u00e0 della navigazione.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/1973-blocco-militare-di-suez-israelinai-egiziani.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1973-blocco-militare-di-suez-israelinai-egiziani.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">La crisi si concluse quando l&#8217;Unione Sovietica minacci\u00f2 di intervenire al fianco dell&#8217;Egitto e gli Stati Uniti, tramite\u00a0l&#8217;ONU, temendo l&#8217;allargamento del conflitto, costrinsero britannici, francesi e israeliani, dal dicembre 1956 al marzo 1957, al ritiro. La transizione fu gestita dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Forza di emergenza delle Nazioni Unite\u00a0(UNEF)<\/span><\/strong>, prima missione di\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>peacekeeping<\/i><\/span><\/strong> dei caschi blu, un mandato che termin\u00f2 nel 1979. La delicatezza della situazione port\u00f2 alla creazione nel 1982 di un contingente di osservatori stabilmente residente nel Sinai, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Multinational Force and Observers<\/span><\/strong>, per il controllo graduale del ritiro israeliano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/suez-1024x476.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 suez-1024x476.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">In tempi pi\u00f9 recenti, il 6 agosto 2015, \u00e8 stato inaugurato il raddoppio di una parte del Canale di Suez con una nuova corsia di navigazione di 35 km di lunghezza che si aggiunge ai 164 chilometri di canale esistente, consentendo il passaggio in maniera separata dei convogli delle navi (INBOUND e OUTBOUND). Teoricamente questo ampliamento consente il passaggio di oltre 97 navi al giorno con indubbi vantaggi economici.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>luned\u00ec 10 febbraio 2025<br \/><\/strong><\/span>Il\u00a0 passaggio del Canale di Suez avviene lungo uno dei due canali aperti e richiede molta attenzione nel pilotaggio. In pratica le navi si aggregano in convogli in entrata o in uscita imbarcano ognuna un pilota e alcune attrezzature necessarie per la sicurezza e vengono affiancate da un rimorchiatore pronto a intervenire per ogni evenienza. Il canale lungo 190 km si percorre a una velocit\u00e0 inferiore ai 9 nodi e occorrono quindi circa 15 ore per passare da un mare all\u2019altro. Il servizio \u00e8 oneroso ed \u00e8 in funzione delle dimensioni e della stazza lorda della nave, o meglio, sulla base delle sue capacit\u00e0 di carico. Per dare un&#8217;ordine di idee per attraversare il Canale di Suez il costo medio per una nave di dimensioni standard \u00e8 di circa 250.000-500.000 dollari statunitensi, ma l\u2019alternativa \u00e8 la circumnavigazione dell\u2019Africa ovvero quasi due settimane di navigazione in pi\u00f9.<\/p>\n<p align=\"justify\">In pratica, le navi che intendono attraversare il canale da Suez devono comunicare l&#8217;orario stimato di arrivo (ETA) cinque giorni prima del passaggio all\u2019indirizzo: <strong><span style=\"color: #008000;\">ISMRADIO(AT)SUEZCANAL.GOV.EG<\/span><\/strong> fornendo tutti i dati previsti dalle istruzioni per il passaggio. Arrivando inn prossimit\u00e0 del canale si prender\u00e0 contatto con la stazione dei Piloti sul canale 16 o 12. Il segnale di richiesta di Libera Pratica \u00e8: bandiera Z sopra la bandiera S, di giorno; luce rossa sopra luce bianca di notte. All\u2019arrivo il comandante della nave deve consegnare alle autorit\u00e0 portuali i documenti ed i libri ufficiali della nave, compreso il certificato di stazza del canale. <strong><span style=\"color: #008000;\">Le navi in convoglio sono divise in due gruppi: Gruppo A: comprende le grandi navi la cui velocit\u00e0 deve essere di circa 7,56 nodi. Gruppo B: tutte le altre navi; mantengono una velocit\u00e0 media di circa 7.02 nodi. Il convoglio Suez \u2013 Port Said transita per il canale senza fermarsi, salvo casi di emergenza, ai Laghi Amari.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-10-155104.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-02-10-155104.png\" width=\"868\" height=\"763\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Esce da <strong><span style=\"color: #008000;\">Port Said<\/span><\/strong>, entrando nel Mediterraneo, attraverso il braccio di Levante. Le navi dirette a Nord giungono alle boe Hm. 195 di Port Said; sbarcato il Pilota, proseguono con rotta Nord per cinque miglia prima di dirigere per la propria destinazione. Va sottolineato che il servizio di pilotaggio \u00e8 obbligatorio e inizia e cessa alle boe di entrata di Port Said e di Suez. <strong><span style=\"color: #008000;\">Durante il transito la manovra della nave e gli ordini restano sempre sotto la direzione del Comandante ed il Pilota del Canale \u00e8 cambiato alla stazione di Ismailia.<\/span> <\/strong>Le navi in transito nel Canale possono richiedere la scorta di uno o due rimorchiatori tenendo conto che la scorta \u00e8 obbligatoria se la nave \u00e8 carica con DW da 100.000 a 150.000 <i>tons<\/i>, oppure in zavorra con DW. superiore a 150.000<b>\u00a0<\/b><i>tons<\/i>. Le navi scortate devono approntare due cavi di polipropilene da 16\u2033 sistemati sulla poppa, muniti di gassa terminale, mantenuti a due metri dall\u2019acqua. Le navi in transito devono avere, pronti all\u2019uso, sei cavi per ormeggio, di misura adeguata alle dimensioni della nave e devono essere dotate di un proiettore sistemato a<b>\u00a0<\/b>prua, nel piano diametrale, brandeggiabile sia nel piano orizzontale che verticale ed in grado di illuminare il canale per 1800 metri davanti alla prua. Il fumaiolo della nave deve essere illuminato per consentire una facile identificazione della nave. Anche le ancore devono essere pronte all\u2019uso. Per quanto sopra sia a Port Said che a Suez salgono, col Pilota, sei ormeggiatori e due elettricisti. Queste norme possono essere modificate per cui fa fede le disposizioni dell&#8217;Autorit\u00e0 del Canale del momento.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-11-142044.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-02-11-142044.png\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>marted\u00ec 11 febbraio 2025<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nave Vespucci \u00e8 entrata nel Mediterraneo dopo il transito del canale di Suez. Fra non\u00a0 molto arriver\u00e0 ad Alessandria d&#8217;Egitto, prima tappa Mediterranea che consoceremo presto. Per concludere il nostro racconto su Suez, vorrei tornare a parlare di aspetti economici. Come abbiamo raccontato in articoli precedenti le situazioni di crisi marittime vanno ad influire direttamente sui costi delle merci e quindi sulle tasche dei cittadini. Da qui la necessit\u00e0 che il libero traffico marittimo sia sempre garantito. La situazione del sud del Mar Rosso \u00e8 ben nota e sta pesando sulle casse statali egiziane a causa degli attacchi dei ribelli yemeniti Houthi alle navi presenti nella regione del Mar Rosso e del Golfo di Aden. Ci\u00f2 ha comportato gran parte degli armatori delle navi mercantili che normalmente attraversano il canale ad optare per il periplo dell&#8217;Africa. Recentemente l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Osama Rabie<\/span><\/strong>, presidente dell&#8217;Autorit\u00e0 del Canale di Suez, ha reso noto che nel 2024 gli introiti prodotti dai transiti navali nel canale sono ulteriormente diminuiti di oltre il -60% rispetto al 2023, una perdita stimata nel 2024 a quasi sette miliardi di dollari. Questo fa comprendere quanto la libert\u00e0 dello stretto sia non solo una necessit\u00e0 dei paesi in transito ma anche dell&#8217;Egitto che, in caso di chiusura, verrebbe fortemente danneggiato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/New_Suez_Canal.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 New_Suez_Canal.jpeg\" width=\"842\" height=\"561\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Vista satellitare del Canale di Suez nell&#8217;agosto 2014 (sinistra) e del raddoppiamento (Canale di Suez e il Nuovo Canale di Suez) nell&#8217;aprile 2016<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>mercoled\u00ec 12 febbraio 2025<br \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nave <span style=\"color: #008000;\"><strong>Amerigo Vespucci<\/strong> <\/span>\u00e8 entrata in porto ad Alessandria d&#8217;Egitto, il principale porto egiziano e la seconda citt\u00e0 pi\u00f9 estesa del grande Paese nordafricano. Il suo nome richiama alla memoria <strong><span style=\"color: #008000;\">Alessandro Magno<\/span><\/strong> che, nel 331 a.C., la fond\u00f2 tra la palude Mareotide (Maryut) ed il Mar Mediterraneo, davanti all&#8217;isoletta di Faro, a cui era collegata da una diga lunga circa 1200 m che serviva anche da acquedotto e permetteva la creazione di due distinti porti. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">geografo Strabone<\/span><\/strong>, che visse ad Alessandria intorno agli anni 20 a.C., la descrisse come un intreccio di ampie vie, ai lati delle quali sorgevano imponenti e fastosi templi, edifici come <strong><span style=\"color: #008000;\">la tomba di Alessandro e dei Tolomei, l&#8217;ippodromo, lo stadio, il ginnasio ed il famoso faro<\/span><\/strong>. Ci sarebbe molto da raccontare di questa meraviglia dell&#8217;antichit\u00e0, ma oggi voglio ricordare un episodio pi\u00f9 recente, una delle pagine pi\u00f9 gloriose della Regia Marina, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">impresa di Alessandria<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Alessandria-e1739281302663.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Alessandria-e1739281302663.jpg\" width=\"907\" height=\"440\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 1941, le ferite dell&#8217;attacco aereo britannico al porto di Taranto, avvenuto nella notte tra l\u201911 ed il 12 novembre 1940 da parte degli aerei imbarcati della Royal Navy britannica bruciavano ancora. <strong><span style=\"color: #008000;\">Era stata una dimostrazione dell&#8217;effettiva ed unica capacit\u00e0 dell\u2019aviazione di marina, come braccio allungato alla flotta, di effettuare operazioni expeditionary, in altro modo non effettuabili dalla Royal Air Force.<\/span><\/strong> Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Regio<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile Scir\u00e8<\/span><\/strong>, al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">CC Junio Valerio Borghese<\/span><\/strong> (a sinistra nella foto) dopo aver imbarcato a bordo tre <strong><span style=\"color: #008000;\">Siluri a lenta Corsa<\/span><\/strong>, salp\u00f2 il 3 dicembre 1940 da La Spezia e raggiunse il 9 dicembre Lero, un\u2019isola dell\u2019Egeo nell\u2019arcipelago del Dodecaneso. Il 12 dicembre furono imbarcati gli operatori dei mezzi di assalto: <strong><span style=\"color: #008000;\">Durand de La Penne\u00a0e\u00a0Bianchi, il capitano del Genio Navale\u00a0Antonio Marceglia\u00a0ed il sottocapo palombaro\u00a0Spartaco Schergat, il capitano delle Armi Navali\u00a0Vincenzo Martellotta\u00a0ed il capo palombaro\u00a0Mario Marino<\/span> <\/strong>con obiettivo la munitissima base di Alessandria d&#8217;Egitto. Il 14 dicembre il\u00a0Scir\u00e8\u00a0diresse a lento moto verso Alessandria in attesa che i ricognitori della Regia Aeronautica Italiana confermassero la presenza delle corazzate britanniche\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Queen Elizabeth\u00a0e\u00a0Valiant<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-11-140859.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-02-11-140859.png\" width=\"858\" height=\"700\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019operazione ebbe inizio intorno alle 02:00 del 19 dicembre 1941. Lo Scir\u00e8, giunto in prossimit\u00e0 dei campi minati protettivi, prosegu\u00ec fino a circa un miglio nautico dal Fanale del molo di ponente del porto commerciale di Alessandria ed i mezzi insidiosi furono quindi rilasciati per l\u2019avvicinamento verso la rada. Gli operatori dovevano giungere sotto la chiglia del proprio bersaglio, piazzare la carica d\u2019esplosivo e successivamente abbandonare la zona, dirigendosi a terra. L&#8217;operazione ebbe pieno successo e, sebbene l\u2019attacco avesse danneggiato gravemente quattro navi inglesi, tra cui l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Queen Elizabeth<\/span><\/strong> e l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Valiant<\/span><\/strong>, il danno maggiore fu quello morale. Di fatto i Britannici accusarono il colpo: sei uomini erano stati in grado di violare e colpire nel cuore la flotta inglese, utilizzando delle armi segrete decisamente non convenzionali. La guerra navale stava cambiando e gli Italiani avevano in una notte cambiato le regole.\u00a0<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-11-142131.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-02-11-142131.png\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">gioved\u00ec 13 febbraio 2025<br \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nave Amerigo Vespucci<\/strong> <\/span>\u00e8 in porto ad Alessandria e si susseguono le visite da parte della popolazione. Al suo arrivo, Nave Vespucci \u00e8 stata accolta dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ambasciatore dell&#8217;Italia in Egitto Michele Quaroni<\/span><\/strong>, e saranno presenti ad Alessandria d&#8217;Egitto e a bordo della nave il <strong><span style=\"color: #008000;\">ministro dell&#8217;Agricoltura Francesco Lollobrigida e quello della Cultura Alessandro Giuli<\/span> <\/strong>per questa sosta che di fatto inizia il tour Mediterraneo 2025 durante il quale la nave toccher\u00e0 numerosi porti italiani e stranieri. Alessandria \u00e8 una citt\u00e0 caotica, in cui i suoni e i profumi danno un colore unico a questa grande megalopoli affacciata sul Mediterraneo, un vero<strong>\u00a0<span style=\"color: #008000;\">melting pot<\/span><\/strong> sin dall&#8217;antichit\u00e0 dove nord africani di diverse etnie, Egizi, Greci e Fenici, convivevano dando casa a importanti scienziati, matematici, pittori, saggi e letterati. Alessandria d\u2019Egitto era famosa per il suo\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">faro<\/span><\/strong>,\u00a0meraviglia del mondo antico, e per la sua\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><strong>biblioteca<\/strong><\/span>, centro del sapere, irrimediabilmente distrutta da un incendio appiccato da un soldato romano. Visitare <span style=\"color: #008000;\"><strong>Alessandria d\u2019Egitto<\/strong><\/span> \u00e8 un\u2019ottima occasione per visitare numerosi resti archeologici tra antichi anfiteatri\u00a0e\u00a0catacombe di epoca romana, ma anche cattedrali e moschee. In questo modo sar\u00e0 possibile immergersi totalmente in questa citt\u00e0 e nella sua storia, che rappresenta una delle vere culle della cultura e del sapere del Paese.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1200px-Alexandria_Library_View-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1200px-Alexandria_Library_View-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>la nuova biblioteca di Alessandria d&#8217;Egitto &#8211; autore Ahmed Hagrasi <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:New_Suez_Canal.jpeg\">New Suez Canal.jpeg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In passato\u00a0centro della cultura del mondo antico, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Biblioteca di Alessandria<\/span><\/strong>, che raccoglieva oltre 500 mila manoscritti e tutta la cultura filosofica, scientifica dell\u2019epoca, \u00e8 stata ricostruita con una aggiornata biblioteca multimediale. Sita sulla parte orientale del caratteristico lungomare di Alessandria d\u2019Egitto, la biblioteca merita una visita. Il pensiero non pu\u00f2 non andare a quel centro antico di cultura dove gli scienziati si scambiavano liberamente ill loro sapere, dove fu misurata per la prima volta la circonferenza della terra, dove nacquero le prime mappe astronomiche, iniziarono i primi studi sul sistema nervoso e si affinarono le tecniche per le autopsie. Ricostruita completamente creando una futuristica struttura a forma di disco, la nuova biblioteca \u00e8 stata inaugurata nel 2002 e contiene oltre otto milioni di manoscritti e libri su un\u2019estensione di oltre 800 mila m\u00b2 che la collega all\u2019Universit\u00e0 di Alessandria. La biblioteca, inoltre, \u00e8 anche il punto ideale per iniziare una bellissima passeggiata sul lungomare della citt\u00e0. Alessandria \u00e8 comunque tutta da scoprire &#8230; ormai mancano pochi giorni al ritorno al primo porto italiano. In realt\u00e0 con Alessandria \u00e8 iniziato il tour Mediterraneo che completer\u00e0 Il tour che ha portato l&#8217;Amerigo Vespucci per quasi due anni in giro per il mondo, toccando 35 porti in 30 Paesi e<strong>\u00a0<span style=\"color: #008000;\">terminer\u00e0 a Genova il 10 giugno 2025<\/span><\/strong> da dove l&#8217;Amerigo Vespucci era partito a luglio del 2023.<br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">foto della sosta di nave Vespucci per gentile concessione UPICOM<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: SCIENZE DEL MAREPERIODO: XXI SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: Vespucci, Marina Militare. venerd\u00ec 7 febbraio 2025 Ultimo giorno ad Aqaba ed ultima sosta extra mediterranea per Nave Vespucci. L&#8217;equipaggio, sicuramente impaziente di riprendere il mare per tornare verso l&#8217;Italia, si reca in franchigia per acquistare gli ultimi regali e visitare questa bella citt\u00e0. 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