{"id":111717,"date":"2025-01-12T00:02:00","date_gmt":"2025-01-11T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=111717"},"modified":"2026-01-03T21:32:56","modified_gmt":"2026-01-03T20:32:56","slug":"la-vita-dei-militari-semplici-in-servizio-nella-flotta-imperiale-romana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/111717","title":{"rendered":"La vita dei militari semplici in servizio nella flotta imperiale romana"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: IMPERIALE ROMANO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MEDITERRANEO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: miles, nautae, remiges, classiarii<\/p>\n<p align=\"justify\">Per quanto concerne i militari semplici, occorre innanzi tutto ricordare che gli equipaggi delle navi romane erano sempre stati suddivisi, fin dalle origini, in tre categorie ben distinte per competenze e specifico addestramento:<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>i nocchieri (nautae)<\/strong><\/span>, addetti a tutti i servizi prettamente nautici e marinareschi;<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">i rematori (remiges)<\/span><\/strong>, addetti&nbsp; alla propulsione remica in combattimento o per eventuali altre esigenze di breve durata;<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">i fanti navali (classiarii)<\/span><\/strong>, addetti all\u2019uso delle armi negli avvicinamenti alle navi nemiche, negli arrembaggi e nelle operazioni anfibie.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Screenshot-2024-12-26-122605.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-12-26-122605.png\" width=\"935\" height=\"1596\"><br \/>\nIn epoca imperiale, per tutti questi marinai \u2013 che pur dovevano mantenere necessariamente separate le proprie sfere di attivit\u00e0 \u2013 era invalsa l\u2019abitudine di utilizzare le tre denominazioni come se si trattasse di sinonimi. In particolare, la parola remiges venne prevalentemente utilizzata nei documenti ufficiali (e anche da parte di qualche autore) per indicare non solo i rematori, ma tutto il personale delle flotte. Allo stesso modo, le parole classiarii e classici sono spesso state utilizzate nelle fonti letterarie per indicare gli uomini in servizio presso le flotte, prescindendo dal loro specifico ruolo. Sulle iscrizioni funerarie, per contro, ogni membro di un equipaggio navale si qualificava sistematicamente come <strong><span style=\"color: #008000;\">miles<\/span><\/strong>, ovvero milite, e mai come appartenente ad una delle tre grandi branche dei nautae, remiges e classiarii. Prevaleva evidentemente la fierezza militare sulla smania di distinguersi. D\u2019altronde \u00e8 indubbio che tutto il personale avesse lo status di militare, com\u2019\u00e8 stato precisato anche dai giuristi. Un ulteriore elemento di confusione deriva dall\u2019ipotesi che anche i rematori siano stati dotati di armi e addestrati al combattimento, cosa certamente possibile e anche razionale \u2013 per ottenere da essi qualche contributo alla lotta, quando fattibile \u2013 ma che non poteva avvenire a scapito del loro indispensabile addestramento intensivo alla voga.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STORIA-ROMANA-TRAIANO-Barcos_de_remo_en_la_Columna_de_Trajano._Roma_Italia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-ROMANA-TRAIANO-Barcos_de_remo_en_la_Columna_de_Trajano._Roma_Italia.jpg\" width=\"841\" height=\"631\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Tuttavia, la difficolt\u00e0 a distinguere i nocchieri dai rematori e dai classiari, nei testi letterari ed epigrafici antichi, non deve farne dedurre che, in epoca imperiale, quelle vecchie distinzioni fossero state superate e che ogni uomo della marina potesse indifferentemente essere chiamato ad andare a sciogliere le vele sui pennoni, a mettersi al remo o ad affrontare un combattimento all\u2019ultimo sangue contro un nemico. Sarebbe stato perlomeno incoerente, da parte dei Romani, aver prestabilito una serie infinita di specializzazioni per i sottufficiali e nessuna specializzazione per i marinai, trattandoli come una massa informe e indifferenziata da utilizzare per qualunque esigenza. Nella mentalit\u00e0 romana, peraltro, l\u2019addestramento e le esercitazioni erano una necessit\u00e0 ineludibile per poter mantenere delle forze armate efficienti; ed \u00e8 evidente che non ci si possa addestrare in modo ottimale ad una gamma eccessivamente ampia di compiti. Ne abbiamo d\u2019altronde la riprova in quanto rifer\u00ec <strong><span style=\"color: #008000;\">Vegezio<\/span><\/strong>, scrivendo che, ancora nel tardo impero (IV-V secolo), ogni <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante di nave da guerra, oltre agli altri compiti nautici, curava l\u2019addestramento quotidiano dei gubernatores, dei remiges e dei milites<\/span><\/strong>, sottolineando implicitamente la distinzione fra chi gestiva la funzione nautica, chi remava e chi doveva combattere.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un\u2019analoga distinzione \u00e8 desumibile da <strong><span style=\"color: #008000;\">Tacito<\/span><\/strong>, che nel I secolo descrisse la cattura di 24 <span style=\"color: #000000;\">navi <\/span>della classis Germanica, dopo il tradimento di una parte dei rematori, che trucidarono i gubernatores e i centurioni, prevalendo su nocchieri e classiari (<strong><span style=\"color: #008000;\">propugnatores<\/span><\/strong>). Non diversamente dovevano essere distinti i classiari da nocchieri e rematori verso la fine del II secolo, quando il giurista Ulpiano precis\u00f2 che \u2013 oltre ai classiarii (sottinteso) \u2013 anche i nautae e i remiges erano militari; e quella stessa precisazione era ritenuta ancora valida e utile nel VI secolo, quando venne inclusa nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Digesto del <em>Corpus iuris civilis<\/em><\/span><\/strong> di<strong><span style=\"color: #008000;\"> Giustiniano<\/span><\/strong>. Tutto ci\u00f2 appare confermare che gli equipaggi delle navi da guerra romane siano sempre stati costituiti, nell\u2019epoca imperiale (in sostanziale continuit\u00e0 con quanto era avvenuto nel periodo della Repubblica), dalle tre predette componenti principali. Esse erano quindi soggette a forme di addestramento differenziato e mirato al loro specifico impiego operativo, com\u2019era peraltro obiettivamente ineludibile per mantenere le navi in piena efficienza.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Screenshot-2025-01-05-131718.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-01-05-131718.png\" width=\"839\" height=\"674\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Occorre comunque effettuare, per scrupolo, un\u2019ultima verifica, perch\u00e9 alcuni studiosi particolarmente autorevoli hanno valutato che vi possa essere stata una tendenza a ridurre sempre pi\u00f9 le differenze fra i rematori e i classiari, fino ad avere degli uomini idonei a ricoprire indifferentemente sia l\u2019uno che l\u2019altro ruolo, come sembra sia avvenuto in epoca bizantina in occasione della spedizione navale ordinata da Giustiniano contro i Vandali. In effetti, lo storico <strong><span style=\"color: #008000;\">Procopio di Cesarea<\/span><\/strong> scrisse proprio che, sulle navi da guerra in partenza per quella missione erano imbarcati 2.000 Bizantini, tutti con il duplice ruolo di rematori e combattenti. Leggendo solo questa informazione, sembrerebbe una prova inconfutabile &#8230; ma conviene andare un p\u00f2 pi\u00f9 in profondit\u00e0, per dissipare ogni dubbio in proposito. La spedizione navale in partenza da Costantinopoli nel 533 era finalizzata a riconquistare il Nordafrica a partire da Cartagine, di cui i <strong><span style=\"color: #008000;\">Vandali<\/span> <\/strong>si erano impadroniti da quasi un secolo (nel 439). Questo popolo era divenuto abilissimo nello sfruttare il mare per compiere azioni di pirateria e incursioni sulle coste: quella pi\u00f9 memorabile sfoci\u00f2 nel <strong><span style=\"color: #008000;\">sacco di Roma del 455<\/span><\/strong>, effettuato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Genserico<\/span><\/strong> che con le sue navi risal\u00ec il Tevere fino alla Citt\u00e0 Eterna. Tuttavia i Vandali, nonostante altri due clamorosi successi da essi conseguiti sulle forze navali degli imperi d\u2019Occidente (254) e d\u2019Oriente (255), non ebbero modo di acquisire n\u00e9 le conoscenze n\u00e9 le esperienze necessarie per poter sostenere delle battaglie navali contro flotte bene addestrate. Questo deve perlomeno essere stato il convincimento dei Bizantini, visto che essi inviarono contro&nbsp; Cartagine un convoglio di 500 navi onerarie (sulle quali erano imbarcati 45.000 uomini e 5.000 cavalli), con la scorta di 92 navi da guerra veloci (dromoni) sulle quali erano imbarcati i predetti 2.000 \u201crematori-combattenti\u201d. Va in effetti osservato che questi primi dromoni bizantini erano unit\u00e0 particolarmente leggere e sottili, se si considera che esse imbarcavano, in media, poco meno di 22 uomini destinati al remo e al combattimento; si trattava dunque di navi molto pi\u00f9 piccole delle liburne romane ed erano propulse da una sola fila di remi, cio\u00e8 da 10 o al massimo 11 remi per parte. Sembra evidente che su unit\u00e0 di tali infime dimensioni vi fosse posto solo per i rematori e che questi, all\u2019occorrenza, sarebbero stati anche utilizzati per qualche improbabile combattimento in mare. Pertanto, data l\u2019estrema anomalia di queste navicelle rispetto a tutti i tipi di unit\u00e0 da guerra utilizzati dai Romani, il raffronto fra i compiti dei rispettivi equipaggi risulta scarsamente significativo. D\u2019altronde, nel caso specifico, nessuna nave dei Vandali ostacol\u00f2 la navigazione della flotta bizantina, che pot\u00e9 raggiungere Cartagine senza dover effettuare alcun combattimento per mare.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Screenshot-2025-01-05-131932.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-01-05-131932.png\" width=\"857\" height=\"826\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Poi gli equipaggi vennero fatti sbarcare per utilizzarli nelle operazioni terrestri: quindi dobbiamo intendere che quei 2.000 Bizantini imbarcati sui dromoni non erano destinati a fare i \u201crematori-combattenti\u201d a bordo, ma solo i rematori a bordo e solo i combattenti a terra, secondo un criterio di impiego degli equipaggi adottato molte volte anche dai Romani sull\u2019esempio di Scipione in Spagna. La suddivisione delle funzioni dei rematori e dei combattenti a bordo rimase comunque chiara anche nella marina bizantina, come si vide meno di venti anni dopo (nel 551) nella battaglia navale da essa vinta nelle acque di Senigallia. In quel caso, per poter liberare Ancona dall\u2019assedio dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Goti<\/span><\/strong>, le navi da guerra bizantine presenti a Salona (evidentemente pi\u00f9 capienti dei piccoli dromoni inviati a Cartagine) imbarcarono i migliori soldati ivi disponibili e con essi affrontarono la flotta nemica in combattimento per mare. La descrizione di quella battaglia navale mostra chiaramente il contemporaneo impegno dei rematori e dei combattenti nei rispettivi ruoli: i primi fecero effettuare alle unit\u00e0 delle continue evoluzioni per sorprendere, scompaginare, speronare o abbordare le navi dei Goti; i secondi si prodigarono nell\u2019uso delle armi, scagliando dardi e frecce a distanza o combattendo direttamente contro i nemici con spada e lancia quando le navi si trovavano affiancate. Questo dovrebbe togliere ogni dubbio residuo sulla persistenza di una netta separazione fra il maneggio dei remi e l\u2019uso delle armi, trattandosi di due esigenze per lo pi\u00f9 contemporanee in battaglia navale, cos\u00ec come nella maggior parte delle altre operazioni in mare aperto o contro costa.<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Domenico Carro<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">estratto dal saggio Classiari di Domenico Carro &#8211; Supplemento alla Rivista marittima aprile-maggio 2024 \u2013 per gentile concessione della Rivista Marittima, dedicato alla memoria del figlio Marzio, corso Indomiti, informatico visionario e socio del Mensa, prematuramente scomparso<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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