{"id":109249,"date":"2024-09-06T00:02:00","date_gmt":"2024-09-05T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=109249"},"modified":"2024-08-27T12:27:24","modified_gmt":"2024-08-27T10:27:24","slug":"il-combattimento-notturno-e-la-regia-marina-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/109249","title":{"rendered":"Il combattimento notturno e la Regia Marina Italiana"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DOTTRINA MILITARE<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Combattimento notturno<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Una delle maggiori limitazioni della Regia Marina italiana nel confronto con la <strong><span style=\"color: #008000;\">Royal Navy<\/span> <\/strong>fu l\u2019insufficiente preparazione al combattimento notturno. Molto spesso si semplifica questa carenza operativa riducendo questa problematica alla mancanza di apparati radar ma, in realt\u00e0, la questione \u00e8 molto pi\u00f9 complessa. Innanzitutto in Mediterraneo le prime unit\u00e0 dotate di radar arrivarono nel 1941 e solo a 1942 avanzato la dotazione divenne generalizzata. Per di pi\u00f9 i radar disponibili erano strumenti con varie limitazioni operative e di spesso di limitata efficienza, al punto che vedette bene addestrate dotate di buoni strumenti ottici avevano capacit\u00e0 di avvistamenti notturne equivalenti se non superiori ai radar disponibili fino a met\u00e0 conflitto. Lo dimostra il fatto che la <strong><span style=\"color: #008000;\">Nihon Kaigun (Marina Imperiale Giapponese)<\/span><\/strong>, che non dispose di radar se non nelle fasi finali del conflitto, per anni ebbe una marcata superiorit\u00e0 in questo tipo di combattimento sulla US Navy statunitense che ne era invece abbondantemente dotata.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Screenshot-2024-08-26-183625.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-08-26-183625.png\" width=\"952\" height=\"1337\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la linea elegante e pulita delle torri trinate da 381\/50 &#8211;<\/span><\/strong> <span style=\"color: #008000;\"><strong>da &#8220;La Regia Marina Italiana: artiglieria e tiro navale 1 e 2 guerra mondiale: scelte tecnologia e aspetti industriali &#8221; di Giancarlo Poddighe<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anche nella stessa guerra del Mediterraneo vi sono vari episodi che lo dimostrano; per esempio nella battaglia di Matapan le unit\u00e0 della prima divisione non furono percepite in avvicinamento dai radar delle unit\u00e0 britanniche ma furono avvistate soltanto con i binocoli. Neppure lo sfortunato scontro tra le sette siluranti italiani e l\u2019incrociatore britannico<strong><span style=\"color: #008000;\"> Ajax<\/span><\/strong>, verificatosi nella notte del 12 ottobre 1940 nelle acque ad oriente di Malta fu determinata dal radar, in possesso dell\u2019unit\u00e0 britannica, dal momento che le nostre navi avvistarono per prime l\u2019Ajax e a grandissima distanza (ben 18000 metri). Anche nella distruzione del convoglio &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Duisburg<\/span><\/strong>&#8221; il convoglio italiano fu localizzato dalle vedette dell&#8217;incrociatore <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Aurora<\/span><\/strong> della Forza K solo per mezzo dei binocoli alla distanza di circa 9 miglia (oltre 16.000 metri). Nella dottrina italiana di anteguerra per unit\u00e0 maggiori il combattimento notturno era considerato da evitare perch\u00e9 durante la notte era difficile coordinare i movimenti delle navi, capire come evolveva l\u2019azione, identificare correttamente il nemico con conseguenti forti rischi di \u201cfuoco amico\u201d e di collisioni e che fosse troppo alta la possibilit\u00e0 che nella confusione un\u2019unit\u00e0 silurante nemica riuscisse un colpo fortunato. Si riteneva quindi che l\u2019esito di uno scontro notturno fosse troppo imprevedibile e troppo dipendente dalla fortuna per essere desiderabile. La possibilit\u00e0 di un combattimento notturno ricercato di propria iniziativa era quindi stata esclusa dai manuali e per le azioni notturne si riteneva pi\u00f9 conveniente impiegare i cacciatorpediniere della squadra quali unit\u00e0 siluranti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-MARINA-UK-John_Jellicoe_Admiral_of_the_Fleet.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-MARINA-UK-John_Jellicoe_Admiral_of_the_Fleet.jpg\" width=\"874\" height=\"1273\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Una posizione molto simile a quanto relazion\u00f2 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Jellicoe<\/span><\/strong> (nel riquadro superiore) dopo la battaglia dello Jutland: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Ho scartato subito l&#8217;idea di un&#8217;azione notturna tra le navi pesanti, in quanto avrebbe portato problemi sempre maggiori a causa, in primo luogo, della presenza di unit\u00e0 siluranti in numero cos\u00ec elevato e, in secondo luogo, dell&#8217;impossibilit\u00e0 di distinguere tra le nostre navi e quelle nemiche. Inoltre, il risultato di un&#8217;azione notturna nelle condizioni moderne sar\u00e0 sempre in gran parte una questione di puro caso<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Con queste premesse era considerato imperativo interrompere il contatto balistico tra le unit\u00e0 maggiori nell\u2019imminenza del tramonto e per favorire il disimpegno non si sarebbe dovuto esitare a ordinare ripetuti attacchi alle unit\u00e0 siluranti. Interrotto lo scontro, le unit\u00e0 sottili avrebbero provveduto alla protezione del grosso, all\u2019esplorazione e al mantenimento del contatto col nemico e se possibile ad attaccarlo col siluro. Poich\u00e9 si riteneva che il nemico avrebbe proceduto allo stesso modo, le unit\u00e0 maggiori di notte dovevano tenersi pronte a reagire con le armi antisiluranti. Il tiro notturno con l&#8217;ausilio di illuminanti e l&#8217;uso di cariche V.R. (a vampa ridotta) era quindi previsto dalle norme regolamentari italiane solo per i calibri anti silurante sulle unit\u00e0 maggiori e per le unit\u00e0 sottili. Non esisteva per\u00f2 alcuna tecnica\/norma per il tiro notturno con i grossi calibri n\u00e9, tantomeno, alcuna tattica d&#8217;impiego coordinato dei proiettori luminosi in supporto a tali artiglierie.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Screenshot-2024-08-26-183650.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-08-26-183650.png\" width=\"815\" height=\"685\"> <span style=\"color: #008000;\"><strong>da &#8220;La Regia Marina Italiana: artiglieria e tiro navale 1 e 2 guerra mondiale: scelte tecnologia e aspetti industriali &#8221; di Giancarlo Poddighe<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La dottrina operativa italiana sul punto era molto simile a quella del principale avversario, la Marina Francese, e questo purtroppo non stimol\u00f2 lo sviluppo nel settore. In realt\u00e0 non era sola: la U.S. Navy, a differenza della Royal Navy e della Nihon Kaigun anteguerra (che avevano sviluppato tattiche e tecniche relative al combattimento notturno per unit\u00e0 maggiori) aveva puntato pi\u00f9 sulla tecnologia che sulla dottrina. Lo dimostrarono gli scontri attorno a <strong><span style=\"color: #008000;\">Guadalcanal<\/span> <\/strong>dell\u2019agosto \u201842 &#8211; febbraio \u201843 che furono per la marina statunitense una brutta sorpresa, malgrado godesse di una indubbia superiorit\u00e0 tecnologica, avendo tutte le sue navi dotate di radar a differenza di quelle giapponesi. Nulla erano valsi anni di guerra per apprendere insegnamenti e per adeguarsi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/USS_Quincy_CA-39_under_fire_during_the_Battle_of_Savo_Island_on_9_August_1942_NH_50346-1024x738.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USS_Quincy_CA-39_under_fire_during_the_Battle_of_Savo_Island_on_9_August_1942_NH_50346-1024x738.jpg\" width=\"1024\" height=\"738\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L&#8217;incrociatore pesante della Marina degli Stati Uniti USS Quincy (CA-39) fotografato dall&#8217;incrociatore pesante giapponese Ch\u014dkai durante la battaglia di Savo Island, al largo di Guadalcanal, il 9 agosto 1942. Il Quincy, qui in fiamme e illuminato dai riflettori giapponesi, fu affondato. Le fiamme all&#8217;estrema sinistra della foto provengono probabilmente dall&#8217;USS Vincennes (CA-44), anch&#8217;esso in fiamme a causa di colpi ricevuti e danni da siluro<br \/>\n<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:USS_Quincy_(CA-39)_under_fire_during_the_Battle_of_Savo_Island_on_9_August_1942_(NH_50346).jpg\">USS Quincy (CA-39) under fire during the Battle of Savo Island on 9 August 1942 (NH 50346).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ricordo che lo scontro di Matapan avvenne nel marzo 1941, ben 17 mesi prima, ma evidentemente non fu considerata un campanello di allarme e si ritenne che il mero vantaggio tecnologico colmasse le lacune addestrative e dottrinali; non era cos\u00ec e il risveglio fu traumatico a<strong><span style=\"color: #008000;\"> Savo<\/span><\/strong> (detto <b><span style=\"color: #008000;\">prima battaglia del mare delle Salomone<\/span>) <\/b>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Tassafaronga<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Lunga<\/span><\/strong>). Entrer\u00f2 nei particolari in un prossimo articolo.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: DOTTRINA MILITARE parole chiave: Combattimento notturno &nbsp; Una delle maggiori limitazioni della Regia Marina italiana nel confronto con la Royal Navy fu l\u2019insufficiente preparazione al combattimento notturno. 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