{"id":109584,"date":"2024-09-27T00:03:00","date_gmt":"2024-09-26T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=109584"},"modified":"2024-09-27T07:37:20","modified_gmt":"2024-09-27T05:37:20","slug":"le-apparecchiature-del-tiro-navale-tra-le-due-guerre-erano-adatte-al-tiro-notturno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/109584","title":{"rendered":"Punti di riflessione sulle apparecchiature del tiro navale notturno: cosa avvenne tra le due guerre?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: APPARECCHIATURE<\/strong><\/span><br>parole chiave: sistemi di controllo del tiro<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">cariche a vampa ridotta, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">impiegate<\/span> per diminuire il disturbo della visione notturna per coloro che dovevano dirigere il tiro, si erano diffuse tra tutte le Marine dal 1919, sull\u2019onda dei proietti tedeschi di quel tipo. In Italia erano disponibili soltanto fino al calibro 120 mm ed erano utilizzate dalle unit\u00e0 leggere e siluranti per l\u2019armamento principale e dalle unit\u00e0 maggiori in funzione anti-silurante. Va rilevato comunque che la mancanza di cariche a vampa ridotta, lamentata dopo la guerra, era quindi relativa ai soli grandi calibri.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Lorenzo_gasparri.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Lorenzo_gasparri.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Come scrisse l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Lorenzo Gasparri<\/span> <sup><span style=\"color: #008000;\">0<\/span><\/sup><\/strong> nel 1941, la Marina tedesca aveva cariche a vampa ridotta soltanto fino al calibro di 105 mm. Gli Italiani comunque le sperimentarono con i cannoni da 203 mm dell\u2019incrociatore Fiume, in una esercitazione del 25 marzo 1941. Il tiro battente veniva effettuato in maniera concomitante col tiro illuminante, che, per essere efficace doveva permettere la &#8220;retro illuminazione&#8221; del bersaglio. Esso doveva essere eseguito in maniera che i bengala si accendessero sull\u2019esatto rilevamento del bersaglio e a distanza maggiore rispetto ad esso. Ci\u00f2 al fine di far bene stagliare il profilo del bersaglio rispetto alle tenebre circostanti. Nel 1929 furono introdotti gli obici illuminanti da 120\/15 che furono imbarcati su tutti i cacciatorpediniere dalla classe Freccia in poi, che per\u00f2 si dimostrarono insufficienti, con una portata di 6.400, cosa che permetteva di illuminare solo bersagli a non pi\u00f9 di 4.000\/5.000 metri. Oltre ad essi furono sviluppati proiettili illuminanti di calibro 120, 100, 90 millimetri da impiegare con le normali artiglierie. Va precisato che il tiro illuminante era una pratica accessoria; per la sporadicit\u00e0 dell\u2019impiego e la breve durata dell\u2019illuminazione era impossibile usarlo per l\u2019avvistamento ed il controllo della zona circostante le formazioni navali, od i convogli. Il tiro illuminante \u00e8 un mezzo per agevolare il combattimento una volta scoperto il nemico, non certo un mezzo di vigilanza e prevenzione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/rn-fiume-incrociatore-pesante-.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 rn-fiume-incrociatore-pesante-.png\" width=\"969\" height=\"576\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>RN Fiume<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Le unit\u00e0 della Regia Marina italiana erano dotate di proiettori per il combattimento notturno ravvicinato, per\u00f2 non tutti erano assistiti dalle colonnine di puntamento per il tiro notturno n\u00e9 tutti erano dotati di portelle di oscuramento mobile che permettevano di mantenere acceso il proiettore pur tenendo oscurato il fascio luminoso fino al momento dell\u2019impiego. Tutti erano poi privi di un sistema di stabilizzazione giroscopica il che rendeva molto difficile il loro puntamento in caso di mare agitato. Questo port\u00f2 a un loro uso molto conservativo nella consapevolezza che la loro accensione avrebbe reso le navi facilmente individuabili e avrebbe rischiato di accecare puntatori e direttori del tiro a fronte di benefici ridotti. Gli Inglesi invece avevano proiettori con portelle di chiusura a persiana e stabilizzati e disponevano anche del <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema di controllo Evershed (Evershed Bearing Indicator)<\/span> <\/strong>che permetteva di controllare a distanza e puntare accuratamente il fascio di luce anche senza aprire le portelle.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/evershed-bearing-indicator-HandbookFireControl1914Plate37.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 evershed-bearing-indicator-HandbookFireControl1914Plate37.jpg\" width=\"954\" height=\"575\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>schema dell&#8217;Evershed bearing indicator. Gli indicatori di direzione Evershed erano una famiglia di trasmettitori, ricevitori e indicatori progettati per comunicare in tutta la nave la direzione relativa di un bersaglio, in modo da poterlo puntare con cannoni e\/o riflettori.<br><\/strong><\/span><a href=\"http:\/\/www.dreadnoughtproject.org\/tfs\/index.php\/File:HandbookFireControl1914Plate37.jpg\">HandbookFireControl1914Plate37.jpg &#8211; The Dreadnought Project<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Inoltre,&nbsp; avevano sviluppato tattiche per l\u2019utilizzo coordinato dei proiettori all\u2019interno della formazione che prevedeva che solo alcune unit\u00e0 avrebbero acceso i proiettori, svelando la propria posizione ma illuminando il bersaglio a favore delle altre navi. In campo italiano, le corazzate ammodernate e tutti gli incrociatori e le nuove navi da battaglia ricevettero, oltre alle <strong><span style=\"color: #008000;\">APG diurne<\/span><\/strong> <sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>1<\/strong><\/span><\/sup> delle <strong><span style=\"color: #008000;\">APG notturne <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">per dirigere il tiro delle artiglierie antisiluranti<\/span>. Il collegamento e la sincronizzazione di questi apparati era di difficile messa a punto, farraginoso e non dette mai i risultati attesi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per il puntamento notturno dei siluri le unit\u00e0 sottili furono dotate di <strong><span style=\"color: #008000;\">Traguardi ottici Panerai<\/span><\/strong>, sulle alette di plancia per il calcolo dell\u2019angolo di mira dei siluri nel lancio notturno. L\u2019idea che il combattimento notturno fosse da escludere per le unit\u00e0 di squadra port\u00f2 a sottovalutare grandemente preparazione al combattimento notturno. Di fatto la scarsa pratica port\u00f2 a non definire e acquisire gli equipaggiamenti necessari pur disponibili o sviluppabili.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">0. L&#8217;ammiraglio Lorenzo Gasparri, dopo il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">comando della&nbsp;Corazzata&nbsp;<\/span><\/strong><i><strong><span style=\"color: #008000;\">Conte di Cavour<\/span><\/strong>, <\/i>divenne <strong><span style=\"color: #008000;\">Capo della II Sezione della Divisione &#8220;Artiglierie e Servizio Tiro&#8221; della Direzione Generale &#8220;Armi e Armamenti Navali&#8221;<\/span><\/strong> del Ministero della Marina<sup id=\"cite_ref-2\" class=\"reference\"><\/sup>.&nbsp;Nel luglio&nbsp;1941&nbsp;fu promosso&nbsp;Contrammiraglio&nbsp;e, dal 16 settembre&nbsp;1942&nbsp;divenne&nbsp;Comandante&nbsp;del&nbsp;Gruppo Cacciatorpediniere di Squadra, distinguendosi nella scorta ai convogli diretti in&nbsp;Tunisia&nbsp;e in&nbsp;Libia. Il 3 gennaio&nbsp;1943&nbsp;fu promosso&nbsp;Ammiraglio di divisione, ma il 28 marzo successivo mor\u00ec a&nbsp;Napoli&nbsp;investito dall&#8217;esplosione della Motonave&nbsp;<i>Caterina Costa<\/i>, mentre tentava di allontanare delle bettoline cariche di munizioni dalla nave in fiamme. fonte wikipedia<\/p>\n<p align=\"justify\">1.&nbsp;<span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">APG diurne<\/span><\/strong> (Apparato di Punteria Generale) erano apparecchiature ottiche ed elettromeccaniche che fornivano in continuo ai cannoni i valori degli angoli di brandeggio e di elevazione e sbandamento, corretti per le velocit\u00e0 relative della nave e del bersaglio per puntare le armi sulla posizione attuale del bersaglio, elementi sufficienti per il fuoco a distanze ravvicinate mentre, per il tiro a distanze maggiori, era necessaria una a centralina di tiro per il calcolo del punto futuro) <\/span><span style=\"color: #008000;\"><br><\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br>in anteprima illuminanti sparati dalle navi da guerra americane illuminarono durante la battaglia di battaglia di Iwo Jima per prevenire gli attacchi notturni giapponesi, febbraio 1945 &#8211; Fonte Navy Naval History and Heritage Command Identification Code&nbsp; NH 104143 <a href=\"https:\/\/ww2db.com\/image.php?image_id=2693\">Star shells fired from American warships illuminated Iwo Jima battlefield to prevent Japanese night attacks, Feb 1945 | World War II Database (ww2db.com)<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: APPARECCHIATUREparole chiave: sistemi di controllo del tiro . Le cariche a vampa ridotta, impiegate per diminuire il disturbo della visione notturna per coloro che dovevano dirigere il tiro, si erano diffuse tra tutte le Marine dal 1919, sull\u2019onda dei proietti tedeschi di quel tipo. 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