{"id":110661,"date":"2024-11-18T00:03:00","date_gmt":"2024-11-17T23:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=110661"},"modified":"2024-11-17T06:43:21","modified_gmt":"2024-11-17T05:43:21","slug":"buchi-neri-e-galassie-tipologie-di-buchi-neri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/110661","title":{"rendered":"Il mistero dei buchi neri \u00e8 la chiave della nostra esistenza"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: ASTROFISICA<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br>parole chiave: Buchi neri, orizzonte degli eventi<br><br><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;Einstein [&#8230;] sbagli\u00f2 quando disse: &#8220;Dio non gioca a dadi&#8221;. La considerazione dei buchi neri suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonda gettandoli dove non li si pu\u00f2 vedere.&#8221; Stephen Hawking, La Natura dello Spazio e del Tempo, 1996<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Le prime stelle dell\u2019universo si formarono da enormi nubi di idrogeno ed elio, molto pi\u00f9 grandi delle stelle successive. Studiando i buchi neri potremmo capire come l\u2019universo abbia formato le stelle nel tempo cosmico e di come si siano assemblate in seguito le galassie. Un aiuto per comprendere questi misteri viene dalle onde gravitazionali. Facciamo un passo indietro: <strong><span style=\"color: #008000;\">Stephen Hawking<\/span><\/strong> studi\u00f2 i buchi neri facendo ricorso alla meccanica quantistica, ovvero alla branca della fisica che studia le particelle piccolissime. La <span style=\"color: #008000;\"><strong>teoria di Hawking<\/strong><\/span>, pubblicata nel 1971, sosteneva che l\u2019area dell\u2019orizzonte degli eventi di un buco nero fosse proporzionale alla sua massa e, poich\u00e9 i buchi neri in base alla teoria della Relativit\u00e0 generale potevano solo guadagnare massa fagocitando materia, il loro orizzonte degli eventi era destinato a crescere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_D6lFGJdwRyo\"><div id=\"lyte_D6lFGJdwRyo\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/D6lFGJdwRyo\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/D6lFGJdwRyo\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/D6lFGJdwRyo\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p align=\"justify\">Questa teoria \u00e8 stato oggi dimostrata proprio grazie alle <strong><span style=\"color: #008000;\">onde gravitazionali<\/span><\/strong>. Di fatto g<span style=\"font-size: revert; color: initial;\">li astronomi stanno osservando l\u2019Universo in un modo completamente nuovo, studiando le onde gravitazionali generate dalle enormi fusioni tra oggetti molto massicci a grandissima distanza. Considerando che la materia che cade all&#8217;interno del buco nero produce radiazioni, nel caso, non raro, che due buchi neri si fondano, vengono emesse delle onde gravitazionali. L&#8217;analisi delle onde ci consente di comprendere<\/span> la loro massa e rotazione nonch\u00e9 la formazione dei <strong><span style=\"color: #008000;\">sistemi binari<\/span><\/strong> <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">1<\/span><\/strong><\/sup>. Per studiare questi fenomeni, si hanno oggi a disposizione due tipologie di strumenti: da una parte gli <strong><span style=\"color: #008000;\">interferometri<\/span> <\/strong>per l&#8217;analisi delle onde gravitazionali, dall&#8217;altra moderni <strong><span style=\"color: #008000;\">radio<\/span><span style=\"color: #008000;\">telescop<\/span><\/strong>i per l&#8217;analisi delle onde elettromagnetiche.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A questo punto ci possiamo domandare se i buchi neri siano tutti uguali.<\/span><\/strong><br>In generale, i buchi neri possono essere suddivisi in <strong><span style=\"color: #008000;\">buchi neri stellari<\/span><\/strong> (con una massa 70 volte quella del Sole) o in <strong><span style=\"color: #008000;\">super-massicci<\/span> <\/strong>(da 100.000 a svariati miliardi di masse solari). Sembrerebbe che i buchi neri si collochino al centro delle galassie; anche la Via Lattea ne possiede uno a centro della sua struttura a spirale, denominato <strong><span style=\"color: #008000;\">Sagittarius A*<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/EHT_Saggitarius_A_black_hole.tif.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 EHT_Saggitarius_A_black_hole.tif.jpg\" width=\"841\" height=\"841\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Questa \u00e8 la prima immagine di Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia. Questa immagine \u00e8 la prima prova visiva diretta della presenza di questo buco nero ed \u00e8 stata ottenuta dall&#8217;Event Horizon Telescope (EHT), un array che collega insieme otto osservatori radio esistenti in tutto il pianeta per formare un singolo telescopio virtuale &#8220;delle dimensioni della Terra&#8221;. Il telescopio prende il nome dall&#8217;orizzonte degli eventi, il confine del buco nero oltre il quale nessuna luce pu\u00f2 fuoriuscire. Sebbene non possiamo vedere l&#8217;orizzonte degli eventi stesso, perch\u00e9 non pu\u00f2 emettere luce, il gas luminoso che orbita attorno al buco nero ci rivela una firma rivelatrice: una regione centrale scura (chiamata ombra) circondata da una struttura luminosa a forma di anello. L&#8217;immagine elaborata mostra la luce piegata dalla potente gravit\u00e0 del buco nero, che \u00e8 quattro milioni di volte pi\u00f9 massiccio del nostro Sole. L&#8217;immagine del buco nero Sgr A* \u00e8 una media di diverse immagini osservate nel 2017. <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/w\/index.php?title=File:EHT_Saggitarius_A_black_hole.tif&amp;page=1\">EHT Saggitarius A black hole.tif &#8211; Wikipedia<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Questo buco nero si trova a circa 27 mila anni-luce dalla Terra in direzione della costellazione del Sagittario ma non \u00e8 l&#8217;unico di cui \u00e8 stato possibile ricavare un&#8217;immagine: quello al centro della <span style=\"color: #008000;\"><strong>galassia M87<\/strong><\/span> \u00e8 1.500 volte pi\u00f9 massiccio e <strong><span style=\"color: #008000;\">TON 618<\/span><\/strong>, il buco nero di maggiori dimensioni che conosciamo,&nbsp; ha una massa di 66 miliardi di Soli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Black_hole_-_Messier_87_crop_max_res.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Black_hole_-_Messier_87_crop_max_res.jpg\" width=\"844\" height=\"844\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>In questa immagine di M87*, scattata l&#8217;11 aprile 2017, l&#8217;ombra di un buco nero \u00e8 la cosa pi\u00f9 vicina che possiamo ottenere da un&#8217;immagine del buco nero stesso, un oggetto completamente buio da cui la luce non pu\u00f2 fuoriuscire<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Black_hole_-_Messier_87_crop_max_res.jpg\">Black hole &#8211; Messier 87 crop max res.jpg &#8211; Wikipedia<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Uno dei tanti misteri \u00e8 perch\u00e9 esiste un \u201cvuoto\u201d quantitativo nella distribuzione di massa dei buchi neri in quanto non sono mai stati osservati buchi neri di massa intermedia, cio\u00e8 tra 100 e 100.000 masse solari. Gli scienziati ritengono che buchi neri possono avere anche dimensioni piccolissime nel caso in cui, all\u2019interno di una regione di spazio, si generi una quantit\u00e0 di materia-energia sufficiente da superare il limite di densit\u00e0 per la formazione di un <strong><span style=\"color: #008000;\">orizzonte degli eventi<\/span><\/strong>. Secondo questa teoria, buchi neri microscopici si potrebbero essere formati durante le prime fasi di espansione dell\u2019universo, quando le disomogeneit\u00e0 casuali nella distribuzione di materia e energia avevano creato le condizioni per un collasso gravitazionale (non&nbsp; a caso vengono definiti buchi neri primordiali). Buchi neri potrebbero essere generati anche dal collasso gravitazionale di una nube di gas e polveri quando l\u2019Universo era molto giovane e la materia era concentrata in zone ad alta densit\u00e0 con flussi di gas e polveri spaziali.<\/p>\n<p align=\"justify\"><div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_8GnSFAZD8YY\"><div id=\"lyte_8GnSFAZD8YY\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/8GnSFAZD8YY\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8GnSFAZD8YY\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/8GnSFAZD8YY\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma come nascono i buchi neri?<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Come abbiamo descritto nell&#8217;articolo precedente, i buchi neri hanno tre \u201cstrati\u201d: l\u2019orizzonte degli eventi esterno, il suo interno e la singolarit\u00e0 ovvero l\u2019unico punto nello spazio-tempo in cui si concentra la sua massa e dove le leggi della fisica conosciute non sono valide. Confrontando i flussi di energia all\u2019esterno e all\u2019interno dell\u2019orizzonte degli eventi, e considerando il principio della conservazione dell\u2019energia<span style=\"color: #008000;\"><strong><sup>2<\/sup><\/strong><\/span>, si potrebbe concludere che tutto va verso la <strong><span style=\"color: #008000;\">singolarit\u00e0<\/span><\/strong><sup><strong><span style=\"color: #008000;\">3<\/span><\/strong><\/sup>, rendendone impossibile la visione per un osservatore esterno.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nella teoria della Relativit\u00e0 Generale di Einstein ci si riferisce a sistemi fisici le cui equazioni, nelle singolarit\u00e0, perdono di significato e con esse, la concezione del tempo, inteso come quella dimensione che descrive normalmente il passato, il presente e il futuro. Questo implica che oltre l\u2019orizzonte degli eventi il tempo diventerebbe immaginario, non sarebbe pi\u00f9 possibile trattare il buco nero come un sistema dinamico e nessun oggetto fisico potrebbe entrarvi. Di conseguenza, la materia, pur se attratta dalla gravit\u00e0 del buco nero, non riuscirebbe quindi ad entrare al suo interno e finirebbe per accumularsi intorno ad esso. Per quanto sopra, sempre secondo la Relativit\u00e0 Generale, esisterebbe una \u201cfisica senza singolarit\u00e0\u201d, applicabile anche alla meccanica quantistica e l&#8217;orizzonte degli eventi diventerebbe il limite oltre il quale il tempo diventa immaginario, in cui le particelle non riuscendo ad entrare nel buco si accumulerebbero intorno.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">Sappiamo che in genere un buco nero di massa stellare \u00e8 ci\u00f2 che resta di una stella molto massiccia dopo un\u2019esplosione di una supernova e pu\u00f2 essere osservato dai normali telescopi. In pratica l\u2019esplosione di una supernova agisce sul buco nero come una grossa spinta che lo manda verso un ambiente meno contaminato da gas e polveri e, dunque, pi\u00f9 facilmente osservabile. I buchi neri stellari pi\u00f9 massicci, come quelli rilevati dagli interferometri per onde gravitazionali, si formerebbero invece attraverso l\u2019implosione della stella originale. Mancando la fase esplosiva, questi buchi neri tendono a rimanere dove sono: non si spostano dunque dal luogo d\u2019origine, che di solito \u00e8 nel piano galattico. Quindi, maggiori sono le loro dimensioni e meno vengono spinti lontano, rimanendo cos\u00ec avvolti da gas e polveri. Se due galassie si attraggono l\u2019una con l\u2019altra danno origine alle fusioni dei buchi neri centrali, detti anche \u201c<span style=\"color: #008000;\"><strong>super massicci\u201d<\/strong><\/span>. In questo caso le fusioni dei buchi neri rappresentano sostanzialmente le fusioni delle due galassie. E\u2019 stata fatta una simulazione al computer cambiando la massa di tre buchi neri interagenti, iniziando con tre buchi neri di massa simile a quella del nostro sole per arrivare a buchi neri di massa di miliardi di volte maggiore. secondo la simulazione se i buchi neri sono pi\u00f9 leggeri si lanciano a vicenda nello spazio mentre se sono pi\u00f9 pesanti si fondono. In parole semplici, arrivati ad una massa di circa 10 milioni di masse solari, quelli pi\u00f9 leggeri vanno incontro ad una \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">fionda gravitazionale<\/span><\/strong>\u201d e si allontanano l\u2019uno dall\u2019altro. Quelli pi\u00f9 pesanti, invece, iniziano uno processo che termina con la loro fusione. La fusione accade perch\u00e9 i tre buchi neri perdono energia cinetica; essa \u00e8 preceduta da un\u2019onda gravitazionale che si propaga a spirale. Si pensa che diversi buchi neri super-massicci possano diventare cos\u00ec grandi da inghiottire altri buchi neri aumentando cos\u00ec enormemente la loro massa, un processo che pu\u00f2 richiedere miliardi di anni.<\/p>\n<p align=\"justify\"><div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_nJ4d4QEDOYM\"><div id=\"lyte_nJ4d4QEDOYM\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/nJ4d4QEDOYM\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nJ4d4QEDOYM\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/nJ4d4QEDOYM\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcuni astronomi suggeriscono che la maggior parte dei buchi neri abbia origine all\u2019interno di ammassi di stelle un milione di volte pi\u00f9 dense della nostra galassia. Ogni volta che una stella molto massiccia esplode, lascia dietro di s\u00e9 un buco nero che affonda al centro dell\u2019ammasso stellare. Il centro dell\u2019ammasso diventa quindi denso di buchi neri che si intrecciano per gravit\u00e0 in una sorta di danza cosmica. Gli astronomi chiamano questa formazione di buchi neri dinamica. Altri suggeriscono che i sistemi binari dei buchi neri iniziano come coppie di stelle in aree relativamente desolate delle galassie. Dopo una lunga e caotica vita insieme, anch\u2019esse esplodono, creando una coppia di buchi neri isolati che continuano ad orbitare l\u2019uno attorno all\u2019altro. I buchi neri pi\u00f9 pesanti sembrano essere pi\u00f9 comuni all\u2019inizio della storia dell\u2019universo. Le prime stelle dell\u2019universo si sono formate da enormi nubi di idrogeno ed elio, il che le renderebbe molto pi\u00f9 grandi delle stelle successive. Anche i buchi neri creati da queste stelle dovrebbero quindi essere enormi. Le prime stelle dell\u2019universo si formarono da enormi nubi di idrogeno ed elio, molto pi\u00f9 grandi delle stelle successive per cui anche i buchi neri creati da queste stelle dovrebbero essere enormi. <strong><span style=\"color: #008000;\">Studiando quindi i buchi neri potremmo capire come l\u2019universo abbia formato le stelle nel tempo cosmico e di come si siano assemblate in seguito le galassie.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-10-134817.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-11-10-134817.png\" width=\"835\" height=\"1070\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;osservatorio a raggi X Chandra della NASA e altri telescopi hanno identificato un buco nero supermassiccio che ingloba una stella e ora sta usando quel relitto stellare per colpire un&#8217;altra stella o un buco nero pi\u00f9 piccolo. Questa ricerca aiuta a collegare due misteri cosmici e fornisce informazioni sull&#8217;ambiente circostante alcuni dei buchi neri di maggiori dimensioni &#8211; Fonte Raggi X: NASA\/CXC\/Queen\u2019s Univ. Belfast\/M. Nicholl et al.; Ottico\/IR: PanSTARRS, NSF\/Legacy Survey\/SDSS; Illustrazione: Soheb Mandhai \/ The Astro Phoenix; Elaborazione immagini: NASA\/CXC\/SAO\/N. Wolk&nbsp;<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/image-article\/black-hole-destroys-star-goes-after-another-nasa-missions-find\/\">Black Hole Destroys Star, Goes After Another, NASA Missions Find &#8211; NASA<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/k3k5otfy.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 k3k5otfy.png\" width=\"985\" height=\"563\"><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Un nuovo strumento sar\u00e0 presto disponibile<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;Agenzia spaziale europea (ESA) e la NASA hanno dato il via libera al loro progetto <strong><span style=\"color: #008000;\">Laser Interferometer Space Antenna (LISA)<\/span><\/strong>, un gigantesco rilevatore spaziale di onde gravitazionali in grado di rilevare variazioni nello spazio-tempo causate dalla collisione degli enormi buchi neri al centro delle galassie con altri oggetti massicci. Il rilevatore sar\u00e0 costituito da tre postazioni spaziali a 2,5 milioni di chilometri di distanza, che formeranno un triangolo di luce laser in grado di rilevare quelle distorsioni. L&#8217;interferometro spaziale funzioner\u00e0 con lo stesso principio del <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/6269\"><strong><span style=\"color: #008000;\">LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observator<\/span><\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/6269\"><strong><span style=\"color: #008000;\">y<\/span><\/strong><\/a><strong><span style=\"color: #008000;\">),<\/span><\/strong> che ha rilevato per la prima volta le onde gravitazionali nel 2015 ma sar\u00e0 in grado di rilevare quelle a bassa frequenza, rivelando crash cosmici attualmente non rilevabili da LIGO.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il disco turbolento di gas attorno a un buco nero assume un aspetto a doppia gobba. L&#8217;estrema gravit\u00e0 del buco nero altera i percorsi della luce proveniente da diverse parti del disco, producendo l&#8217;immagine deformata. L&#8217;estremo campo gravitazionale del buco nero reindirizza e distorce la luce proveniente da diverse parti del disco, ma ci\u00f2 che vediamo esattamente dipende dal nostro angolo di visione. La distorsione maggiore si verifica quando si osserva il sistema quasi di taglio. Credito: NASA&#8217;s Goddard Space Flight Center\/Jeremy Schnittman<br><a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/universe\/nasa-visualization-shows-a-black-holes-warped-world\/\">NASA Visualization Shows a Black Hole\u2019s Warped World &#8211; NASA<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In sintesi, abbiamo di fronte un universo ancora sconosciuto dove il mistero dei buchi neri si intreccia con quello della <strong><span style=\"color: #008000;\">materia oscura<\/span> <\/strong>e della ancora pi\u00f9 enigmatica <strong><span style=\"color: #008000;\">energia oscura<\/span><\/strong>. Uno stimolo a continuare sulla strada della ricerca che ci porter\u00e0 un giorno a capire proprio quel lato oscuro dell\u2019Universo che non \u00e8 osservabile ma che ci fa sentire la sua presenza e le sue misteriose energie.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Popio<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">consiglio di leggere anche il mio <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/110660\">primo articolo sui buchi neri<\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">1. Un buco nero binario&nbsp;\u00e8 un sistema costituito da due&nbsp;buchi neri che orbitano molto vicini l&#8217;uno all&#8217;altro. I buchi neri binari sono solitamente suddivisi in buchi neri binari stellari, derivanti o da una&nbsp;stella binaria&nbsp;di massa elevata o da&nbsp;processi dinamici&nbsp;e mutue catture, e in&nbsp;buchi neri binari supermassicci, quando sono il risultato di fusioni galattiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">2. <strong><span style=\"color: #008000;\">La legge di conservazione dell&#8217;energia&nbsp;<\/span><\/strong>afferma che, sebbene l&#8217;energia possa essere trasformata e convertita da una forma all&#8217;altra, la quantit\u00e0&nbsp;totale&nbsp;di essa in un&nbsp;sistema isolato non varia nel tempo. Questo principio \u00e8 comprensivo di tutte le possibili forme di energia, tra cui rientra (dopo Einstein) anche la&nbsp;massa e la quantit\u00e0 di moto e vale anche nella meccanica quantistica<\/p>\n<p align=\"justify\">3. Una singolarit\u00e0 \u00e8 un punto in cui un ente matematico, per esempio una funzione o una superficie, &#8220;degenera&#8221;, cio\u00e8 perde parte delle propriet\u00e0 di cui gode negli altri punti generici. In parole semplici dove piccole variazioni di una grandezza che caratterizza il fenomeno possono causare variazioni illimitatamente grandi o anche vere e proprie discontinuit\u00e0.&nbsp;<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ASTROFISICAPERIODO: XXI SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: Buchi neri, orizzonte degli eventi &#8220;Einstein [&#8230;] sbagli\u00f2 quando disse: &#8220;Dio non gioca a dadi&#8221;. 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