{"id":110434,"date":"2024-10-06T00:02:00","date_gmt":"2024-10-05T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=110434"},"modified":"2024-10-04T19:29:49","modified_gmt":"2024-10-04T17:29:49","slug":"taranto-in-epoca-bizantina-e-medioevale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/110434","title":{"rendered":"Taranto in epoca bizantina e medioevale: lo sviluppo della citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: V &#8211; XVI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: TARANTO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Bizantini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">La nuova era cristiana trov\u00f2 Taranto ridotta ad una provincia dell&#8217;Impero romano; poi vennero i Goti, i Longobardi, gli Ungari, i Saraceni. N\u00e9 la citt\u00e0 venne risparmiata dal ferro di Odoacre e di Teodorico. I Bizantini, con <strong><span style=\"color: #008000;\">Giustiniano Belisario<\/span><\/strong>, la rioccuparono e la ripopolarono, ma i Goti di Totila la conquistarono, creandovi addirittura un forte presidio. Il generale greco <strong><span style=\"color: #008000;\">Narsete<\/span><\/strong>, successo a <strong><span style=\"color: #008000;\">Belisario<\/span><\/strong>, sconfisse <strong><span style=\"color: #008000;\">Totila<\/span><\/strong> e la rifece bizantina. Poi, nel 568 calarono i <strong><span style=\"color: #008000;\">Longobardi<\/span><\/strong> di <strong><span style=\"color: #008000;\">Alboino<\/span><\/strong> e la conquistarono. L&#8217;inizio del IX secolo fu caratterizzato dalle lotte intestine che indebolirono il potere longobardo. Nel 840 un principe longobardo di Benevento fu tenuto prigioniero a Taranto, ma alcuni suoi sostenitori lo liberarono, portandolo a Benevento e proclamandolo principe.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Alboins_Italy-it.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Alboins_Italy-it.png\" width=\"839\" height=\"1079\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il regno dei Longobardi al tempo di Alboino. Il 22 aprile 568 d.C. Alboino e tutto il suo popolo lasciarono la Pannonia per dirigersi alla volta dell&#8217;Italia, inizi\u00f2 cos\u00ec la discesa dei Longobardi nella penisola italica<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Alboin%27s_Italy-it.png\">Alboin&#8217;s Italy-it.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel frattempo i Berberi occuparono la citt\u00e0, e Taranto divent\u00f2 un\u2019importante base navale e militare araba, dalla quale partirono navi cariche di prigionieri destinati al mercato degli schiavi. Una flotta araba sconfisse davanti a Taranto nell&#8217;840 una flotta veneziana di 60 navi, organizzata dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">imperatore Teofilo II<\/span><\/strong>, e risal\u00ec l&#8217;Adriatico saccheggiando le citt\u00e0 costiere. Nell&#8217;850 quattro colonne saracene partirono da Taranto e Bari per saccheggiare Campania, Puglia, Calabria, Abruzzo e Molise. Ancora, nell&#8217;854, da Taranto part\u00ec una spedizione guidata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Abbas-Ibn-Faid<\/span><\/strong> che saccheggi\u00f2 la provincia di Salerno. Nell&#8217;871, e poi nell&#8217;875, Taranto accolse le truppe saracene destinate al saccheggio della Campania e della Puglia. Nell&#8217;880 l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">imperatore Basilio I il Macedone<\/span> <\/strong>decise di sottrarre agli arabi le terre pugliesi, e invi\u00f2 due eserciti guidati dai generali <strong><span style=\"color: #008000;\">Procopio<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Leone Apostyppes<\/span><\/strong>, e una flotta al comando dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Nasar<\/span><\/strong>. Bloccata la via del mare dalla flotta bizantina, gli arabi al comando di Othman vennero sconfitti, e dopo quaranta anni Taranto fu sottratta al dominio saraceno. Tra i primi atti del governo bizantino del generale Apostyppes vi fu la riduzione in schiavit\u00f9 degli abitanti di origine latino-longobarda, ormai convertiti ai costumi islamici, e l&#8217;arrivo di coloni greci per ripopolare la citt\u00e0. Nel 922 la citt\u00e0 continu\u00f2 a subire le incursioni saracene.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il 15 agosto 927, i Saraceni guidati dallo slavo <strong><span style=\"color: #008000;\">Sabir<\/span><\/strong>, distrussero definitivamente la citt\u00e0 greco-romana, infierendo contro i cittadini e massacrandoli senza piet\u00e0, deportando come schiavi in Africa tutti i superstiti. Pochi scamparono alla morte cercando rifugio nelle Murge. Solo dopo quarant&#8217;anni, nel 967, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Imperatore bizantino Niceforo Foca<\/span><\/strong>, che \u00e8 giustamente considerato il secondo fondatore di Taranto, cedendo alle reiterate pressioni dei superstiti, s&#8217;interess\u00f2 alla citt\u00e0 decidendo di ricostruirla. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ne nacque quella che noi oggi chiamiamo &#8216;citt\u00e0 vecchia&#8217;, che conserva ancora l&#8217;originaria struttura urbanistica<\/span><\/strong>. <span style=\"color: #008000;\"><strong>Niceforo Foca<\/strong><\/span> ne intu\u00ec la posizione di notevole importanza militare e realizz\u00f2 un ponte su sette arcate (Ponte di porta Napoli) minato dall\u2019incuria e distrutto definitivamente dall&#8217;alluvione del 1883, ed un castello sull&#8217;attuale canale navigabile. Spazz\u00f2 le rovine della citt\u00e0 vecchia e dell&#8217;acropoli, ottenendo una spianata ad un lato del Mar Piccolo, su cui dovevano sorgere i quartieri della Marina la via di mezzo, l\u2019odierna Piazza Fontana. Per facilitare il lavoro dei pescatori, abbass\u00f2 il livello della citt\u00e0 lungo il Mar Piccolo, un\u00ec la citt\u00e0 vecchia alla terra ferma costruendo il ponte di pietra, e ricostru\u00ec l&#8217;antico acquedotto romano del Triglio, che, proprio attraverso il ponte di pietra, convogliava nella citt\u00e0 le acque delle vicine Murge. Questo \u00e8 l\u2019acquedotto di cui si scriveva precedentemente, i cui ruderi sono ben visibili sulla strada Taranto-Statte, nell\u2019odierno rione Tamburi, quartiere che peraltro prende il nome dal suono prodotto dalle acque che precipitosamente vi scendono verso la citt\u00e0 vecchia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Map_Byzantine_Empire_1025-it.svg-1024x576.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Map_Byzantine_Empire_1025-it.svg-1024x576.png\" width=\"1024\" height=\"576\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;Impero bizantino alla morte di Basilio II (1025) &#8211; Source Image: Map Byzantine Empire 1025-en.svg<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Map_Byzantine_Empire_1025-it.svg\">Map Byzantine Empire 1025-it.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Il porto fu spostato in Mar Grande, dove \u00e8 l&#8217;odierno porto mercantile. I pescatori che erano emigrati verso il promontorio di Punta Penne, portando con s\u00e9 il bagaglio di paura e di dolore, fiduciosi cominciarono a rientrare ed a popolare la zona dell&#8217;attuale Via Garibaldi. &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Sulla morte la vita inizi\u00f2 a rinnovellarsi, traendo il canto di resurrezione quasi simbolicamente dai colori dell&#8217;Arcobaleno, posto dalla Maest\u00e0 di Dio ad indicare la fine della tempesta.<\/em> Se la spada dei barbari s&#8217;era levata omicida sull&#8217;uomo e sulle sue opere di civilt\u00e0, non prevalse sulle forze della Natura, ch\u00e9 anzi la frantumarono ristabilendo pace e giustizia per i caduti e gli oppressi<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Successivamente la citt\u00e0 fu conquistata dai Normanni e, all&#8217;epoca di <strong><span style=\"color: #008000;\">Roberto di Guiscardo<\/span><\/strong>, nel 1085, viene fatto risalire l&#8217;inizio della storia del fiorente e bellicoso <strong><span style=\"color: #008000;\">Principato di Taranto<\/span><\/strong>, \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>signore da per se in lo Reame de pi\u00f9 de quattrocento castelle<\/em><\/span><\/strong>\u201d. Ai <strong><span style=\"color: #008000;\">Normanni<\/span><\/strong> succedettero gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Svevi <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">con<\/span>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Federico II che<\/span><\/strong>&nbsp;conquistandola, cos\u00ec la salut\u00f2:\u00ab <strong><span style=\"color: #008000;\">TU NOSTER HOSTIS MUNITUS IPSE FUISTI SINT TIBI REMISSA PECCATA QUAECUMQUE FECISTI<\/span> <\/strong>\u00bb. La sua indulgenza venne alimentata dalla sua acutezza ed il suo senno politico, con il quale aveva gi\u00e0 incluso Taranto nel suo vasto disegno militare. In tempi di crociate e di guerre in Oriente, <strong><span style=\"color: #008000;\">Federico II<\/span><\/strong> aveva gi\u00e0 fatto i suoi calcoli e previsto i vantaggi che si potevano trarre da quell\u2019osservatorio sul Mediterraneo. Egli arricch\u00ec Taranto della &#8220;Rocca Imperiale&#8221;, magnifico palazzo con funzione di roccaforte, ubicato dove oggi sorge <strong><span style=\"color: #008000;\">la chiesa di S. Domenico Maggiore<\/span><\/strong>. Lo stesso imperatore invest\u00ec suo figlio Manfredi del titolo di principe di Taranto. Nel 1266, con la sconfitta di <strong><span style=\"color: #008000;\">Manfredi<\/span><\/strong> a Benevento, da parte di<strong><span style=\"color: #008000;\"> Carlo d&#8217;Angi\u00f2<\/span><\/strong>, Taranto pass\u00f2 ai Francesi. Il titolo di principe su assegnato a <strong><span style=\"color: #008000;\">Filippo d&#8217;Angi\u00f2<\/span><\/strong>. Ancora una volta il nome di Benevento risulta infausto alle orecchie dei Tarentini, che gi\u00e0 vi erano stati sconfitti in epoca romana quando ancora si chiamava Maleventum, nome forse pi\u00f9 appropriato dal loro punto di vista.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/raimondo_orsini_del_balzo.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 raimondo_orsini_del_balzo.jpg\">Nel complicato sistema protettivo della vecchia Acropoli, nel 1404 <strong><span style=\"color: #008000;\">Raimondello Orsini del Balzo<\/span><\/strong> (immagine&nbsp; a lato) fece costruire una massiccia torre quadrata, che vigilava l&#8217;ingresso in citt\u00e0 dalla Porta Napoli, e dominava quella che ancora attualmente si chiama Piazza Fontana; fu fatta demolire nel 1884, per deplorevole incomprensione degli amministratori dell&#8217;epoca. A questo proposito si noti quanto poco sia rimasto della Taranto antica, non tanto per colpa delle distruzioni o dei saccheggi operati in ogni tempo (da Fabio Massimo il Temporeggiatore a Sabir il Saraceno, per citare solo i nemici pi\u00f9 efferati) ma spesso per mano degli stessi rappresentanti dei cittadini. Un odio cos\u00ec viscerale per le proprie vestigia antiche si spiega, ma solo in parte, con la prepotenza e l\u2019ottusit\u00e0 con cui le autorit\u00e0 hanno difeso gli interessi delle servit\u00f9 militari, sin dai tempi della dominazione borbonica. <strong><span style=\"color: #008000;\">Solo ad avvenuta unificazione al Regno d\u2019Italia, l\u2019amministrazione comunale riusc\u00ec ad ottenere che Taranto fosse dichiarata citt\u00e0 aperta e libera, con l\u2019abolizione delle porte e delle stesse servit\u00f9 militari, chiedendo anche il nulla osta per la costruzione dei borghi fuori dalle mura, di fronte alla citt\u00e0.<\/span><\/strong> Al lungo e prosperoso periodo dei quattro secoli del Principato, si fanno risalire la costruzione della <strong><span style=\"color: #008000;\">Cattedrale di San Cataldo<\/span><\/strong>, l&#8217;intensificazione del culto per il Patrono e la costruzione della monumentale chiesa dedicata a <strong><span style=\"color: #008000;\">San Domenico Maggiore<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Taranto_-_Cattedrale_di_San_Cataldo_-_2023-09-29_15-19-48_001.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Taranto_-_Cattedrale_di_San_Cataldo_-_2023-09-29_15-19-48_001.jpg\" width=\"847\" height=\"1129\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la meravigliosa cattedrale di San Cataldo sita nella Taranto vecchia &#8211; autore Giacomo Resta<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Taranto_-_Cattedrale_di_San_Cataldo_-_2023-09-29_15-19-48_001.jpg\">Taranto &#8211; Cattedrale di San Cataldo &#8211; 2023-09-29 15-19-48 001.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Altro avvenimento di rilievo per Taranto fu la trasformazione in isola dell&#8217;antica Acropoli, mediante il taglio della penisoletta, con la creazione del famoso &#8220;fosso&#8221;, con funzione protettiva della citt\u00e0, che poi fu allargato ed approfondito divenendo, nel 1886, l\u2019odierno Canale navigabile. Infine, da citare a proposito di questo periodo, \u00e8 il famoso <strong><span style=\"color: #008000;\">Libro Rosso dei Principi di Taranto<\/span><\/strong> in cui erano contenuti tutti i regolamenti della pesca relativi ai diritti della Regia Dogana. Questa raccolta di leggi e decreti regolavano l&#8217;attivit\u00e0 della pesca del XV secolo, cio\u00e8 dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Principato di Antonio del Balzo Orsini<\/span><\/strong>, fino al 18 febbraio 1668. Era prevista una gabella per ogni specie di pesce pescato o venduto nei luoghi prescritti. Molto interessanti le date rigorosamente stabilite per la pesca d&#8217;ogni pesce, crostaceo o mitile e le proibizioni di pesca in alcuni luoghi ed in determinati periodi dell&#8217;anno. Nel 1793 furono aggiunti al Libro Rosso, 19 articoli (compilatori N. Codronchi, F. Corradini, V. Reggi) con ulteriori regolamenti di pesca e compiti dei guardiani del mare. Era quindi indispensabile conoscere l&#8217;ubicazione, il nome delle numerose peschiere, le leggi che regolavano tempi e modi dell&#8217;attivit\u00e0 di pesca, persino la misura dei pali di recinzione; le infrazioni venivano infatti punite con multe severe e, talvolta con l&#8217;arresto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Scarpetta<\/span><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima stampa del 1761 di Taranto vecchia &#8211; incisore Giambattista Albrizzi&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: V &#8211; XVI SECOLO AREA: TARANTO parole chiave: Bizantini &nbsp; La nuova era cristiana trov\u00f2 Taranto ridotta ad una provincia dell&#8217;Impero romano; poi vennero i Goti, i Longobardi, gli Ungari, i Saraceni. N\u00e9 la citt\u00e0 venne risparmiata dal ferro di Odoacre e di Teodorico. 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