{"id":111735,"date":"2024-12-28T00:02:00","date_gmt":"2024-12-27T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=111735"},"modified":"2026-02-27T10:22:12","modified_gmt":"2026-02-27T09:22:12","slug":"la-scoperta-di-oceani-esterni-ed-oltre-la-nostra-galassia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/111735","title":{"rendered":"La scoperta degli oceani dei pianeti esterni ed oltre il nostro sistema solare"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: ASTRONOMIA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Oceani extraterrestri<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Passata la fascia degli asteroidi, arriviamo nella area esterna del nostro sistema solare occupato dai grandi giganti gassosi, Giove e Saturno e dai loro numerosi satelliti. Tra di essi <span style=\"color: #008000;\"><strong>Europa<\/strong><\/span>, uno dei principali satelliti di Giove si colloca ben lontano dalla zona di abitabilit\u00e0, data la distanza dal Sole, ma gli scienziati hanno individuato sotto la sua crosta ghiacciata un vero e proprio oceano di acqua liquida.<\/p>\n<p align=\"justify\">Qui l\u2019acqua non si ghiaccerebbe grazie alle forti maree dovute all\u2019attrazione gravitazionale di Giove e per il calore provocato dai fluidi dei vulcani. Un\u2019altra luna di Giove, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ganimede<\/span><\/strong>, la pi\u00f9 grande del nostro sistema solare e l\u2019unica con un proprio campo magnetico, potrebbe ospitare un grande oceano di acqua salata sotterranea, conservata tra diversi strati di ghiaccio e acqua racchiusi tra la sua crosta e il suo nucleo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un altro satellite, <strong><span style=\"color: #008000;\">Titano<\/span><\/strong>, che ruota invece intorno a Saturno, presenta una superficie costellata di fiumi e laghi e nei cieli si formano nubi e piogge. Va ben compreso che non in realt\u00e0 non si tratta di acqua ma di idrocarburi liquidi, principalmente metano ed etano, decisamente tossici per la nostra vita. Si ritiene che Titano abbia un oceano salato sotterraneo, salato quanto il Mar Morto sulla Terra, che inizia circa 50 km sotto il suo guscio di ghiaccio. Un\u2019ipotesi \u00e8 che l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">oceano di Titano<\/span><\/strong> sia poco &#8220;spesso&#8221;, schiacciato tra strati di ghiaccio, ma potrebbe estendersi fino all\u2019interno roccioso della misteriosa luna di Saturno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Lo scopriremo con la <strong><span style=\"color: #008000;\">prossima sonda Dragonfly della NASA<\/span><\/strong> la cui partenza \u00e8 stata recentemente posticipata al 2028; si tratta di una sonda che rilascer\u00e0 un lander a rotore, molto simile a un grande quadricottero con doppi rotori, provvisto di otto eliche. con rotori da un metro di diametro, che potr\u00e0 volare a pu\u00f2 volare a circa 35 km orari fino a 4 km di quota, sfruttando l\u2019atmosfera densa e la bassa gravit\u00e0 di Titano.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sempre intorno a Saturno troviamo un altro satellite molto interessante, <strong><span style=\"color: #008000;\">Encelado, <\/span><\/strong>un altro satellite che \u00e8 stato studiato dalla sonda Cassini. Con un diametro di soli 500 km, questo corpo celeste \u00e8 molto simile a Europa, e gli scienziati ritengono che sotto una spessa crosta ghiacciata si possa celare un immenso oceano dal quale, occasionalmente, emergono da profonde fessure chiamate strisce di tigre vicino al polo sud della luna creando degli spettacolari geyser che si proiettano nello spazio.<\/p>\n<p align=\"justify\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">sonda Cassini<\/span><\/strong> ha sorvolato i pennacchi rilevando molecole organiche contenenti azoto sotto forma di acetilene, ammoniaca e metano. Considerando che questi pennacchi probabilmente si possano essere formati in sorgenti idrotermali simili a quelle degli abissi marini terrestri, analogamente potrebbero essersi formate delle forme di vita estreme simili a quelle sulla Terra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/nh-global-water-ice-1024x512.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nh-global-water-ice-1024x512.webp\" width=\"1024\" height=\"512\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nuovi dati dalla sonda spaziale New Horizons della NASA indicano una maggiore prevalenza di ghiaccio d&#8217;acqua sulla superficie di Plutone di quanto si pensasse in precedenza. Questa immagine a falsi colori, derivata da osservazioni in luce infrarossa dello strumento Ralph\/Linear Etalon Imaging Spectral Array (LEISA), mostra dove le caratteristiche spettrali del ghiaccio d&#8217;acqua sono abbondanti sulla superficie di Plutone. Si basa su due scansioni LEISA di Plutone ottenute il 14 luglio 2015, da una distanza di circa 67.000 miglia (108.000 chilometri).<br \/>\n<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/image-article\/plutos-widespread-water-ice\/\">Pluto\u2019s Widespread Water Ice &#8211; NASA<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Spingendoci verso la zona dei pianetini, incontriamo <strong><span style=\"color: #008000;\">Plutone<\/span><\/strong> che presenta montagne di ghiaccio alte fino a 2,4 chilometri che si interrompono per lasciar spazio a una vasta pianura, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sputnik Planum<\/span><\/strong>, un altopiano formato da ghiaccio e azoto che si estende per circa 1000 km. Dalle poche immagini disponibili si notano delle misteriose linee di faglia, alcune lunghe centinaia di miglia, che suggeriscono che Plutone possa avere un oceano nascosto nel sottosuolo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Allontanandoci verso le fasce esterne della nostra galassia troviamo <strong><span style=\"color: #008000;\">Cerere<\/span><\/strong>, un pianeta nano che nonostante le ridotte dimensioni si sta dimostrando uno degli astri pi\u00f9 interessanti del Sistema Solare. La <strong><span style=\"color: #008000;\">sonda Dawn<\/span><\/strong>, con l\u2019apporto italiano dello spettrometro Vir, ha scoperto non solo presenza di acqua, ma anche tracce di materiale organico. Naturalmente, non stiamo parlando di esseri viventi ma di composti organici che sono considerati i mattoni necessari per costruire la vita ed \u00e8 quindi probabile che queste tracce arrivino dall\u2019interno del pianeta dove potrebbe esserci un oceano sotterraneo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/CERERE-pia24021-1041-819x1024.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 CERERE-pia24021-1041-819x1024.webp\" width=\"833\" height=\"1042\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Questa immagine a mosaico usa colori falsi per evidenziare la salamoia recentemente esposta, o liquidi salati, che sono stati spinti verso l&#8217;alto da un profondo serbatoio sotto la crosta di Cerere. In questa vista di una regione del cratere Occator, appaiono di colore rossastro. Crediti: NASA\/JPL-Caltech\/UCLA\/MPS\/DLR\/IDA<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gli scienziati ipotizzano che molti pianeti rocciosi della nostra galassia, la Via Lattea<\/strong>,<strong> stimati in circa 6 miliardi, si trovino quindi in aree idonee per le condizioni di abitabilit\u00e0 rispetto alle loro stelle, dove potrebbero essere formati elementi chimici sufficienti per costruire la vita.<\/strong><\/span> In parole semplici, potrebbero ospitare quantit\u00e0 di acqua e carbonio simili a quelle presenti sulla Terra ed essere potenzialmente luoghi in cui, grazie a particolari condizioni di temperatura e pressione, potrebbe essersi formata la vita, almeno come la intendiamo noi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma non solo; spingendosi ancora pi\u00f9 lontano, in una galassia lontana 13 miliardi di anni luce dalla Terra, sono state scoperte tracce di acqua e monossido di carbonio. Considerando la distanza queste condizioni chimiche erano presenti in quella galassia in un periodo di tempo compreso tra 400 milioni e un miliardo di anni dopo il Big Bang, ovvero quando iniziarono a formarsi le prime galassie. Una scoperta importantissima perch\u00e9 di fatto ci permette di analizzare i contenuti gassosi di una galassia formatasi nelle primissime fasi della vita dell\u2019universo, che dimostrerebbe l\u2019esistenza di tracce di acqua al momento della formazione stellare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/BETA-PICTORIS-NASA-ExocometsAroundBetaPictoris-ArtistView.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BETA-PICTORIS-NASA-ExocometsAroundBetaPictoris-ArtistView.jpg\" width=\"851\" height=\"572\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Rappresentazione artistica del sistema di Beta Pictoris (NASA),<\/strong> <strong>una stella con un&#8217;et\u00e0 stimata non superiore ai 20 milioni di anni, situata a 19 parsec dal Sole, circondata da un disco di polvere e gas prodotto da collisioni di asteroidi e comete. Un pianeta gigante potrebbe essersi gi\u00e0 formato e potrebbero formarsi pianeti simili alla Terra &#8211; Fonte <\/strong><strong>Comunicato stampa della NASA,&nbsp;<\/strong><\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong> 2007<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.nasa.gov\/vision\/universe\/starsgalaxies\/betapic.html\">http:\/\/www.nasa.gov\/vision\/universe\/starsgalaxies\/betapic.html&nbsp;<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Sono state trovate molecole attorno alla <strong><span style=\"color: #008000;\">stella Beta Pictoris<\/span><\/strong> che possiede una luminosit\u00e0 nove volte maggiore di quella del nostro Sole. Intorno alla stella \u00e8 presente un enorme disco di polvere e gas che fa presupporre sia il risultato di collisioni tra comete, asteroidi ed i giovani pianeti in formazione. In particolare, sono state scoperte quasi 500 comete in orbita attorno alla stella che appartengono a due famiglie distinte: quelle pi\u00f9 vecchie che sono passate pi\u00f9 di una volta vicino alla stella e quelle pi\u00f9 giovani che probabilmente derivano dalla frammentazione recente di uno o pi\u00f9 oggetti di grandi dimensioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/800px-Beta_Pictoris_system_annotated.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 800px-Beta_Pictoris_system_annotated.jpg\" width=\"863\" height=\"859\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Immagine nell&#8217;infrarosso del sistema di Beta Pictoris dove \u00e8 visibile il pianeta &#8211; Fonte ESO&nbsp;<\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Beta_Pictoris_system_annotated.jpg\">Beta Pictoris system annotated.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;importanza di questa scoperta \u00e8 legata la fatto che asteroidi e comete sono di fatto dei detriti risultati dalla formazione del nostro sistema solare e sono ricchi di acqua. Li potremmo quindi immaginare come delle capsule del tempo che contengono indizi importanti su come si form\u00f2 il nostro sistema solare 4,5 miliardi di anni fa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/nrao21ao18_Sreevani_FarawayH20_Composite-768x512-1.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nrao21ao18_Sreevani_FarawayH20_Composite-768x512-1.webp\" width=\"843\" height=\"562\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Queste immagini mostrano le linee molecolari e il continuum di polvere osservati nelle osservazioni ALMA della coppia di galassie massicce primitive note come SPT0311-58. A sinistra: un&#8217;immagine composita che combina il continuum di polvere con le linee molecolari per H<sub>2<\/sub>O e CO. A destra: il continuum di polvere visto in rosso (in alto), la linea molecolare per H<sub>2<\/sub>O mostrata in blu (seconda dall&#8217;alto), le transizioni di linea molecolare per monossido di carbonio, CO (6-5) mostrate in viola (al centro), CO (7-6) mostrate in magenta (seconda dal basso) e CO (10-9) mostrate in rosa e blu scuro (in basso). Credito: ALMA (ESO\/NAOJ\/NRAO)\/S. Dagnello (NRAO)<br \/>\n<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.almaobservatory.org\/en\/press-releases\/alma-scientists-detect-signs-of-water-in-a-galaxy-far-far-away\/\">ALMA Scientists Detect Signs of Water in a Galaxy Far, Far Away | ALMA<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Un&#8217;altra scoperta interessante sono le due <strong><span style=\"color: #008000;\">galassie SPT0311-58<\/span><\/strong> che i radio telescopi spaziali dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ALMA (Atacama Large Millimeter\/submillimeter Array)<\/span><\/strong>, una struttura astronomica internazionale in partnership con l&#8217;Organizzazione europea per la ricerca astronomica nell&#8217;emisfero australe (ESO), ci mostrano nel momento della loro combinazione mentre formano nuove stelle. <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Utilizzando le osservazioni di ALMA della coppia di galassie note come SPT0311-58, sono state rilevate sia molecole di acqua che di monossido di carbonio nella pi\u00f9 grande delle due galassie.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">L&#8217;ossigeno e il carbonio, in particolare, sono elementi di prima generazione e, nelle forme molecolari di monossido di carbonio e acqua, sono fondamentali per la vita come la conosciamo. L&#8217;importanza di questa scoperta \u00e8 che si tratta della galassia pi\u00f9 massiccia attualmente conosciuta ad alto red shift, ovvero &#8220;fotografata&#8221; nel periodo in cui l&#8217;Universo era ancora molto giovane.<\/span><\/span> Essendo questa galassia molto &#8220;giovane&#8221; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">contiene pi\u00f9 gas e polveri rispetto ad altre galassie nell&#8217;Universo primordiale, fattore&nbsp; che permette di osservare molecole abbondanti come l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">acqua (H<sub>2<\/sub>O)<\/span><\/strong>, la terza molecola pi\u00f9 abbondante nell&#8217;Universo dopo l&#8217;idrogeno molecolare e il monossido di carbonio (<strong><span style=\"color: #008000;\">CO<\/span><\/strong>). <\/span><\/span>La loro interazione porter\u00e0 nel tempo alla formazione di una galassia ellittica gigante, simile a quelle che si trovano in altre aree dell\u2019universo relativamente pi\u00f9 vicine alla Terra.<\/p>\n<p align=\"justify\">Al termine di questo breve viaggio alla ricerca della presenza di acqua nell&#8217;universo dovremmo riflettere su questo elemento fondamentale per la vita sul nostro pianeta, che troppo spesso diamo come scontato, ed averne un maggiore rispetto ed una migliore conservazione. Senza acqua non potrebbe esserci vita e gli oceani, che siano sulla Terra o in qualche galassia lontana nello spazio, custodiscono ancora molti segreti che forse un giorno ci sveleranno come tutto si form\u00f2 dopo il Big Bang con il grande mistero della vita.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Popio<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima la luna di Encelado e i suoi spettacolari geyser &#8211; Photo credit NASA<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/111734\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/111735\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ASTRONOMIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Oceani extraterrestri . Passata la fascia degli asteroidi, arriviamo nella area esterna del nostro sistema solare occupato dai grandi giganti gassosi, Giove e Saturno e dai loro numerosi satelliti. 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