{"id":107546,"date":"2024-07-20T00:02:00","date_gmt":"2024-07-19T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=107546"},"modified":"2024-07-20T07:31:51","modified_gmt":"2024-07-20T05:31:51","slug":"luss-harder-storia-di-un-sommergibile-di-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/107546","title":{"rendered":"L&#8217;USS Harder, storia di un sommergibile di successo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: USS Harder<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il relitto di un sommergibile della marina statunitense, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS Harder<\/span><\/strong>, \u00e8 stato ritrovato a circa 1.000 metri di profondit\u00e0 nel Mar Cinese Meridionale, circa 80 anni dopo la sua ultima missione. L&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong>USS Harder (SS-257)<\/strong><\/span>, appartenente alla classe <strong><span style=\"color: #008000;\">Gato<\/span><\/strong>, divenne uno dei battelli pi\u00f9 famosi della seconda guerra mondiale, ricevendo la <strong><span style=\"color: #008000;\">Presidential Unit Citation<\/span> <\/strong>per i straordinari successi ottenuti in combattimento sotto il comando di <strong><span style=\"color: #008000;\">Samuel D. Dealey<\/span> <\/strong>(1906-1944), che ricevette postumo la medaglia d&#8217;onore e quattro croci della marina per aver affondato 16 navi nemiche per una stazza totale di oltre 54.000 tonnellate.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il sommergibile fu impostato dalla Electric Boat Company a Groton, Connecticut, il 1\u00b0 dicembre 1941 ed entr\u00f2 in servizio nella marina americana il 2 dicembre 1942. Dopo i primi test al largo della costa orientale degli Stati Uniti, fu destinato a Pearl Harbor, Hawaii, ma nel corso del trasferimento rischi\u00f2 di terminare prematuramente il suo servizio a causa del fuoco amico. Il 2 maggio 1943, mentre attraversava in superficie il Mar dei Caraibi fu avvistato da un idrovolante <strong><span style=\"color: #008000;\">PBY Catalina<\/span> <\/strong>della Marina, ad una distanza di circa 5000 iarde il quale, non riconoscendolo, apr\u00ec il fuoco colpendolo sul lato di dritta. Mentre il battello si immergeva in emergenza, il PBY sganci\u00f2 due bombe che per fortuna non danneggiarono il battello.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/USS_Harder0825713.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USS_Harder0825713.jpg\" width=\"825\" height=\"646\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Vista di prua del USS Harder (SS-257) a Mare Island, CA. 19 febbraio 1944 durante i lavori di&nbsp; ristrutturazione Fonte http:\/\/www.navsource.org\/archives\/08\/08257.htm &#8211; Foto USN 921-44 per gentile concessione di http:\/\/ussubvetsofworldwarii.org<br \/>\n<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:USS_Harder;0825713.jpg\">USS Harder;0825713.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dopo un breve soggiorno a Pearl Harbor, il 7 giugno 1943 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS Harder<\/span><\/strong> part\u00ec per la sua prima missione di guerra al largo delle coste del Giappone, attaccando un convoglio giapponese. Durante l&#8217;azione l&#8217;USS Harder lanci\u00f2 quattro siluri, colpendo la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave da trasporto Sagara Maru<\/span><\/strong> e riuscendo a ritornare indenne a Midway il 7 luglio. Fu la sua prima missione di successo alla quale ne seguirono altre cinque durante le quali il sommergibile si copr\u00ec di gloria. <strong><span style=\"color: #008000;\">Una sua caratteristica era l&#8217;aggressivit\u00e0 con cui attaccava il nemico anche quando sottoposto al contrattacco dei caccia di scorta.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/USS_Harder_SS-257_rescueing_pilot_at_Woleai_1944-1024x834.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USS_Harder_SS-257_rescueing_pilot_at_Woleai_1944-1024x834.jpg\" width=\"1024\" height=\"834\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il sommergibile USS Harder (SS-257) durante le operazioni di salvataggio dell&#8217;Ens. John R. Galvin al largo dell&#8217;atollo di Woleai il cui aereo, un Grumman F6F-3 Hellcat, era stato colpito dalla contraerea giapponese e aveva dovuto ammarare a circa 8 km a nord di Taugalap, 1 aprile 1944 &#8211; Fonte Foto del Museo Nazionale dell&#8217;Aviazione Navale della Marina degli Stati Uniti n. 2007.084.001.171 &#8211; Autore Comandante del gruppo aereo Andrew Jackson, USN<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-admin\/_wp_link_placeholder\">U<\/a><\/span><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-admin\/_wp_link_placeholder\">SS Harder (SS-257) rescueing pilot at Woleai 1944.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il 13 aprile 1944 un aereo nemico avvist\u00f2 l&#8217;USS Harder a nord delle Caroline occidentali e rifer\u00ec la sua posizione al <strong><span style=\"color: #008000;\">cacciatorpediniere giapponese Ikazuchi<\/span><\/strong>. Quando la nave nemica si avvicin\u00f2 a 900 iarde, l&#8217;Harder non cerc\u00f2 di scappare ma lanci\u00f2 una serie di siluri che affond\u00f2 l&#8217;attaccante in solo cinque minuti. Il suo motto &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Hit them Harder<\/em><\/span><\/strong>&#8221; fu riprodotto su un gagliardetto del battello, rendendolo famoso in tutta la marina statunitense.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Japanese_destroyer_Ikazuchih74173-1024x748.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Japanese_destroyer_Ikazuchih74173-1024x748.jpg\" width=\"1024\" height=\"748\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ikazuchi (cacciatorpediniere giapponese, 1932) nelle acque cinesi, intorno al 1938. Fotografia del Centro storico navale degli Stati Uniti &#8211; Fonte Office of Naval Intelligence<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Japanese_destroyer_Ikazuchi;h74173.jpg\">Japanese destroyer Ikazuchi;h74173.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quattro giorni dopo individu\u00f2 una nave mercantile scortata da cacciatorpediniere e lanci\u00f2 quattro siluri, affondando il mercantile <strong><span style=\"color: #008000;\">Matsue Maru<\/span> <\/strong>da 7.000 tonnellate e danneggiando una delle unit\u00e0 di scorta. Durante la sua quinta missione il 6 giugno entr\u00f2 nel passaggio di Sibutu, tra Tawi-Tawi e il Borneo settentrionale, e attacc\u00f2 un convoglio di tre petroliere e due cacciatorpediniere. Sebbene scoperto dal <strong><span style=\"color: #008000;\">cacciatorpediniere Minazuki<\/span><\/strong>, dopo l&#8217;immersione rapida, invece di mettersi in salvo lo attacc\u00f2 con tre siluri a una distanza di 1.100 iarde affondandolo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Hit_em_harder.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Hit_em_harder.jpg\" width=\"851\" height=\"1130\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>il Comandante Dealey del USS Harder (SS-257), sul ponte con il gagliardetto della nave, febbraio 1944 &#8211; Fonte http:\/\/www.navsource.org\/archives\/08\/08257.htm &#8211; autore USN<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Hit_%27em_harder.jpg\">Hit &#8216;em harder.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La mattina un aereo nemico avvist\u00f2 l\u2019USS Harder ed un altro cacciatorpediniere, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Hayanami<\/span><\/strong>, si diresse contro di lui. Ancora una volta il sommergibile prese l&#8217;iniziativa e lanci\u00f2 tre siluri a breve distanza e due di loro colpirono il centro della nave, facendo esplodere il deposito munizioni della nave. Dopo essere sfuggito ai successivi attacchi con le cariche di profondit\u00e0, l&#8217;USS Harder attravers\u00f2 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Passaggio di Sibutu<\/span><\/strong> e si diresse verso la costa nord-orientale del Borneo, avvistando due cacciatorpediniere nemici che pattugliavano la parte pi\u00f9 stretta del passaggio, a poche miglia da Tawi-Tawi, che attacc\u00f2 avvicinandosi a 1.000 iarde con quattro siluri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Japanese_destroyer_Tanikaze_at_anchor_in_April_1941-1024x522.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Japanese_destroyer_Tanikaze_at_anchor_in_April_1941-1024x522.jpg\" width=\"1024\" height=\"522\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il cacciatorpediniere Tanikaze della Marina imperiale giapponese all&#8217;ancora nell&#8217;aprile 1941 &#8211; Fonte Museo marittimo Kure, Album fotografico della nave da guerra navale giapponese: cacciatorpediniere, a cura di Kazushige Todaka, p. 102 &#8211; Autore Shizuo Fukui<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Japanese_destroyer_Tanikaze_at_anchor_in_April_1941.jpg\">Japanese destroyer Tanikaze at anchor in April 1941.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Due siluri colpirono il Tanikaze, che affond\u00f2 quasi immediatamente, mentre l&#8217;ultimo colp\u00ec la seconda nave che esplose con un lampo accecante. Nel pomeriggio del 10 giugno Harder avvist\u00f2 una task force giapponese, comprendente tre corazzate e quattro incrociatori con cacciatorpediniere. Un ricognitore individu\u00f2 il sottomarino a quota periscopio e un&#8217;unit\u00e0&nbsp; di scorta si diresse a 35 nodi verso la sua posizione. Ancora una volta, Harder reag\u00ec lanciando tre siluri e si immerse in profondit\u00e0 per sfuggire all\u2019attacco con carica di profondit\u00e0. Nel giro di un minuto due siluri fecero esplodere la nave giapponese proprio mentre il battello lo sorpassava a circa 80 piedi pi\u00f9 in basso. Le esplosioni assordanti scossero il sottomarino molto pi\u00f9 delle bombe di profondit\u00e0 e delle bombe aeree che il nemico infuriato sganci\u00f2 nelle due ore successive. Le informazioni raccolte dall&#8217;Harder sugli spostamenti della task force giapponese furono di vitale importanza per la flotta dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Raymond A. Spruance<\/span><\/strong> prima della decisiva battaglia del Mar delle Filippine.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/USS_Hake0825611.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USS_Hake0825611.jpg\" width=\"844\" height=\"535\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>USS Hake &#8211; Fonte http:\/\/www.navsource.org\/archives\/08\/08256.htm USS Hake (SS-256), circa 1945. US Navy photo courtesy of http:\/\/ussubvetsofwwii.org<\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:USS_Hake;0825611.jpg\">USS Hake;0825611.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS Harder e l&#8217;USS<\/span><\/strong>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Hake (SS-256) e Haddo (SS-255)<\/span><\/strong> lasciarono Fremantle il 5 agosto 1944 per quella che sarebbe stata la sua sesta e, per l&#8217;Harder, ultima missione di guerra. Dislocati nel Mar Cinese Meridionale al largo di Luzon, i battelli si portarono a nord. Il 21 agosto Harder e Haddo si unirono ai sommergibili <strong><span style=\"color: #008000;\">Ray (SS-271), Guitarro (SS-363) e Raton (SS-270)<\/span><\/strong> per effettuare un attacco coordinato contro un convoglio giapponese al largo della baia di Palawan, Mindoro, affondando quattro navi da carico. Il mattino seguente, Harder e Haddo attaccarono e distrussero tre navi giapponesi al largo di Bataan, e l&#8217;Harder affond\u00f2 le <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate Matsuwa e Hiburi<\/span><\/strong>. Insaziabile, l&#8217;Harder si ricongiunse con il sommergibile Hake al largo di Dasol Bay, alla ricerca di nuovi obiettivi ma, prima dell&#8217;alba, nella notte del 24 agosto, furono avvistate due navi che inizialmente identificarono come un dragamine giapponese e il <strong><span style=\"color: #008000;\">cacciatorpediniere siamese Phra Ruang<\/span><\/strong>. Mentre l&#8217;USS Hake si avvicinava per attaccare, il cacciatorpediniere accost\u00f2 verso Dasol Bay e l\u2019Hake dovette interrompere l&#8217;avvicinamento, accostando decisamente verso nord. Al termine dell&#8217;accostata avvist\u00f2 per\u00f2 il periscopio di Harder a circa 600-700 iarde pi\u00f9 avanti e dovette manovrare per evitare la collisione. Nello stesso momento apparve un&#8217;unit\u00e0 di scorta giapponese a circa 2.000 iarde che accostava decisa verso di loro. Per sfuggire all&#8217;attacco si immersero in profondit\u00e0. Alle 07:28 furono sentite le esplosioni di 15 bombe di profondit\u00e0 in lontananza verso poppa &#8230; poi pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Poco dopo mezzogiorno l&#8217;Hake torn\u00f2 in zona trovando solo un anello di boe segnaletiche che coprivano un raggio di mezzo miglio. Secondo il rapporto della marina giapponese, l\u2019attacco con cariche di profondit\u00e0 aveva affondato un sommergibile e &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">molto petrolio, trucioli di legno e sughero galleggiavano nelle vicinanze<\/span><\/strong>&#8220;. La Marina degli Stati Uniti, perso ogni contatto, dichiar\u00f2 l\u2019USS Harder disperso il 2 gennaio 1945.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-18-164952-1024x730.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-07-18-164952-1024x730.png\" width=\"1024\" height=\"730\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>una ricostruzione del relitto del USS HARDER concessa da Tim Taylor e The Lost 52 Project per il comunicato stampa USN della scoperta della USS Harder &#8211; Photo credit Tim Taylor e the Lost 52 Project &#8211; Fonte<\/strong> <strong>https:\/\/www.navy.mil\/<\/strong><br \/>\n<\/span><a href=\"https:\/\/www.navy.mil\/Press-Office\/News-Stories\/Article\/3787069\/wwii-hit-em-harder-submarine-wreck-site-confirmed\/\">WWII \u201cHit \u2018em HARDER\u201d submarine wreck site confirmed &gt; United States Navy &gt; News Stories<\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">La scoperta<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il 22 maggio 2024, <strong><span style=\"color: #008000;\">Tim Taylor, CEO di Tiburon Subsea, e il progetto Lost 52<\/span> <\/strong>hanno annunciato di aver scoperto il relitto dell&#8217;Harder nel Mar Cinese Meridionale vicino all&#8217;isola settentrionale di Luzon, Filippine. La scoperta di Taylor \u00e8 stata in seguito confermata dalla Marina degli Stati Uniti sulla base dell&#8217;analisi delle riprese video del relitto. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Harder<\/span><\/strong> si trova in posizione verticale ad una profondit\u00e0 di 3.750 piedi (1.140 m) e presenta una grande apertura sul lato sinistro a poppavia della torretta di comando, probabilmente causata da una carica di profondit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dopo 80 anni il glorioso sottomarino americano \u00e8 stato quindi ritrovato ed \u00e8 stato dichiarato dalla Marina degli Stati Uniti sacrario di guerra.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: USS Harder . Il relitto di un sommergibile della marina statunitense, l\u2019USS Harder, \u00e8 stato ritrovato a circa 1.000 metri di profondit\u00e0 nel Mar Cinese Meridionale, circa 80 anni dopo la sua ultima missione. 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