{"id":109108,"date":"2024-08-26T00:02:00","date_gmt":"2024-08-25T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=109108"},"modified":"2024-08-27T11:41:11","modified_gmt":"2024-08-27T09:41:11","slug":"gli-effetti-dei-cambiamenti-climatici-sugli-oceani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/109108","title":{"rendered":"Gli effetti dei cambiamenti climatici sugli oceani"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: CAMBIAMENTI CLIMATICI<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: OCEANI<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: oceanografia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli oceani del mondo sono enormi dissipatori di calore che assorbono fino al 90% del calore in eccesso nell\u2019atmosfera; poich\u00e9 l\u2019aria si sta rapidamente riscaldando, a causa degli effetti delle emissioni di gas serra, con il passare del tempo gli oceani stanno assorbendo sempre pi\u00f9 calore. Il 2022 \u00e8 stato il quinto anno pi\u00f9 caldo del pianeta mai registrato ma anche gli anni 2016, 2020, 2019 e 2017 si collocano tra i primi cinque. E&#8217; innegabile che dalla fine degli anni \u201880, la velocit\u00e0 con cui gli oceani immagazzinano calore \u00e8 aumentata da tre a quattro volte. In particolare, alcune aree si stanno riscaldando pi\u00f9 velocemente di altre; i bacini principali hanno raggiunto i propri record di calore regionali nel 2022, tra cui il Pacifico settentrionale, l\u2019Atlantico settentrionale, il Mar Mediterraneo e l\u2019Oceano meridionale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/heat-ocean-wave-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 heat-ocean-wave-1024x576.jpg\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli oceani stanno diventando sempre pi\u00f9 stratificati, il che significa che le masse d\u2019acqua calda e fredda non si mescolano cos\u00ec facilmente e invece incastrandosi le une sull\u2019altre come gli strati di una torta. La stratificazione pu\u00f2 rendere pi\u00f9 difficile il trasporto di calore, di ossigeno e nutrienti vitali attraverso la colonna d\u2019acqua e ci\u00f2 pu\u00f2 danneggiare gli ecosistemi marini e intrappolare il calore vicino alla superficie contribuendo a riscaldare ulteriormente l\u2019atmosfera. Se le acque pi\u00f9 calde e pi\u00f9 salate diventano troppo stratificate c\u2019\u00e8 il rischio che l\u2019oceano non sia in grado di assorbire tanto carbonio come prima, i gas serra si concentrerebbero nell\u2019atmosfera causando gravi effetti climatici. Bisogna ricordare che oltre ad assorbire calore, attualmente, l\u2019oceano assorbe circa il 30% delle emissioni umane di anidride carbonica, portando all\u2019acidificazione degli oceani. Questo per\u00f2 viene compensato dal fatto che il riscaldamento degli oceani riduce l\u2019efficienza dell\u2019assorbimento di carbonio oceanico e rilascia pi\u00f9 anidride carbonica nell\u2019aria.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/OHW-VARIAZIONI-TEMPERATURE-OCEANI-1024x886.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 OHW-VARIAZIONI-TEMPERATURE-OCEANI-1024x886.png\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L\u2019aumento del calore degli oceani ha altre gravi implicazioni per il resto del pianeta<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Come \u00e8 stato ampiamente dimostrato dalla scienza del clima, sono gli oceani che per primi assorbono il calore in eccesso generato dalla nostra combustione di combustibili fossili come petrolio e carbone. E&#8217; un principio fisico: l\u2019acqua si espande riscaldandosi per cui gli oceani occuperanno pi\u00f9 spazio immagazzinando pi\u00f9 calore e contribuendo all\u2019innalzamento dei livelli del mare. Di fatto il riscaldamento degli oceani contribuisce anche a cambiare i modelli meteorologici mondiali, influenzando i cicli idrologici del mondo, contribuendo a siccit\u00e0 pi\u00f9 intense in alcuni luoghi e precipitazioni pi\u00f9 estreme in altri. Le acque calde innescano anche i cicloni tropicali, aumentando la loro intensit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le zone marine pi\u00f9 salate lo diventano ancora di pi\u00f9, causando problemi agli animali e ai vegetali che ci vivono, dato che ogni organismo marino ha propri equilibri di salinit\u00e0 e temperatura per vivere e riprodursi. Una riduzione della miscelazione molto probabilmente ha innescato un evento noto come&nbsp;\u201cBlob\u201d&nbsp;una vasta e persistente bolla di acqua calda nel nord-ovest del Pacifico che ha iniziato a circolare nel 2013, devastando la vita di animali marini e uccelli per gli anni a venire. L\u2019ultima volta che fu registrata, questa ondata di calore uccise 100 milioni di merluzzi nell\u2019area meridionale dell\u2019Alaska; migliaia di uccelli marini furono trovati morti sulla riva mentre la popolazione di megatterediminu\u00ec del 30%. A scomparire fu anche una notevole quantit\u00e0 di salmoni, leoni marini, krill e altri animali marini, mentre fiorirono le alghe tossiche.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 2100 il riscaldamento globale a +5 gradi, esalter\u00e0 il fenomeno della siccit\u00e0 che colpir\u00e0 soprattutto l\u2019Europa meridionale e, in particolare, Spagna, Grecia, Italia e Turchia subiranno gravi conseguenze. In Italia, le regioni del Sud risulteranno particolarmente vulnerabili. Ovunque, nel mondo, i deserti stanno gi\u00e0 avanzando (il 41% della superficie del Pianeta \u00e8 costituita da aree desertiche) e la copertura vegetale&nbsp;sulla Terra diminuisce lasciando uno spazio di terreno incapace di garantire a fauna&nbsp;e&nbsp;flora le risorse di cui necessitano. Inoltre, si prevede che il ghiaccio marino continuer\u00e0 a diminuire ed gli attuali ghiacciai continueranno a ridursi, come il manto nevoso, ed il permafrost a sciogliersi. Un cambiamento epocale per il pianeta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019acidificazione degli oceani influisce negativamente su molte specie marine, tra cui plancton, molluschi e coralli.&nbsp;Con l\u2019aumento dell\u2019acidificazione degli oceani, la disponibilit\u00e0 di carbonato di calcio diminuir\u00e0.&nbsp;Il carbonato di calcio \u00e8 un elemento fondamentale per i gusci e gli scheletri di molti organismi marini.&nbsp;Se le concentrazioni atmosferiche di CO<sub>2 &nbsp;<\/sub>raddoppieranno, si prevede che i tassi di calcificazione dei coralli diminuiranno di oltre il 30%. Se le concentrazioni di CO<sub>2&nbsp;<\/sub> continueranno ad aumentare al ritmo attuale, la combinazione del riscaldamento climatico e dell\u2019acidificazione degli oceani potrebbe rallentare la crescita dei coralli di quasi il 50% entro il 2050.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ddfe7-co2_temperature_historical.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ddfe7-co2_temperature_historical.png\" width=\"885\" height=\"629\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutto questo ci deve allarmare ma non meravigliare. Infatti, andando indietro nel tempo, durante il massimo termico del Paleocene-Eocene, avvenne un episodio di forte e rapido riscaldamento climatico circa 56 milioni di anni fa, causato dalle emissioni di gas serra dovute all\u2019attivit\u00e0 vulcanica nell\u2019Atlantico settentrionale che sconvolse il pianeta. Circa 60 milioni di anni fa alcuni cambiamenti nella circolazione profonda del nostro pianeta generarono una corrente calda di materiale roccioso che, uscendo dal cuore del mantello terrestre, cre\u00f2 il \u201cpennacchio dell\u2019Islanda\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/County_Antrim_-_Giants_Causeway_-_20180930122719.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 County_Antrim_-_Giants_Causeway_-_20180930122719.jpeg\" width=\"854\" height=\"570\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Giant\u2019s Causeway, chiamate anche il Selciato del Gigante &#8211; Autore Penelope Kan<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:County_Antrim_-_Giant%27s_Causeway_-_20180930122719.jpeg\">County Antrim &#8211; Giant&#8217;s Causeway &#8211; 20180930122719.jpeg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quando la roccia proveniente dal mantello sbuc\u00f2 attraverso il fondo dell\u2019oceano Atlantico settentrionale, la lava sgorg\u00f2 in un\u2019area che va dalla Scozia all\u2019Irlanda e alla Groenlandia e si consolid\u00f2 in spettacolari paesaggi di colonne come il <strong><span style=\"color: #008000;\">Giant\u2019s Causeway, chiamate anche il Selciato del Gigante<\/span>,<\/strong> un promontorio formato da circa 40.000 colonne di basalto esagonali di origine vulcanica create da un flusso dalla Scozia a Staffa e all\u2019isola di Mull. Nonostante le profonde ferite, la vita ricominci\u00f2.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Popio<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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D. in Maritime Science e Master in \u201cEnvironmental science and sea pollution research\u201d presso la Pacific Western University di Los Angeles, California, il dottor Popio ha trascorso oltre 32 anni di servizio attivo nella Marina Militare. Ha ricoperto incarichi di Comando a bordo delle unit\u00e0 navali, come Direttore agli Studi presso Istituti di Formazione militare e come rappresentante della Marina presso l\u2019Ufficio del Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. Lasciato il servizio attivo, il dr. Popio, ha continuato, in campo civile, a fornire il proprio contributo per la salvaguardia dell\u2019ambiente marino e di tutte le sue specie, collaborando in diversi progetti riguardanti l\u2019ambiente, con le Universit\u00e0 di Bari, Lecce, Napoli e con l\u2019Istituto per l\u2019Ambiente Marino Costiero-CNR di Taranto. Numerosi sono gli articoli pubblicati sulla stampa locale sull\u2019inquinamento (aria, mare, suolo) a Taranto, dovuto alla presenza delle industrie pesanti. 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