{"id":111529,"date":"2024-11-11T00:02:00","date_gmt":"2024-11-10T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=111529"},"modified":"2024-11-11T14:47:03","modified_gmt":"2024-11-11T13:47:03","slug":"leggere-i-segnali-che-la-natura-ci-invia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/111529","title":{"rendered":"Come prevedere l&#8217;andamento meteorologico del pianeta"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: CLIMATOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: PIANETA TERRA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: cambiamenti climatici<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Secondo recenti misurazioni oceanografiche, in un quadro di cambiamento climatico che non accenna a invertire la tendenza del riscaldamento globale, potrebbero presentarsi presto in alcune regioni del pianeta i primi segnali di <strong><span style=\"color: #008000;\">periodi di freddo intenso <\/span><\/strong>durante la stagione invernale, caratterizzati da temperature pi\u00f9 basse rispetto ai valori medi per il periodo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ricordando che l&#8217;andamento meteorologico e il clima sono analizzati su periodi temporali diversi, quello che dobbiamo considerare sono i segnali che la Natura ci sta inviando, sia in atmosfera che negli oceani, per cercare di predire quali potrebbero essere le tendenze future e mitigarne gli effetti.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Il primo evento da analizzare \u00e8 il <b><span style=\"color: #008000;\">riscaldamento stratosferico improvviso<\/span>,<\/b><strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;<i>Sudden Stratospheric Warming<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;o&nbsp;<i><strong><span style=\"color: #008000;\">Stratwarming (SSW)<\/span><\/strong>, <\/i>ovvero un riscaldamento anomalo e spesso repentino della stratosfera terrestre. Si tratta di un fenomeno naturale ben noto in meteorologia che si presenta in massima parte d&#8217;inverno e che sembra coinvolgere in misura molto maggiore l&#8217;emisfero settentrionale piuttosto che quello meridionale. Sebbene le sue cause non siano ancora chiare, gli scienziati ritengono che possa essere principalmente correlato <strong><span style=\"color: #008000;\">all&#8217;attivit\u00e0 dei cicli solari e all&#8217;influenza delle onde planetarie<\/span><\/strong>, originate dal fatto che i flussi dei venti diretti da Ovest a Est, possono oscillare in direzione meridionale (Nord-Sud) intorno alla normale posizione di equilibrio, aumentando con la latitudine (seguendo la legge di Coriolis). Si tratta quindi di un fatto fisico (potremmo dire geometrico) in cui l&#8217;influenza dell&#8217;Uomo \u00e8 minimale se non nulla. In pratica se un flusso di venti occidentale ha una traiettoria curva che lo porta verso Nord, ha inizialmente una vorticit\u00e0 relativa positiva legata come intensit\u00e0 alla latitudine. Spostandosi verso Nord la vorticit\u00e0 del pianeta aumenta (con il seno della latitudine), e conseguentemente diminuisce la vorticit\u00e0 relativa. Quando la vorticit\u00e0 relativa raggiunge un valore negativo, il flusso dei venti curva verso Sud. Le onde planetarie si possono osservare sia in atmosfera, ad esempio nell&#8217;andamento delle&nbsp;correnti a getto sub-polari alle medie latitudini, sia nell&#8217;oceano, nell&#8217;evoluzione delle perturbazioni del&nbsp;termoclino, per cui il loro studio assume notevole importanza in meteorologia&nbsp;e&nbsp;climatologia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-10-31-181617-1024x520.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-10-31-181617-1024x520.png\" width=\"1024\" height=\"520\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;andamento del vortice polare. Normalmente il vortice non interagisce con le correnti a jet polari ed \u00e8 stabile, ma quando vi \u00e8 una spinta di aria calda dalle regioni meridionali si pu\u00f2 indebolire e spezzarsi in due&nbsp;<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.climate.gov\/media\/11999\">PolarVortex_Feb2021_large.jpg | NOAA Climate.gov<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">La <span style=\"color: #008000;\"><strong>stratosfera<\/strong><\/span> \u00e8 lo strato atmosferico compreso tra 11 e 50 km (10-30 miglia) di quota e si trova oltre l&#8217;altitudine alla quale avvengono i fenomeni che sono all\u2019origine del tempo atmosferico ovvero la troposfera (fino a 10-12 km &#8211; 5 &#8211; 9 miglia di quota), il cui limite superiore \u00e8 individuabile nella<strong><span style=\"color: #008000;\"> tropopausa<\/span><\/strong>. Nell\u2019emisfero nord la normale circolazione stratosferica invernale \u00e8 contrassegnata da un&#8217;importante vortice ciclonico freddo posto in corrispondenza delle zone polari con valori termici dell\u2019ordine di \u201380 \u00b0C. Questa massa d\u2019aria fredda \u00e8 circondata da un<strong><span style=\"color: #008000;\"> flusso a getto (jet stream)<\/span><\/strong>, caratterizzato da forti venti occidentali, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Vortice Polare Stratosferico<\/span><\/strong>, che agisce come una barriera, confinando l\u2019aria polare al suo interno; in pratica il risultato che ne deriva \u00e8 un <strong><span style=\"color: #008000;\">modello di circolazione chiuso e ciclonico<\/span><\/strong>. Durante l\u2019inverno polare, l\u2019oscurit\u00e0 prolungata porta quelle latitudini ad un intenso raffreddamento, facendo s\u00ec che l\u2019aria diventi estremamente fredda nell\u2019atmosfera superiore. <strong><span style=\"color: #008000;\">Quando, per qualche motivo, il Vortice Polare si indebolisce o si interrompe, si genera un effetto domino nella troposfera che provoca un modello ondulato della corrente a getto, influenzando i sistemi meteorologici.<\/span><\/strong> In parole semplici, l\u2019aria al suo interno collassa su se stessa, schiacciandosi e, comprimendosi, e si riscalda rapidamente.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-01-103746.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-11-01-103746.png\" width=\"848\" height=\"767\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">vortice polare<\/span><\/strong> inizia quindi ad indebolirsi e rallentare, a volte invertendo i suoi venti; questo indebolimento si estende quindi attraverso la <strong><span style=\"color: #008000;\">stratosfera<\/span><\/strong> fino alla cima della <strong><span style=\"color: #008000;\">troposfera<\/span><\/strong> ed inizia a indebolire la corrente a getto, alterando o interrompendo il normale flusso invernale di sistemi di bassa pressione atlantica che in genere causano venti da sud-ovest pi\u00f9 miti. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nel caso invece la corrente a getto si indebolisca, si incanalano venti freddi da Est che portano periodi prolungati di basse temperature, ghiaccio, gelo e neve. Sono le ben note ondate di freddo che subiamo a volte nei mesi invernali.<\/span><\/strong><br \/>\nRiassumendo, nel caso di un riscaldamento stratosferico improvviso, si origina una frattura dinamica del vortice ciclonico stratosferico alle latitudini polari (vedi immagine degli Stratwarming del 1985 e del 2024), che si scinde in due sistemi depressionari separati attraverso ai quali si insinua un <strong><span style=\"color: #008000;\">potente anticiclone<\/span> <\/strong>originato dal riscaldamento della Stratosfera. Questo aumento delle temperature, causato dall&#8217;arrivo di masse d&#8217;aria calde meridionali, si diffonde quindi verso il basso (nella troposfera), con tempi che variano da 10 a 20 giorni a seconda dell\u2019intensit\u00e0 del riscaldamento del momento della sua massima intensit\u00e0 stratosferica, provocando fenomeni meteorologici significativi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come abbiamo appreso in altri articoli, ogni cambiamento del pianeta produce un effetto domino<\/span><\/strong>; in questo caso la presenza di potenti anticicloni polari troposferici sposter\u00e0 verso sud il vortice polare freddo invernale; essendo alimentato da continue discese dell&#8217;aria artica, andr\u00e0 quindi ad interessare aree geografiche poste a latitudini pi\u00f9 basse, provocando il raffreddamento per periodi anche prolungati della troposfera. Storicamente le aree maggiormente interessate nell&#8217;emisfero settentrionale sono gli Stati Uniti centrorientali e il continente euroasiatico ma gli effetti si risentono anche in Europa a latitudini pi\u00f9 basse. Analogamente s<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">imili processi si riscontrano anche nell&#8217;emisfero meridionale nella tarda primavera australe e nelle stagioni dell&#8217;inizio dell&#8217;estate.<\/span><\/span> In particolare, \u00e8<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> stato scoperto che determinano condizioni pi\u00f9 calde e secche sull&#8217;Australia orientale durante la tarda primavera e l&#8217;inizio dell&#8217;estate, aumentando il rischio di incendi boschivi\/boschivi, e condizioni pi\u00f9 fresche e umide sulla Patagonia.<\/span><\/span>&nbsp;<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Inoltre, i venti da sud-sudovest della primavera australe della tarda primavera influenzano l&#8217;estensione del ghiaccio marino antartico nella successiva stagione estiva.&nbsp;<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Cosa si prevede?<\/strong><\/span><br \/>\nSebbene abbiamo appreso che fare previsioni di lunga durata sia ancora una scienza inesatta, per l\u2019immediato futuro, si potrebbe generare un evento di <strong><span style=\"color: #008000;\">Sudden Stratospheric Warming (SSW)<\/span><\/strong>, che potrebbe provocare un significativo indebolimento del Vortice Polare con potenziali impatti sul prossimo meteo invernale nell\u2019emisfero settentrionale, che, influenzando anche il continente europeo con aria pi\u00f9 fredda. In sintesi, nel caso della formazione di un SSW, potrebbero verificarsi nel nostro emisfero eventi molto avversi che dovremo affrontare con mezzi adeguati, aspettando che il vortice polare si ricompatti e torni ad occupare la sua posizione abituale. Un campanello di allarme da non trascurare. Ma c&#8217;\u00e8 una buona notizia: il buco dell&#8217;ozono meridionale si sta restringendo (anzi \u00e8 al minimo di questi ultimi anni). <span class=\"HwtZe\" lang=\"it\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Gli scienziati della NASA e della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) stimano che lo strato di ozono potrebbe riprendersi completamente entro il 2066, proteggendoci maggiormente dall&#8217;influenza solare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_TpSkhWX8_4c\"><div id=\"lyte_TpSkhWX8_4c\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/TpSkhWX8_4c\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TpSkhWX8_4c\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/TpSkhWX8_4c\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L&#8217;influenza dei mari<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Un altro campanello di allarme da considerare \u00e8 Il<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;capovolgimento meridionale della circolazione atlantica<\/span><\/strong>, abbreviato in <strong><span style=\"color: #008000;\">AMOC (<i>Atlantic meridional overturning circulation)<\/i><\/span><\/strong>, un&#8217;importante corrente oceanica dell&#8217;Oceano Atlantico, caratterizzata da un flusso di acque saline calde in direzione nord negli strati superficiali dell&#8217;Atlantico, e da un flusso in direzione sud di acqua fredda in profondit\u00e0 che, come ricorderete da precedenti articoli, fa parte della grande <span style=\"color: #008000;\"><strong>circolazione termoalina<\/strong><\/span>.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Amo_timeseries_1856-present.svg-1024x567.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Amo_timeseries_1856-present.svg-1024x567.png\" width=\"1024\" height=\"567\"><\/p>\n<p style=\"color: #008000;\" align=\"justify\"><strong>Variazioni dell&#8217;AMOC dal 1856 al 2022 &#8211; Fonte<\/strong> <strong>https:\/\/www.esrl.noaa.gov\/&#8230;\/&#8230;\/amon.us.long.data&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Amo_timeseries_1856-present.svg\">AMOC timeseries 1856-present.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">AMOC, Atlantic Meridional Overturning Circulation<\/span><\/strong>, \u00e8 uno dei principali sistemi di corrente oceanica mondiale che svolge un ruolo cruciale nella regolazione del clima ed \u00e8 alla base della stabilit\u00e0 delle temperature in alcune aree del mondo, tra cui l\u2019Europa. Un sistema che potremmo immaginare come un grande nastro trasportatore del calore, in grado di portare calore dalle torride zone tropicali alle latitudini pi\u00f9 alte, regalando al nord Europa ed al Nord America temperature pi\u00f9 miti rispetto a quelle tipiche delle loro latitudini. Il suo meccanismo di funzionamento \u00e8 regolato da un delicato equilibrio tra temperatura e salinit\u00e0 oceaniche, da cui il termine \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">termoalino<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/AMOC-RETECLIMA.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 AMOC-RETECLIMA.png\" width=\"1020\" height=\"463\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Schema dell&#8217;AMOC. I percorsi rossi mostrano acqua pi\u00f9 calda pi\u00f9 vicina alla superficie, mentre i percorsi viola mostrano acqua pi\u00f9 fredda e densa che si muove in profondit\u00e0. Credito: Met Office<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/skepticalscience.com\/print.php?n=4718\">Could the Atlantic Overturning Circulation \u2018shut down\u2019?<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">I dati provenienti dalle ultime osservazioni stanno confermando che l\u2019AMOC si sta indebolendo e il suo rallentamento, influenzato dall\u2019immissione di acqua dolce proveniente dal progressivo scioglimento dei ghiacci, potrebbe ostacolare questo trasferimento termico, aumentando la probabilit\u00e0 di inverni particolarmente rigidi. Nel caso &#8220;catastrofico&#8221; di abbondante apporto di acqua dolce nell\u2019Atlantico settentrionale, ad esempio a seguito del rapido scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, il punto blu nel grafico sottostante si sposterebbe a destra: lo stato forte dell\u2019AMOC (rosso nel grafico) diventerebbe insostenibile e l\u2019AMOC collasserebbe allo stato debole (blu nel grafico).<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/AMOC-3-RETE-CLIMA.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 AMOC-3-RETE-CLIMA.png\" width=\"868\" height=\"835\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Punti di svolta e isteresi dell&#8217;AMOC nel modello semplice di Stommel. I possibili stati dell&#8217;AMOC dipendono dalla quantit\u00e0 di acqua dolce immessa nell&#8217;Oceano Atlantico (asse x). La forza dell&#8217;AMOC \u00e8 mostrata sull&#8217;asse y. [Si noti che entrambi sono misurati in Sverdrups (Sv), dove 1 Sv denota un milione di metri cubi di acqua trasportata al secondo.] Quando c&#8217;\u00e8 un basso apporto di acqua dolce, la temperatura domina il flusso ed \u00e8 possibile solo un forte AMOC (curva rossa). Per un elevato apporto di acqua dolce, \u00e8 possibile solo uno stato collassato (curva blu). Nel mezzo, sono possibili entrambi gli stati. Se l&#8217;apporto di acqua dolce dovesse aumentare oltre un valore critico (il punto di svolta), l&#8217;AMOC collasserebbe. Quindi, anche se l&#8217;apporto di acqua dolce fosse riportato al suo stato originale, l&#8217;AMOC rimarrebbe spento. Credito: Met Office.<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/skepticalscience.com\/print.php?n=4718\">Could the Atlantic Overturning Circulation \u2018shut down\u2019?<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Raggiunto e superato questo punto di non ritorno, anche se l\u2019apporto di acqua dolce diminuisse, ovvero se il punto blu si spostasse a sinistra nella figura in alto, l\u2019AMOC rimarrebbe sulla curva blu e non ritornerebbe nella condizione forte ed si andrebbe verso uno stato di collasso della circolazione.<br \/>\nDetto questo, la complessit\u00e0 del sistema AMOC e l\u2019incertezza sui livelli di riscaldamento globale nel prossimo futuro rendono impossibile per ora prevedere la data di un qualsiasi collasso. E&#8217; importante comprendere che ridurre le emissioni di CO<sub>2<\/sub> pu\u00f2 contribuire a diminuire la probabilit\u00e0 che questo evento si verifichi in quanto essa <strong><span style=\"color: #008000;\">aumenta con ogni grammo di CO<sub>2<\/sub> che immettiamo nell\u2019atmosfera.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In sintesi, le proiezioni stagionali dei principali modelli climatici, compreso quello del <span style=\"color: #008000;\"><strong>European Centre for Medium-Range Weather&nbsp;Forecasts (ECMWF)<\/strong><\/span>, non sono in grado di darci previsioni a lungo periodo attendibili, e solo il continuo monitoraggio tramite i satelliti ci pu\u00f2 dare informazioni attendibili per comprendere il trend del clima nei prossimi anni. Eventi come lo Stratwarming e l&#8217;andamento dell&#8217;AMOC sono campanelli di allarme da monitorare attentamente per mitigare gli effetti cimatici. A noi non ci resta che comportarci sempre pi\u00f9 virtuosamente ed imparare ad affrontare sempre con professionalit\u00e0 queste emergenze che saranno sempre maggiori nei prossimi decenni.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Popio<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">in anteprima anomalie della temperatura media della superficie terrestre nei 60 giorni successivi all&#8217;evento di riscaldamento artico del 5 gennaio 2004 &#8211; fonte NOOA <a href=\"https:\/\/csl.noaa.gov\/groups\/csl8\/sswcompendium\/\">NOAA CSL: Chemistry &amp; Climate Processes: SSWC<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: CLIMATOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: PIANETA TERRA parole chiave: cambiamenti climatici . 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