{"id":110491,"date":"2024-10-12T00:03:00","date_gmt":"2024-10-11T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=110491"},"modified":"2024-10-12T06:53:54","modified_gmt":"2024-10-12T04:53:54","slug":"operazioni-di-immersioni-in-acque-poco-profonde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/110491","title":{"rendered":"Lezioni acquisite nel corso di immersioni scientifiche in acque tropicali poco profonde"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: OCEANOGRAFIA APPLICATA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: metodo, immersioni su bassi fondali<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Sono tornato da una campagna di ricerca scientifica in Belize, condotta in collaborazione con il Woods Hole Oceanographic Institution, la Stanford University, la Nature Conservancy e l&#8217;Universit\u00e0 del Belize. L&#8217;obiettivo era quello di raccogliere campioni di corallo per valutare l&#8217;impatto dello sbiancamento sullo sviluppo dei coralli. Come molti di voi sanno, lo sbiancamento avviene quando il corallo, esposto ad un elevato stress termico, espelle le alghe simbiotiche (zooxantella). Queste alghe sono importanti perch\u00e9 contribuiscono al fabbisogno energetico del corallo per cui, quando sono espulse, il corallo inizia a &#8220;morire di fame&#8221; e, se lo sbiancamento \u00e8 prolungato, la colonia pu\u00f2 morire. Alcune specie e alcune colonie sembrano essere pi\u00f9 resistenti per cui identificare e proteggere l&#8217;area in cui vivono \u00e8 il primo passo per la salvaguardia dell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/01_Drilling_-1024x896.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 01_Drilling_-1024x896.jpg\" width=\"1024\" height=\"896\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Operazione di carotaggio sui coralli &#8211; photo credit Giorgio Caramanna<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">I nostri compiti sono stati attentamente pianificati, compresa la documentazione fotografica e il carotaggio dei campioni selezionati. Per il carotaggio abbiamo utilizzato un trapano elettrico subacqueo accoppiato ad una punta specifica al fine di garantire la sicurezza dei nostri subacquei, l&#8217;integrit\u00e0 dei campioni e il minimo impatto ambientale, seguendo le direttive del Dipartimento della Pesca del Belize. La maggior parte dei carotaggi avveniva in acque estremamente basse, spesso meno profonde di un metro.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Lezioni acquisite<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Sebbene sia facile presumere che le immersioni poco profonde siano prive di rischi, questo in realt\u00e0 non \u00e8 sempre vero. Anche se non abbiamo affrontato i rischi tipici delle immersioni profonde, come la MDD e la tossicit\u00e0 dell&#8217;ossigeno, siamo stati comunque attenti ad altri potenziali pericoli, assicurandoci di essere completamente preparati per qualsiasi situazione. Innanzitutto, l&#8217;uso di un utensile alimentato elettricamente espone gli operatori al rischio di lesioni, questo se lo strumento viene utilizzato in modo improprio. A causa dell&#8217;elevato attrito generato dal dispositivo di carotaggio, la perforazione deve essere eseguita in pi\u00f9 fasi di breve durata al fine di evitare il surriscaldamento della punta e del motore del trapano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/02_Drilling-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 02_Drilling-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Operazione di carotaggio sui coralli &#8211; photo credit Giorgio Caramanna<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Se la punta si blocca potrebbe generarsi una forte coppia, causando una contro rotazione del trapano con potenziali lesioni per l&#8217;operatore subacqueo. Non ultimo, l&#8217;impiego di attrezzature rotanti pu\u00f2 essere pericoloso per sommozzatori con &#8230; capelli lunghi che potrebbero impigliarsi nella punta rotante. Un cappuccio si \u00e8 dimostrato un ausilio di sicurezza pratico ed efficiente.<br \/>\nLa perforazione richiede una posizione stabile per l&#8217;operatore, che avr\u00e0 bisogno di una zavorra pi\u00f9 pesante del solito. Inoltre, gli strumenti di perforazione sono pesanti. A causa delle attrezzature di lavoro il sommozzatore pu\u00f2 essere in sovrappeso durante le immersioni con ovvie difficolt\u00e0 per il controllo dell&#8217;assetto. Di conseguenza il GAV potrebbe dover essere probabilmente completamente gonfiato in superficie, aumentando la resistenza durante il nuoto, cosa che, operando in acque molto basse, espone i subacquei all&#8217;azione delle onde. Questo rende poco stabile l&#8217;operatore, rendendo il carotaggio pi\u00f9 impegnativo e spesso il sommozzatore deve aggrapparsi a un punto sicuro (come le rocce) facendo attenzione a non toccare o danneggiare altri coralli ed evitare il contatto con la vita marina potenzialmente dannosa, come ricci di mare, coralli di fuoco e molluschi velenosi (principalmente del genere Conus).<\/p>\n<p align=\"justify\">Durante la perforazione, viene rimossa una piccola area circolare (circa 3 cm di diametro) del corallo per cui alcune sue parti si disperderanno nell&#8217;acqua che circonda i subacquei. \u00c8 necessario utilizzare una protezione adeguata (ad esempio il cappuccio da sub) per evitare che il materiale biologico in sospensione entri nel canale uditivo provocando potenziali infezioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/03_Core-1-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 03_Core-1-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>raccolta di un campione di corallo a seguito del carotaggio &#8211; photo credit Giorgio Caramanna<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Altro problema da considerare \u00e8 stata la visibilit\u00e0 ambientale. Essendo lo scheletro del corallo calcareo, durante il carotaggio si \u00e8 generata una nuvola di sedimenti ultrafini, che ha ridotto quasi a zero la visibilit\u00e0 intorno alla trivella. Ci\u00f2 ha aumentato il rischio di errori nella manipolazione degli utensili, in quanto l&#8217;operatore veniva &#8220;accecato&#8221; dai sedimenti. La presenza di fauna marina locale ha creato un altro potenziale rischio. Nella zona, gli squali nutrice sono spesso stati visti a dormire sotto alcuni coralli. Anche se questa specie di squalo non \u00e8 considerata aggressiva, \u00e8 necessario evitare di disturbarli perch\u00e9 se spaventati potrebbero reagire in modo aggressivo. Inoltre i coralli di fuoco sono abbondanti e per prevenire eventuali contatti ustionanti devono essere utilizzate mute protettive e guanti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le operazioni di campionamento spesso prevedevano fino a 5 ore continuative di immersione in acqua, che hanno causato perdite di calore corporeo anche in quelle acque tropicali; al fine di fornirci un adeguato isolamento termico abbiamo quindi impiegato una muta da 3 mm che ha assolto anche la funzione protettiva contro eventuali elementi ambientali irritanti. Un altro problema da considerare \u00e8 stata la disidratazione, per cui, immergendoci un climi tropicali, abbiamo previsto un&#8217;adeguata assunzione di liquidi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/04_Stingray-1024x904.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 04_Stingray-1024x904.jpg\" width=\"1024\" height=\"904\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Razza insabbiata, potenzialmente pericolosa per la sua spina caudale velenosa &#8211; photo credit Giorgio Caramanna<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Durante l&#8217;installazione di alcuni strumenti sul fondo, abbiamo utilizzato gli SMB (Surface Marker Buoy) per contrassegnare la posizione in modo che l&#8217;equipaggio della barca potesse ottenere un rilevamento GPS. Il controllo della bobina durante l&#8217;implementazione dell&#8217;SMB \u00e8 stato essenziale per evitare potenziali problemi di aggrovigliamento.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Surface_marker_buoy_indicating_the_underwater_position_of_a_scuba_diver_P7210133-1-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Surface_marker_buoy_indicating_the_underwater_position_of_a_scuba_diver_P7210133-1-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Boa di segnalazione di superficie (Pedagno) che indica la posizione sott&#8217;acqua di un subacqueo. Questa boa \u00e8 gialla per una migliore visibilit\u00e0 e sagomata per ridurre la resistenza quando viene trainata dal subacqueo. La sagola \u00e9 sottile, forte ma a bassa resistenza<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Surface_marker_buoy_indicating_the_underwater_position_of_a_scuba_diver_P7210133.jpg\">Surface marker buoy indicating the underwater position of a scuba diver P7210133.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">La barca appoggio<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La barca di supporto non poteva ancorare in alcune localit\u00e0 per evitare di danneggiare i coralli per cui \u00e8 restata sulle macchine, mantenendo la sua posizione con il motore di bordo. Inutile dire che un&#8217;elica in movimento espone i sommozzatori ad un grave rischio per cui per operare insieme \u00e8 stato necessario un attento coordinamento con il pilota della barca appoggio.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>In sintesi, qualsiasi operazione subacquea richiede un&#8217;adeguata pianificazione ed una corretta valutazione del rischio per garantire condizioni sicure per tutti i partecipanti e ottenere buoni risultati. Anche in acque ristrette e su basso fondale i potenziali pericoli non possono essere trascurati e richiedono esperienza e coordinamento tra tutti i partecipanti.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Giorgio Caramanna<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: SUBACQUEA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANOGRAFIA APPLICATA parole chiave: metodo, immersioni su bassi fondali &nbsp; Sono tornato da una campagna di ricerca scientifica in Belize, condotta in collaborazione con il Woods Hole Oceanographic Institution, la Stanford University, la Nature Conservancy e l&#8217;Universit\u00e0 del Belize. 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In possesso di una notevole esperienza in idrogeologia e geochimica ed oltre quindici anni di esperienza come subacqueo scientifico in una variet\u00e0 di ambienti ha condotto diverse attivit\u00e0 di ricerca ed \u00e8 sttao delegato del gruppo europeo di immersioni scientifiche. Ha lavorato come ricercatore presso molte istituzioni internazionali operando in ambienti multidisciplinari con diverse universit\u00e0. \u00c8 autore di pi\u00f9 di cinquanta articoli ed \u00e8 revisore di riviste internazionali. Attualmente lavora negli Stati Uniti collaborando come consulente al Woods Hole Oceanographic Institution. Nel 2018 ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche subacquee. 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