{"id":111703,"date":"2024-12-01T00:02:00","date_gmt":"2024-11-30T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=111703"},"modified":"2026-03-21T11:09:02","modified_gmt":"2026-03-21T10:09:02","slug":"la-composizione-delle-flotte-romane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/111703","title":{"rendered":"La base navale di Ravenna"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: I SECOLO d.C.&nbsp;<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA&nbsp;<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Flotta romana<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il grandioso dispositivo navale della marina dell\u2019alto Impero era dunque costituito da tutte le predette flotte, che erano schierate su scala \u201cglobale\u201d (per le conoscenze dell\u2019epoca) e che appartenevano a due distinte categorie: le due flotte centrali, in cui compito primario era la difesa dell\u2019Italia, e quelle periferiche, operanti nelle acque delle province dell\u2019impero. Mentre le prime includevano navi di tutti i tipi, dalle grosse poliremi (quadriremi, quinqueremi e una esareme), alle triremi e alle unit\u00e0 minori, le flotte provinciali furono normalmente costituite da liburne (unit\u00e0 sottili, a due ordini di remi come le biremi, ma celebri per la loro maggiore velocit\u00e0), talvolta precedute da eventuali triremi, come navi ammiraglie. Queste ultime flotte furono basate in porti gi\u00e0 esistenti, risistemati dai Romani. Per le due flotte maggiori, invece, si rese necessario allestire, fin dagli anni della loro costituzione, due nuove basi navali specificamente concepite per esse, a <strong><span style=\"color: #008000;\">Ravenna<\/span><\/strong>&nbsp;e a <strong><span style=\"color: #008000;\">Miseno. <\/span><\/strong>Tali basi, che risalgono entrambe al principato di Augusto, furono progettate secondo criteri di ampio respiro, razionali e lungimiranti, che risentirono visibilmente della competenza navale organizzativa, operativa e strategica di Marco Agrippa.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Screenshot-2024-11-18-111909.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-11-18-111909.png\" width=\"846\" height=\"660\"><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Base navale di Ravenna<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Delle due, la meno conosciuta \u00e8 certamente quella di Ravenna, poich\u00e9 l\u2019interramento dell\u2019antica laguna e le successive modifiche della conformazione del litorale hanno completamente trasformato il paesaggio, rendendolo pressoch\u00e9 irriconoscibile. In epoca antica, infatti, la fascia costiera altoadriatica dell\u2019Italia era internamente bagnata da una lunga serie di lagune costiere. In quella pi\u00f9 meridionale, al di qua del Po, Ravenna occupava una posizione che presentava molte analogie con quella che ci \u00e8 familiare per Venezia, essendo anch\u2019essa intersecata da canali e circondata dall\u2019acqua. Quella laguna venne prescelta da Augusto poich\u00e9 poteva offrire un eccellente riparo alle navi anche nei periodi invernali, consentendo nel contempo di mantenere un buon controllo della fascia costiera dalmatica e un rapido accesso all\u2019area balcanica danubiana. La base navale venne creata non lontano da Ravenna, laddove sorse il sobborgo che prese il nome dalla flotta (classis), venendo chiamato Classe. A beneficio della base furono eseguiti degli impegnativi lavori marittimi, come lo scavo della fossa Augusta, canale navigabile di collegamento fra il Po e la laguna, e la costruzione di un grandioso faro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Classe_harbour_archaeological_site_street_and_walls-1024x685.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Classe_harbour_archaeological_site_street_and_walls-1024x685.jpg\" width=\"1024\" height=\"685\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>resti dell&#8217;antico porto di Classis <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Classe_harbour_archaeological_site,_street_and_walls.JPG\">Classe harbour archaeological site, street and walls.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il porto militare, di cui l\u2019archeologia ha per ora rilevato solo pochi indizi, doveva essere particolarmente ampio, visto che, secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Cassio Dione<\/span><\/strong>, aveva una capienza di 250 navi. Fra i reperti rinvenuti nell\u2019area di Classe, vi sono molte sepolture di classiari e un gran numero di epigrafi, che forniscono svariate informazioni sul personale e le relative navi, attestando altres\u00ec l\u2019esistenza di castra (alloggiamenti per i classiari, disposti sul modello dei tipici accampamenti romani), anche se questi non sono stati ancora localizzati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella base navale dovevano inoltre essere presenti delle terme, le sedi delle associazioni dei classiari, i luoghi di culto, oltre a tutte le infrastrutture indispensabili, quali le opere marittime portuali, i cantieri, le officine, le cisterne d\u2019acqua e i vari magazzini e depositi per armi, attrezzature nautiche, vestiario e viveri. L\u2019intero complesso era probabilmente protetto da mura, mentre l\u2019imboccatura del porto doveva essere presidiata da due torri quadrangolari, per controllare l\u2019accesso o chiuderlo con le catene (quando non erano previsti movimenti) e forse anche in funzione di fanali d\u2019ingresso. A nord di Ravenna, presso la foce dell\u2019antico ramo del delta del Po, chiamato allora Padusa, collegato alla laguna ravennate dalla fossa Augusta, sono stati rinvenuti i resti di possenti moli che dovrebbero coincidere con il vicino Porto Vatreno, un altro approdo imperiale talvolta sfruttato dalla flotta Ravennate. Esso era stato utilizzato dall\u2019imperatore Claudio che, al rientro dalla sua fulminea spedizione in Britannia, aveva effettuato una breve navigazione fluviale a bordo di una nave gigantesca \u2013 grande \u201ccome un palazzo\u201d \u2013 e si era ormeggiato in quel porto prima di effettuare una specie di cerimonia trionfale in mare al cospetto delle navi e dei classiari ravennati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Screenshot-2024-11-18-113035-1.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-11-18-113035-1.png\" width=\"873\" height=\"528\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Rappresentazione della grande area abitata (conurbazione) che comprendeva Ravenna, Cesarea e Classe &#8211; da Classe Regina di Stefano Mammini &#8211; Fonte<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/40712594\/Classe_regina\">Classe regina | Stefano Mammini &#8211; Academia.edu<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 probabile che quella nave fosse una delle due colossali <strong><span style=\"color: #008000;\">deceres liburnicae<\/span><\/strong> che suo nipote Gaio Caligola aveva fatto costruire come navi di rappresentanza in funzione del suo programmato viaggio ad Alessandria (viaggio annullato per la morte del giovane imperatore pochi giorni prima della partenza).<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte 3 &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Carro<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">estratto dal saggio Classiari di Domenico Carro &#8211; Supplemento alla Rivista marittima aprile-maggio 2024 \u2013 per gentile concessione della Rivista Marittima, dedicato alla memoria del figlio Marzio, corso Indomiti, informatico visionario e socio del Mensa, prematuramente scomparso<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/111701\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/111702\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/111703\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/111831\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA PERIODO: I SECOLO d.C.&nbsp; AREA: DIDATTICA&nbsp; parole chiave: Flotta romana . 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