{"id":109173,"date":"2024-09-22T00:03:00","date_gmt":"2024-09-21T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=109173"},"modified":"2024-09-18T16:49:43","modified_gmt":"2024-09-18T14:49:43","slug":"la-guerra-tarentina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/109173","title":{"rendered":"La guerra tarentina"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: III &#8211; II SECOLO a.C.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MAGNA GRECIA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Taranto<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ecco come appariva la citt\u00e0 dei due mari ai Romani: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Taranto era tanto famosa per la sua grandezza, le mura e il porto, quanto soprattutto singolare per la sua posizione. Infatti, posta proprio all\u2019ingresso del mare Adriatico, mandava le sue navi in tutte le terre, in Istria, nell\u2019Illirico, in Epiro, in Acaia, in Africa e in Sicilia. Dominava il porto, situato in vista del mare, il teatro grande.<\/span><\/em><\/strong>\u201d (1)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mappa_Soleto-taranto.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Mappa_Soleto-taranto.jpg\" width=\"856\" height=\"551\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La mappa di Soleto \u00e8 una supposta mappa geografica rappresentante il Salento antico, incisa su un frammento ceramico proveniente da un vaso di origine messapica. La sua particolarit\u00e0 \u00e8 che si tratta forse della pi\u00f9 antica mappa proveniente dall&#8217;antichit\u00e0 classica. Il frammento ceramico \u00e8 stato datato al VI-V secolo a.C. ed \u00e8 attualmente conservato nel Museo archeologico nazionale di Taranto ma esistono dubbi sulle iscrizioni che invece potrebbero essere posteriori<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mappa_di_Soleto#\/media\/File:Mappa_Soleto.jpg\">Mappa Soleto &#8211; Mappa di Soleto &#8211; Wikipedia<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il pretesto per un&#8217;ulteriore guerra fu offerto nel 281 a.C. da una richiesta di protezione che gli abitanti di <strong><span style=\"color: #008000;\">Thurii<\/span><\/strong>, assediati dai Lucani, rivolsero a Roma.&nbsp; Quest&#8217;ultima, come sempre, accolse prontamente l&#8217;invito e mand\u00f2 una guarnigione per mare a comando di <strong><span style=\"color: #008000;\">Gaius Fabricius Luscinus<\/span><\/strong>, ambasciatore romano a Taranto ed abile soldato; di fatto una svolta, da un punto di vista geopolitico, di indubbia importanza perch\u00e9 per la prima volta i Romani si inserivano nelle lotte tra Italioti ed indigeni. Le navi romane, per raggiungere <strong><span style=\"color: #008000;\">Thurii<\/span><\/strong>, dovettero oltrepassare il <strong><span style=\"color: #008000;\">Capo Lacinio<\/span><\/strong>; inizialmente i Tarentini tralasciarono questa prima infrazione dei trattati, ma, quando i Romani pretesero di ormeggiare nel porto, considerarono il fatto come una vera provocazione: assalirono perci\u00f2 le navi e ne affondarono quattro. Nacque cos\u00ec il conflitto tra Roma e Taranto, che spinse questi ultimi a richiedere l\u2019intervento di Pirro, re dell&#8217;Epiro. A questo proposito, come ricorda Indro Montanelli, <strong><span style=\"color: #008000;\">va detto che fu proprio Taranto ad inaugurare, con le sue richieste di aiuto all\u2019estero (2), la lunga e sventurata abitudine che per secoli ha richiamato in Italia gli eserciti stranieri.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Pyrrhic_War_Italy_it.svg.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Pyrrhic_War_Italy_it.svg.png\" width=\"1024\" height=\"806\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La guerra contro Pirro re dell&#8217;Epiro (280\u2013275 a.C.) fu combattuta a seguito della richiesta di aiuto degli abitanti della citt\u00e0 greca di Tarentum, nell&#8217;Italia meridionale nella loro guerra contro i romani &#8211; Nella mappa sono evidenziati i luoghi delle battaglie principali<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Pyrrhic_War_Italy_it.svg\">Pyrrhic War Italy it.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pirro <span style=\"font-size: revert; color: initial;\">invi\u00f2 il suo luogotenente <\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">Milone<\/span><\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\"> con un esercito di circa 30.000 uomini e 20 elefanti, obbligando i Tarentini validi ad arruolarsi. Gli scontri tra Epirei e Romani furono sempre durissimi e costosi in termini di vite umane: la famosa <\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">Battaglia di Heraclea<\/span><\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\"> del 280 a.C, che vide protagonisti il console romano Publio Valerio Levino e lo stesso Pirro, cost\u00f2 7.000 morti, 2.000 prigionieri e 15.000 feriti ai romani, mentre 4.000 morti e un gran numero di feriti si contarono tra i Greci. Da un punto di vista tattico, i successi degli Epirei furono conseguiti grazie alla presenza in battaglia degli elefanti da guerra, animali tanto imponenti quanto sconosciuti ai legionari romani. Nonostante le iniziali vittorie, Pirro non abbandon\u00f2 mai il desiderio di concludere trattative di pace con i romani, consapevole della potenza dei suoi avversari. Nel frattempo questi ultimi, avendo appreso che gli elefanti si spaventavano alla vista del fuoco, avevano appositamente costruito dei carri armati con all&#8217;estremit\u00e0 dei bracieri, ragion per cui le sorti delle successive battaglie si spostarono sempre pi\u00f9 a favore di Roma, tanto che Pirro decise di stipulare un t rattato con cui si impegn\u00f2 ad abbandonare l&#8217;Italia, a patto per\u00f2 che si lasciasse tranquilla Taranto. <\/span>Tuttavia Roma torn\u00f2 ben presto in campo contro i popoli del Mezzogiorno, e Pirro fu nuovamente invitato a ritornare in Puglia da messi inviati dall&#8217;Italia meridionale. Le sconfitte di Pirro furono questa volta molto pi\u00f9 incisive rispetto al passato, tanto che, dopo la disfatta di Maleventum (rinominata Beneventum), si ritir\u00f2 in Grecia (dove mor\u00ec poco dopo), lasciando a Taranto una piccola guarnigione comandata da Milone. I Tarentini, che non amavano Milone, allora chiamarono una flotta cartaginese a sostegno, affinch\u00e9 li aiutasse a liberarsi del presidio epirota. Preso tra due fuochi, i Romani da terra e i Cartaginesi dal mare, Milone consegn\u00f2 la citt\u00e0 al console romano <strong><span style=\"color: #008000;\">Lucio<\/span><span style=\"color: #008000;\"> Papirio<\/span><\/strong> nel 272 a.C. che fece smantellare le mura della citt\u00e0, le impose un tributo di guerra e gli sottrasse tutte le armi e tutte le navi. Tutto ci\u00f2 che ornava Taranto (statue dell&#8217;arte greca, oggetti preziosi, pregevoli quadri) e qualsiasi cosa di valore, fu inviato a Roma, insieme a matematici, filosofi, e letterati, tra cui <strong><span style=\"color: #008000;\">Livio Andronico<\/span><\/strong>, che tradusse dal greco l\u2019Odissea per far conoscere ai romani l&#8217;Epica greca. Roma si astenne dall\u2019infliggere a Taranto punizioni, e mise la citt\u00e0 nel novero delle alleate, proibendole per\u00f2 di coniare moneta. Nel 213 a.C., si verific\u00f2 l&#8217;ultimo tentativo di ribellione in occasione della spedizione di <strong><span style=\"color: #008000;\">Annibale<\/span><\/strong> in Italia. Al momento della rivolta, il corpo civico tarentino si divise ed una parte di esso, forse il settore aristocratico, si rifugi\u00f2 sull&#8217;Acropoli con le truppe del romano <strong><span style=\"color: #008000;\">M. Livio<\/span><\/strong>. La conclusione fu tragica: nel 209 a.C. il console <strong><span style=\"color: #008000;\">Quinto Fabio Massimo <\/span><\/strong>riconquist\u00f2 la citt\u00e0 con uno stratagemma, mettendola a sacco e ricavandone un cospicuo bottino in materiali preziosi, beni artistici e schiavi. Il Senato romano non priv\u00f2 per\u00f2 la citt\u00e0 della sua autonomia amministrativa ma le proib\u00ec di coniare moneta e favor\u00ec lo sviluppo progressivo del porto di Brindisi, concorrenziale, riducendola, di conseguenza, in uno stato di profonda decadenza.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Francesco Scarpetta<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">estratto dal saggio dell\u2019autore gi\u00e0 pubblicato sulla Rivista Marittima che ne ha concesso gentilmente la ripubblicazione<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">in anteprima moneta di Pirro coniata a Siracusa, <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Pyros.jpg\">Pyros.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">(1) Lucio Anneo Floro, Epitome di Storia Romana \u2013 Rusconi Libri Milano<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">(2) In precedenza i Tarentini avevano gi\u00e0 invocato aiuto ad Alessandro d\u2019Epiro (341 a.C.) ed allo spartano Cleonimo (302 a.C.).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: III &#8211; II SECOLO a.C. AREA: MAGNA GRECIA parole chiave: Taranto . Ecco come appariva la citt\u00e0 dei due mari ai Romani: \u201cTaranto era tanto famosa per la sua grandezza, le mura e il porto, quanto soprattutto singolare per la sua posizione. 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entrato in Accademia Navale nel 1978 ha completato la sua formazione professionale nel 1982, conseguendo la qualifica accademica di Dottore Magistrale in Scienze Marittime e Navali nel 2006. Dal 1983 al 1990 ha svolto vari incarichi a bordo delle Unit\u00e0 della Squadra Navale nell'ambito del Componente Telecomunicazioni. Nel 1995 ha conseguito la Specializzazione TLC nel primo Corso di Specializzazione interforze presso la Scuola di Trasmissioni della Cecchignola. Dopo i comando di Nave Urania ha svolto vari incarichi nell\u2019ambito dello Stato maggiore e della NATO. Nel biennio 2009\/2011 ha comandato la Scuola Telecomunicazioni delle FF.AA. a Chiavari e successivamente, fino al 2013, ricoperto l\u2019incarico di Capo Divisione Telecomunicazioni della Squadra Navale. 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