{"id":110928,"date":"2024-11-19T00:02:00","date_gmt":"2024-11-18T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=110928"},"modified":"2024-11-17T08:24:08","modified_gmt":"2024-11-17T07:24:08","slug":"tornando-verso-occidente-nelloceano-indiano-12-18-novembre-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/110928","title":{"rendered":"Tornando verso Occidente nell&#8217;Oceano Indiano: 12 &#8211; 18 novembre 2024"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: SCIENZE DEL MARE<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>parole chiave: Vespucci, Marina Militare<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">marted\u00ec 12 novembre 2024<br \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nave Amerigo Vespucci continua la sua navigazione nel mare della Andamane con vento in poppa e mare calmo, seguendo la rotta che lo porter\u00e0 a Mumbai. Lungo la rotta incontrer\u00e0 presto le isole Nicobare di cui abbiamo parlato nel precedente diario di bordo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-11-083556-1024x487.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-11-11-083556-1024x487.png\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Come per le isole Andamane anche le <strong><span style=\"color: #008000;\">Nicobare<\/span><\/strong> hanno una lunga storia e amministrativamente fanno parte di un Territorio dell&#8217;Unione indiana. Questo esteso arcipelago si distribuisce da Nord verso Sud\/Sud-Est in una catena di<span style=\"font-size: revert; color: initial;\"> 22 isole che si possono dividere in un&nbsp;<\/span>Gruppo settentrionale (composto da due isole), uno centrale (nove isole di cui la maggiore \u00e8 quella di <strong><span style=\"color: #008000;\">Camorta,<\/span><\/strong> di circa 188 km2) e il meridionale composto da 11 isole che comprende la maggiore, <strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Nicobar<\/span> <\/strong>(1.045,10 km\u00b2). Le isole furono abitate da popolazioni asiatiche verso il termine delle glaciazioni, quando il livello del mare era pi\u00f9 basso e grandi pianure si estendevano nell&#8217;attuale mare delle Andamane. Di fatto, ancora oggi sono parlate sulle isole <span class=\"HwtZe\" lang=\"it\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">sei lingue indigene nicobaresi, che fanno parte della famiglia linguistica austroasiatica, che include le lingue Mon, Khmer e Vietnamita del Sud-est asiatico e le lingue Munda dell&#8217;India.<\/span><\/span> Sulla punta pi\u00f9 meridionale <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">della Gran Nicobar, esiste ancora oggi una antica etnia, chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">Shompen<\/span><\/strong>, che potrebbe avere avuto origine nel Mesolitico del Sud-est asiatico. Sebbene frequentate da naviganti e commercianti orientali per secoli (le isole sono riportate sulle mappe del <strong><span style=\"color: #008000;\">grande ammiraglio cinese Zheng He<\/span><\/strong>), i<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">&nbsp;primi coloni europei della <\/span><strong><span style=\"color: #008000; font-size: revert;\">Compagnia danese delle Indie Orientali<\/span><\/strong><span style=\"color: initial; font-size: revert;\"> vi <\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">giunsero per la prima volta il 12 dicembre 1755 fondandovi una colonia danese, inizialmente con il nome di <\/span><b style=\"color: initial; font-size: revert;\"><span style=\"color: #008000;\">Nuova Danimarca<\/span>. <\/b>In seguito, le <span style=\"color: initial; font-size: revert;\">isole vennero ripetutamente evacuate dai coloni per via delle frequenti epidemie di <\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">malaria<\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">, al punto che, tra il 1778 ed il 1783, l&#8217;Impero austriaco, ritenendo fossero ormai state abbandonate, <\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">avvi\u00f2 per errore un maldestro <\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">tentativo di colonizzazione<\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">,<\/span><sup id=\"cite_ref-ColVoy2_3-0\" class=\"reference\" style=\"color: initial;\"><\/sup><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">&nbsp;rinominandole&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Isole Teresa<\/span><\/strong>. Ci fu nel contempo, <\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">tra il 1864 e il 1865, anche un tentativo del Regno d&#8217;Italia di acquistarle dalla Danimarca <\/span><sup id=\"cite_ref-worldstatesmen.org_2-2\" class=\"reference\" style=\"color: initial;\"><\/sup><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">che fall\u00ec per via della fine prematura del <\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">secondo governo La Marmora<\/span><\/strong>. Di fatto il&nbsp;<\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">possesso danese termin\u00f2 formalmente il 16 ottobre 1868, quando la Danimarca vendette i diritti sulle Isole Nicobare alla <\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">Gran Bretagna<\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">,<\/span><sup id=\"cite_ref-ColVoy2_3-1\" class=\"reference\" style=\"color: initial;\"><\/sup><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">&nbsp;che le annesse all&#8217;<\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">India britannica<\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\"> nel 1869. Successivamente, nel&nbsp;<\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">1872, le isole Andamane e le Nicobare vennero riunite in un unico comando di polizia a <\/span><strong><span style=\"color: #008000; font-size: revert;\">Port Blair<\/span><\/strong><span style=\"color: initial; font-size: revert;\">. <\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/HMS_Ceylon.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 HMS_Ceylon.jpg\" width=\"851\" height=\"621\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;incrociatore leggero britannico HMS CEYLON all&#8217;ancora nel Clyde &#8211; Fonte Collections of the Imperial War Museums (IWM)<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Ceylon.jpg\">HMS Ceylon.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: initial; font-size: revert;\"><span class=\"ryNqvb\">Durante la seconda guerra mondiale, le isole furono occupate dal Giappone tra il 1942 e il 1945 e, nel maggio 1945, la <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Ceylon<\/span><\/strong> bombard\u00f2 le posizioni giapponesi sulle isole.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: initial; font-size: revert;\"><span class=\"ryNqvb\">Gli inglesi ripresero possesso delle isole solo dopo la resa del Giappone annunciata il 15 agosto e formalmente firmata il 2 settembre 1945. Dopo la guerra, il <strong><span style=\"color: #008000;\">leader pakistano Choudhry Rahmat Ali<\/span> <\/strong>propose che le isole Nicobare, a causa della preponderante popolazione di religione musulmana, sarebbero dovute essere integrate nel Dominion del Pakistan.<\/span><\/span><span style=\"color: initial; font-size: revert;\"> Di fatto ci\u00f2 non avvenne e le Nicobare, come <\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: initial; font-size: revert;\"><span class=\"ryNqvb\">le isole Andamane, divennero parte dell&#8217;India nel 1950 e furono dichiarate Territorio dell&#8217;unione della nazione indiana nel 1956.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">mercoled\u00ec 13 novembre 2024&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nave Vespucci prosegue la navigazione verso Occidente attraversando il canale delle Nicobare. Tornando a queste splendide isole vale la pena parlare della loro ecologia. <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Le isole Nicobare sono riconosciute come una distinta eco regione terrestre che presenta delle meravigliose foreste pluviali con molte specie endemiche.<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> Avventurandoci sule isole potremo incontrare vaste foreste di mangrovie costiere e foreste interne di latifoglie umide tropicali e subtropicali sempreverdi e decidue.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Sebbene i livelli del mare fossero pi\u00f9 bassi durante le ere glaciali, le isole Nicobare non furono mai collegate con il continente asiatico anche se le distanze di mare erano decisamente minori mentre le isole erano collegate fra di loro.<\/span><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/GreatNicobarBiosphereMap.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GreatNicobarBiosphereMap.jpg\" width=\"842\" height=\"927\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa della grande biosfera delle Nicobare<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:GreatNicobarBiosphereMap.jpg\">Great Nicobar Biosphere Map.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Oggi sono considerate <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">aree protette ed includono il Parco nazionale Campbell Bay e il Parco nazionale Galathea sulla Gran Nicobar.<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> In particolare, il 31 maggio 2013, l&#8217;UNESCO la ha ufficializzata come <strong><span style=\"color: #008000;\">Riserva della biosfera mondiale<\/span><\/strong>, comprendendo<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> una superficie totale di 103.870 ettari che<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> comprende i parchi nazionali di Campbell Bay e Galathea<\/span><\/span>&nbsp;con <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">5.300 ettari marini. E sono&nbsp; i fondali di queste grandi barriere coralline ad attirare turisti subacquei da tutto il mondo. Evitando la stagione dei monsoni, in cui l&#8217;acqua \u00e8 pi\u00f9 torbida ed il mare mosso, le immersioni su quelle barriere regalano grandi emozioni. L&#8217;esplosione dei colori e la grande biodiversit\u00e0 ne fanno un paradiso per i fotografi. Non \u00e8 raro incontrare grandi pesci come mante e squali balena, innocui e maestosi signori del mare. Nave Vespucci transiter\u00e0 in quei canali per poi entrare nel Golfo del Bengala, caratterizzato da blu profondi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>gioved\u00ec 14 novembre 2024<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Continua la navigazione con vento e mare assicurato. Il Vespucci sta seguendo una rotta marittima frequentata da secoli per gli scambi commerciali per diversi paesi, sia litoranei (India, Bangladesh, Myanmar, Thailandia, Sri Lanka, Thailandia) che interni (Nepal, Bhutan, Cina, India nord-orientale, Nepal). Un crocevia nodale e il fulcro culturale per una rete di scambi e contatti che ha assunto, negli&nbsp; ultimi decenni un&#8217;importanza geopolitica sempre maggiore, in particolare per essere parte della nuova via della seta cinese. Nei secoli, l&#8217;Oceano Indiano orientale \u00e8 stato attore di scambi culturali ed economici&nbsp; favoriti dai &#8220;venti monsonici&#8221; lungo le rotte commerciali dominanti che hanno condizionato le tendenze migratorie. Non&nbsp; a caso, in tutti i Paesi interessati sono rimaste tracce coloniali di presenze portoghesi, olandesi, danesi, francesi, britanniche e di altri paesi che prosperarono per lungo tempo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Vespucci-golfo-del-Bengala.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Vespucci-golfo-del-Bengala.jpg\" width=\"843\" height=\"497\"><\/p>\n<p>Forse il pi\u00f9 importante fu il dominio coloniale britannico che si estese sull&#8217;entroterra e sui litorali adiacenti, spesso ottenuto con il pugno di ferro. Di fatto la storia dell&#8217;area interconnessa dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Golfo del Bengala (in inglese viene chiamato Bay of Bengala)<\/span><\/strong> viene rievocata nelle parole, abitudini e pratiche quotidiane delle persone. La parola per &#8220;anice stellato&#8221; nell&#8217;India centrale \u00e8 Singapoor ke phool (fiore di Singapore), mentre la parola bengalese per finestra (janala) viene dal portoghese. In estrema sintesi, il Golfo del Bengala ha mantenuto nei secoli la sua importanza di crocevia nodale per gli scambi economici e culturali tra Paesi molto diversi fra di loro. Nel III millennio la sua importanza geopolitica aumenter\u00e0, diventando un sempre pi\u00f9 delicato cuscinetto marittimo tra la Cina e l&#8217;India.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>venerd\u00ec 15 novembre 2024<br \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nave Vespucci si trova quasi a met\u00e0 strada nel Golfo del Bengala, un Golfo non molto nominato nelle news, ma che ha una lunga storia di controversie internazionali alle spalle, legate alla difficolt\u00e0 di stabilire degli effettivi confini marittimi a causa delle variazioni delle linee di costa in un delta vasto e paludoso. La baia del Bengala, sul lato indiano, ha due aree costiere significative per il commercio: una \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Coromandel<\/span><\/strong>, che va dal sud dell&#8217;attuale stato di Orissa sulla costa orientale fino a Madras (attuale Chennai in India), da sempre crocevia dei traffici con il sud-est asiatico e la Cina. Nota sin dall&#8217;epoca imperiale romana, aveva commerci aperti con Roma al punto che a Madras sono state ritrovate molte monete romane usate allora per i pagamenti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Bengale_Tire_de__Oud_en_nieuw_Oost-Indien__par_Francois_Valentyn_1724-26-1024x609.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bengale_Tire_de__Oud_en_nieuw_Oost-Indien__par_Francois_Valentyn_1724-26-1024x609.jpg\" width=\"1024\" height=\"609\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dettaglio di una carta del Bengala, dove appare il villaggio di Dianga (1724) sotto il dominio olandese, Chittagong, Sundiva e Dacca &#8211; Autore J. Van Braam et G. onder de Linden, realizzato per Mattheus van den Broucke <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bengale_Tir%C3%A9_de_%22Oud_en_nieuw_Oost-Indien%22_par_Fran%C3%A7ois_Valentyn_(1724-26).jpg\">Bengale Tir\u00e9 de &#8220;Oud en nieuw Oost-Indien&#8221; par Fran\u00e7ois Valentyn (1724-26).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La seconda \u00e8 il <span style=\"color: #008000;\"><strong>Beng<span style=\"color: #008000;\">al<\/span>a<\/strong><\/span>, da cui Baia o Golfo di Bengala, dove i primi esploratori portoghesi stabilirono delle missioni commerciali all&#8217;inizio del XVI secolo. Gi\u00e0 nel 1509, le navi al seguito di Vasco da Gama avevano sentito parlare della ricchezza del principale porto orientale del Bengala: Chattagrama che Portoghesi in seguito battezzarono Porto Grande. I porti del Bengala commerciavano maggiormente con la costa birmana ma meno con il sud-est asiatico, rispetto ai porti del <strong><span style=\"color: #008000;\">Coromandel<\/span><\/strong>, perch\u00e9 la baia settentrionale era soggetta ai cicloni tropicali. Da un punto di vista marinaresco questo differenziava il tipo di navigazione: costiero nel Bengala, e transoceanico dai porti del Coromandel. La navigazione costiera non era pi\u00f9 sicura in quanto la maggior parte della costa del Bengala \u00e8 un delta instabile che si estende da <strong><span style=\"color: #008000;\">Sagor<\/span><\/strong>, vicino all&#8217;attuale Calcutta, fino a <strong><span style=\"color: #008000;\">Sandwip<\/span><\/strong> vicino a Chattagrama, dove il regime fluviale modifica continuamente le linee di costa, creando insidiosi banchi di sabbia (chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">char<\/span><\/strong>). Non a caso i Portoghesi nel Bengala preferirono sviluppare porti fluviali piuttosto che in mare aperto che, comunque, ebbero la loro importanza talvolta determinando nel loro insieme le fortune delle potenze commerciali sia asiatiche che europee.<br \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240821-Nave-Vespucci-Incontro-Cavour-Alpino-_LAP7488-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20240821-Nave-Vespucci-Incontro-Cavour-Alpino-_LAP7488-1024x683.jpg\"><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>sabato 16 novembre 2024<\/strong><\/span>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Continua la navigazione verso l&#8217;India. Ogni nave militare ha un nome, un crest distintivo ed un motto; simboli di aggregazione dell&#8217;equipaggio che, indipendentemente dal grado, diventa parte integrale di un insieme di acciaio, elettronica e materiali, rendendolo vivo. La nave \u00e8 di fatto un mondo simbiotico dove tutti contribuiscono alla sua esistenza, creando lo spirito di corpo che la rende unica, come unico \u00e8 il motto che le viene assegnato al suo varo. Anche l&#8217;Amerigo Vespucci ha il suo motto: <strong>\u00ab<em><span style=\"color: #008000;\">Non chi comincia ma quel che persevera<\/span>\u00bb<\/em><\/strong>, ufficializzato nel 1978. La frase, che sembra sia attribuita a Leonardo Da Vinci, \u00e8 un incitamento ad impegnarsi per tutti coloro che iniziano la loro formazione navale su questa bellissima nave scuola, guardando per\u00f2 sempre oltre l&#8217;orizzonte. Il Vespucci, nei sui lunghi anni di vita sul mare, ha formato marinai di qualsiasi grado in previsione dei loro futuri incarichi, insegnando l&#8217;importanza di mantenere accesa quella fiamma professionale che consente di superare con dignit\u00e0 e onore tutte le difficolt\u00e0 della vita. Guardando le bellissime foto di questa campagna, quelli che lo hanno vissuto, vedono molto di pi\u00f9 che la bellezza di questa regina del mare: come per magia scorrono i ricordi, le prime salite a riva, il vento ed il mare, le lunghe guardie notti di vedetta o al timone, quel mare che non fa sconti, le prime responsabilit\u00e0. Ogni giorno a bordo dell&#8217;Amerigo Vespucci \u00e8 uno stimolo continuo a perseverare, a guardare oltre l&#8217;orizzonte, osando ci\u00f2 che si pensa impossibile, un insieme di lezioni di vita che trasformano dal 1931 un allievo in un ufficiale e, un domani, in un comandante; prime frasi di quel libro dei ricordi che non ha mai fine, nemmeno dopo il congedo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-15-103721.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-11-15-103721.png\" width=\"980\" height=\"460\"><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>domenica 17 novembre 2024<br \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nave Vespucci prosegue la sua navigazione ne&nbsp; Golfo del Bengala. A richiesta dei lettori torniamo alla terminologia navale. Proporremo alcune parole impiegate nella terminologia nautica, di cui alcune sono particolarmente curiose. Buona lettura.<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>A come<\/strong><br \/><span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Abbasso o A Basso<\/span> <\/strong>un termine impiegato per designare i locali collocati sotto i ponti scoperti della nave. Sul Vespucci potrete sentire la chiamata &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Abbasso da riva<\/strong><\/span>&#8220;, un comando per far scendere dall&#8217;alberatura i gabbieri e i marinai&nbsp; destinati alle manovre sui pennoni&nbsp; o alle vele.<br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Abbattere<\/span><\/strong>, significa far assumere ad una nave un&#8217;inclinazione che pu\u00f2 essere orizzontale, come nel caso della procedura di salpare l&#8217;ancora. Un tempo si abbattevano gli scafi da un lato stando a secco, per procedere alla pulizia della carena.<br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Abbeverare<\/span><\/strong>, in senso nautico si usava per riempire d&#8217;acqua un&#8217;imbarcazione per verificare ce fosse stagna.<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Abbisciare<\/strong><\/span>, raccogliere un cavo una catena sul ponte o in banchina in modo che possa svolgersi o scorrere senza imbrogliarsi. Il termine deriva anche dall&#8217;uso di passare attorno ad un cavo una cima pi\u00f9 sottile per mantenerlo tesato o recuperarlo.<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Abbordare<\/strong><\/span>, accostarsi di due imbarcazioni contro bordo sia in maniera accidentale (collisione) che volontaria (abbordo o arrembaggio).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/allieva-aaccademia-los-angeles-819x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 allieva-aaccademia-los-angeles-819x1024.jpg\" width=\"862\" height=\"1078\"><\/p>\n<p><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">luned\u00ec 18 novembre 2024<br \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nave Vespucci continua i trasferimento con tempo buono. Continuiamo la terminologia con la lettera <strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">A.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Abbottonare<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, nel gergo dei palombari, \u00e8 l&#8217;operazioni per indicare l&#8217;operazione di stringere i bulloni o le chiavette che bloccano l&#8217;emo dello scafandro. Si usa anche in riferimento a portelloni stagni, per la chiusura delle relative chiavette.<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Abbozzare<\/strong><\/span>, ovvero mettere la bozza in modo che lo steso resti in forza , mentre si da volta intorno ad una bitta. Pu\u00f2 e viene usato colloquialmente per indicare il contenimento a rispondere in una discussione.&nbsp;<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Abbrancare<\/strong><\/span>, si usa quando le patte di un&#8217;ancora afferrano un ostacolo sul fondo (scoglio o altre ostruzioni) rendendo complicato il suo salpamento.<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Abbrivo<\/strong><\/span>, \u00e8 la velocit\u00e0 residua di un&#8217;imbarcazione quando cessa l&#8217;azione causata dalla sua propulsione (ad esempio a elica ferma).<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Abbrumare<\/strong><\/span>, tendenza perniciosa del corrodersi degli scafi in legno legata alla presenza di teredini.<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Accasciare<\/strong><\/span>, si dice di una nave che finisce in secca su un banco di sabbia o su un bassofondo.<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Acceppare<\/strong><\/span>, usato per indicar e il blocco dell&#8217;ancora dopo che \u00e8 stata salpata e rizzata.<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Accodarsi<\/strong><\/span>, manovra nautica per porsi di poppa ad un&#8217;altra nave in linea di fila.<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Acconigliare<\/strong><\/span>, porre i remi&nbsp; all&#8217;interno dell&#8217;imbarcazione per diminuirne l&#8217;ingombro. Pi\u00f2 comune \u00e8 rientrare i remi a bordo.<br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>Acconsentire<\/strong><\/span>, oltre che dare ragione a qualcuno, in campo nautico si usa per filare un cavo&nbsp; troppo teso al fine che non si spezzi sotto sforzo.<br \/>Per oggi ci fermiamo ma torneremo presto con altri nomi e verbi terribili.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">foto della sosta di nave Vespucci per gentile concessione UPICOM &#8211; si ringrazia l&#8217;STV Alessandro Cazzato, PAO (Public Affairs Office) di nave Amerigo Vespucci per le cortesi e puntuali informazioni da bordo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: SCIENZE DEL MAREPERIODO: XXI SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: Vespucci, Marina Militare. marted\u00ec 12 novembre 2024 Nave Amerigo Vespucci continua la sua navigazione nel mare della Andamane con vento in poppa e mare calmo, seguendo la rotta che lo porter\u00e0 a Mumbai. 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