{"id":107140,"date":"2024-07-23T00:02:00","date_gmt":"2024-07-22T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=107140"},"modified":"2024-07-30T16:21:21","modified_gmt":"2024-07-30T14:21:21","slug":"vespucci-16-22-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/107140","title":{"rendered":"Inseguendo il vento nel Pacifico settentrionale verso le Hawaii: Vespucci 16 &#8211; 22 luglio 2024"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: SCIENZE DEL MARE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Vespucci, Marina Militare<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Marted\u00ec 16 luglio 2024<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nave Vespucci, dopo la sua partenza da Los Angeles, continua la sua navigazione a vela verso le Hawaii. Sono pervenute molte domande su quale rotta stia seguendo. Considerando che, al di l\u00e0 della rotta pianificata sulla carta, ogni nave, in particolare quelle a vela, adatta le sue rotte a seconda delle condizioni meteo-marine, nel caso specifico il Vespucci sta seguendo le antiche rotte che dalla California si spingevano fino alle Hawaii; rotte che, come vedremo, sono legate durante l&#8217;anno alla posizione di <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">un&#8217;aria di alta pressione semipermanente del Pacifico Settentrionale, chiamata<strong><span style=\"color: #008000;\"> North<\/span> <\/strong><\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pacific High <\/span><\/strong>(vedi il disegno sottostante). <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Nasa-hi-air-pr-avg.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Nasa-hi-air-pr-avg.png\" width=\"837\" height=\"505\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Questa depressione, che causa il clima secco della California in estate ed in autunno, seguito da inverni e primavere tipicamente umidi, \u00e8 responsabile&nbsp; del regime dei venti chiamati alisei (trade winds) che insistono sulle Hawaii tutto l&#8217;anno<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">. In<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> inverno questa alta pressione si sposta verso l&#8217;equatore (pi\u00f9 a sud) per poi tornare nuovamente a latitudini maggiori durante l&#8217;estate. Come ricorderete il regime dei venti intorno alle aree di alta e bassa pressione \u00e8 il seguente:<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/genesi-del-vento-andrea-mucedola.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 genesi-del-vento-andrea-mucedola.png\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Questo comporta che il vento intorno alla <strong><span style=\"color: #008000;\">North Pacific High<\/span> <\/strong>genera questi venti costanti che consentono di navigare agevolmente verso l&#8217;arcipelago delle Hawaii. In quelle acque, quando si vogliono raggiungere le isole, bisogna adattare la propria rotta cercando il vento&nbsp; sfruttando l&#8217;area di alta pressione.&nbsp;<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Una buona regola \u00e8 quindi <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">navigare in inverno verso sud, fino alla latitudine di circa 20\u00b0N, per raggiungere la zona favorevole dove si formano gli Alisei. Questa regola, non scritta, varia durante l&#8217;anno; ad esempio <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">in aprile &#8211; maggio basta scendere fino ad una latitudine di 30\u00b0N <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">e, in estate, a 35\u00b0N.&nbsp; Queste latitudini variabili possono essere quindi considerate<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">&nbsp;il confine meridionale del <strong><span style=\"color: #008000;\">Pacific High<\/span><\/strong>, superato il quale si <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">trover\u00e0 il flusso degli alisei che consentir\u00e0, per chi proviene dalle coste occidentali americane, di raggiungere facilmente le isole Hawaii. <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">La cosa pi\u00f9 complicata per i naviganti a vela \u00e8 quindi restare nella zona ottimale del vento che pu\u00f2 essere ora dedotta dalle carte sinottiche.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-23812 entered lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.dailynautica.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/carte_sinottiche.jpg\" alt=\"carte_sinottiche\" width=\"824\" height=\"582\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.dailynautica.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/carte_sinottiche.jpg\" data-ll-status=\"loaded\"><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Mercoled\u00ec 17 luglio 2024<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Navigazione regolare verso le Hawaii con vento dai settori poppieri di dritta pressoch\u00e9 costante. Torniamo all&#8217;argomento di cui abbiamo parlato ieri: <strong><span style=\"color: #008000;\">le carte sinottiche<\/span><\/strong>. Qualcuno mi dar\u00e0 dell&#8217;antiquato, considerando che i mezzi a disposizione odierni offrono previsioni meteo marine di facile comprensione ed immediato utilizzo senza bisogno di studiare gli andamenti barici. Sono per\u00f2 sempre dell&#8217;opinione che, senza voler negare l&#8217;effettiva comodit\u00e0 ed utilit\u00e0 di questi mezzi, sia necessario avere delle basi per poter comprendere l&#8217;andamento meteo in mare, se non altro per non procurarsi sorprese sgradite durante la navigazione. Di fatto, una consultazione preventiva del bollettino meteo ufficiale locale ci pu\u00f2 sempre consentire di comprendere la tendenza futura del tempo al fine di pianificare correttamente la rotta da seguire.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le carte del tempo meteorologico<\/span><\/strong><br \/>\nLe <strong><span style=\"color: #008000;\">carte<\/span><\/strong>, che potete scaricare da diverse fonti, sono prodotte dagli Uffici Meteorologici (METOC) sia ad uso marittimo che aeronautico. Esse sono caratterizzate da rappresentazioni composte da simboli, numeri e linee (come le isobare, linee di ugual pressione, e le isoterme, linee di ugual temperatura) riferite a determinati momenti ovvero sia in atto (situazione attuale) o previste (previsioni a medio-lungo termine) ricavate attraverso modelli matematici ed osservazioni con i satelliti. Tecnicamente sono chiamate <strong><span style=\"color: #008000;\">sinottiche<\/span><\/strong> dal greco <i>synoptik\u00f3s <\/i>che significa \u201csguardo d\u2019insieme\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-21-180644.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-07-21-180644.png\" width=\"836\" height=\"556\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Per quanto possa essere ovvio, il riferimento temporale di ogni carta deve essere ben compreso. Gli allievi di Stato Maggiore dell&#8217;Accademia Navale imbarcati sull&#8217;Amerigo Vespucci hanno alle spalle gi\u00e0 un anno di teoria di meteorologia nautica e sono abituati a leggere su queste carte l&#8217;andamento dei fronti e calcolare l&#8217;intensit\u00e0 del vento lungo le rotte. Durante i periodi di guardia in plancia, oltre al seguire la rotta, verificano periodicamente l&#8217;intensit\u00e0 e la direzione del vento e l&#8217;andamento della pressione, con i valori riportati sulle carte sinottiche. Per chi non avesse familiarit\u00e0 con questi utili strumenti, esistono numerosi manuali, tra cui Il Manuale dell&#8217;Ufficiale di Rotta, edito dall&#8217;Istituto idrografico della marina militare, che possono fornire utili nozioni. La simbologia \u00e8 universale (qualsiasi mappa meteo utilizza gli stessi simboli) e conforme agli standard dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM)<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-21-180338.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-07-21-180338.png\" width=\"202\" height=\"600\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Ad esempio, nella carta superiore, al centro, vedete disegnata un&#8217;area di alta pressione circondata da linee di ugual pressione (isobare) con un numero (nell&#8217;esempio 1036) e una lettera (H alta pressione). Oltre alle aree di bassa pressione (lettera L) trovate i fronti in transito nelle diverse zone geografiche. Nello specifico sono disegnati in rosso i fronti caldi e in blu quelli freddi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">I Fronti<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">I<strong><span style=\"color: #008000;\"> Fronti<\/span><\/strong> possono essere definiti come <strong><span style=\"color: #008000;\">superfici di discontinuit\u00e0 tra due masse d&#8217;aria aventi caratteristiche di temperatura, pressione e umidit\u00e0 differenti<\/span><\/strong>. Parliamo di <strong><span style=\"color: #008000;\">fronte caldo<\/span><\/strong> quando una massa d&#8217;aria pi\u00f9 calda (spesso anche pi\u00f9 umida) scorre sopra una massa pi\u00f9 fredda. Si ha invece un <strong><span style=\"color: #008000;\">fronte freddo<\/span><\/strong> quando una massa d&#8217;aria fredda (quindi meno umida e pi\u00f9 densa) si avvicina ad una massa pi\u00f9 calda e pi\u00f9 umida (pertanto pi\u00f9 leggera) incuneandosi sotto quella calda e facendola salire in quota. Come ricorderete lungo questi fronti aumenta l&#8217;instabilit\u00e0 atmosferica, generando fenomeni meteorologici anche violenti come <strong><span style=\"color: #008000;\">rovesci<\/span><\/strong> (non usate il termine bombe d&#8217;acqua che non esiste), <strong><span style=\"color: #008000;\">temporali<\/span><\/strong> spesso accompagnati da vento forte che possono portare a <strong><span style=\"color: #008000;\">tempeste<\/span><\/strong>. Non ultimi i <strong><span style=\"color: #008000;\">fronti occlusi<\/span><\/strong> (in viola) che si verificano quando un fronte freddo &#8220;raggiunge&#8221; un fronte caldo e vi si sovrappone. E&#8217; un argomento un p\u00f2 complesso sul quale torneremo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gioved\u00ec 18 luglio 2024<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Navigazione regolare. Cielo nuvoloso e vento costante. Per ultimare il discorso iniziato ieri, un buon indizio per comprendere l&#8217;intensit\u00e0 del vento \u00e8 osservare la distanza fra le isobare: pi\u00f9 sono ravvicinate, maggiore sar\u00e0 l&#8217;intensit\u00e0 del vento. La direzione del vento \u00e8 deducibile osservando le aree di alta&nbsp; o di bassa pressione; in quelle di alta pressione&nbsp; la circolazione del vento \u00e8 tangente alle isobare in senso orario, mentre in quelle di bassa pressione \u00e8 in senso antiorario. In alcune carte troverete disegnate l&#8217;intensit\u00e0 e direzione del vento, rappresentate da &#8220;stanghette&#8221; con delle &#8220;barbe&#8221; la cui simbologia \u00e8 riportata nella tabella inferiore. Si passa dalla bava di vento (una stanghetta senza barba) ad un triangolo nero che segnala venti di 50 nodi &#8230;. con varianti diverse.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-21-180404.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-07-21-180404.png\" width=\"844\" height=\"1038\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mi chiederete &#8230; ma perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante conoscere la direzione e l&#8217;intensit\u00e0 del vento?<\/span> <\/strong>La risposta, come ricorderete da articoli precedenti, \u00e8 perch\u00e9 <strong><span style=\"color: #008000;\">il vento \u00e8 il principale fattore che regola la direzione e l&#8217;intensit\u00e0 del mare<\/span><\/strong>. Non a caso parliamo di FORZA di vento e non FORZA di mare (\u00e8 sbagliato dire MARE FORZA DUE, si dice MARE 2). Venti forti causano mare cattivo che non solo \u00e8 un fattore non piacevole durante le nostre navigazioni ma pu\u00f2 mettere in pericolo la navigazione stessa, costringendo il navigante a variazioni di rotta per non causare danni alla sua imbarcazione. Ecco perch\u00e9 i giovani ufficiali e sottufficiali della marina militare italiana sono preparati a conoscere e prevedere il mare e il tempo meteorologico. Nella cartina inferiore, vediamo che il Vespucci sta navigando con un vento settentrionale di intensit\u00e0 intorno ai 20-25 nodi). La rotta precedentemente disegnata dal sistema (in giallo) non \u00e8 quindi quella seguita dal Vespucci, e la nave pi\u00f9 bella del mondo sta modificando la sua rotta per mantenere la direzione del vento migliore per arrivare a Honolulu.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-21-171359-1024x486.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-07-21-171359-1024x486.png\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gioved\u00ec 18 luglio 2024<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"testo\" align=\"justify\">Navigazione regolare verso Honolulu. Continuano le attivit\u00e0 addestrative per i giovani allievi. Nei giorni scorsi abbiamo parlato di meteorologia, oggi parliamo di terminologia e attrezzatura. Sulle navi vengono usati i <strong><span style=\"color: #008000;\">bozzelli<\/span><\/strong>. Sin dai primi anni in cui l&#8217;Uomo incominci\u00f2 ad affrontare il mare si pose il problema di come ottimizzare i tempi di manovra delle vele utilizzando dei sistemi impiegati per la movimentazione dei carichi. Gi\u00e0 impiegati a terra, furono perfezionati dei sistemi funicolari, i cosiddetti <strong><span style=\"color: #008000;\">paranchi<\/span><\/strong>. Senza entrare in formule matematiche, questi sistemi hanno lo scopo di diminuire la forza necessaria per sollevare i pesi o per alzare le vele sul principio delle <strong><span style=\"color: #008000;\">carrucole<\/span><\/strong>. Le carrucole possono essere fisse o mobili. Quelle fisse sono leve di primo genere indifferenti, in cui il braccio resistente e il braccio motrice sono uguali, mentre quelle mobili sono leve di secondo genere, sempre vantaggiose, quando il braccio motrice pari al doppio del braccio resistente. In campo navale possono semplici o multiple consentendo di ridurre notevolmente gli sforzi applicati. Ricapitolando, nella terminologia navale, le <strong><span style=\"color: #008000;\">carrucole sono chiamate<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">bozzelli; <\/span><\/strong>un tempo costruiti interamente in legno, sono stati oggi sostituiti con modelli interamente in ferro o in acciaio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Three_snatch_blocks.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Three_snatch_blocks.jpg\" width=\"871\" height=\"653\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il bozzello pi\u00f9 grande \u00e8 mostrato in posizione chiusa, quello in centro (dimensione media) \u00e8 mostrato aperto, questa apertura \u00e8 il modo in cui la cima viene inserita attraverso il bozzello. <\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Three_snatch_blocks.jpg\">Three snatch blocks.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p class=\"testo\" align=\"justify\">Di massima un <strong><span style=\"color: #008000;\">bozzello semplice<\/span><\/strong> \u00e8 costituito da <span style=\"color: #008000;\"><strong>una cassa, una puleggia, un perno ed uno stroppo<\/strong><\/span>. La prima \u00e8 costituita da due parti laterali, parallele fra loro, di forma generalmente ovale, chiamate maschette, mantenute ad ugual distanza da due tacchi di legno o di ferro. Nei bozzelli a pi\u00f9 pulegge esistono dei tramezzi, ovvero delle divisioni fra una puleggia e l&#8217;altra. La cassa ha delle scanalature per ricevere lo stroppo necessario per sostenere il bozzello. Elemento fondamentale \u00e8 la <strong><span style=\"color: #008000;\">puleggia<\/span><\/strong>, una piccola ruota un tempo di legno ma ora di metallo, spesso bronzo, nella quale scorre il cavo che vi viene infierito. Al suo centro possiede un foro, dove viene inserito il perno di blocco.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/bozzello-carlo-mari-vespucci-682x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 bozzello-carlo-mari-vespucci-682x1024.jpg\" width=\"855\" height=\"1284\"><\/p>\n<p class=\"testo\" align=\"justify\">Non ultimo lo <strong><span style=\"color: #008000;\">stroppo<\/span><\/strong>, un anello, detto anche <strong><span style=\"color: #008000;\">canestrello<\/span><\/strong>, di cavo vegetale o di metallo, formato da una piastra di metallo che circonda la cassa del bozzello per permettere il suo maneggio.&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Venerd\u00ec 19 luglio 2024<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Navigazione regolare. Viste le domande pervenute, torniamo alla meteorologia. Oltre alle carte sinottiche, possono essere scaricate da internet immagini satellitari e radar che possono fornire in alcuni casi anche accurate previsioni dell&#8217;evoluzione del tempo. Una curiosit\u00e0: l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Alta pressione settentrionale del Pacifico<\/span><\/strong><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> ha una pressione media sul livello del mare di luglio di 1026 mb, analoga per pressione e dimensioni a quella delle Azzorre, la sua controparte atlantica, che tanto influenza il clima mediterraneo. <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Le massime subtropicali sono uno degli elementi chiave della pressione superficiale della Terra la cui <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">origine non \u00e8 del tutto compresa, anche se si ritiene che le cause pi\u00f9 probabili siano quelle termiche dirette.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Sabato 20 luglio 2024<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Navigazione regolare il Vespucci \u00e8 a circa 50 ore dalle Hawaii. Nelle foto che ci pervengono dai social e dal Vespucci, compaiono gli scopamare. Cosa sono? Si tratta di vele addizionali, rettangolari o triangolari, distese ai lati dei trevi, che \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>i velieri a vele quadre aggiungono a ciascun lato della vela di trinchetto o di maestra, con tempo buono e vento largo, per aumentare la velocit\u00e0; fanno parte della cosiddetta forza di vele<\/em>.<\/span><\/strong>\u201d Quando aperte sui pennoni superiori queste vele sono chiamate coltellacci e coltellacini. Gli allievi dell&#8217;Accademia Navale hanno incominciato presto a conoscerle e ad aprirle.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/20230816-Nave-Vespucci-Navigazione-per-Santo-Domingo-Apertura-Scopamare-_LAP9059-1024x681.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230816-Nave-Vespucci-Navigazione-per-Santo-Domingo-Apertura-Scopamare-_LAP9059-1024x681.jpg\" width=\"1024\" height=\"681\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>nella foto Carlo Mari, sul bompresso &#8230; alle sue spalle si notano aperti gli scopamare<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Domenica 21 luglio 2024<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Navigazione regolare con venti favorevoli da NNE.&nbsp; Parliamo oggi di un bivalve marino, reso famoso dai primi film sui mari tropicali, la<strong><span style=\"color: #008000;\"> tridacna<\/span><\/strong>. che gli allievi potranno facilmente scorgere sulle barriere coralline delle Hawaii facendo snorkeling. Le <strong><span style=\"color: #008000;\">tridacne<\/span> <\/strong>sono conchiglie talvolta di grandi dimensioni, caratterizzate da valve importanti che possono avere forme differenti: da triangolo-ovoidali (genere Tridacna) a trapezoidali (genere Hippopus). Spesso sulla conchiglia sono visibili le linee di accrescimento e grosse costole radiali, con scudi (o scaglie) prominenti. L\u2019orlo delle valve \u00e8 solcato oppure dentato o ondulato. Negli esemplari di maggiori dimensioni del genere Tridacna, il peso complessivo \u00e8 in media di circa 200 kg ma<sup id=\"cite_ref-4\" class=\"reference\"><\/sup> pu\u00f2 arrivare fino a 300 kg.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Giant_clam_Tridacna_gigas_Michaelmas_Cay.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Giant_clam_Tridacna_gigas_Michaelmas_Cay.jpg\" width=\"1024\" height=\"832\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Giant clam (Tridacna gigas), Michaelmas Cay, Great Barrier Reef, Queensland, Australia &#8211; Fonte Sharp Photography, sharpphotography.co.uk &#8211; Autore Charles J. Sharp<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Giant_clam_(Tridacna_gigas)_Michaelmas_Cay.jpg\">Giant clam (Tridacna gigas) Michaelmas Cay.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Essendo un mollusco che vive a bassa profondit\u00e0 (in genere non pi\u00f9 di 15 metri), attir\u00f2 da subito la curiosit\u00e0 dei pescatori e nacque la sua cattiva fama, immeritata, che fosse in grado di imprigionare nelle sue valve i malcapitati, trattenendoli per una gamba con l&#8217;obiettivo di affogarli. In realt\u00e0, \u00e8 una conchiglia molto bella da osservare durante le immersioni, che non crea nessun pericolo &#8230; a meno di volerci volontariamente mettere una mano all&#8217;interno.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-22-192039.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-07-22-192039.png\"><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Luned\u00ec 22 luglio 2024<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Continua la navigazione verso le Hawaii. Ormai mancano circa 30 ore per arrivare a Honolulu. Abbiamo raccontato in un precedente articolo le loro caratteristiche principali; vediamo ora la loro storia &#8230; queste isole furono scoperte e colonizzate da popoli asiatici provenienti dal continente che si spostarono intorno all&#8217;anno mille seguendo rotte successive tra le varie isole, aiutati da quei venti costanti (alisei) di cui abbiamo pi\u00f9 volte parlato. Nel 1778 furono &#8220;scoperte&#8221; dall&#8217;esploratore inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">James Cook<\/span><\/strong>, che le chiam\u00f2 <span style=\"font-size: revert; color: initial;\">&#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">the Sandwich Islands<\/span><\/strong>&#8221; in onore di <strong><span style=\"color: #008000;\">John Montagu<\/span><\/strong>, 4th Earl of Sandwich. Sebbene questa data sia universalmente accettata, in realt\u00e0, nel XVI secolo, compaiono nei resoconti di viaggio di <strong><span style=\"color: #008000;\">Ruy L\u00f3pez de Villalobos<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, un esploratore spagnolo<\/span> che, al comando di sei vascelli partiti da Acapulco nel 1542, seguendo il vento stava dirigendosi verso le Filippine. Nel diario di bordo, scritto dal suo pilota, <strong><span style=\"color: #008000;\">Juan Gaetano<\/span><\/strong>, viene riportato l&#8217;avvistamento di alcune isole, che potrebbero essere identificate come le Hawaii o le isole Marshall. Una teoria plausibile visto che, n<\/span>ella cartografia spagnola dell&#8217;epoca, erano disegnate delle isole alla stessa latitudine delle Hawaii anche se ad una longitudine 10 gradi ad est delle stesse. Dopo i resoconti di Cook, la marina francese decise di inviare&nbsp;due navi, l&#8217;<i>Astrolabe<\/i>&nbsp;e la&nbsp;<i>Boussole<\/i>, con a bordo un folto gruppo di scienziati, astronomi,&nbsp;matematici,&nbsp;geologi,&nbsp;mineralogisti&nbsp;e&nbsp;botanici per l&#8217;esplorazione dell&#8217;Oceano Pacifico&nbsp;e la ricerca di eventuali sbocchi per il commercio, dall&#8217;estremo nord fino all&#8217;Australia, dall&#8217;Asia&nbsp;all&#8217;America. A capo della spedizione fu assegnato <strong><span style=\"color: #008000;\">Jean-Fran\u00e7ois de La P\u00e9rouse <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">che, nei suoi resoconti, disegn\u00f2 un gruppo di isole, probabilmente le Hawaii,<\/span><\/span> in cui Maui era battezzata <i>La Desgraciada<\/i> (isola sfortunata) e, quella che potrebbe essere l&#8217;isola di Hawaii era chiamata <i>La Mesa. <\/i><span style=\"color: #000000;\">Di fatto le carte spagnole dell&#8217;epoca riportavano quelle isole, il cui nome era quindi ispanico. <\/span>Nei secoli successivi i galeoni spagnoli provenienti dalle Filippine passarono a sud delle Hawaii, mantenendo segrete le loro rotte per proteggere il monopolio del loro commercio. Questa riservatezza aiut\u00f2 a mantenere l&#8217;indipendenza dell&#8217;arcipelago, nonostante si trovasse su una rotta marittima da est a ovest tra le diverse nazioni suddite del Vicer\u00e9 della Nuova Spagna.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-22-125412-1024x482.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-07-22-125412-1024x482.png\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Ciononostante, <strong><span style=\"color: #008000;\">Cook<\/span><\/strong> \u00e8 <span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: initial;\"><span class=\"ryNqvb\">considerato il primo europeo ad aver visitato le Isole Hawaii, anche se il merito della scoperta andrebbe attribuito alle conoscenze di un notabile locale, <strong><span style=\"color: #008000;\">Tupaia<\/span><\/strong>, di cui abbiamo parlato in <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32428\">questo articolo<\/a>. Tupaia era un abile navigatore polinesiano e, utilizzando un sistema di navigazione totalmente diverso da quello occidentale, li port\u00f2 all&#8217;arcipelago. Il legame tra Cook e le Hawaii \u00e8 per\u00f2 ancora pi\u00f9 profondo. Il grande navigatore inglese, il 14 febbraio 1779, proprio alle Hawaii, presso la baia di Kealakekua, dopo che alcuni indigeni avevano rubato una delle scialuppe della sua nave, ebbe un violento alterco con gli abitanti dell&#8217;isola e venne accoltellato a morte.<\/span><\/span><span class=\"jCAhz\" style=\"color: initial;\"><span class=\"ryNqvb\">&nbsp;<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: initial;\"><span class=\"ryNqvb\">Dopo la pubblicazione di diversi libri riguardanti i suoi viaggi, le Isole Hawaii attirarono molti esploratori, commercianti e balenieri europei e americani, che trovarono quelle isole un ridosso conveniente ed una fonte di rifornimenti.<\/span><\/span><span style=\"color: initial;\"> Di contro, i contatti con i locali portarono malattie che decimarono la popolazione<\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: initial;\"><span class=\"ryNqvb\"> provocandone un calo precipitoso.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: initial;\"><span class=\"ryNqvb\">Si ritiene che nel <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: initial;\"><span class=\"ryNqvb\">1820, malattie come l&#8217;influenza, il morbillo ed il vaiolo uccisero pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione nativa hawaiana. Ma la storia di queste isole non finisce qui &#8230; Fra poche ore il Vespucci entrer\u00e0 in porto a Honolulu e il suo equipaggio potr\u00e0 incominciare a scoprirne la bellezza.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span>Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: SCIENZE DEL MARE PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Vespucci, Marina Militare . Marted\u00ec 16 luglio 2024 Nave Vespucci, dopo la sua partenza da Los Angeles, continua la sua navigazione a vela verso le Hawaii. Sono pervenute molte domande su quale rotta stia seguendo. 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