{"id":110218,"date":"2024-10-19T00:03:00","date_gmt":"2024-10-18T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=110218"},"modified":"2025-05-13T14:27:23","modified_gmt":"2025-05-13T12:27:23","slug":"angeli-e-e-demoni-del-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/110218","title":{"rendered":"Angeli e e demoni del mare"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MOLLUSCHI<\/strong><\/span><br \/>parole chiave: Clionidae, Gymnosomata<\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi parliamo di piccoli animali marini, chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">Angeli di mare<\/span><\/strong> per la curiosa presenza sul loro corpo di due lembi alari utilizzati per la locomozione. Queste ali sono attaccate alla parte anteriore del corpo mentre la parte posteriore \u00e8 gelatinosa e per lo pi\u00f9 trasparente. Tecnicamente si tratta di animali appartenenti all\u2019ordine dei Pteropodi, al sottordine Gymnosomata (comunemente chiamati angeli di mare) e alla famiglia dei Clionidae, scientificamente chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">Clione limacina<\/span><\/strong>, piccoli molluschi planctonici dal corpo trasparente che sono dotati di conchiglia solo durante lo stadio embrionale. Nella crescita il piede degli angeli di mare si trasforma in due piccole ali che, quando si avventano sulle prede, battendole velocemente con una frequenza di 1-2 battiti al secondo, gli consentono di effettuare scatti notevoli.<br \/>Questa specie \u00e8 solitamente lunga da 10 a 15 mm, anche se ci sono citazioni di esemplari che vivono in acque fredde che raggiungono pi\u00f9 di 5 cm di lunghezza.<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Clione_limacina_by_NOAA.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Clione_limacina_by_NOAA.jpg\" width=\"841\" height=\"1057\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008080;\"><strong>Clione limacina, una lumaca senza guscio nota angelo di mare, nuota nelle acque poco profonde sotto il ghiaccio artico. Foto dal Mare di Beaufort, a nord di Point Barrow (Alaska) Data 2005 Fonte NOAA Photo Library Autore Kevin Raskoff, Hidden Ocean 2005 Expedition: NOAA Office of Ocean Exploration.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La forma del loro corpo \u00e8 allungata, con una zona anteriore distintiva o testa, un collo, il corpo e una piccola zona posteriore. Il corpo \u00e8 traslucido ma i visceri dii color rosa arancio danno a questo curioso animale colori particolari. La testa \u00e8 larga e ha due lobi, con un\u2019apertura della bocca in una scanalatura tra i due lobi dove si possono osservare diverse protuberanze rotonde (coni buccali). L\u2019estremit\u00e0 posteriore del corpo, o cono caudale, ha un labbro anteriore allargato e le sue cellule hanno lunghe ciglia in continuo movimento. All\u2019interno di esso ci sono delle sferule luminose. Come molti gasteropodi sono ermafroditi a fecondazione interna.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/640px-Clione_limacina_detail.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 640px-Clione_limacina_detail.jpg\" width=\"843\" height=\"964\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008080;\"><strong><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Fotografia dell&#8217;angelo di mare (Clione limacina) che &#8220;vola&#8221; nell&#8217;acqua sbattendo un piccolo paio di ali nella parte anteriore del corpo &#8211; <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Foto NOAA di Jeff Hannigan<br \/><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Clione_limacina_detail.jpg\">Clione limacina detail.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Angeli e demoni<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Clione limacina<\/span><\/strong> \u00e8 il gimnosomato pi\u00f9 abbondante nel plancton superficiale delle acque temperate e polari, per cui \u00e8 un\u2019importante fonte di cibo per le balene e alcuni pesci. Al di l\u00e0 del loro aspetto angelico sono in realt\u00e0 nel loro piccolo degli abili e spietati predatori che si nutrono di un solo tipo di preda ovvero le loro cugine <strong><span style=\"color: #008000;\">Limacina tecosomata<\/span><\/strong>, dette farfalle di mare, e un altro tipo di lumaca marina, la Creseis clava, nota per il suo guscio affilato. Quando vengono casualmente in contatto con le loro prede, nell\u2019arco di 50-70 millisecondi dalla bocca dell\u2019angelo fuoriescono sei tentacoli pompati violentemente all\u2019esterno dai liquidi interni del mollusco.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/limacina.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 limacina.jpg\" width=\"840\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In figura. Nuoto regolare, i coni buccali sono retratti e coperti da pieghe cutanee (A). La preda una volta a portata viene catturata da sei tentacoli che afferrano saldamente la conchiglia della farfalla, la rigirano in modo da posizionarla con l\u2019apertura rivolta verso la bocca dell\u2019angelo (B), che in questo stadio \u00e8 aperta al massimo. Contemporaneamente due uncini vengono estroflessi da apposite sacche e inseriti nel corpo della preda, di solito alla base delle ali (C). La povera vittima solitamente cerca di divincolarsi dibattendo le ali, mentre l\u2019angelo aspetta che la sua vittima si stanchi.<\/span><br \/><\/strong><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/figure\/Schematic-drawings-of-Clione-and-its-prey-Limacina-A-regular-background-swimming-The_fig5_7377602\">Schematic drawings of Clione and its prey Limacina. A: regular&#8230; | Download Scientific Diagram (researchgate.net)<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo circa 14 minuti, il Clione ritrae gli uncini, estraendo la farfalla dalla conchiglia e ingoiandola intera e ancora viva attraverso l\u2019enorme bocca spalancata. Dal momento che il corpo dell\u2019angelo \u00e8 trasparente, \u00e8 possibile vedere in controluce l\u2019ombra scura del corpo della farfalla che si muove e ancora si dibatte debolmente all\u2019interno dell\u2019esofago del suo predatore. Qui la radula, la lingua uncinata tipica di tutti i gasteropodi, si muove su e gi\u00f9 raschiando via pezzi della vittima, sino a consumarla completamente. Questa lunga agonia dura anche 60 minuti, il pasto \u00e8 completo e l\u2019angelo lascia cadere la conchiglia. Potremmo dire angeli e demoni ma \u00e8 la legge della natura.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dalla sua preda, Clione limacina riesce ad assimilare il 90% del carbonio e quasi il 96% dell\u2019azoto. Il carbonio viene trasformato in speciali grassi presenti in abbondanza nel corpo di Clione (sino a oltre il 50% della massa) che consentono a questi animali di avere riserve particolari per i periodi in cui manca il cibo e ne consente anche la sopravvivenza nelle gelide acque artiche.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Enzo Popio<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima Clione limacina &#8211; autore Jeff Hanningam\u00a0 NOAA<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINAPERIODO: XXI SECOLOAREA: MOLLUSCHIparole chiave: Clionidae, Gymnosomata Oggi parliamo di piccoli animali marini, chiamati Angeli di mare per la curiosa presenza sul loro corpo di due lembi alari utilizzati per la locomozione. Queste ali sono attaccate alla parte anteriore del corpo mentre la parte posteriore \u00e8 gelatinosa e per lo pi\u00f9 trasparente. 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D. in Maritime Science e Master in \u201cEnvironmental science and sea pollution research\u201d presso la Pacific Western University di Los Angeles, California, il dottor Popio ha trascorso oltre 32 anni di servizio attivo nella Marina Militare. Ha ricoperto incarichi di Comando a bordo delle unit\u00e0 navali, come Direttore agli Studi presso Istituti di Formazione militare e come rappresentante della Marina presso l\u2019Ufficio del Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. Lasciato il servizio attivo, il dr. Popio, ha continuato, in campo civile, a fornire il proprio contributo per la salvaguardia dell\u2019ambiente marino e di tutte le sue specie, collaborando in diversi progetti riguardanti l\u2019ambiente, con le Universit\u00e0 di Bari, Lecce, Napoli e con l\u2019Istituto per l\u2019Ambiente Marino Costiero-CNR di Taranto. Numerosi sono gli articoli pubblicati sulla stampa locale sull\u2019inquinamento (aria, mare, suolo) a Taranto, dovuto alla presenza delle industrie pesanti. 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D. in Maritime Science e Master in \u201cEnvironmental science and sea pollution research\u201d presso la Pacific Western University di Los Angeles, California, il dottor Popio ha trascorso oltre 32 anni di servizio attivo nella Marina Militare. Ha ricoperto incarichi di Comando a bordo delle unit\u00e0 navali, come Direttore agli Studi presso Istituti di Formazione militare e come rappresentante della Marina presso l\u2019Ufficio del Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. Lasciato il servizio attivo, il dr. Popio, ha continuato, in campo civile, a fornire il proprio contributo per la salvaguardia dell\u2019ambiente marino e di tutte le sue specie, collaborando in diversi progetti riguardanti l\u2019ambiente, con le Universit\u00e0 di Bari, Lecce, Napoli e con l\u2019Istituto per l\u2019Ambiente Marino Costiero-CNR di Taranto. Numerosi sono gli articoli pubblicati sulla stampa locale sull\u2019inquinamento (aria, mare, suolo) a Taranto, dovuto alla presenza delle industrie pesanti. 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