{"id":107006,"date":"2024-06-26T00:02:00","date_gmt":"2024-06-25T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=107006"},"modified":"2024-06-26T07:48:54","modified_gmt":"2024-06-26T05:48:54","slug":"geopolitica-del-corno-dafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/107006","title":{"rendered":"Geopolitica del Corno d&#8217;Africa"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Eritrea, corno d&#8217;Africa<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Corno d\u2019Africa<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019area rappresenta un nodo di relazioni complesse tra i diversi attori che si affacciano su quel tratto di mare. In primis Etiopia ed Eritrea le cui contrapposizioni rimangono all\u2019ordine del giorno, anche dopo l\u2019apparente \u201criconciliazione\u201d del 2018, abbondantemente innaffiata con miliardi di USD, che port\u00f2 l\u2019allora primo ministro dell\u2019Etiopia, <strong><span style=\"color: #008000;\">Abiy Ahmed Ali<\/span><\/strong>, ad ottenere il Premio Nobel per la pace. In tale ambito, Arabia Saudita ed EAU hanno fortemente sponsorizzato l&#8217;intesa tra i due Paesi, nel quadro della loro crescente presenza nel Corno d&#8217;Africa e, in particolare, in Somalia in competizione con Turchia e Qatar, condizionati nei loro comportamenti dai rapporti con l&#8217;Egitto in vari scacchieri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/President_Farmaajo_with_Abiy_Ahmed.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 President_Farmaajo_with_Abiy_Ahmed.jpg\" width=\"860\" height=\"860\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel complesso, per\u00f2, si tratta del raggiungimento di una calma precaria che maschera la persistenza nell\u2019area di un profondo malessere e di una rivalit\u00e0 apparentemente insanabile, oltre che di tensioni di vario genere, in primo luogo etniche, che non aiutano certo la complessiva situazione delle rispettive popolazioni. Le tensioni etniche, infatti, persistono malgrado le grandi speranze riposte nel citato percorso di riconciliazione nazionale, che ha posto fine a venti anni di guerra a bassa intensit\u00e0. In tale ambito, la pace non sembra aver portato, come auspicato, un maggiore sviluppo economico e sociale per i cittadini etiopi ed eritrei. Lo stallo sembra in gran parte riconducibile all\u2019approccio di Asmara, che mantiene il suo tradizionale isolamento dalla comunit\u00e0 internazionale e che teme i rischi connessi alla prospettiva di diventare lo sbocco al mare di Addis Abeba che, attraverso il processo di riconciliazione, intenderebbe usufruire del porto di Massaua quale terminale per il suo traffico mercantile.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Satellite_image_of_Eritrea_in_May_2003-1024x886.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Satellite_image_of_Eritrea_in_May_2003-1024x886.jpg\" width=\"1024\" height=\"886\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Satellite image of Eritrea, May 2003 &#8211; Fonte ritaglio da http:\/\/visibleearth.nasa.gov\/view_rec.php?id=5447 Autore Jeff Schmaltz, MODIS Rapid Response Team, NASA\/GSFC<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Satellite_image_of_Eritrea_in_May_2003.jpg\">Satellite image of Eritrea in May 2003.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Secondo alcuni osservatori, inoltre, l\u2019Eritrea continuerebbe a sostenere indirettamente i conflitti interni etiopi, con l\u2019obiettivo di indebolire il grande Paese confinante, in modo da consentire ad Asmara di acquisire il posto cui ambisce sulla scena regionale e internazionale. In tale azione avrebbe registrato la complicit\u00e0 dell\u2019Egitto, che rimane contrapposto all\u2019Etiopia sulla delicata e vitale questione del controllo delle acque del Nilo. Va anche evidenziato il ruolo destabilizzante di una serie di altri attori esterni, come ulteriore elemento di debolezza che si aggiunge a quelli gi\u00e0 menzionati. I nuovi attori in Africa (Turchia, Emirati, Arabia Saudita, Qatar, Russia, Cina, etc.) operano sul Continente, infatti, con agende nascoste e per finalit\u00e0 spesso ricollegabili a un espansionismo mercantile e religioso. Agende portate avanti senza scrupoli e con intenti predatori, quindi, destinate a non facilitare la conclusione pacifica delle controversie e suscettibile, per esempio, di portare l\u2019Egitto e l\u2019Etiopia verso un conflitto armato da usare quale strumento di ulteriore destabilizzazione del Corno d\u2019Africa e della regione del Mar Rosso.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Etiopia<\/span><\/strong> \u00e8 stata storicamente esposta a interferenze esterne da parte di quanti avevano interesse a rendere pi\u00f9 fragile un Paese dotato di un notevole potenziale demografico, militare, politico ed economico. Interferenze che possono essere correlate al flusso di denaro per le infrastrutture. In tale ambito, l\u2019Etiopia vede massicci investimenti privati da parte dei sauditi, in particolare nel settore agricolo. A questi si aggiungono poi i colossali investimenti cinesi, nell\u2019ambito di una relazione privilegiata tra Addis Abeba e Pechino, che vede l\u2019Etiopia come una porta di ingresso al continente africano a ridosso del Mar Rosso, pur non avendo sbocchi al mare. Fedeli alle loro tradizioni, alla loro filosofia e alla loro prassi i cinesi non hanno fretta. In quella parte di mondo stanno sviluppando una politica estremamente onerosa, che ha relativamente poche contropartite immediate, ma che prevedibilmente offrir\u00e0 significativi frutti in futuro. Va anche sottolineato che nell\u2019area la Cina ha sottratto agli EAU il controllo del traffico merci del terminale porta-containers del porto di Gibuti, che oggi \u00e8 divenuto anche sua unica e stabile base navale all\u2019estero. Le ambizioni cinesi sul continente africano sembrano, quindi, aver trovato un solido punto di \u201csbarco\u201d a \u201cportata di voce\u201d dalla base di Camp Lemonnier, sede del <strong><span style=\"color: #008000;\">Combined Joint Task Force \u2013 Horn of Africa (CJTF-HOA) dello United States Africa Command (USAFRICOM)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/US_Navy_060820-N-3884F-098_Commanding_Officer_of_Combined_Joint_Task_Force_Horn_of_Africa_CJTF_HOA_Rear_Adm._Richard_Hunt_meets_with_Dire_Dawa_Mayor_Abdul_Aziz.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 US_Navy_060820-N-3884F-098_Commanding_Officer_of_Combined_Joint_Task_Force_Horn_of_Africa_CJTF_HOA_Rear_Adm._Richard_Hunt_meets_with_Dire_Dawa_Mayor_Abdul_Aziz.jpg\" width=\"939\" height=\"612\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Comandante della Combined Joint Task Force Corno d&#8217;Africa (CJTF HOA), contrammiraglio. Richard Hunt incontra il sindaco di Dire Dawa Abdul Aziz nella tendopoli in costruzione dagli Stati Uniti Navy Seabees assegnati al Naval Mobile Construction Battalion Five (NMCB-5), DET HOA e all&#8217;esercito etiope. NMCB-5 si \u00e8 unito a uno sforzo multinazionale, che comprende organizzazioni non governative (ONG) e l&#8217;Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) nello sforzo umanitario dopo 15 giorni di forti piogge che hanno spazzato via strade e case nella regione &#8211; Foto della Marina (RILASCIATA)<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A completare il disarmante quadro del Corno d\u2019Africa va sottolineato che nel 2016 la Somalia ha elaborato una bozza di Costituzione la quale, tuttavia, apparve subito come un prodotto inconsistente rispetto alla realt\u00e0 sul campo, con cinque Stati federati e un governo centrale che controllavano autonomamente parti del territorio ma che non collaboravano tra loro in un contesto di non chiarezza riguardo all\u2019uso delle risorse naturali, dimostrando tutta la loro debolezza a causa di tensioni interne e di interferenze esterne con finalit\u00e0 contrastanti.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine II parte \u2013 continua<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Renato Scarfi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">in anteprima <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Gibuti, Africa (4 aprile 2007) &#8211; un HC-130P decolla da Camp Lemonnier a sostegno della missione Combined Joint Task Force-Corno d&#8217;Africa,<\/span><\/span><span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">&nbsp;un&#8217;unit\u00e0 del Comando Centrale degli Stati Uniti.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">La missione dell&#8217;organizzazione \u00e8 prevenire i conflitti, promuovere la stabilit\u00e0 regionale e proteggere gli interessi della coalizione per prevalere contro l&#8217;estremismo.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">L&#8217;organizzazione conta pi\u00f9 di 1.500 persone provenienti da ciascun ramo dell&#8217;esercito, dipendenti civili, forze di coalizione e paesi partner.<\/span><\/span> &#8211; <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Foto dell&#8217;aeronautica militare statunitense &#8211; autore Daren Reehl (RILASCIATA)<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? 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Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Eritrea, corno d&#8217;Africa . Il Corno d\u2019Africa L\u2019area rappresenta un nodo di relazioni complesse tra i diversi attori che si affacciano su quel tratto di mare. 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Ha frequentato il corso Normale dell'Accademia Navale e le scuole di volo della Marina Statunitense dove ha conseguito i brevetti di pilotaggio d\u2019areo e d\u2019elicottero. Ha\u00a0 ricoperto incarichi presso lo Stato Maggiore della Difesa, il Comando Operativo Interforze, lo Stato Maggiore della Marina, la Rappresentanza militare italiana presso la NATO a Bruxelles, dove si \u00e8 occupato di strategia marittima e di terrorismo e, infine, al Gabinetto del Ministro della Difesa, come Capo sezione relazioni internazionali dell\u2019ufficio del Consigliere diplomatico. E\u2019 stato collaboratore della Rivista Marittima e della Rivista informazioni della Difesa, con articoli di politica internazionale e sul mondo arabo-islamico. \u00c8 laureato in scienze marittime e navali presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa e in scienze internazionali e diplomatiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Trieste e ha un Master in antiterrorismo internazionale. \u00c8 autore dei saggi \u201cAspetti marittimi della Prima Guerra Mondiale\u201d e \u201cIl terrorismo jihadista\u201d\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/author\\\/renato-scarfi\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Geopolitica del Corno d'Africa &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/107006","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Geopolitica del Corno d'Africa &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  5 minuti. . 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