{"id":105075,"date":"2024-06-17T00:03:00","date_gmt":"2024-06-16T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=105075"},"modified":"2025-08-27T10:36:41","modified_gmt":"2025-08-27T08:36:41","slug":"u-17-tre-battelli-con-una-lunga-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/105075","title":{"rendered":"U-17: tre battelli con una lunga storia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX-XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MARINA TEDESCA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: U-17, sommergibile<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\">Oggi vogliamo ricordare, l&#8217;U-17 (S 196), un sottomarino tedesco che, durante e dopo la guerra fredda, oper\u00f2 in Oceano Atlantico e nel Mediterraneo sotto bandiera nazionale e NATO, fino al suo disarmo avvenuto il 14 dicembre 2010. L&#8217;U 17 \u00e8 stato un fortunato battello &#8230; ma anche i suoi due fortunati predecessori.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/U-17_S196_Puerto_Rico-1024x684.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 U-17_S196_Puerto_Rico-1024x684.jpg\" width=\"1024\" height=\"684\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">U 17 S196 in navigazione a Portorico, dislocamento 1997 &#8211;\u00a0 Autore Wrainerms<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:U-17_S196_Puerto_Rico.jpg\">U-17 S196 Puerto Rico.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Il sottomarino tedesco era stato commissionato il 28 novembre 1973 come quinto battello della <strong><span style=\"color: #008000;\">Classe 206<\/span><\/strong> (in seguito riammodernato come <strong><span style=\"color: #008000;\">Classe 206A<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"><sup>1<\/sup><\/span><\/strong>). I<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">l Tipo 206 era una classe di sottomarini diesel-elettrici (U-Boot) sviluppati da Howaldtswerke-Deutsche Werft (HDW) su un <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">design basato sulla precedente classe di sottomarini Type 205, sostituiti a causa di crepe allo scafo dovute a problemi di tensocorrosione<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">0<\/span><\/strong><\/sup> con un nuovo acciaio austenitico alto resistenziale, amagnetico, che presentava maggiore elasticit\u00e0 ed una buona resistenza dinamica. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Di piccole dimensioni, erano stati costruiti<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">\u00a0durante la Guerra Fredda per operare nelle acque poco profonde del Mar Baltico e attaccare le navi del Patto di Varsavia in caso di scontro militare.<\/span><\/span> Per ridurre il rischio da mine navali magnetiche gli <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">scafi a pressione erano stati costruiti in acciaio non magnetico per contrastare la minaccia delle mine navali magnetiche, e rendere pi\u00f9 difficile il rilevamento con i sensori MAD. <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Il Tipo 206 fu progettato dall&#8217;Ingegnere Kontor L\u00fcbeck (IKL) nel 1964\u201365 e il 7 giugno 1969 ne furono ordinati otto alla HDW di Kiel e dieci alla Nordseewerke di Emden. In breve le sue caratteristiche:<br \/>\ndislocamento 456 t, in emersione e 550 in immersione per una lunghezza di 48,49 metri con un pescaggio di 4,3 m. Era propulso da due motori diesel MTU 12V 493 a 4 tempi, ciascuno accoppiato con un generatore Asea Brown Boveri ed un motore elettrico Siemens-Schuckert-Werke, che azionavano un&#8217;elica singola a sette pale (Tipo 206A), assicurando una velocit\u00e0 di 10 nodi in superficie e 17 nodi in immersione. L&#8217;armamento era composto da otto tubi lanciasiluri da 533 mm, con siluri DM2A1 Seeaal (206) o DM2A3 Seehecht (206A) e con la possibilit\u00e0 di trasportare esternamente 24 mine. Aveva un complemento di 22 Uomini tra ufficiali e marinai.<\/span><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Screenshot-2024-05-28-171016-1024x541.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-05-28-171016-1024x541.png\" width=\"1024\" height=\"541\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">per avere un&#8217;idea dell&#8217;eccezionale trasporto del sottomarino, per le sue 500 tonnellate di dislocamento, furono impiegati quattro camion pesanti su 32 assi per percorrere i 4 chilometri di strada per raggiungere il museo Sinsheim Speyer.<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span><a href=\"http:\/\/U 17 S196 https:\/\/u17.technik-museum.de\/en\/\">U 17 S196 https:\/\/u17.technik-museum.de\/en\/<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">U 17 \/ S196<\/span><\/strong> fu inizialmente inquadrato nel 3\u00b0 squadrone sottomarini e poi nel 1\u00b0 squadrone, con sede a Eckernf\u00f6rde nel mar Baltico. Dall&#8217;aprile all&#8217;agosto 1997, al comando del<span style=\"color: #008000;\"> <strong>Kapit\u00e4nleutnant <\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0Wolfgang M\u00fcller-Seedorf<\/span><\/strong> attravers\u00f2 l&#8217;Atlantico; il primo sottomarino tedesco del dopoguerra a navigare nei Caraibi e lungo la costa orientale degli Stati Uniti. L&#8217;operazione si svolse nell&#8217;ambito dell\u2019esercitazione <strong><span style=\"color: #008000;\">SUBEX 97<\/span><\/strong> e permise al battello di partecipare anche a varie esercitazioni alleate congiunte operando anche con due sottomarini d&#8217;attacco a propulsione nucleare della classe Los Angeles, <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Augusta e USS Memphis<\/span><\/strong>.<br \/>\nNell&#8217;estate del 2010, sotto il comando del <span style=\"color: #008000;\"><strong>Kapit\u00e4nleutnant<\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"> Fr\u00e9d\u00e9ric Strauch, il sottomarino <\/span><\/strong>partecip\u00f2 all&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione NATO Active Endeavour<\/span><\/strong> per prevenire movimenti di terroristi o\u00a0traffico di armi di distruzione di massa e, in generale, per la sicurezza della navigazione nel Mediterraneo, ultima missione prima di essere definitivamente dismesso, il 14 dicembre 2010, proprio nella sua prima base di destinazione, <strong><span style=\"color: #008000;\">Eckernf\u00f6rde<\/span><\/strong>. Dopo tanti anni di servizio, il vecchio battello fu posto in disarmo ma, come vedete, la marina tedesca non lo ha dimenticato.<\/p>\n<p align=\"justify\">Accogliendo la richiesta dell&#8217;opinione pubblica, il 21 maggio 2023 l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">U-boat U-17 S196<\/span> <\/strong>\u00e8 stato trasferito al <strong><span style=\"color: #008000;\">Museo della tecnologia di Sinsheim Speyer<\/span><\/strong>, utilizzando quattro camion pesanti su 32 assi per percorrere i quattro chilometri di strada per raggiungere il museo. Ma il suo viaggio non \u00e8 terminato; dopo essere &#8220;preparato&#8221; per l\u2019esposizione finale, sar\u00e0 trasportato al vicino <strong><span style=\"color: #008000;\">Museo della Tecnologia di<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Sinsheim Speyer<\/span><\/strong>. In realt\u00e0 il suo ultimo viaggio era iniziato il 29 aprile a Kiel, attraversando per mare il canale di Kiel e navigando successivamente su una grande chiatta sul Reno, oltre la cattedrale di Colonia, fino al porto di Speyer, salutato nel suo trasferimento da una folla entusiasta lungo il fiume. <strong><span style=\"color: #008000;\">Con una certa amarezza, devo sottolineare come purtroppo molti nostri battelli non hanno avuto la stessa fortuna e sono stati mandati alla demolizione dopo una vita gloriosa negli abissi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Non solo sommergibili ma anche navi di piccole dimensioni che, dopo una lunga vita al servizio del Paese,\u00a0 avrebbero potuto essere esposte come reliquie in Musei e Associazioni. Mancanza di finanziamenti o di volont\u00e0 di mantenerne la memoria? Forse troppi dimenticano che, oltre al legno ed al ferro, su quei mezzi navali passarono decine di generazioni di marinai che lasciarono un&#8217;impronta indelebile del loro passaggio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La storia dei predecessori dell&#8217;U-17 \/ S 196<\/span><\/strong><br \/>\nCome ho premesso, da un punto di vista numerico, il sommergibile fu preceduto da due battelli con lo steso numero che ebbero altrettanta fortuna durante la loro gloriosa carriera.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1918-SM_U_17_800px.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1918-SM_U_17_800px.jpg\" width=\"845\" height=\"542\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">S.M. U-17, dove S.M. stava per &#8220;Seiner Majest\u00e4t&#8221; (Sua Maest\u00e0) combinato con la U per Unterseeboot (sommergibile) si pu\u00f2 tradurre come &#8220;Sommergibile di Sua Maest\u00e0&#8221; &#8230; ovviamente il Kaiser, e 17 era il numero di fiancata<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SM_U_17_800px.jpg\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SM_U_17_800px.jpg<\/a>\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Il primo <strong><span style=\"color: #008000;\">U-17<\/span><\/strong> fu il <strong><span style=\"color: #008000;\">S.M. U. 17 <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">e fu<\/span>\u00a0ordinato ai cantieri <strong><span style=\"color: #008000;\">Kaiserlich Werft Danzig<\/span><\/strong>. Fu varato il 16 aprile 1912 e consegnato alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Kaisermarine<\/span><\/strong> il 12 novembre dello stesso anno. Aveva un dislocamento di 564 t. in superficie e 691 t. in immersione con una lunghezza di oltre 62 metri ed una larghezza di 6 m. La propulsione era assicurata da <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">2 <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">motori a due tempi a 8 cilindri K\u00f6rting 2 \u00d7 2 con 1.400 CV e <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">2 motori elettrici AEG da 1.120\u00a0PS (820\u00a0kW; 1.100\u00a0cv)<\/span><\/span> su due assi che assicuravano una velocit\u00e0 di <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> 14,9 nodi in superficie o <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">9,5 nodi in immersione. Aveva per l&#8217;epoca una discreta autonomia: 6.700 miglia nautiche a 8 nodi in superficie e &#8230; 75 miglia nautiche a 5 nodi in immersione. La sua profondit\u00e0 massima operativa era di 50 metri. Il suo equipaggio era di 4 ufficiali e 25 membri dell&#8217;equipaggio. Non ultimo, come armamento, aveva 2 tubi lanciasiluri a prora e due a poppa <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: initial;\"><span class=\"ryNqvb\">(con sei siluri da 17,7 pollici) ed un cannoncino<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: initial;\"><span class=\"ryNqvb\"> Hotchkiss 1 \u00d7 3,7 cm (1,5 pollici).<\/span><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/MARINA-TEDESCA-U-17-Feldkirchener.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-TEDESCA-U-17-Feldkirchener.jpg\" width=\"212\" height=\"325\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019<strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">SM U-17,<\/span><\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\"> combatt\u00e9 con valore ed onore durante la prima guerra mondiale, inizialmente sotto il comando dell&#8217;<\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">Oberleutnant zur See Johannes Feldkirchener <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">(foto a lato)<\/span><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">; il 20 ottobre, durante un pattugliamento ferm\u00f2 il <\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">SS Glitra<\/span><\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">, un cargo inglese da 866 tonnellate carico di carbone, lamiere di ferro e petrolio a WSW di Skudenes, Rogaland, Norvegia. All\u2019equipaggio del mercantile fu ordinato di salire sulle scialuppe di salvataggio ed allontanarsi dalla la loro nave; una volta che tutti furono al sicuro, una squadra di abbordaggio tedesca sal\u00ec a bordo e apr\u00ec le valvole a mare, facendo affondare il cargo. Secondo <\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">David Burrell<\/span><\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">, in <\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><em><span style=\"color: #008000;\">Furness Withy 1891\u20131991<\/span><\/em><\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">, dopo l\u2019affondamento il sommergibile tedesco rimorchi\u00f2 le loro scialuppe fino alla costa norvegese per porre in salvo le vite dei marinai. Il 2 marzo 1915 il comando dell&#8217;U-17 pass\u00f2 al <\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong>Kapit\u00e4nleutnant Hans Walther<\/strong><\/span><span style=\"font-size: revert; color: initial;\"> che, il 12 giugno 1915, silur\u00f2 la <\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">SS Desabla<\/span><\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\"> al largo delle coste scozzesi. L&#8217;equipaggio si mise in salvo sulle scialuppe di salvataggio mentre la nave veniva affondata. Il comando di Walther termin\u00f2 il 9 gennaio 1916 e il giorno successivo l&#8217;U-17 si un\u00ec alla flottiglia di addestramento. L&#8217;U-17 sopravvisse alla guerra (senza vittime) e fu dismesso, ormai in cattive condizioni, il 27 gennaio 1919 per essere venduto per la successiva demolizione.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/U-9_IWM_HU_1012.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 U-9_IWM_HU_1012.jpg\" width=\"839\" height=\"561\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Il <span style=\"color: #008000;\"><strong>numero 17<\/strong><\/span> evidentemente piacque e, il 2 febbraio 1935, venne ordinato un secondo sommergibile con lo stesso numero, di <strong><span style=\"color: #008000;\">tipo IIB<\/span><\/strong>, una versione ampliata degli originali Tipo IIA, ai <strong><span style=\"color: #008000;\">F. Krupp Germaniawerft <sup>2<\/sup> (cantieri 547) di Kiel<\/span><\/strong>, uno dei pi\u00f9 importanti cantieri per la costruzione di U-Boot nel corso della seconda guerra mondiale. Il sommergibile fu varato il 14 novembre 1935 per entrare in servizio il 3 dicembre dello stesso anno al comando di <strong><span style=\"color: #008000;\">Werner Fresdorf<\/span><\/strong>. Il battello, con un equipaggio di tre ufficiali e 22 marinai, aveva un dislocamento di 279 t in emersione e 328 t in immersione, per una lunghezza di 42,70 m. Aveva due assi elica propulsi da 2 motori diesel MWM RS 127 S a quattro tempi e sei cilindri da 700 cavalli metrici (510 kW; 690 shp) in superficie e 2 motori elettrici Siemens-Schuckert PG VV 322\/36 a doppio effetto, che producevano un totale di 460 cavalli metrici (340 kW; 450 shp), in immersione. Poteva raggiungere una velocit\u00e0 di 13 nodi in superficie e 7 nodi in immersione con una autonomia di 1.800 nm a 12 nodi in superficie e \u2026 35\u201343 nm a 4 nodi in immersione. La sua profondit\u00e0 di prova dichiarata era di 80 m (260 piedi) ma sembra che potesse operare a profondit\u00e0 fino a 80\u2013150 metri (260\u2013490 piedi). Il suo armamento non era trascurabile: 3 Tubi lanciasiluri da 53,3 cm (21 pollici), 5 \u00d7 siluri o mine navali (12 TMA o 18 TMB) e sulla coperta un cannone antiaereo da 0,79 pollici.<\/p>\n<p align=\"justify\">Fu assegnato alla <strong><span style=\"color: #008000;\">1a flottiglia sommergibili<\/span><\/strong> dal 1\u00b0 dicembre 1935 al 1\u00b0 agosto 1939 e poi alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Flottiglia di addestramento sommergibili<\/span><\/strong> fino al 31 ottobre 1939. Dopo un periodo alla Scuola di difesa sottomarini, dal 1\u00b0 maggio 1940 al 28 febbraio 1943, fu integrato nella <strong><span style=\"color: #008000;\">22a flottiglia di sommergibili<\/span><\/strong> fino al 6 febbraio 1945. Il 5 maggio 1945 l&#8217;U-17 fu affondato a <strong><span style=\"color: #008000;\">Wilhelmshaven<\/span><\/strong>, all&#8217;ingresso occidentale della chiusa di Raeder.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Oberleutnant-zur-See-Walter-Sitek.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Oberleutnant-zur-See-Walter-Sitek.jpg\" width=\"203\" height=\"330\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Durante la sua attivit\u00e0 operativa effettu\u00f2 ben quattro pattugliamenti di guerra, sotto la I flottiglia, affondando tre navi per un totale di 1.825 tonnellate di stazza lorda (tsl). In seguito, alle dipendenze della 22a flottiglia, fu impiegato come battello di addestramento, imbarcando come istruttore l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Oberleutnant zur See Walter Sitek <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">(foto a lato)<\/span><\/span>, un audace ma anche molto fortunato ufficiale tedesco, che per i suoi meriti fu decorato con la croce di guerra di 1<sup>a<\/sup> e 2<sup>a<\/sup> classe. La storia di Sitek \u00e8 curiosa: imbarcato sull\u2019U-581, sopravvisse nel febbraio 1942 all&#8217;affondamento del suo battello ed alla cattura da parte dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Westcott<\/span><\/strong> nuotando per ben sei chilometri nelle gelide acque atlantiche fino all&#8217;isola di Pico nelle Azzorre; attravers\u00f2 quindi la Spagna neutrale e torn\u00f2 in patria dove serv\u00ec come istruttore su U-17 e poi sull\u2019U-981 e l&#8217;U-3005.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/U17_Cologne-4702-1024x623.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 U17_Cologne-4702-1024x623.jpg\" width=\"1024\" height=\"623\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">da press release https:\/\/u17.technik-museum.de\/en\/<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Con l&#8217;ultimo viaggio del <span style=\"color: #008000;\"><strong>U17 S196<\/strong><\/span>, si conclude, almeno per ora, la serie degli <strong><span style=\"color: #008000;\">U 17<\/span><\/strong>: tre fortunati battelli che, come abbiamo visto, solcarono i mari in tre epoche diverse, tutti tedeschi ma sotto diverse bandiere, sui quali si alternarono tanti equipaggi uniti tutti da un nome comune: U-17. Aspettiamo\u00a0 il prossimo 17.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNote<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">0. La <strong><span style=\"color: #008000;\">tensocorrosione<\/span><\/strong> \u00e8 un fenomeno di degrado di un\u00a0materiale\u00a0dovuto all&#8217;azione combinata di\u00a0corrosione\u00a0e applicazione di un\u00a0carico costante.<\/p>\n<p align=\"justify\">1. La classe Classe 206A fu una importante modernizzazione di mezza vita della classe 206, condotta su dodici di questi sottomarini. I lavori iniziarono a met\u00e0 del 1987 e furono completati nel febbraio 1992, dai cantieri Nordseewerke, Emden. aggiornamento incluse l\u2019installazione del sonar STN Atlas DBQS-21D, insieme a nuovi periscopi e un nuovo sistema di controllo delle armi (LEWA). Il sistema ESM fu sostituito e vennero installati sistemi di navigazione GPS. I sottomarini furono armati con nuovi siluri (Seeaal), il sistema di propulsione fu completamente rinnovato e furono apportati miglioramenti agli alloggi del personale.<\/p>\n<p align=\"justify\">2. Negli anni precedenti il primo conflitto mondiale vennero costruite presso il Germaniawerft diverse unit\u00e0 per la <strong><span style=\"color: #008000;\">Kaiserliche Marine<\/span><\/strong> e nel corso del conflitto nel cantiere ben 84 U-Boot. Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale e durante il conflitto vennero realizzate svariate navi tra cui l&#8217;incrociatore Prinz Eugen e sommergibili delle classi Tipo U 139, Tipo I, Tipo II, Tipo VII, Tipo X, Tipo XXIII, Tipo UB, Tipo UC, con l&#8217;ultimo sommergibile varato il 26 aprile 1945. Dopo la guerra il cantiere, gravemente danneggiato dai bombardamenti, venne smantellato dagli alleati tra le proteste della popolazione. Alla fine degli anni sessanta il terreno dove sorgeva il cantiere venne acquistato dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Howaldtswerke-Deutsche Werft<\/span> <\/strong>e nello stabilimento furono realizzate varie classi di sottomarini per diverse marine militari, <strong><span style=\"color: #008000;\">tra cui gli U-212 sviluppati con un comune progetto con la Fincantieri, assieme ai battelli della Marina Militare italiana che vennero per\u00f2 costruiti nello stabilimento del Muggiano, La Spezia<\/span><\/strong>.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX-XXI SECOLO AREA: MARINA TEDESCA parole chiave: U-17, sommergibile . Oggi vogliamo ricordare, l&#8217;U-17 (S 196), un sottomarino tedesco che, durante e dopo la guerra fredda, oper\u00f2 in Oceano Atlantico e nel Mediterraneo sotto bandiera nazionale e NATO, fino al suo disarmo avvenuto il 14 dicembre 2010. 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