{"id":11040,"date":"2017-10-02T00:32:47","date_gmt":"2017-10-01T22:32:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=11040"},"modified":"2025-10-24T18:06:39","modified_gmt":"2025-10-24T16:06:39","slug":"vasa-storia-del-galeone-che-navigo-solo-per-poche-miglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11040","title":{"rendered":"Vasa, storia del pi\u00f9 grande vascello svedese che navig\u00f2 solo per poche miglia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">\u00a0.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Vasa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIl <strong><span style=\"color: #008000;\">Vasa<\/span><\/strong>, uno dei pi\u00f9 fastosi e imponenti vascelli del XVII secolo, pass\u00f2 alla storia non per le sue battaglie o avventurosi viaggi in mare ma per aver navigato solo poche miglia prima di scomparire nelle fredde acque del Baltico. Scopriamo la sua storia che ha dell&#8217;incredibile. La nave affond\u00f2 nel suo viaggio inaugurale, il 10 agosto 1628, dopo essere stato &#8220;colpito&#8221; da forti venti che ne avevano causato un forte sbandamento e allagamento dei compartimenti interni. Il naufragio avvenne a meno di un miglio dal porto nel suo viaggio inaugurale e caus\u00f2 un grande imbarazzo per l\u2019allora re, Gustavo di Svezia. Il nome stesso del vascello, <strong><span style=\"color: #008000;\">Regalskeppet Vasa<\/span><\/strong>, derivava dall&#8217;omonimo casato dei Vasa, che governava la Svezia all&#8217;epoca della costruzione del vascello e significa &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Nave di Sua Maest\u00e0<\/span><\/strong>&#8221; <strong><span style=\"color: #008000;\">Vasa<\/span><\/strong> (per Regia Nave Vasa), secondo una nomenclatura spesso usata da varie marine militari come la Royal Navy inglese. Quella nave, che doveva essere l&#8217;orgoglio della Marina svedese, non vide per\u00f2 nessuna battaglia ma affond\u00f2 per un banale errore di costruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Al re non si comanda<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa sua costruzione fu afflitta da frequenti &#8220;interferenze&#8221; da parte del re. Poco dopo l&#8217;impostazione della chiglia, il re fece forti pressioni perch\u00e9 la nave fosse modificata, allungandola significativamente. Il mastro carpentiere, che aveva supervisionato fino ad allora la costruzione, si ammal\u00f2 e mor\u00ec lasciando ai suoi inesperti apprendisti, la responsabilit\u00e0 di proseguire pur non avendo specifiche conoscenze tecniche. Re Gustavo mirava ad ottenere la nave pi\u00f9 potente del mondo dell\u2019epoca, e fece installare un secondo ponte di cannoni. E\u2019 il caso di dirlo &#8230; <strong><em><span style=\"color: #008000;\">ognuno deve fare il suo mestiere<\/span><\/em><\/strong>\u00a0&#8230; ed in questo caso il re avrebbe fatto meglio a restare a governare il suo &#8230; regno. Il vascello divenne troppo lungo e soprattutto troppo alto rispetto alla larghezza causando uno spostamento del baricentro che lo rese pericolosamente instabile. Nulla valse l\u2019aumento della zavorra che di fatto non fece che abbassare ulteriormente la linea dell\u2019opera morta favorendo l&#8217;imbarco di acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curioso fu il metodo scelto per collaudare la nave: \u00a0fu ordinato a trenta marinai di correre da un lato all&#8217;altro della nave per farla rollare. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Clas Fleming<\/span><\/strong>, osservando il pericoloso sbandamento, ordin\u00f2\u00a0 immediatamente di interrompere il test ma ci\u00f2 non bast\u00f2 a bloccare il progetto. Si s\u00e0, al Re non si comanda e la nave fu dichiarata pronta per solcare il mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">L&#8217;inaugurazione e il disastro<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Il 10 agosto 1628 il grande galeone iss\u00f2 le vele per il suo viaggio inaugurale poco al largo del porto di Stoccolma dove era stato costruito ed allestito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Vasas_maiden_voyage2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Vasas_maiden_voyage2.jpg\" width=\"1024\" height=\"860\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la rotta del viaggio inaugurale del Vasa su una mappa del XVII Secolo &#8211; autore Peter Isotalo<br \/>\n<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Vasas_maiden_voyage2.jpg\">Vasas maiden voyage2.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appena fuori dal porto, dopo poche miglia di percorso, una folata di vento lo fece inclinare fortemente su di un lato e nemmeno la perizia del timoniere riusc\u00ec a raddrizzarlo. Una seconda raffica di vento lo inclin\u00f2 nuovamente e l&#8217;acqua inizi\u00f2 a penetrare nello scafo attraverso i portelli dei cannoni. La nave si allag\u00f2 immediatamente ed affond\u00f2 sotto gli occhi di tutti a poche centinaia di metri dalla costa, dopo aver percorso meno di un miglio marino. Il maestoso vascello, orgoglio del Re di Svezia, affond\u00f2 quasi verticalmente adagiandosi sul basso fondale fangoso. Circa quaranta delle centotrenta persone dell\u2019equipaggio perirono nel naufragio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immediatamente il Re pretese l&#8217;istituzione di una commissione d&#8217;inchiesta per chiarire le colpe del disastro; inutile dire che la commissione, non raggiunse mai alcun risultato. Si racconta che un notabile fu maliziosamente interpellato da un diplomatico straniero sulle cause del disastro e pare che, imbarazzato rispose: \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Solo Dio &#8230; ed il Re, possono conoscerne le cause \u2026 <\/span><\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-18913\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francesco_Negri.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"889\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francesco_Negri.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francesco_Negri-219x300.jpg 219w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francesco_Negri-768x1051.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francesco_Negri-748x1024.jpg 748w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Negri era nato a Ravenna, unico figlio di una famiglia benestante. Di carattere avventuroso, aveva studiato le scienze\u00a0e le lingue. Dopo aver completato i suoi studi si era unito all&#8217;ordine francescano ed aveva lavorato come sacerdote.\u00a0Quindi viaggi\u00f2 di nuovo verso\u00a0Stoccolma dove venne ingaggiato\u00a0per il recupero di parti del relitto del Vasa. In seguito\u00a0Negri continu\u00f2 il suo viaggio solitario in barca o in carrozza ed alla fine riusci&#8217; ad arrivare a Capo Nord.\u00a0\u00a0Durante il suo viaggio, Negri fece ampi appunti e schizzi sulla topografia e sulla vita della popolazione locale descrivendo la fauna locale terrestre e marina. Ritornato in Italia, raccolse in un manoscritto il suo diario di viaggio.\u00a0Il suo libro fu pubblicato postumo nel 1700.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1280px-Vasa_Museum_-_Kanone_2-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1280px-Vasa_Museum_-_Kanone_2-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">uno dei cannoni recuperati dal vascello &#8211; autore Wolfgang Sauber <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Vasa_Museum_-_Kanone_2.jpg\">https:\/\/commons&#8230;Vasa_Museum_-_Kanone_2.jpg<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;ottobre del 1663, una buona parte dei cannoni in bronzo era stata gi\u00e0 recuperata grazie ad una magistrale opera di ingegneria idraulica diretta dall&#8217;italiano <strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Negri<\/span><\/strong>, con l&#8217;uso di una campana subacquea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perch\u00e9 questo sacerdote francescano ravennate si trovava in Svezia?<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span> <strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Negri<\/span> <\/strong>era molto interessato a quei paesi settentrionali, ancora in gran parte inesplorati. In particolare era stupito che vivessero popolazioni in regioni cos\u00ec fredde dove l&#8217;agricoltura non era possibile. Durante i suoi viaggi nel Nord, effettuati in solitaria, giunse fino a Stoccolma dove venne ingaggiato per il recupero di alcune parti nobili del relitto del Vasa tramite una campana subacquea di sua invenzione. Lo strumento poteva contenere solo un operaio che veniva ammainato per raggiungere il ponte del vascello sottostante e lavorare su di esso anche se per un limitatissimo periodo di tempo. Alcuni\u00a0scritti dell&#8217;epoca ricordano che quegli uomini potevano resistere non pi\u00f9\u00a0di quindici minuti a causa della bassa temperatura dell&#8217;acqua che li portava in ipotermia.\u00a0Gli studi di Negri\u00a0 sull&#8217;uso della campana subacquea per i salvataggi marittimi permisero agli svedesi di operare comunque sullo scafo della grande nave.\u00a0L&#8217;accesso ai cannoni rese per\u00f2 necessaria la demolizione di ponti e delle strutture sovrastanti; la complessa e laboriosa operazione fu descritta dettagliatamente da\u00a0Francesco Negri nel suo &#8221; <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Viaggio Settentrionale<\/span> <\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/800px-EU-SE-Stockholm-Djurgarden-Vasa_Museum-Cauldron-768x1024.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 800px-EU-SE-Stockholm-Djurgarden-Vasa_Museum-Cauldron-768x1024.jpeg\" width=\"768\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la campana subacquea del Negri &#8211; autore Dmtry G.<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:EU-SE-Stockholm-Djurg%C3%A5rden-Vasa_Museum-Cauldron.JPG\">EU-SE-Stockholm-Djurg\u00e5rden-Vasa Museum-Cauldron.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a> <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei secoli seguenti, la posizione del relitto fu dimenticata fino al 1956 quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Anders Franz\u00e9n<\/span><\/strong>, un tecnico della Marina svedese appassionato di archeologia marina, ebbe l&#8217;idea di recuperare il relitto. La Marina, dotata di moderne tecnologie di ricerca subacquea, non fatic\u00f2 a ritrovarlo e lo scafo apparve in eccellenti condizioni. Questo grazie alla bassissima salinit\u00e0 di quelle acque che non permette la vita delle teredini (<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Teredo navalis<\/span><\/em><\/strong>), vermi marini ben tristemente noti sin dall&#8217;antichit\u00e0 per la pessima abitudine di divorare in maniera devastante il legno dei fasciami delle navi. Inoltre,\u00a0 la rigida temperatura dell&#8217;acqua del mare (costantemente vicina ai 5 gradi C\u00b0), la quasi totale mancanza di ossigeno nel fango che di fatto isol\u00f2 lo scafo e l&#8217;ottimo e massiccio legno di rovere impiegato per la costruzione del vascello (ricco di sostanze tanniche) ne favorirono la conservazione regalando ai posteri questo gioiello navale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Vasa<\/span><\/strong> fu ritrovato in posizione pressoch\u00e9 eretta ad una profondit\u00e0 di trentadue metri di profondit\u00e0. Il relitto fu quindi sollevato dal fondo del mare, scavando inizialmente sei tunnel sotto lo scafo; in seguito vi vennero fatti passare dei cavi d&#8217;acciaio collegati a delle chiatte per il sollevamento. Un metodo rischioso ma ben conosciuto dagli architetti navali impegnati nei recuperi delle navi affondate.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/17th_century_salvaging-VASA-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 17th_century_salvaging-VASA-1.jpg\" width=\"648\" height=\"909\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">stampa del 18 secolo che mostra le tecniche di salvataggio del Vasa &#8211; da un trattato di Salvataggio del Triewald, pubblicato nel 1734 &#8211; autore Peter Isolato<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:17th_century_salvaging.jpg\">17th century salvaging.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente il 24 aprile 1961, il relitto del vascello venne\u00a0 lentamente sollevato dal fondo, posto su una grande piattaforma \u00a0e quindi\u00a0 trasportato fino al luogo dove era stato preparato un cantiere laboratorio ad hoc per la riparazione e ricostruzione del relitto. Quello stesso laboratorio divenne in seguito l&#8217;attuale museo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Un museo tutto per lui<\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Con oltre il 95 percento dei suoi componenti originali conservati, e le sue centinaia di sculture, il Vasa \u00e8 un tesoro artistico straordinario e pu\u00f2 essere considerato una delle bellezze storiche pi\u00f9 importanti al mondo. E&#8217; oggi conservato nel sito che fu impiegato per il suo restauro poi trasformato nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Vasa museum<\/span><\/strong>, sull&#8217;isola di Djurg\u00e5rden, che pu\u00f2 essere raggiunto all&#8217;indirizzo Gal\u00e4rvarvsv\u00e4gen 14, \u00a0Stoccolma.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1280px-The_Vasa_from_the_Bow-1-1024x682.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1280px-The_Vasa_from_the_Bow-1-1024x682.jpg\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">prua lato di sinistra del Vasa &#8211; autore Javier Kohen <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:The_Vasa_from_the_Bow.jpg\">The Vasa from the Bow.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Vasa<\/span><\/strong> \u00e8 divenuto una nota attrazione turistica svedese che ha ricevuto oltre 22 milioni di visitatori fino ad oggi. Ricostruito fedelmente sulla base dei disegni dell&#8217;epoca purtroppo, nel 2000, ha mostrato dei segni di deterioramento sullo scafo a causa del degrado delle fibre lignee strutturali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1280px-Vasa_port_galleries1-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1280px-Vasa_port_galleries1-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">poppa sinistra del vascello &#8211; autore Peter Isolato &#8211;<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Vasa_port_galleries1.jpg\">Vasa port galleries1.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a> <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle analisi chimiche, il legno \u00e8 risultato circa il 40% pi\u00f9 debole del normale legno di quercia ed \u00e8 diventato nel tempo molto acido con una forte diminuzione della resistenza meccanica. Sebbene la causa di questo decadimento sia ancora in discussione, una teoria suggerisce che il ferro degli infissi metallici, inseriti negli anni \u201960 per consolidare lo scafo della nave, potrebbe essersi combinato con l&#8217;ossigeno dell\u2019aria creando una sostanza altamente reattiva che sta erodendo la cellulosa del legno. Gli studi procedono e gli scienziati sono ottimisti di poter evitare un secondo naufragio della sfortunata nave reale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima:<\/span> <span style=\"color: #008000;\">modello scala 1:10 che mostra la ricchezza e la viva colorazione della poppa del vascello &#8211; Vasa Museum Stockholm &#8211; autore Peter Isotalo &#8211; <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Vasa_stern_color_model.jpg\">Vasa stern color model.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\u00a0. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVII SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: Vasa . Il Vasa, uno dei pi\u00f9 fastosi e imponenti vascelli del XVII secolo, pass\u00f2 alla storia non per le sue battaglie o avventurosi viaggi in mare ma per aver navigato solo poche miglia prima di scomparire nelle fredde acque del Baltico. 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