{"id":108690,"date":"2024-08-11T00:02:00","date_gmt":"2024-08-10T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=108690"},"modified":"2024-08-06T15:07:14","modified_gmt":"2024-08-06T13:07:14","slug":"procida-e-miseno-una-connessione-ultra-millenaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/108690","title":{"rendered":"Procida e Miseno, una connessione ultra millenaria"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000\"><strong>ARGOMENTO: STORIA ROMANA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000\"><strong>PERIODO: EPOCA ROMANA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000\"><strong>AREA: MAR TIRRENO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Miseno, Procida<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La pi\u00f9 arcaica affinit\u00e0 fra <strong><span style=\"color: #008000\">Miseno e Procida<\/span><\/strong> echeggia nel mito di due decessi avvenuti mentre Enea, giunto con le sue navi nelle acque della Campania, consultava la <strong><span style=\"color: #008000\">Sibilla Cumana<\/span> <sup><span style=\"color: #008000\">1<\/span><\/sup><\/strong>; essendo prematuramente defunti sia il trombettiere che una congiunta dell\u2019eroe troiano, le loro salme furono rispettivamente tumulate sul promontorio e sulla vicina isola, luoghi che \u2013 secondo l\u2019antica tradizione \u2013 da quei due personaggi presero rispettivamente i nomi di <strong><span style=\"color: #008000\">Misenum<\/span> <sup><span style=\"color: #008000\">2<\/span><\/sup><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000\">Prochyta<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000\"><sup>3<\/sup><\/span><\/strong> .<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/misenensis-nave.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 misenensis-nave.jpg\" width=\"838\" height=\"557\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Geograficamente, <strong><span style=\"color: #008000\">Miseno e Procida<\/span><\/strong> si fronteggiano dalle opposte rive del Canale di Procida, uno stretto braccio di mare che \u00e8 sempre stato soggetto ad occasionali burrasche, talvolta anche con conseguenze funeste per i naviganti, per quanto esperti e professionali essi fossero. Ne fu un esempio, durante il principato di Nerone, il naufragio di alcune triremi misenensi che, provenienti da Formia, si trovarono nella necessit\u00e0 di affrontare la tempesta, ma non riuscirono a superare indenni il<strong><span style=\"color: #008000\"> promontorio di Miseno<\/span><\/strong> <sup><span style=\"color: #008000\"><strong>4<\/strong><\/span><\/sup>. Lo stesso pericolo venne avvertito fino all\u2019epoca moderna anche da parte dei <strong><span style=\"color: #008000\">Procidani<\/span><\/strong> <sup><span style=\"color: #008000\"><strong>5<\/strong><\/span><\/sup>. Ma da questi ultimi, come dai Romani e da tutte le popolazioni a vocazione marittima, il mare non \u00e8 mai stato considerato come una barriera di separazione fra le terre, ma piuttosto come una delle pi\u00f9 vantaggiose vie di comunicazione. <strong><span style=\"color: #008000\">Sotto questa ottica, Miseno e Procida erano di fatto confinanti<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/miseno-porto-1014x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 miseno-porto-1014x1024.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Durante tutto il periodo dell\u2019alto Impero, <strong><span style=\"color: #008000\">Miseno<\/span><\/strong> fu la base navale della pi\u00f9 importante e potente delle flotte militari romane. Le sue navi operavano nell\u2019intero Mediterraneo quale fattore di stabilit\u00e0 e di sicurezza, nonch\u00e9 di tutela della libert\u00e0 della navigazione; in ambito locale, esse controllavano con particolare attenzione i numerosi obiettivi sensibili esistenti sia sulle coste del golfo di Napoli, sia sulle vicine isole appartenenti al demanio imperiale: da Capri a Ventotene e Ponza. Questa vigilanza, certamente estesa all\u2019isola d\u2019Ischia (per le grandi ville marittime ivi presenti), doveva inevitabilmente riguardare anche Procida, che era oggetto di una limitata frequentazione romana <sup><strong><span style=\"color: #008000\">6<\/span><\/strong><\/sup> ed i cui vari golfi erano potenzialmente utilizzabili da malintenzionati per occultare il proprio naviglio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/05-5_base_Miseno-1002x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 05-5_base_Miseno-1002x1024.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Pur non essendoci pervenute notizie certe, \u00e8 presumibile che, gi\u00e0 in epoca romana, la straordinaria fertilit\u00e0 dell\u2019isola abbia indotto i pochi abitanti ad incrementare progressivamente le proprie coltivazioni e ad avviare i primi commerci, appoggiandosi innanzitutto a Miseno che, a partire dal IV secolo, inizi\u00f2 ad essere riconvertito da base navale militare a porto mercantile <sup><strong><span style=\"color: #008000\">7<\/span><\/strong><\/sup>. Sappiamo in effetti che sul finire del VI secolo la produzione vinicola di Procida raggiungeva sicuramente il porto di Miseno, come risulta da una lettera <sup><strong><span style=\"color: #008000\">8<\/span><\/strong><\/sup> scritta nel novembre 598 dal Papa Gregorio I (Gregorio Magno). Vi si parla dell\u2019invio di venti urne 9 di vino dell\u2019isola di Procida, offerte per due anni di seguito dal <strong><em><span style=\"color: #008000\">vir magnificus Teodosio<\/span> <\/em><\/strong>al conte della piazzaforte di Miseno e poi arbitrariamente pretese dal conte suo successore, come se si trattasse di un diritto acquisito <sup><strong><span style=\"color: #008000\">5<\/span><\/strong><\/sup>. In tale situazione, il Pontefice si rivolse a <strong><span style=\"color: #008000\">Maurenzio<\/span><\/strong>, maestro delle milizie di Napoli, per richiedergli non solo di vietare quella iniqua imposizione \u2013 che approfittava della devozione dei Procidani \u2013, ma anche di favorire i legittimi interessi commerciali dell\u2019isola. Quando, verso la met\u00e0 del IX secolo, la citt\u00e0 di Miseno ed il suo porto furono completamente distrutti dai Saraceni <strong><sup><span style=\"color: #008000\">10<\/span><\/sup><\/strong> molti Misenensi riuscirono a fuggire, trasmigrando in parte nell\u2019entroterra, a Frattamaggiore, ove reimpiantarono le loro corderie per la produzione di funi di canapa, la cui qualit\u00e0 \u00e8 stata rinomata fino all\u2019epoca moderna <span style=\"color: #008000\"><strong><sup>11<\/sup><\/strong><\/span>; gli altri sbarcarono invece nell\u2019isola di Procida <strong><span style=\"color: #008000\"><sup>12<\/sup><\/span><\/strong>, contribuendo significativamente alla successiva crescita ed affermazione della universale fama di cui hanno goduto i Procidani per la loro indiscussa perizia marittima.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Corricella_2016_Procida_2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Corricella_2016_Procida_2.jpg\" width=\"854\" height=\"327\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">porto di Corricella a Procida &#8211; Autore Ekrem Canli<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Corricella_2016,_Procida_(2).jpg\">Corricella 2016, Procida (2).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Alla trasmigrazione dei Misenensi a Procida segu\u00ec un ulteriore provvedimento inteso ad aggregare alla stessa isola di Procida l\u2019ex-territorio misenense, da capo Miseno al Monte di Procida <strong><span style=\"color: #008000\">13<\/span><\/strong>. Analogo provvedimento fu peraltro assunto anche nell\u2019ambito ecclesiastico, con la ricollocazione del clero misenense a Procida <sup><strong><span style=\"color: #008000\">14<\/span><\/strong><\/sup>. I Procidani furono sempre consapevoli dei propri diritti ancestrali sul territorio che era appartenuto a Miseno, ma a partire dal 1641 dovettero sostenere un lunghissimo contenzioso giuridico con i Pozzolani, che si arrogavano la facolt\u00e0 di imporre gabelle ai coloni che dall\u2019isola si recavano al Monte di Procida <span style=\"color: #008000\"><strong><sup>15<\/sup><\/strong><\/span>. La contesa si concluse felicemente solo nelle prime decadi dell\u2019800, con il formale riconosci-mento dei diritti dei Procidani sul predetto monte <sup><strong><span style=\"color: #008000\">16<\/span><\/strong><\/sup>. In quello stesso secolo <strong><span style=\"color: #008000\">Procida<\/span><\/strong>, che era stata definita nel \u2018600 \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000\">un giardino piantato in mezzo al mare<\/span><\/em><\/strong>\u00bb <sup><strong><span style=\"color: #008000\">17<\/span><\/strong><\/sup>, permaneva celebre per i suoi vini, per la sua frutta e per i relativi commerci navali <sup><strong><span style=\"color: #008000\">18<\/span><\/strong><\/sup>, e continuava ad essere presente sull\u2019ex-territorio di Miseno, mettendo a dimora sul Monte di Procida dei nuovi vigneti a scaloni, detti dai coloni \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000\">alla procidana<\/span><\/em><\/strong>\u201d <sup><strong><span style=\"color: #008000\">19<\/span><\/strong><\/sup> e rifornendosi di acqua dalla Grotta della Dragonara <sup><strong><span style=\"color: #008000\">20<\/span><\/strong><\/sup>, come anticamente facevano le navi Misenensi.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000\">Domenico Carro<\/span><\/strong><\/p>\n<p>___________<\/p>\n<p align=\"justify\">1 Virgilio, Aen., 6,156-182; Origo gent. Rom., 10,1.<\/p>\n<p align=\"justify\">2 Virgilio, Aen., 6,212- 235; Dion. Hal., Ant., 1,53,3.<\/p>\n<p align=\"justify\">3 Naev., I, frg. 18 (da Serv., Aen., 9,712); Dion. Hal.,.Ant., 1,53, 3, Origo gent. Rom., 10,2.<\/p>\n<p align=\"justify\">4 Tac., Ann., 15,46.<\/p>\n<p align=\"justify\">5 \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000\">Lo stretto canale che forma il mare tra il litorale Cumano e le isole di Procida ed Ischia, \u00e8 procelloso e pericolosissimo \u2026 e naufragoso. Son cose queste a tutti note, e molto pi\u00f9 ai Procidani che le hanno sempre sotto gli occhi, che conoscono molto bene il capo Miseno, e sanno quante barche anche Procidane son ivi perite, malgrado la somma bravura de\u2019 loro marinari<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. (G. Jatta, Discorsi sulla ripartizione civile, e chiesastica dell\u2019antico agro Cumano, Misenese, Bajano, e Pozzuolano, Napoli 1843, p. 115 s.).<\/p>\n<p align=\"justify\">6 I soli presunti reperti romani di cui si \u00e8 avuto finora notizia sono due sepolcri rinvenuti nel 1950 e che non risultano finora esaminati: F. Ferrajoli, Procida: le tombe romane di Ciraccio, in Il Rievocatore, gennaio-marzo 2023, p. 13.<\/p>\n<p align=\"justify\">7 Questo processo, avviato per effetto delle donazioni di Costantino alla Chiesa romana (Lib. Pont., 34,27), \u00e8 documentato dall\u2019archeologia: G. De Rossi, Il porto di Miseno tra Costantino e Gregorio Magno: nuova luce dalle recenti acquisizioni, in M. Khanoussi et al. (eds), L\u2019Africa romana, Roma 2002, p. 839; 843; G. De Rossi et al., Il Porto di Miseno (Campania &#8211; Italia) in et\u00e0 tardo antica: analisi dei contesti ceramici, in S. Menchelli et al. (eds.), LRCW 3: Late roman coarse wares, Oxford 2010, p. 487 s.<\/p>\n<p align=\"justify\">8 Greg. M., Epist., 9,53.<\/p>\n<p align=\"justify\">9 Antica unit\u00e0 di misura romana di capacit\u00e0, pari a circa 13,13 litri. Venti urne per un anno corrispondono quindi ad oltre 2,6 ettolitri, equivalenti a 350 nostre bottiglie da 75 cl.<\/p>\n<p align=\"justify\">10 \u00ab<span style=\"color: #008000\"><em><strong>Era questa citt\u00e0 di Miseno opulenta, e i, ma fu da\u2019 Saracini distrutta l\u2019anno del Signore 850<\/strong><\/em><\/span>\u00bb. (P. Sarnelli, Guida de\u2019 forestieri, curiosi di vedere, e d\u2019intendere le cose pi\u00f9 notabili di Pozzoli, Baja, Miseno, Cuma, ed altri luoghi convicini, Napoli 1691, p. 102). La datazione della distruzione di Miseno oscilla, a seconda delle fonti, dal 845 all\u2019880 (G. Jatta, op. cit., p. 57).<\/p>\n<p align=\"justify\">11 A. Giordano, Memorie istoriche di Fratta Maggiore, Napoli 1834, pp. 85ss.<\/p>\n<p align=\"justify\">12 \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000\">Un\u2019antica tradizione vuole che i miseri abitanti di Miseno che scamparono al ferro de\u2019 Saraceni siano rifuggiti nell\u2019Isola di Procida, tradizione la quale l\u2019accredita il picciolo tratto di mare che divide l\u2019isola suddetta dal territorio di Miseno, il quale pot\u00e9 dare uno scampo ai Misenesi che rimasero superstiti all\u2019eccidio della loro patria<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. (G. Jatta, op. cit., p. 57).<\/p>\n<p align=\"justify\">13 \u00ab<em><strong><span style=\"color: #008000\">Nell\u2019Archivio della Regia Zecca ci siamo imbattuti in un\u2019assai antica Carta [Archivi. d. R. Z. fascicolo 40. fol. 12], la quale senza mistero ci dimostra l\u2019esistenza di Miseno nel Territorio di Procida. \u2026 Lasciam agli altri di esaminare, se si poteva ritrovare Carta pi\u00f9 evidente a dimostrare, che il Territorio Misenese sia stato a Procida aggregato. Si ricordi ognuno, che la maggior parte del Territorio Misenese componevano il Monte Miseno, ed il Monte ora detto di Procida; e tutti e due questi Monti nell\u2019addotta Carta si descrivono in Procida<\/span><\/strong><\/em>\u00bb. (M. E. Scotti, Dissertazione corografico-istorica delle due antiche distrutte citt\u00e0 Miseno e Cuma per lo rischiaramento delle ragioni del Regio Fisco contra la Universit\u00e0 di Pozzuoli, Napoli 1775, p. 46 ss.). \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000\">[Procida] Dopo la distruzione di Miseno circa l&#8217;anno 860 le venne aggregato il suo territorio forse per concessione degli stessi Dogi Napoletani, che l\u2019avevano destinata per loro sollievo; e quindi il monte di Miseno \u2026 si disse Monte di Procida<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. (L. Giustiniani, Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, 7, Napoli 1804, p. 320). \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000\">Distrutto Miseno da\u2019 Barbari, il suo territorio fu dato a quest\u2019isola. Giovanni da Procida n\u2019era il proprietario<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. (G. Ajello et al., Napoli e i luoghi celebri delle sue vicinanze, 2, Napoli, 1845, p. 558).<\/p>\n<p align=\"justify\">14 \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000\">Distrutta la chiesa di Miseno, il Capitolo e Clero ebbe a passare, in Procida, congetturandosi da un luogo che tuttavia in detta isola vien detto Sancta-Canonica, Sancta Catholica, e correttamente Santo Cattolico, o Sancio Cattolico<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. (L. Giustiniani, op. cit., p. 321).<\/p>\n<p align=\"justify\">15 M. Parascandolo, Procida dalle origini ai tempi nostri, Benevento 1893, p. 94 ss.<\/p>\n<p align=\"justify\">16 \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000\">Finalmente una sentenza del 27 febbraio 1826 facendo pieno ed assoluto diritto all&#8217;isola di Procida, dichiar\u00f2 il Monte territorio procidano. Eppure si dove attendere fino al 31 Settembre del 1835 per vedere il Decreto che determinava i limiti fra i due Comuni e cos\u00ec vederla finita una volta per sempre<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. (M. Parascandolo, op. cit., p. 98).<\/p>\n<p align=\"justify\">17 \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000\">&#8230; medio in pelago instructum viridarium<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. (C. Guicciardini, Mercurius Campanus, Napoli 1667, p. 252).<\/p>\n<p align=\"justify\">18 \u00ab<span style=\"color: #008000\"><em><strong>L&#8217;isola di Procida ha un castello, che custodisce il suo porto all&#8217;oriente; un altro porto si apre sulla spiaggia opposta; questi sono popolati da navigli, e fanno il traffico del vino, e delle frutta, arrecando ai loro padroni una ricchezza sconosciuta alle altre isole<\/strong><\/em><\/span>\u00bb. (G. Ajello et al., op. cit., p. 558). \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000\">Procida \u00e8 fertilissima in vini squisiti, in erbaggi e frutta di eccellente sapore, delle quali cose tutte le primizie, che si consumano in Napoli di l\u00e0 provengono<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. (F. De Luca &#8211; R. Mastriani, Dizionario corografico del Reame di Napoli, Milano 1852, p. 795).<\/p>\n<p align=\"justify\">19 L. Palatino, Storia di Pozzuoli e contorni, con breve tratto istorico di Ercolano, Pompei, Stabia e Pesto, Napoli 1826, p. 100s.<\/p>\n<p align=\"justify\">20 \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000\">Egli \u00e8 da osservarsi \u2026 a pi\u00e8 del monte Miseno dalla parte di Procida, la celebre grotta Dragonara, ossia Traconaria, in cui entrando, veggonsi varie gallerie, \u2026 in una delle quali oggi si osserva una ben grande vasca ivi praticata dagli antichi medesimi, e che anche al presente \u00e8 ripiena di limpidissimi acqua, di cui fanno uso, a quel che dicono i naturali del luogo, gli abitanti di Procida<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. (R. Paolini, Memorie sui monumenti di antichit\u00e0 e di belle arti, ch\u2019esistono in Miseno, in Bacoli, in Baja, in Cuma, in Pozzuoli, in Napoli, in Capua antica, in Ercolano, in Pompei ed in Pesto, Napoli 1812, p. 13).<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. 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