{"id":110847,"date":"2024-11-02T00:03:00","date_gmt":"2024-11-01T23:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=110847"},"modified":"2024-11-02T07:07:30","modified_gmt":"2024-11-02T06:07:30","slug":"madonna-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/110847","title":{"rendered":"La macchina del mare: il meccanismo straordinario che &#8220;muove&#8221; il mare e la sua vita di Adriano Madonna &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: parametri fisici<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;aloclino<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Come accade per la temperatura, anche in merito alla salinit\u00e0 si possono osservare dei mutamenti drastici di valori a certe profondit\u00e0, che prendono il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">aloclini<\/span><\/strong>. Anche il Mediterraneo presenta differenze di salinit\u00e0 in funzione delle varie zone. Ovviamente, in prossimit\u00e0 della costa la salinit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 bassa poich\u00e9 le acque marine vengono diluite dagli scarichi d\u2019acqua dolce provenienti dalla terraferma (centri urbani, campagne, industrie, fiumi ecc.). Come abbiamo detto, la salinit\u00e0 media del Mediterraneo \u00e8 circa 38.2, con un\u2019oscillazione da 37.7 a 38.5. Questi sono i valori in superficie, che cambiano procedendo verso il fondo. In particolare, diminuisce il range, che si contrae verso i 1.400 metri su un valore costante intorno a 39: in profondit\u00e0, infatti, l\u2019acqua di mare \u00e8 pi\u00f9 salata rispetto agli strati superficiali, quindi \u00e8 anche pi\u00f9 densa e non solo perch\u00e9 pi\u00f9 salata, ma anche perch\u00e9 pi\u00f9 fredda.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Arctic_sea_temperature_salinity_plot.svg.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Arctic_sea_temperature_salinity_plot.svg.png\" width=\"842\" height=\"934\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">rappresentazione grafica dei dati di temperatura e salinit\u00e0 da un punto dell&#8217;Oceano Artico (gennaio 2010) come esempio del modello di salinit\u00e0 aloclina artica &#8211; Fonte U.S. National Oceanographic Data Center: Global Temperature\u2013Salinity Profile Programme, U.S. Department of Commerce, National Oceanic and Atmospheric Administration, National Oceanographic Data Center, Silver Spring, Maryland <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Arctic_sea_temperature_salinity_plot.svg\">Arctic sea temperature salinity plot.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Non dimentichiamo, infatti, che gli strati d\u2019acqua pi\u00f9 densi sono pi\u00f9 pesanti di quelli meno densi e si trovano verso il fondo (i pi\u00f9 leggeri \u201cgalleggiano\u201d sopra quelli pi\u00f9 pesanti). \u00c8 un po\u2019 come mettere in uno stesso contenitore olio e acqua: l\u2019olio, pi\u00f9 leggero, sta sopra e l\u2019acqua sotto. Mentre gli organismi vegetali vengono definiti autotrofi perch\u00e9 producono il proprio nutrimento grazie alla fotosintesi, gli organismi animali sono invece eterotrofi poich\u00e9 costruiscono la propria sostanza organica assumendone altra dall&#8217;esterno (il cibo).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/facebook-DSC_8237-.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 facebook-DSC_8237-.jpg\" width=\"1000\" height=\"665\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>ricercatori scientifici subacquei raccolgono dati presso una prateria di Posidonia oceanica (isola di Tavolara) &#8211; photo credit andrea mucedola<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">E ancora la luce<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo avere osservato a grandi linee com\u2019\u00e8 organizzata la colonna d\u2019acqua del mare, ritorniamo alla luce del sole che arriva sul nostro pianeta. Diciamo subito che essa viene impiegata in queste proporzioni: il 42% riscalda la superficie terrestre, il 23% \u00e8 impiegato dalla evaporazione dell\u2019acqua, l\u20191% \u00e8 preposto alla formazione dei venti e lo 0.023% viene sfruttato dal processo della fotosintesi clorofilliana. Viene spontaneo considerare che la fotosintesi, uno dei pi\u00f9 grandi fenomeni naturali del nostro pianeta, che in un anno produce circa 750 miliardi di tonnellate di glucosio, impiega una percentuale di energia abbastanza esigua. Ci\u00f2 significa due cose: la quantit\u00e0 di energia emanata dal sole \u00e8 immensa e i sistemi foto sintetizzanti degli organismi preposti alla trasformazione dell\u2019energia luminosa in energia chimica sono talmente funzionali e \u201cben fatti\u201d da necessitare di poco carburante.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/DSC01204-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 DSC01204-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>la vita nel mare &#8211; photo credit andrea mucedola<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo i primi 50 centimetri di profondit\u00e0 la radiazione incidente della luce solare si riduce pi\u00f9 o meno del 50% e a 100-150 metri (dipende dal livello di trasparenza dell\u2019acqua) ne giunge solo l\u20191%. In base alla penetrazione della luce, la colonna d\u2019acqua si divide in tre zone: la zona eufotica, dove la luce arriva almeno con l\u20191% dell\u2019irradianza, la zona disfotica, con un\u2019irradianza di meno dell\u20191%, e la zona afotica, dove non giunge nemmeno la pi\u00f9 piccola quantit\u00e0 di luce. La diminuzione della quantit\u00e0 di luce sott\u2019acqua avviene a causa di due fenomeni: l\u2019assorbimento e la diffusione. L\u2019assorbimento \u00e8 la trasformazione dell\u2019energia luminosa in energia termica e in energia chimica da parte del fitoplancton, la diffusione \u00e8 la deviazione dei fotoni per riflessione da parte delle particelle solide (organiche e inorganiche) presenti sott\u2019acqua. Quanto pi\u00f9 sono grandi queste particelle, tanto pi\u00f9 forte \u00e8 la diffusione. Una grande quantit\u00e0 di particelle, invece, influenza sia l\u2019assorbimento sia la diffusione.<br \/>\nOvviamente, la zona eufotica \u00e8 il r<strong><span style=\"color: #008000;\">egno del fitoplancton<\/span><\/strong>, che necessita di luce per effettuare la fotosintesi. Pi\u00f9 in profondit\u00e0, nella <strong><span style=\"color: #008000;\">zona disfotica<\/span><\/strong>, il fitoplancton \u00e8 assente proprio perch\u00e9, per quanto riguarda gli organismi autotrofi, \u201csenza luce non si mangia!\u201d. Infine, per gli addetti ai lavori aggiungiamo che la riduzione di luce in funzione della profondit\u00e0 \u00e8 espressa dalla seguente equazione: <strong><span style=\"color: #008000;\">Ez= E0e<sup>-Kz<\/sup><\/span><\/strong> dove Ez \u00e8 l\u2019irradianza a z metri di profondit\u00e0, E0 \u00e8 la radiazione incidente in superficie, K \u00e8 il coefficiente di estinzione verticale espresso in m-1, e \u00e8 la base dei logaritmi naturali (2,71828 &#8230; il famoso numero di Nepero). Tutto questo e tanto, tanto altro ancora avviene nel pianeta acqua e tutto ci\u00f2 \u00e8 il meccanismo immenso che a ragion veduta possiamo definire la grande macchina del mare.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/prof-adriano-madonna.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 prof-adriano-madonna.webp\" width=\"230\" height=\"317\">Prof. Adriano Madonna<\/span><\/strong><br \/>\nbiologo marino, EClab, Laboratorio di Endocrinologia Comparata dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">articolo originariamente pubblicato su La Marea &#8211; per gentile concessione dott. Francesco Fontana <a href=\"https:\/\/simsi.it\/la-marea-fontana-natoli\/la-macchina-del-mare\/\">La macchina del mare &#8211; SIMSI<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/110723\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/110847\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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E' attualmente medico e Direttore Sanitario del Poliambulatorio Medico \u2013 Riabilitativo Kura di Cesena e Direttore Generale del Poliambulatorio Physiomedica di Faenza. E' inoltre Consulente Fisiatra del Centro Iperbarico di Ravenna. Iscritto alle Societ\u00e0 Scientifiche: SIMSI ( di cui cura la rubrica di divulgazione La Marea) e FMSI, \u00e8 in possesso del Brevetto di Sommozzatore Istruttore II\u00b0 grado NADD \u2013 CMAS \u2013 HSA Italia e di istruttore Nitrox NADD \u2013 CMAS. Non ultimo \u00e8 Fondatore e attuale Direttore Tecnico della Associazione Subacquea per Disabili Cesena in Blu e Presidente della Associazione Subacquea Cesena Blu.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/author\\\/francesco-fontana\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La macchina del mare: il meccanismo straordinario che \"muove\" il mare e la sua vita di Adriano Madonna - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/110847","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La macchina del mare: il meccanismo straordinario che \"muove\" il mare e la sua vita di Adriano Madonna - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  4 minuti. . 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