{"id":110552,"date":"2024-10-09T00:03:00","date_gmt":"2024-10-08T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=110552"},"modified":"2024-10-09T07:09:36","modified_gmt":"2024-10-09T05:09:36","slug":"asimmetria-navale-tra-stati-lessons-learned-tra-russia-e-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/110552","title":{"rendered":"Asimmetria navale tra Stati: lessons learned tra Russia e Ucraina di Lorenzo Lena"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MAR NERO<\/strong><\/span><br>parole chiave: Conflitto russo-ucraino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">La guerra aperta tra Russia e Ucraina ha riproposto concetti militari che venivano oramai ritenuti superati da pi\u00f9 moderne (ritenute tali) tematiche, come la contro insurrezione e la lotta ad organizzazioni terroristiche, criminali o ibride. Con l\u2019eccezione della <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Ilovaisk<\/span><\/strong>, 2014, quando l\u2019esercito russo \u00e8 intervenuto in aiuto delle milizie di Donetsk con risultati significativi, e senza considerare la <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra in Georgia nel 2008<\/span><\/strong>, dove la sproporzione \u00e8 stata troppo marcata per incidere sulla teoria militare, era dal 1991, Iraq, che non si assisteva a un simile conflitto. <strong><span style=\"color: #008000;\">Spostando l\u2019attenzione in ambito navale, si risale al 1982 alle Falkland per trovare un conflitto con questo livello di perdite su entrambi i fronti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/moskva-covert-shore-1024x576.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 moskva-covert-shore-1024x576.png\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Un aspetto di particolare interesse si ritrova nella capacit\u00e0 delle forze ucraine \u2013 che fin dai primi giorni hanno perso i pochissimi mezzi ancora disponibili \u2013 di compromettere l\u2019attivit\u00e0 navale russa nel mar Nero colpendo il porto di Sebastopoli e altre installazioni con tale frequenza da obbligare la flotta nemica a un allontanamento verso est. L\u2019affondamento dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore Moskva<\/span><\/strong> ad aprile 2022 ha avuto un importante impatto mediatico, ma va considerato che si trattava di un\u2019unit\u00e0 rimodernata e risalente agli anni Ottanta, ancora temibile ma dimostratasi inadatta a un moderno scenario bellico. Ultima riprova in ordine di tempo che una nave da battaglia pu\u00f2 essere distrutta da attaccanti pari a una sua minuscola frazione: si ricordi l\u2019asburgica Szent Istvan affondata da una silurante italiana nel 1918, o la giapponese Yamato, corazzata pi\u00f9 grande del mondo, distrutta da anonimi aerei imbarcati statunitensi nel 1945. Di maggiore rilievo \u00e8 l\u2019abilit\u00e0 con cui gli ucraini hanno inibito l\u2019uso di Sebastopoli. Questo successo poco appariscente, dilatato su un asse temporale costellato di azioni pi\u00f9 o meno notevoli, prova che anche la tecnologia del Ventunesimo secolo non pu\u00f2 proteggere installazioni cruciali in prossimit\u00e0 del campo di battaglia. Una vulnerabilit\u00e0 di cui si era gi\u00e0 avuta ampia dimostrazione in passato e che andrebbe considerata in ottica predittiva di futuri sviluppi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cropped-claudus-maiali.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cropped-claudus-maiali.jpg\" width=\"849\" height=\"607\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;The Cockleshell Heroes&#8221;,&nbsp;<\/span><\/strong>film inglese del 1955 (\u201cgli eroi sui gusci di noce\u201d), \u00e8 basato sulla missione praticamente suicida con cui nel dicembre 1942 alcuni Royal Marines penetrarono il porto francese di Bordeaux utilizzando delle canoe. Riuscirono a sabotare alcune delle imbarcazioni impiegate per forzare il blocco navale, ma a un prezzo altissimo. In due affogarono, sei furono catturati e fucilati dai tedeschi, solo due riuscirono a raggiungere Gibilterra. Nonostante queste perdite, l\u2019operazione \u00e8 stata un successo. Quasi uguale destino dell\u2019operazione G.A. 3, nota come \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Impresa di Alessandria<\/span><\/strong>\u201d, avvenuta un anno prima. Sei incursori italiani misero fuori uso il nucleo da battaglia della Mediterranean Fleet, azione che fece la storia delle forze speciali. Tutti catturati, fortunatamente nessuno fucilato. Furono soprattutto italiani e inglesi \u2013 non a caso coloro che disponevano delle forze convenzionali pi\u00f9 ridotte \u2013 a puntare su raid contro obiettivi di alto valore. Porti, aeroporti, ponti, impianti di ricerca (la distruzione degli impianti per l\u2019acqua pesante in Norvegia). Molto spesso si rivel\u00f2 impossibile portare in salvo gli incursori, che nel migliore dei casi conclusero il conflitto come prigionieri di guerra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/saratov-sat.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 saratov-sat.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nel moderno scenario ucraino, queste azioni trovano una certa ragion d\u2019essere, anche se ampiamente sostituite dall\u2019impiego di mezzi senza pilota, per risparmiare personale difficilmente rimpiazzabile e per il danno morale che queste perdite comporterebbero.<\/span> <\/strong>Ad agosto 2023 si \u00e8 avuta notizia di un raid di una piccola unit\u00e0, probabilmente parte del GUR (servizi segreti militari ucraini), che ha colpito la punta occidentale della Crimea uccidendo svariati soldati russi e distruggendo del materiale, sembra anche un sistema antiaereo S-400. Secondo la versione ucraina, gli incursori non avrebbero riportato perdite. Sempre in questa occasione, sarebbe stata issata una bandiera a scopi propagandistici.<\/p>\n<p align=\"justify\">In generale, i rischi hanno ridotto l\u2019impiego di forze da sbarco a pochi target molto specifici, come gli impianti petroliferi off-shore riconquistati a settembre (usati dai russi come piattaforme per sistemi antiaerei) o i continui raid mordi e fuggi oltre il fiume Dnipro nell\u2019area di Kherson, per catturare prigionieri e impedire al nemico di dominare la sponda. Nell\u2019estate 2022, la riconquista dell\u2019isola dei Serpenti \u00e8 stata realizzata con attacchi aerei e missilistici che hanno reso insostenibile l\u2019occupazione, non con l\u2019impiego di forze da sbarco che avrebbero incontrato enormi difficolt\u00e0. Altre operazioni di grande impatto, come la distruzione di depositi di munizioni nella penisola o il sabotaggio del ponte di Kerch con un camion bomba, sono state realizzate con la cooperazione tra servizi segreti ucraini e movimenti di resistenza sul territorio, e non possono essere considerate azioni militari.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019impiego di piccolissime unit\u00e0 altamente addestrate ha ancora uno scopo, in un moderno conflitto tra due Stati sovrani, soprattutto quando sia necessario sostenere il morale del fronte interno (lo straordinario e operativamente inutile slogan \u201cdate fuoco all\u2019Europa\u201d di Churchill nel 1940) o per scopi operativi delimitati a un preciso settore del fronte. La decisione inglese di impiegare degli incursori a Bordeaux, come per gli italiani ad Alessandria, fu l\u2019unica possibile dopo che l\u2019alternativa aerea si era rivelata troppo imprecisa o semplicemente oltre la portata dei velivoli esistenti. La Crimea del 2022-2024 non richiede il sacrificio di eroi, su gusci di noce o su \u201cmaiali\u201d, perch\u00e9 ampiamente dentro il raggio d\u2019azione di sistemi d\u2019arma come i missili aria superficie che hanno colpito il quartier generale della flotta del mar Nero, o svariate unit\u00e0 navali all\u2019ancora, o ancora il continuo impiego di droni marittimi senza pilota la cui distruzione da parte dei sistemi di difesa costituisce al massimo un contrattempo. Una situazione che, molto alla lontana, pu\u00f2 ricordare piuttosto l\u2019utilizzo dell\u2019artiglieria francese a Tolone nel 1793 che imped\u00ec i movimenti della flotta inglese nel porto della citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Successi e fallimenti dell\u2019assalto frontale<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">All\u2019estremo opposto del piccolo nucleo inserito in modo silenzioso, c\u2019\u00e8 lo sbarco di svariate centinaia o anche migliaia di uomini. Qualcosa di molto pi\u00f9 ridotto dello sbarco in Normandia, ma in grado di portare a terra un numero di uomini tale da sconvolgere il dispositivo avversario. Nella Seconda guerra mondiale si possono indicare l\u2019azione contro il porto di Saint Nazaire (1942) coronata da successo ma costata gravissime perdite, o il molto pi\u00f9 ambizioso e molto pi\u00f9 sfortunato sbarco a Dieppe, conclusosi in un disastro dal quale se non altro si trassero le dovute lezioni per la Normandia di due anni dopo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Pensare a qualcosa di simile nell\u2019Ucraina di oggi \u00e8 come minimo difficile, in parte perch\u00e9 non necessario, Sebastopoli \u00e8 stata neutralizzata con l\u2019uso di droni e armi a lungo raggio, e perch\u00e9 tecnicamente ai limiti dell\u2019impossibile.<\/span> <\/strong>Un\u2019azione contro il porto di Novorossijsk nella Russia meridionale, se coronata da successo, sarebbe un risultato straordinario. Anche il semplice trasporto delle forze necessarie, d\u2019altronde, \u00e8 fuori dalla portata degli ucraini, per non parlare del rischio di essere travolti dalle difese russe e delle enormi difficolt\u00e0 di riportare indietro chi dovesse sopravvivere.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019Ucraina del 2024 non \u00e8 l\u2019Impero britannico del 1940, che pot\u00e9 assorbire pur con gravi traumi un disastro militare dopo l\u2019altro. Un assalto frontale in effetti \u00e8 stato realizzato contro la regione di Kursk, a migliaia di chilometri dalla costa, e analisti e osservatori si domandano quale sia lo scopo, oltre all\u2019indubbia ondata di entusiasmo, di una iniziativa vittoriosa ma che ormai sembra abbastanza impantanata. Traslare questo scenario dal fronte terrestre a quello marittimo si risolverebbe in un disastro, motivo per cui (se non si immagina un improbabile sfondamento terrestre dall\u2019istmo di Perekop) una riconquista militare della Crimea \u00e8 quasi di certo impossibile. Da parte loro, i russi hanno tentato una sconsiderata azione dietro le linee nemiche letteralmente nel primo giorno di guerra, assaltando l\u2019aeroporto di Hostomel con forze aerotrasportate che avrebbero dovuto essere raggiunte da una colonna via terra e arrivare a Kiev da nord. Una riedizione dell\u2019operazione Market-Garden voluta da Montgomery in Olanda e che si \u00e8 conclusa nello stesso modo, con i rinforzi che non sono mai arrivati e la testa di ponte che \u00e8 stata annientata. Un fallimento che ha fatto saltare irreparabilmente i piani russi per una guerra lampo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/DRONI-ARTOSTIC-IMPRESSION-An_artists_impression_of_Shahed-136_drones_swarming_an_airport.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 DRONI-ARTOSTIC-IMPRESSION-An_artists_impression_of_Shahed-136_drones_swarming_an_airport.jpg\" width=\"863\" height=\"534\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Sebastopoli, e i gravi e continui danni che subisce la flotta del mar Nero, devono essere considerati in ottica sia offensiva che difensiva. Dal primo punto di vista, la capacit\u00e0 che ormai da secoli viene dimostrata di colpire le navi nemiche nei propri porti, si pensi al raid di Francis Drake contro Cadice nel 1587, \u00e8 stata accresciuta esponenzialmente da nuove tecnologie che \u2013 nell\u2019eterno duello tra spada e scudo \u2013 hanno lasciato indietro quest\u2019ultimo. Sul piano difensivo, questi eventi non si devono per\u00f2 credere limitati al solo scenario ucraino. Senza considerare la ragnatela di cavi subacquei per la trasmissione dati, a Napoli ha sede la flotta USA nel Mediterraneo e per bloccare Suez \u00e8 stato sufficiente che una folata di vento mandasse una portacontainer a incagliarsi. I bersagli potenziali non mancano, n\u00e9 gli attori che potrebbero avere intenzione di colpirli, n\u00e9 le capacit\u00e0 di attacco in grado di cogliere impreparato un porto.<br><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Ukraine-Explosive-Boat-USV-Compared-940.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Ukraine-Explosive-Boat-USV-Compared-940.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">La guerra navale tra Stati \u00e8 tornata a essere una realt\u00e0, in forme e con metodi che richiedono un\u2019adeguamento necessario a contrastare le minacce portate alle flotte in zona operativa (un rischio che gli USA devono considerare nel Pacifico occidentale; la U.S. Navy \u00e8 la pi\u00f9 forte al mondo, ma l\u2019ultima volta che ha combattuto davvero era il 1945) come alla sicurezza economica garantita dalle linee marittime di comunicazione.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Lorenzo Lena<\/span><\/strong><\/p>\n<p>pubblicato originariamente su <a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/asimmetria-navale-tra-stati-lessons-learned-tra-russia-e-ucraina\">DIFESAONLINE<\/a>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, . ARGOMENTO: GEOPOLITICAPERIODO: XXI SECOLOAREA: MAR NEROparole chiave: Conflitto russo-ucraino &nbsp; La guerra aperta tra Russia e Ucraina ha riproposto concetti militari che venivano oramai ritenuti superati da pi\u00f9 moderne (ritenute tali) tematiche, come la contro insurrezione e la lotta ad organizzazioni terroristiche, criminali o ibride. 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