{"id":109548,"date":"2024-09-16T00:03:00","date_gmt":"2024-09-15T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=109548"},"modified":"2024-09-07T17:06:40","modified_gmt":"2024-09-07T15:06:40","slug":"i-mitili-una-delizia-del-mare-nota-sin-dallantichita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/109548","title":{"rendered":"I mitili: una delizia del mare nota sin dall&#8217;antichit\u00e0"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000\">ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000\">AREA: MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Mitili, cozze, muscoli, peoci<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">I mitili mediterranei, appartenenti alla specie <strong><span style=\"color: #008000\">Mytilus galloprovincialis<\/span><\/strong>, sono molluschi bivalvi, caratterizzati dal guscio nero e allungato, tendente al violastro, che mostra i cerchi di accrescimento. La loro conchiglia \u00e8 divisa in due valve uguali, ed \u00e8 formata dal carbonato di calcio che il mollusco estrae dall\u2019acqua. E\u2019 di forma allungata, la parte verso l\u2019apice (umbone) \u00e8 appuntita, mentre il margine posteriore \u00e8 arrotondato. Crescono, come spiegher\u00f2 in seguito, lungo pali e reste, favorendo lo sviluppo di una straordinaria biodiversit\u00e0 che include sparidi, cavallucci marini e splendidi spirografi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mytilus_galloprovincialis_shell.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Mytilus_galloprovincialis_shell.jpg\" width=\"845\" height=\"841\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">Mytilus galloprovincialis &#8211; Fonte lavoro personale dell&#8217;autore Andrey Butko wikidata:Q108287599<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Mytilus_galloprovincialis_shell.jpg\">Mytilus galloprovincialis shell.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Essendo un organismo filtratore, si nutre di plancton e di particelle organiche in sospensione. Si riproduce tra marzo e giugno, e all\u2019inizio della primavera le larve si fissano ad un substrato. In estrema sintesi, trascorsi circa 6-8 mesi dal momento del fissaggio, il mollusco entra nella fase di maturit\u00e0 sessuale ed i gameti, sia maschili che femminili, vengono emessi nell\u2019acqua, dove avviene la fecondazione. Le larve attraversano vari stadi e nell\u2019ultimo, quando oramai ha acquisito l\u2019aspetto adulto, si fissa grazie al bisso.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>La storia delle cozze \u00e8 interessante<\/strong><\/span><br \/>\nQuesti deliziosi frutti di mare, conosciuti con diversi nomi (cozze nell&#8217;Italia meridionale, muscoli in Liguria e Peoci in Adriatico), erano gi\u00e0 consumati nel Paleolitico e, fin dall\u2019antichit\u00e0, erano presenti in tutta Europa, in Patagonia e in Sud America. Il primato del primo allevamento avvenne in Francia nell\u2019ottavo secolo. In Italia le prime testimonianze risalgono al 1732, legate agli allevamenti presso il Golfo di Trieste ma gi\u00e0 nell&#8217;Ottocento si allevavano a Taranto e a La Spezia. La prima vera coltura industriale venne effettuata in Spagna nel 1901, utilizzando dei pali di legno ma, dopo alcuni tentativi, si decise di abbandonare tale pratica sostituendola con delle strutture galleggianti. La diffusione delle coltivazioni dei mitili si ebbe poi alla fine della prima guerra mondiale, diventando una vera e propria fonte di reddito per gli allevatori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mitilicoltori_004-spezia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Mitilicoltori_004-spezia.jpg\" width=\"839\" height=\"559\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>foto storica miticoltori nella rada di La Spezia. L&#8217;allevamento inizi\u00f2 a seguito della migrazione di allevatori tarantini nel borgo di Cadimare (SP) che trovarono nelle acque spezzine, caratterizzate da condizioni di risorgenze di acqua dolce simili a quelle del mar piccolo di Taranto, un ambiente marino ottimale per la coltivazione<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/www.mitilicoltori.it\/foto-storiche\/\">foto storiche \u2013 Cooperativa Mitilicoltori Spezzini<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 1946 si decise di introdurre la coltura su zattera e, in pochi mesi, la produzione si duplic\u00f2! Le zattere venivano realizzate con delle strutture in legno, con un galleggiante centrale, alle quali venivano appese le corde dove gli allevatori attaccavano i semi delle cozze. Solo quando gli stessi raggiungevano la dimensione giusta, i mitili venivano raccolti a mano. Una tecnica di allevamento ad oggi fra le pi\u00f9 utilizzate \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000\">sistema longline<\/span><\/strong>, che strutturalmente ricorda un filare e prevede l\u2019installazione di una fune rettilinea, il trave, ancorato al fondo del mare tramite corpi morti e mantenuto ad una profondit\u00e0 di 2-3 metri dalla superficie del mare. Non ultimo, il sistema detto <b><span style=\"color: #008000\"><i>Smartfarm<\/i><\/span>, <\/b>diffuso soprattutto nel Nord Europa, basato su unit\u00e0 chiamate <i>Smart Unit<\/i>. In pratica i mitili aderiscono a delle reti, attaccate a grandi tubi galleggianti e ancorate al fondo, la cui larghezza delle maglie varia a seconda della dimensione degli esemplari e del loro stadio di crescita. Questa tecnologia appare essere ottimale per fronteggiare le correnti marine, diminuendo al minimo le perdite di prodotto, e favorendo l\u2019automatizzazione nelle operazioni di gestione e raccolta, con evidenti vantaggi economici per gli allevatori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/mitili-long-line-sistema.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 mitili-long-line-sistema.png\" width=\"876\" height=\"800\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\"><em>Sistema longline da http:\/\/www.hydracoop.it\/progetti\/progettomiami<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">L&#8217;allevamento<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Tutta l\u2019attivit\u00e0 ha inizio a novembre con la preparazione dei letti, ossia delle griglie di corda. La tecnica di allevamento dei mitili avviene attraverso l\u2019uso di particolari strutture portanti in legno o ferro, chiamate comunemente pali che vengono piantati sul fondale per due o tre metri e che fuoriescono dall\u2019acqua per circa un metro. Tra i pali vengono tese delle funi di fibre vegetali, chiamate captatori, mantenute ad una profondit\u00e0 variabile fra 1,5 e 2 metri con appositi galleggianti alle quali si attacca naturalmente il seme, che dar\u00e0 vita ai mitili. Tradizione vuole che ai primi di novembre vengano disposti all\u2019interno dei vivai i \u201cletti per la raccolta del seme\u201d costituiti, come gi\u00e0 detto, da cime sospese in prossimit\u00e0 della superficie, a cui aderiranno spontaneamente le larve planctoniche captate durante il periodo delle emissioni gonadiche, (i sessi sono separati) che si prolunga sino ad aprile. I mitili vengono allevati in <strong><span style=\"color: #008000\">reste<\/span><\/strong>, con reti tubolari in polipropilene chiamate calze, all\u2019interno delle quali sono inseriti i molluschi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/reti-cozze.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 reti-cozze.jpg\" width=\"1024\" height=\"549\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>notare le retine biodegradabili in bioplastica la cui biodegradabilit\u00e0 marina e atossicit\u00e0 sono state confermate da recenti studi scientifici&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/sciorinatura-mitili.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sciorinatura-mitili.jpg\" width=\"1000\" height=\"563\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">sciorinatura in mar piccolo, Taranto<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 2021, \u00e8 iniziato il progetto <strong><span style=\"color: #008000\">Life MUssel Sustainable production (re)cyCLES (LIFE Muscles) o LIFEMUSCLES<\/span><\/strong>, che mira soprattutto alla riduzione della dispersione delle calze in polipropilene (PP), al loro recupero e riciclaggi, portato avanti da Legambiente e altri otto partner che operano nelle aree di La Spezia e del Nord del Gargano. Per il Mar piccolo di Taranto, invece, \u00e8 stato presentato il progetto <strong><span style=\"color: #008000\">MIAMI<\/span><\/strong>, finalizzato a sperimentare soluzioni innovative per la sostenibilit\u00e0. Durante tale progetto la maglia della calza in bioplastica compostabile viene dimensionata in base alle fasi di accrescimento dei molluschi presenti all\u2019interno (tecnica gi\u00e0 applicata nel nord Europa). Voglio sottolineare che queste calze in bioplastica compostabile per la mitilicoltura sono un esempio virtuoso di innovazione ambientale da cui partire per disegnare ulteriori sviluppi nel settore delle attivit\u00e0 produttive marine.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tornando all&#8217;allevamento, la <strong><span style=\"color: #008000\">sciorinatura<\/span><\/strong> \u00e8 una delle fasi pi\u00f9 suggestive dell\u2019intero processo produttivo che viene eseguita ogni 20-30 giorni. I mitili vengono stesi al sole su appositi stenditoi, sui quali per 24 ore vengono fatte asciugare le cozze in modo da far morire alghe e parassiti che si depositano sui gusci ed anche batteri sensibili ai raggi ultravioletti. Si allena cos\u00ec il prodotto a stare fuori dall\u2019acqua sin dalla sua nascita e a mantenere una maggior resistenza e vitalit\u00e0. Una volta asciugata, la semina viene poi ributtata in mare per altri 30 giorni prima di essere estratta per la preparazione del pergolato. A maggio si forma il novellame, ovvero cozze di 1-2 centimetri, mentre ad ottobre la cozza cresce fino ai 2-3 cm (comunemente detto pre-ingrassato). Raggiunte queste dimensioni, il prodotto \u00e8 pronto per essere spedito e reimmerso in altri vivai. Se si tratta di un esemplare femmina o maschio lo si capisce dal colore interno del mollusco. Se il colore \u00e8 arancione vivo \u00e8 femmina, se assume tonalit\u00e0 giallastre \u00e8 maschio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>Ottimi filtratori ma &#8230;<\/strong><\/span><br \/>\nLe cozze in natura vivono attaccate a strutture come scogli e pontili immersi nell\u2019acqua grazie al bisso, quell\u2019intreccio di fibre molto resistenti che viene chiamato barbetta (da togliere durante la pulizia delle cozze). Le cozze filtrano l\u2019acqua e accumulano dentro s\u00e9 non solo microplastiche, ma anche i batteri da esse trasportati, inclusi ad esempio alcuni patogeni appartenenti al gruppo dei vibrioni. Quindi si consiglia di mangiarle sempre ben cotte, in quanto la cottura uccide almeno i batteri. I metalli pesanti accumulati e le nano-plastiche non si possono per\u00f2 eliminare con la cottura.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse;width: 100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>La direttiva europea 91\/492\/CEE fissa i parametri sanitari da seguire riguardo alla raccolta, alla manipolazione, alla conservazione, al trasporto e alla conservazione dei molluschi bivalvi vivi. Le zone di provenienza (allevamento o pesca professionale) devono essere sempre classificate in base alla concentrazione di indicatori di inquinamento microbiologico rilevati nei molluschi.<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>Categoria A, se l\u2019<i>Escherichia coli<\/i>&nbsp;non supera i 230 ufc (ufc = unit\u00e0 formanti colonie) per 100 grammi e se la Salmonella \u00e8 assente su 25 grammi di polpa e liquido intervalvare. I mitili provenienti da queste aree possono andare subito sul mercato.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>Categoria B, se il contenuto di l\u2019<i>Escherichia coli<\/i> rientra fra i 230 e i 4600 ufc per 100 grammi. Prima della commercializzazione, le cozze delle zone B devono essere sottoposte a un periodo di depurazione in appositi impianti (stabulatori)<\/strong><\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">Vediamo ora le propriet\u00e0 di questo alimento tanto saporito ed apprezzato<\/span><\/strong><br \/>\nLe cozze, oltre ad essere gustosissime, sono ricche di vitamine e sali minerali (vitamina B e di ferro), proteine e antiossidanti per cui alzano le nostre difese immunitarie ed esercitano una notevole azione antinfiammatoria. Prevengono la ritenzione idrica, grazie all\u2019alto contenuto di potassio e sono <strong><span style=\"color: #008000\">un ottimo rimedio in caso di ipertensione<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>Per poterli adeguatamente apprezzare questi frutti di mare devono essere acquistati e cucinati vivi.<\/strong><\/span> Particolare attenzione al momento dell\u2019acquisto deve essere dato al guscio: se \u00e8 nero e lucido \u00e8 indice di freschezza. Per avere una garanzia che siano tali, si devono chiudere quando il guscio viene colpito e l&#8217;odore deve ricordarci proprio il mare. Una volta acquistate, le cozze devono essere cucinate il prima possibile,<strong><span style=\"color: #008000\"> scartando quelle che si presentano con il guscio rotto e quelle che non si aprono da sole quando vengono esposte al calore della padella per farle aprire<\/span><\/strong>. Si possono conservare cotte <strong><span style=\"color: #008000\">per un massimo di 2 giorni in frigorifero<\/span><\/strong>. Se si vogliono cucinare il giorno dopo, la maniera pi\u00f9 sicura \u00e8 quella di immergere un panno da cucina in acqua salata pulita, strizzarlo bene e quindi successivamente avvolgervi i mitili, fare un nodo stretto in modo che non si aprano e riporli in una ciotola nella parte pi\u00f9 fredda del frigorifero per evitare che muoiano.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>Non solo in tavola<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Oltre che mangiarli, i mitili potrebbero essere utilizzati per la depurazione delle acque, in quanto possono filtrare fino a 1000 litri di acqua al giorno. Possono anche essere utilizzati contro l\u2019erosione costiera, come \u201cmitili frangiflutto\u201d (esperimento scientifico chiamato <strong><span style=\"color: #008000\">Coastbusters<\/span><\/strong>). Si \u00e8 osservato che le attuali scogliere frangiflutto, realizzate in pietra o cemento, essendo rigide, aumentano l\u2019impatto del moto ondoso sotto costa quando l\u2019onda si riflette e carica di energia le onde successive &#8230; e questo genera un aumento dell\u2019erosione. <strong><span style=\"color: #008000\">In sintesi, un alimento economicamente importante (annualmente solo in Italia si prelevano circa <em>120.000 tonnellate di cozze<\/em>, considerando la produzione in Puglia, Campania, Romagna, Veneto e Liguria) che pu\u00f2 fornirci un aiuto per proteggere anche le nostre coste dall&#8217;erosione.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/costbusters-mitili-1024x812.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 costbusters-mitili-1024x812.webp\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Si \u00e8 quindi pensato a realizzare delle barriere morbide in grado di oscillare con le maree utilizzando delle coltivazioni di mitili poste a 300 metri di distanza dalla costa che sarebbero in grado di smorzare il vigore dell\u2019onda. In pratica, l\u2019aspetto delle barriere \u00e8 quello di un tradizionale allevamento di mitili realizzato con una struttura galleggiante con boe a intervalli regolari che tengono sospesa una fune orizzontale, la trave.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/coastbuster-pb1-1024x724.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 coastbuster-pb1-1024x724.webp\"><\/p>\n<p align=\"justify\">A quest\u2019ultima sono appese le reste, tubi reticolari in nylon con fori a cui si ancora il mollusco. Per ottenere un maggiore effetto anti-erosione sono cruciali posizione, inclinazione e distribuzione delle stesse. Un&#8217;idea geniale e sostenibile nonch\u00e8 produttiva.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000\">Vincenzo Popio<\/p>\n<p><\/span><\/strong><\/p>\n<p><i><\/i>in anteprima, la straordinaria biodiversit\u00e0 lungo le reste dei mitili &#8211; Foto Francesco Pacienza&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MEDITERRANEO parole chiave: Mitili, cozze, muscoli, peoci &#8211; I mitili mediterranei, appartenenti alla specie Mytilus galloprovincialis, sono molluschi bivalvi, caratterizzati dal guscio nero e allungato, tendente al violastro, che mostra i cerchi di accrescimento. 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