{"id":109680,"date":"2024-09-20T00:03:00","date_gmt":"2024-09-19T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=109680"},"modified":"2024-09-07T17:04:20","modified_gmt":"2024-09-07T15:04:20","slug":"la-missione-del-nautilus-di-aldo-antonicelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/109680","title":{"rendered":"La Spedizione Wilkins-Ellsworth a bordo del Nautilus di Aldo Antonicelli"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: ARTICO<\/strong><\/span><br>parole chiave: Spedizione Wilkins-Ellsworth, Nautilus, O-12<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il progetto della spedizione ebbe grande risonanza pubblica anche se le opinioni degli \u201caddetti ai lavori\u201d e degli ufficiali di marina erano generalmente pessimistiche. Un articolo pubblicato a giugno 1931 dal periodico <strong><span style=\"color: #008000;\">Modern Mechanix<\/span><\/strong> riport\u00f2 le opinioni di diverse persone; un anonimo ufficiale sommergibilista della US Navy disse che i responsabili della spedizione erano esageratamente ottimisti circa la durata delle batterie del Nautilus in immersione e che il loro tentativo equivaleva ad un suicidio.<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/O-2-142373683_1814555458709132_7094758558194281721_n.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 O-2-142373683_1814555458709132_7094758558194281721_n.jpg\" width=\"857\" height=\"706\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fig. 7: l\u2019OS-12 all\u2019inizio dei lavori di trasformazione. Fonte: Temple Digital Collection, https:\/\/digital.library.temple.edu\/&#8230;\/p15037coll3\/id\/69609<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il capitano di vascello Simpson dell\u2019arsenale di Brooklyn dichiar\u00f2 che la Marina non avrebbe mai nemmeno pensato di mandare degli uomini in una spedizione cos\u00ec pazzesca e che tutto il progetto era basato unicamente su supposizioni non supportate da prove concrete. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">esploratore polare Stefannson<\/span><\/strong>, che nel 1913, nel corso di una spedizione nel Canada settentrionale alla quale aveva preso parte anche Wilkins, aveva espresso a quest\u2019ultimo la sua idea che sarebbe stato possibile un giorno navigare sotto la banchisa polare, dichiar\u00f2 che al momento era ancora un\u2019impresa pericolosa ma profeticamente si disse certo che tra 10 o 20 anni sarebbe divenuta una operazione normale e assolutamente sicura.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/O-2-142785894_1814555565375788_2904410624595252709_n-1024x641.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 O-2-142785894_1814555565375788_2904410624595252709_n-1024x641.jpg\" width=\"1024\" height=\"641\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fig. 8: Completamento dell\u2019installazione del ponte-slitta. Fonte: Temple Digital Collection https:\/\/digital.library.temple.edu\/&#8230;\/p15037coll3\/id\/69601<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">I lavori di adattamento si prolungarono molto pi\u00f9 a lungo del previsto e solamente il 16 marzo 1931, con due mesi di ritardo, il Nautilus lasci\u00f2 il cantiere per andare a New York dove avrebbe avuto luogo la cerimonia ufficiale del battesimo, alla quale presenzi\u00f2 anche il nipote di Jules Verne, fatto venire appositamente dalla Francia. L\u2019equipaggio di 18 uomini era composta tutto da civili e il comando era affidato a<strong><span style=\"color: #008000;\"> Sloan Danenhower<\/span><\/strong>, socio d\u2019affari di Lake ed ex ufficiale sommergibilista della US Navy.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/O-2-143009696_1814555695375775_6794043342069411341_n-670x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 O-2-143009696_1814555695375775_6794043342069411341_n-670x1024.jpg\" width=\"862\" height=\"1317\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fig. 9: disegno in sezione della torretta\/trivella telescopica e, in basso, la fresa. Da Modern Mechanix, giugno 1931.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Mentre il battello entrava nel porto di New York a rimorchio a causa di un guasto ai motori, un membro dell\u2019equipaggio fu scagliato in mare da un\u2019ondata ed affog\u00f2. Dopo aver effettuato alcune immersioni di prova, e delle riparazioni alle trivelle malfunzionanti, solamente il 4 giugno il Nautilus salp\u00f2 alla volta della Gran Bretagna. Non tutto a bordo funzionava perfettamente: i motori e i circuiti elettrici erano in cattivo stato, uno dei cilindri dei motori era fessurato, due pompe non funzionavano e le trivelle retrattili presentavano ancora dei difetti. Nonostante ci\u00f2, Wilkins e Danenhower avevano fretta di partire in quanto il <strong><span style=\"color: #008000;\">dr Sverdrup<\/span><\/strong>, capo dell\u2019equipe scientifica, aveva avvisato <strong><span style=\"color: #008000;\">Wilkins<\/span><\/strong> che per poter raggiungere il Polo e il previsto incontro con il Graf Zeppelin, incontro dal quale dipendeva l\u2019appoggio finanziario di Hearst, il battello avrebbe dovuto partire dall\u2019isola Spitsbergen non oltre il 10 luglio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/O-2-142532411_1814555712042440_7527288639126904561_n.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 O-2-142532411_1814555712042440_7527288639126904561_n.jpg\" width=\"931\" height=\"736\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fig. 10: una delle prime uscite di prova del Nautilus. Fonte: https:\/\/www.amphilsoc.org\/exhibits\/nautilus\/history.htm<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Per raggiungere l\u2019obiettivo Wilkins contava di effettuare una traversata dell\u2019Atlantico veloce, ma le cose andarono diversamente. Durante una ricarica delle batterie si verific\u00f2 una esplosione e acqua di mare penetr\u00f2 nel locale batterie e in uno dei motori diesel mettendolo fuori uso. Il 13 giugno anche il secondo motore diesel cess\u00f2 di funzionare e le batterie si scaricarono. A Danenhower non rest\u00f2 altro da fare che inviare un SOS con il potente apparato radio di bordo. In soccorso del Nautilus arrivarono le due corazzate statunitensi Wyoming e Arkansas che si trovavano a sole 50 mn di distanza dirette a Copenhagen. Il Nautilus fu preso a rimorchio dalla Wyoming che lo port\u00f2 fino alla costa irlandese, dove fu preso a rimorchio da un rimorchiatore.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/O-12-143090728_1814555748709103_3883754778799627336_n.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 O-12-143090728_1814555748709103_3883754778799627336_n.jpg\" width=\"853\" height=\"1533\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fig. 11: il Nautilus a rimorchio della Wyoming. Fonte: The Ohio State University.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo una sosta a Cork Harbour, il battello fu rimorchiato fino a Plymouth, nel cui Arsenale l\u2019Ammiragliato britannico si era offerto di ripararlo. Il Nautilus giunse a Plymouth il 27 giugno. Durante la sosta, si scopr\u00ec che la causa di forti malori che avevano colpito molti membri dell\u2019equipaggio durante la traversata era un avvelenamento da piombo dovuto alla vernice con la quale erano stati verniciati i serbatoi dell\u2019acqua potabile. Dato il grande ritardo accumulato dal Nautilus l\u2019incontro al Polo con il Graf Zeppelin era divenuto impossibile e il 24 luglio Eckener era partito con il dirigibile per un volo artico di cinque giorni nel corso del quale si incontr\u00f2 con un rompighiaccio russo col quale scambi\u00f2 della corrispondenza. Erano ben 74 i componenti dell\u2019equipaggiamento del Nautilus che erano guasti, una prova della scarsa qualit\u00e0 del lavoro effettuato durante l\u2019allestimento. Uno dei sostegni del timone verticale era mancante, probabilmente spezzatosi per fatica del metallo. Quando, una volta ultimate le riparazioni, fu effettuata un\u2019immersione di prova si scopr\u00ec che al compressore dell\u2019aria mancavano dei pezzi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/O-2-142352528_1814555812042430_1384271158751479432_n-1-1024x625.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 O-2-142352528_1814555812042430_1384271158751479432_n-1-1024x625.jpg\" width=\"1024\" height=\"625\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fig. 12: il Nautilus a Plymouth, cartolina postale<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Solo il 28 luglio il Nautilus pot\u00e9 ripartire diretto a Bergen, dove arriv\u00f2 il 1\u00b0 di agosto, non senza aver sofferto ulteriori guasti durante la navigazione. Ormai la stagione era troppo avanzata per tentare di raggiungere il Polo e d\u2019altronde vi erano forti dubbi che il Nautilus fosse in grado di sostenere una lunga navigazione; gli scienziati che attendevano a Bergen decisero comunque che sarebbe stato possibile effettuare i loro esperimenti in un\u2019area a nord-ovest delle Svalbard e anche effettuare una breve crociera sotto il ghiaccio. Il 5 agosto il Nautilus part\u00ec per andare a Troms\u00f8 dove arriv\u00f2 4 giorni dopo. Il 10 part\u00ec alla volta delle isole Svalbard ma un ennesimo problema ai motori diesel lo costrinse ad andare alla deriva per alcune ore finch\u00e9 non furono terminate le riparazioni di emergenza. Arriv\u00f2 a Longyearbyen, capitale dell\u2019isola di Spitsbergen il 15 agosto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/O-2-142785964_1814555862042425_1001422191849536498_n.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 O-2-142785964_1814555862042425_1001422191849536498_n.jpg\" width=\"847\" height=\"618\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fig. 13: il Nautilus tra i ghiacci. Fonte: The Ohio State University.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Tre giorni dopo salp\u00f2 per raggiungere la banchisa dove giunse il 19 e si inoltr\u00f2 tra i banchi di ghiaccio galleggianti alla ricerca del punto adatto a tentare un\u2019immersione. Il 22 di agosto le condizioni meteorologiche erano favorevoli e l\u2019equipaggio prepar\u00f2 il Nautilus per l\u2019immersione, la prima da quando aveva lasciato gli USA. Dopo tutti gli incidenti avvenuti durante la navigazione alcuni dei membri dell\u2019equipaggio erano comprensibilmente contrari ad effettuare il tentativo. Quando tutto era ormai pronto, il timoniere dispose i timoni orizzontali in posizione \u201ca scendere\u201d ma il Nautilus non cambi\u00f2 l\u2019assetto. Il battello fu arrestato e il comandante Danenhower si rec\u00f2 a poppa per controllare i timoni e scopr\u00ec che ambedue i timoni orizzontali erano scomparsi. Un palombaro si immerse e constat\u00f2 che i loro supporti erano spezzati: il punto di rottura era netto e sembrava che i due timoni fossero stati alternativamente sollevati ed abbassati finch\u00e9 il metallo non aveva ceduto. Nonostante Wilkins fosse dell\u2019opinione che con il suo sistema di scivolare sotto la banchisa i timoni orizzontali non fossero necessari e che sarebbe bastato allagare le casse d\u2019immersione il resto dell\u2019equipaggio si oppose fermamente ad effettuare l\u2019immersione. La causa della perdita dei timoni non fu mai accertata : secondo alcuni membri dell\u2019equipaggio i timoni erano stati spezzati da un urto particolarmente violento contro un lastrone di ghiaccio avvenuto giorni prima. Wilkins nei suoi primi rapporti attribu\u00ec la rottura dei timoni alla \u201cfatica e cristallizzazione\u201d del metallo\u201d ma accenn\u00f2 anche all&#8217;esistenza di \u201caltre spiegazioni\u201d senza per\u00f2 specificare quali fossero. Solamente molti anni dopo nei suoi appunti avanz\u00f2 l\u2019ipotesi che la \u201csparizione\u201d dei timoni fosse dovuta ad un deliberato sabotaggio da parte di uno o pi\u00f9 membri dell\u2019equipaggio che non volevano \u201candare sotto il ghiaccio\u201d. Nel 1958 confid\u00f2 al comandante di un sommergibile nucleare statunitense che ebbe occasione di visitare che probabilmente i sostegni dei timoni erano stati manomessi a Bergen o all\u2019isola Spitsbergen in modo tale da provocarne il distacco durante la navigazione. Nei giorni seguenti il battello si inoltr\u00f2 tra i lastroni di ghiaccio galleggianti, furono eseguiti alcuni esperimenti e fu estratto un campione del fondo marino. Il 31 le condizioni di mare e vento erano calme e Wilkins decise di tentare un\u2019immersione sotto il ghiaccio. Con un assetto appruato di -1\u00b0 il Nautilus si infil\u00f2 sotto un banco di ghiaccio fino a met\u00e0 lunghezza e si arrest\u00f2, in quanto la trivella principale, che era rimasta bloccata in posizione estratta, toccava il bordo del ghiaccio. L\u2019inclinazione fu aumentata e il Nautilus finalmente si immerse sotto al ghiaccio. Si tent\u00f2 di azionare la trivella manualmente ma non fu possibile penetrare il ghiaccio. Dopo breve tempo, Danenhower fece dare macchina indietro e il Nautilus riemerse. Il 4 settembre il Nautilus effettu\u00f2 una seconda breve immersione che fu filmata.<\/p>\n<p align=\"justify\">Viste le pessime condizioni del Nautilus e il malfunzionamento delle sue speciali apparecchiature se effettivamente la perdita dei timoni fu veramente dovuta ad un sabotaggio non si pu\u00f2 dare del tutto torto a coloro che lo attuarono. Il 6 settembre il peggioramento delle condizioni metereologiche convinse Wilkins a porre fine alla spedizione. Il 7 il Nautilus raggiunse nuovamente Longyearbyen e Wilkins part\u00ec immediatamente per New York per accordarsi circa il destino del Nautilus che, secondo il contratto con la US Navy avrebbe dovuto essere riportato negli Stati Uniti; gli scienziati fecero ritorno in Norvegia a bordo di un piroscafo. Il 20 settembre il Nautilus giunse infine a Bergen, dove l\u2019equipaggio fu congedato. Pochi giorni dopo Wilkins fu autorizzato ad affondare il sommergibile. Il 20 novembre il battello fu rimorchiato al largo di Bergen e affondato in un fondale di 350 m di profondit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Finiva cos\u00ec ingloriosamente la spedizione polare in sommergibile Wilkins-Ellsworth. La grande somma di denaro spesa port\u00f2 come risultati pratici un esemplare di fondo marino artico ed alcuni rilevamenti scientifici, oltre a fotografie e filmati della superficie inferiore dei ghiacci polari.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Aldo Antonicelli<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/109676\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/109680\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: ARTICOparole chiave: Spedizione Wilkins-Ellsworth, Nautilus, O-12. Il progetto della spedizione ebbe grande risonanza pubblica anche se le opinioni degli \u201caddetti ai lavori\u201d e degli ufficiali di marina erano generalmente pessimistiche. 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