{"id":109587,"date":"2024-10-11T00:03:00","date_gmt":"2024-10-10T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=109587"},"modified":"2026-04-17T19:01:41","modified_gmt":"2026-04-17T17:01:41","slug":"109587","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/109587","title":{"rendered":"Cenni sul programma addestrativo e sulle apparecchiature di supporto al tiro della Regia Flotta italiana fino al 1939"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: REGIA MARINA ITALIANA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: apparecchiature per il tiro<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Dalla documentazione consultata l\u2019attivit\u00e0 addestrativa veniva svolta da marzo a ottobre (otto mesi) con le seguenti scansioni temporali:<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211;\u00a0 marzo approntamento unit\u00e0 navali;<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; aprile-giugno allenamento delle unit\u00e0 isolate e delle divisioni;<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; luglio-agosto riunione delle forze navali e esecuzione delle esercitazioni di squadra a partiti contrapposti;<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; agosto-settembre esercitazioni a premio e dislocazioni per i turni di lavori<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>In pratica l\u2019addestramento e la preparazione bellica erano concentrati tra aprile e met\u00e0 agosto per un totale di 135 giorni teorici di cui non pi\u00f9 del 40\/50% in mare.<\/strong> <\/span>Questo differiva da quello della marina reale britannica in cui l\u2019attivit\u00e0 addestrativa coincideva con l\u2019anno solare e il tempo in mare era del 60\/70% e l\u2019attivit\u00e0 cessava solo quando le navi andavano ai lavori.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Doria_320mm_gun.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Doria_320mm_gun.jpg\" width=\"1072\" height=\"681\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">cannoni da 320mm della corazzata Andrea Doria &#8211; Fonte http:\/\/www.modelli-navali.it\/MM-Italiana\/arch_immag\/duilio1938\/a_duilio_1938.html#01<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Doria_320mm_gun.jpg\">Doria 320mm gun.jpg &#8211; Wikipedia<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Nell\u2019anno 1927 le quattro unit\u00e0 da battaglia della Regia Marina italiana attive effettuarono diciassette esercitazioni di tiro con i grossi calibri (da un minimo di tre a un massimo di cinque per unit\u00e0) e ventitr\u00e9 di tiro contraereo. Nel decennio successivo le cose non cambiarono in modo sostanziale e non si pu\u00f2 certo dire che la preparazione al combattimento fosse proporzionata alle esigenze; in pratica con queste basi addestrative la Regia Marina era una forza navale preparata dal punto di vista nautico, della navigazione e della manovra ma deficiente nella preparazione al combattimento e al tiro. Dal 1935 al 1939, quando divenne evidente che la Gran Bretagna era entrata nel novero dei probabili avversari, la Regia marina cerc\u00f2 di migliorare la situazione studiando modifiche al materiale e se il numero di giornate in mare rimase inalterato le esercitazioni di tiro furono intensificate con un sensibile incremento delle esercitazioni d\u2019attacco silurante del naviglio sottile.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019anno addestrativo negli ultimi anni prima della guerra prevedeva sei esercitazioni di tiro per le artiglierie antinave e otto (o nove) per le artiglierie antinave e antiaeree; di queste un quarto erano notturne le quali erano effettuate dalle artiglierie fino al calibro di 203mm compreso. Nel corso dell\u2019anno addestrativo era prevista, oltre alle normali esercitazioni di tiro, un\u2019esercitazione \u201cspeciale\u201d riservata a una sola unit\u00e0 per classe, effettuata sotto il controllo diretto del Ministero, utilizzando come bersaglio la nave bersaglio telecomandata \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>San Marco<\/em><\/span><\/strong>\u201d. Anche in questo caso il tiro notturno era eseguito coi soli calibri piccoli e medi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/R.N._San_Marco.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 R.N._San_Marco.jpg\" width=\"1066\" height=\"658\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il <i>San Marco<\/i>\u00a0fu un\u00a0incrociatore corazzato\u00a0della\u00a0Regia Marina\u00a0che partecip\u00f2 prima alla\u00a0guerra italo turca\u00a0e successivamente, alla\u00a0prima guerra mondiale. Il\u00a0<i>San Marco<\/i> fu la prima unit\u00e0 della Regia Marina a montare turbine a vapore, costruite su licenza dai Cantieri\u00a0Ansaldo\u00a0di\u00a0Genova. Nel\u00a01931\u00a0alla\u00a0Spezia\u00a0venne convertito in bersaglio mobile radiocomandato controllato dal\u00a0cacciatorpediniere\u00a0<i>Audace <\/i>&#8211; Autore non noto &#8211; Fonte http:\/\/www.marinai.it\/main.html su\u00a0<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:R.N._San_Marco.jpg\">R.N. San Marco.jpg &#8211; Wikipedia<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Solo dalla met\u00e0 del 1938 la Regia Marina decise di incrementare la frequenza ed il realismo dell\u2019addestramento al combattimento notturno con disposizioni che non sembrano abbiano trovato reale applicazione; non risulta che esercitazioni siano stati fatte in forma continua ed estesa e, d\u2019altra parte, al di l\u00e0 della cinematica con quale munizionamento si sarebbero potuti fare tiri notturni? I servizi informativi avevano accertato che la Royal Navy da qualche anno conduceva regolarmente esercitazioni notturne; nel luglio 1938\u00a0 venne inviato in Germania il <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Gironi<\/span><\/strong>, che riport\u00f2\u00a0 la pratica germanica di utilizzare tutti i calibri in notturna contro bersagli a 8\/10 km di distanza con esercitazioni contro bersaglio radiocomandato e una unit\u00e0 maggiore (una vecchia corazzata, di cui la conversione del San Marco era copia). inoltre, dal\u00a0rapporto di missione risalt\u00f2 una disparit\u00e0 di vedute sulla opportunit\u00e0 dell\u2019impiego dei proiettori.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/ammiraglio-Silvio_Salza.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ammiraglio-Silvio_Salza.png\" width=\"221\" height=\"319\" \/>Nell\u2019estate del 1939 la commissione unica per le esercitazioni dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Silvio Salza <sup>1<\/sup><\/span><\/strong> ispezion\u00f2 tutte le navi della flotta mentre erano impegnate in una serie di esercitazioni. Furono registrati I progressi nella preparazione del personale e le buone prestazioni delle apparecchiature per la direzione del tiro ma fu evidenziata la dispersione delle salve di artiglieria principalmente per il munizionamento ma non solo per questo. Fu bocciato completamente il tiro notturno per il quale sarebbe stato necessario intensificare l\u2019addestramento da condurre con modalit\u00e0 realistiche e maggior frequenza, partendo dall\u2019insufficiente preparazione del personale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo tardivo risveglio\u00a0 gener\u00f2 una serie di requisiti:<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; fu iniziato lo studio di un nuovo obice illuminante da 120\/17 con una velocit\u00e0 iniziale di 650 m\/ e portata oltre 10.000 metri.<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; Si dotarono gli incrociatori classe Zara di due obici illuminanti 120\/15 e le nuove navi da battaglia di vecchi cannoni da 120\/40 adattati per sparare proiettili illuminanti. Questi erano previsti anche per i Doria ma, dato che non si riusc\u00ec a trovare una collocazione adeguata a essi e che i 120\/40 non avevano dato buoni risultati, si decise poi di adibire al tiro illuminante anche le armi da 135 e 90 mm.<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; Fu posto allo studio un nuovo proiettile illuminante da 152 con 14000 metri di gittata che per\u00f2 non super\u00f2 la fase sperimentale e non entr\u00f2 mai in produzione<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; Furono distribuiti nuovi binocoli portatili <strong><span style=\"color: #008000;\">San Giorgio Lugenico<\/span><\/strong> da 7&#215;50, e altri modelli similari come i Galileo Glauco o gli R.M.I e R.M.I. Smg dalla Ditta F.lli Koristka di Milano sempre 7&#215;50 (uno standard per la Marina). A guerra molto inoltrata la Regia Marina fece richiesta di tali binocoli alla Germania e ne furono consegnati solo poche decine (fonti non confermate parlano di soli di 32 esemplari).<\/p>\n<figure style=\"width: 1067px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Z99_Kosistka_8x_binoculars-1024x768.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Z99_Kosistka_8x_binoculars-1024x768.webp\" width=\"1067\" height=\"800\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Z99 Koristka 8&#215;30 binocolo ARGO &#8211; Fratelli Koristka costruito in Milano 1920&#8243;s &#8211;<\/span> <span style=\"color: #008000;\">GNU Free Documentation License &#8211; Fonte\u00a0<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/camerapedia.fandom.com\/wiki\/Koristka\">Koristka | Camerapedia | Fandom<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A riguardo dei binocoli<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Questi erano gli strumenti fondamentali per l\u2019avvistamento ottico: i nuovi modelli di binocoli italiani come del resto le ottiche delle apparecchiature per la direzione del tiro erano strumenti di buona qualit\u00e0 (anche se alcuni critici si soffermano sulla mancanza di trattamento antiriflesso sulle lenti che ne limitava l\u2019efficienza nelle ore notturne) ma il vero problema generale della produzione italiana era la mancanza di vetro ottico, non prodotto in Italia nella qualit\u00e0 necessaria e la cui importazione, solo dalla Germania, non veniva concessa. Forniture e trattamenti furono introdotti nel 1935 negli Stati Uniti e in Germania e subito coperti da segreto militare (per la Zeiss il trattamento era destinato solo agli strumenti in uso alle forze armate del Terzo Reich); in un rapporto al <strong><span style=\"color: #008000;\">Grand ammiraglio D\u00f6nitz<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante Herbert Schultze<\/span><\/strong> segnalava: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">I nostri binocoli notturni appaiono essere molto superiori a quelli usati dal nemico. \u00c8 capitato spesso di poter vedere molto chiaramente navi in superficie, mentre le loro ottiche erano cos\u00ec inferiori da rendergli impossibile il nostro avvistamento<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non \u00e8 chiaro se e quando si riuscirono ad adeguare gli strumenti ottici italiani nelle fasi critiche del conflitto, ma risulterebbe che ditte italiane nel 1943\/44 abbiano prodotto su licenza binocoli 10 x 80 per le forze armate tedesche. L&#8217;esigenza di uno strumento di maggiore potenza port\u00f2 all\u2019introduzione del binocolo da coperta tri-oculare ad alta luminosit\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">San Giorgio Modello Astramar con oculari 12-20-40&#215;80 e il similare tri-oculare delle Officine Galileo, Triog<\/span><\/strong>; il peso ragguardevole, superiore a 7 kg, rese per\u00f2 indispensabile una sistemazione fissa, con la possibilit\u00e0 di ruotare lo strumento in modo da ottenere ampi settori di esplorazione. Successivamente l&#8217;impiego di Astramar San Giorgio e Triog Officine Galileo, ma anche di Asembi Zeiss, si estese progressivamente dalle navi da battaglia, agli incrociatori e ai cacciatorpediniere. Viene citata, ed andrebbe verificata ed approfondita, la notizia dal montaggio del binocolo anche sui cacciatorpediniere, &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">s<\/span><span style=\"color: #008000;\">u un apparecchio stabilizzato d&#8217;esplorazione tipo \u00abSan Giorgio\u00bb munito di trasmettitore dei dati di sito e brandeggio<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Lato_oculari-ASTRAMAR-768x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Lato_oculari-ASTRAMAR-768x1024.jpg\" width=\"1069\" height=\"1426\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il Doppelfernrohr o Bino-Tri-oculare Modello Astramar fu prodotto, a partire dal 1936 circa dalla San Giorgio di Genova, su progetto Zeiss. Si trattava di un binocolo ad alta luminosit\u00e0 con doppietti acromatici 80 mm e oculari 12-20-40x installati su torrette ruotanti. Nella foto un modello su sostegno originale San Giorgio completamente restaurato da Luca Mazzoleni &#8211; Fonte<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/binocoli.forumfree.it\/?t=72878509#:~:text=Il%20Doppelfernrohr%20o%20Bino-Trioculare%20Modello%20Astramar%20fu%20prodotto,%20a%20partire\">San Giorgio Astramar 12-20-40 X 80 &#8211; Binocoli militari (forumfree.it)<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Inigo Campioni<\/span><\/strong>, Comandante della Squadra Navale nella battaglia di Punta Stilo avvenuta nel luglio del 1940, rilev\u00f2 che \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>\u00c8 stata rilevata la necessit\u00e0 di avere sulla plancia Ammiraglia ottimi strumenti per poter perfezionare le notizie che pervengono dall&#8217;esplorazione aerea e da quella navale e percepire subito i movimenti del nemico durante la fase balistica. Occorre aumentare sulle unit\u00e0 sede di Comandi complessi la dotazione di binocolo &#8220;<\/em>Astramar<em>&#8220;<\/em> in modo da averne almeno due collocati in posizione adatta per poter esplorare tutto l&#8217;orizzonte<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/regia-marina-astramar.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 regia-marina-astramar.jpg\" width=\"1072\" height=\"810\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>marinaio di vedetta all&#8217;ASTRAMAR &#8211; Fonte Ufficio Storico Marina Militare<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Appare irrealistica la proposta, qualora sia stata veramente avanzata, di un uso sistematico degli strumenti ottici esistenti, quali i telemetri e l&#8217;A.P.G. del calibro principale per seguire i movimenti dei gruppi avversari fino a poco prima del contatto balistico, irrealistica considerati i noti problemi di tali apparati, compresi quelli di brandeggio. Come gi\u00e0 osservato, il combattimento notturno non \u00e8 per\u00f2 solo un problema di avvistamento ma anche di comunicazioni rapide sicure e capillari;\u00a0 il problema riguardava anche il combattimento diurno, e \u00a0fu richiesto al <strong><span style=\"color: #008000;\">RIEC &#8211; Marinelettro (Regio Istituto Elettrotecnico e delle Comunicazioni della Marina)<\/span> <\/strong>di approntare l\u2019apparato radiotelefonico TPA a prova di intercettazioni, che avrebbe consentito rapide e sicure comunicazioni tattiche a corto raggio, aumentando le capacit\u00e0 di coordinare l\u2019azione di pi\u00f9 unit\u00e0. Tuttavia, dato il piccolo staff dell\u2019istituto (meno di 30 persone) e il suo il limitato budget, lo sviluppo di questa apparecchiatura non solo non ebbe effetto ma addirittura interfer\u00ec con lo sviluppo del Radar che pure era affidato a questo ente; aspetti diversi dell\u2019impreparazione tecnologica italiana alla guerra.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nota<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">1. L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Silvio Salza<\/span><\/strong> fu personalit\u00e0 di rilievo, oltre che nell&#8217;ambito militare marittimo, anche in quello culturale; collaboratore della Rivista Marittima, con articoli su politica navale e di storia militare, \u00e8 stato autore dei volumi V. VI. VII e VIII dell&#8217;opera &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><strong>La Marina Italiana nella Grande Guerra<\/strong><\/span>&#8220;, edita tra il 1935 e il 1942 per conto dell&#8217;Ufficio Storico della Marina dall&#8217;Editore Vallecchi di Firenze, e per aver tradotto i volumi II e IV dell&#8217;opera di Franz Sokol, &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">La guerra marittima dell&#8217;Austria-Ungheria I914-I918<\/span><\/strong>&#8220;, 1\u00aa edizione (1931-1934) dell&#8217;Ufficio Storico della Marina e 2\u00aa edizione del 2007 della Libreria Goriziana.<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: REGIA MARINA ITALIANA parole chiave: apparecchiature per il tiro . 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