{"id":105371,"date":"2024-06-29T00:03:00","date_gmt":"2024-06-28T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=105371"},"modified":"2024-06-29T07:10:34","modified_gmt":"2024-06-29T05:10:34","slug":"scoperto-uno-strano-abbinamento-stellare-a-40-000-anni-luce-dalla-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/105371","title":{"rendered":"Scoperto uno strano abbinamento stellare a 40.000 anni luce dalla Terra"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ASTRONOMIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: pulsar, supernove, stelle a neutroni<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/NGC-1851E-Fig1-1024x576-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NGC-1851E-Fig1-1024x576-1.jpg\" width=\"1024\" height=\"576\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rappresentazione artistica del sistema Ngc 1851 nell&#8217;ipotesi che la stella compagna massiccia sia in realt\u00e0 un buco nero. La stella sullo sfondo, la pi\u00f9 luminosa, \u00e8 la sua compagna orbitale, la radio pulsar Ngc 1851E. Le due stelle sono separate da otto milioni di km e ruotano l\u2019una attorno all\u2019altra ogni sette giorni. Credit: Dani\u00eblle Futselaar (artsource.nl)<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Lo spazio continua a meravigliarci: gli astronomi hanno individuato un misterioso oggetto cosmico che potrebbe essere il buco nero pi\u00f9 &#8220;leggero&#8221; mai individuato o la stella di neutroni pi\u00f9 pesante mai scoperta oppure \u2026 qualcosa di completamente nuovo per la scienza. <span data-offset-key=\"7gutv-0-0\">Un nuovo mistero su un universo che appare sempre pi\u00f9 diverso da come ce lo eravamo <\/span><span data-offset-key=\"7gutv-1-0\">immaginato<\/span>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Tutto nasce da una fine<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Sia i buchi neri che le stelle di neutroni sono resti stellari, ci\u00f2 che rimane quando le stelle massicce terminano la loro vita generando delle supernove. Sebbene la loro genesi possa essere simile, gli astrofisici hanno scoperto che possono avere masse molto diverse arrivando a pesare quanto miliardi di soli, al contrario delle stelle di neutroni che raramente diventano pi\u00f9 pesanti di circa tre masse solari. Ed ecco la scoperta: un nuovo oggetto che appartiene alla formazione di Gaia, a 40.000 anni luce di distanza dalla Terra che si trova all&#8217;interno di un denso globulo di stelle denominato <strong><span style=\"color: #008000;\">Ngc 1851 (Caldwell 73)<\/span><\/strong>. In parole semplici, Caldwell 73 \u00e8 un insieme di centinaia di migliaia di stelle mantenute unite dalla loro stessa forza di gravit\u00e0, formatosi circa 13 miliardi di anni fa, quando l\u2019universo aveva appena 800mila anni e la nostra galassia stava attraversando le prime fasi di formazione. Il misterioso corpo stellare \u00e8 stato individuato attraverso i rapidi lampi della sua compagna orbitante \u2014 una stella di neutroni rotante (pulsar) che emette un raggio di luce una volta ogni 6 millisecondi come se fosse un radiofaro stellare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Lightsmall-optimised.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Lightsmall-optimised.gif\" width=\"853\" height=\"640\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">esempio pittorico delle emissioni di una pulsar &#8211; Autore Michael Kramer &#8211; Fonte http:\/\/www.jb.man.ac.uk\/~mkramer\/Animations.html <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Lightsmall-optimised.gif\">Lightsmall-optimised.gif &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">Questa straordinaria scoperta, pubblicata su Science, si deve ad un gruppo di astronomi dell\u2019<\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">osservatorio Meerkat<\/span><\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">, Sud Africa. L&#8217;\u2019oggetto, reso noto da un articolo firmato anche da ricercatori dell\u2019Inaf e dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, potrebbe essere la prima scoperta di un <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema binario pulsar-buco nero<\/span><\/strong>: una coppia stellare che consentirebbe di effettuare nuovi test sulla validit\u00e0 della teoria della relativit\u00e0 generale di Einstein.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Facciamo un passo indietro<\/strong><\/span><br \/>\nCosa sono le pulsar? Sono stelle di neutroni luminose e intermittenti, dei resti compatti (una ventina di chilometri di diametro) ed estremamente densi di potenti esplosioni di supernove. Molteplici evidenze indicano che i buchi neri si formano dal collasso di stelle molto pi\u00f9 massicce di quelle che producono le stelle di neutroni alla fine della loro evoluzione. In questo caso, la <strong><span style=\"color: #008000;\">massa minima<\/span><\/strong> del nascente buco nero \u00e8 circa 5 volte la massa del Sole. Gli astronomi del <strong><span style=\"color: #008000;\">Trapum (Transients and Pulsars MeerKat<\/span><\/strong>) e del <strong><span style=\"color: #008000;\">MeerTime<\/span><\/strong>, hanno rilevato e studiato dei deboli impulsi provenienti da una stella dell\u2019ammasso, identificandola come una pulsar radio: un tipo di stella di neutroni che gira molto rapidamente ed emette onde radio nell\u2019universo, come un faro cosmico. Questa pulsar, denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">Ngc 1851E<\/span><\/strong> ruota su se stessa pi\u00f9 di 170 volte al secondo e, ad ogni rotazione, produce un impulso energetico ritmico, come il ticchettio di un orologio.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Il ticchettio di questi impulsi \u00e8 incredibilmente regolare. Osservando come cambiano i tempi dei ticchettii, tramite una tecnica chiamata pulsar timing, siamo stati in grado di effettuare misurazioni estremamente precise del moto orbitale di questo oggetto<\/span><\/em><\/strong>\u00bb, spiega <strong><span style=\"color: #008000;\">Ewan Barr<\/span><\/strong> dell\u2019Istituto Max Planck per la radioastronomia di Bonn, primo autore dello studio insieme alla dottoranda Arunima Dutta dello stesso Istituto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/NGC-1851E-Fig3-1024x1024-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NGC-1851E-Fig3-1024x1024-1.jpg\" width=\"1024\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ipotetica storia della formazione della radiopulsar Ngc 1851E e della sua stella compagna. Crediti: Thomas Tauris (Aalborg University \/ MPIfR)<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019estrema regolarit\u00e0 degli impulsi osservati ha inoltre permesso \u2013 grazie al telescopio spaziale Hubble \u2013 che l\u2019oggetto in orbita attorno alla pulsar non \u00e8 una normale stella, bens\u00ec un residuo estremamente denso di una stella collassata. Le osservazioni hanno mostrato che l\u2019orbita stia progressivamente cambiando l\u2019orientamento rispetto a noi (un effetto chiamato tecnicamente \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">precessione del periastro<\/span><\/strong>\u201d e previsto dalla relativit\u00e0 generale) e che la compagna ha una massa che \u00e8 contemporaneamente pi\u00f9 grande di quella di qualsiasi stella di neutroni conosciuta ma pi\u00f9 piccola di quella di qualsiasi buco nero conosciuto, posizionandola esattamente nel gap di massa dei buchi neri, ovverosia quell\u2019intervallo di masse per le quali la teoria non \u00e8 in grado di stabilire se si abbia a che fare con un buco nero leggero o una stella di neutroni pesante\u00bb.<br \/>\nSecondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Alessandro Ridolfi<\/span><\/strong>, ricercatore all\u2019Inaf di Cagliari e primo autore, nel 2022, della scoperta di Ngc 1851E questo sistema binario mostrava caratteristiche peculiari, in particolare per quanto riguarda l\u2019elevata massa della stella compagna. \u00ab<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Se si riveler\u00e0 essere un buco nero<\/span><\/strong><\/em>\u00bb, prosegue <strong><span style=\"color: #008000;\">Cristina Pallanca<\/span><\/strong>, ricercatrice al Dipartimento di fisica e astronomia dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">avremo individuato il primo sistema binario composto da una pulsar e un buco nero, una sorta di Santo Graal dell\u2019astronomia. Grazie a esso avremo un\u2019opportunit\u00e0 senza precedenti per testare con altissima precisione la teoria della relativit\u00e0 generale di Albert Einstein e, di conseguenza, per comprendere meglio le propriet\u00e0 fisiche dei buchi neri<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Se invece si trattasse di una stella di neutroni<\/span><\/em><\/strong>\u00bb, aggiunge <strong><span style=\"color: #008000;\">Marta Burgay<\/span><\/strong>, un\u2019altra ricercatrice di Inaf di Cagliari \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">la sua massa elevata imporr\u00e0 nuovi vincoli alla natura delle forze nucleari, vincoli che non si possono ottenere con nessun esperimento di laboratorio<\/span><\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/NGC-1851E-Fig2-1024x518-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NGC-1851E-Fig2-1024x518-1.jpg\" width=\"1024\" height=\"518\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Le antenne del radiotelescopio MeerKat, in Sudafrica &#8211; Crediti: SARAO<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Si ritiene che una collisione tra due stelle di neutroni cre\u00f2 l\u2019oggetto massiccio che ora orbita attorno alla radio pulsar. La scoperta di questo oggetto misterioso mette in luce le potenzialit\u00e0 degli strumenti oggi disponibili agli astronomi, tra cui il telescopio <strong><span style=\"color: #008000;\">MeerKat<\/span><\/strong>, che ha scoperto ad oggi ben 87 pulsar e che sar\u00e0 presto supportato dai dati del rivoluzionario <strong><span style=\"color: #008000;\">radiotelescopio Ska<\/span><\/strong>. Le collisioni fra stelle di neutroni potrebbero costituire ulteriori eventi, rari ma di grande interesse, per telescopi per onde gravitazionali, come Virgo, Ligo e il futuro <strong><span style=\"color: #008000;\">Einstein Telescope<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">In estrema sintesi, secondo i ricercatori, <strong><span style=\"color: #008000;\">esiste un divario sostanziale tra le masse della stella di neutroni pi\u00f9 pesante misurata e quella del buco nero pi\u00f9 leggero mai misurato<\/span><\/strong>. Ulteriori studi potranno aiutare gli scienziati a comprendere come oggetti misteriosi come le pulsar e le stelle a neutrini interagiscono o si formino a seguito delle esplosioni delle supernove.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">in anteprima il Ngc 1851 (detto anche <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Caldwell 73) un ammasso globulare densamente fitto di stelle che contiene la stella binaria 1851E.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">A differenza delle stelle di molti ammassi globulari conosciuti, che hanno pi\u00f9 o meno la stessa et\u00e0, il che indica che le stelle si sono formate pi\u00f9 o meno nello stesso periodo, C73 ospita popolazioni stellari di et\u00e0 diverse.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">L&#8217;ammasso \u00e8 inoltre circondato da un diffuso alone di stelle.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Sebbene le origini dell\u2019alone e delle popolazioni di stelle multiple siano sconosciute, un\u2019ipotesi \u00e8 che sia un residuo di due ammassi che si scontrarono all\u2019interno di una galassia nana che un tempo li ospitava entrambi. <\/span><\/span><span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Crediti: NASA, ESA e G. Piotto (Universit\u00e0 degli Studi di Padova);<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Elaborazione: Gladys Kober (NASA\/Universit\u00e0 Cattolica d&#8217;America)<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimenti<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">A pulsar in a binary with a compact object in the mass gap between neutron stars and black holes<\/span><\/em><\/strong>\u201d, di E. Barr, Arunima Dutta, Paulo C. C. Freire, Mario Cadelano, Tasha Gautam, Michael Kramer, Cristina Pallanca, Scott M. Ransom, Alessandro Ridolfi, Benjamin W. Stappers, Thomas M. Tauris, Vivek Venkatraman Krishnan, Norbert Wex, Matthew Bailes, Jan Behrend, Sarah Buchner, Marta Burgay, Weiwei Chen, David J. Champion, C.H. Rosie Chen, Alessandro Corongiu, Marisa Geyer, Y. P. Men, Prajwal V. Padmanabh e Andrea Possenti pubblicato su Science<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Pensa se puoi fare una piccola donazione per sostenere il nostro progetto. Sostieni OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. La donazione pu\u00f2 essere singola o puoi decidere di renderla automatica ogni mese. 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