{"id":104751,"date":"2024-05-30T00:03:00","date_gmt":"2024-05-29T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=104751"},"modified":"2024-05-27T17:43:17","modified_gmt":"2024-05-27T15:43:17","slug":"la-guerra-dei-sommergibili-dellasse-nel-mediterraneo-nellestate-del-1943-di-francesco-mattesini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/104751","title":{"rendered":"La guerra dei sommergibili dell&#8217;Asse nel Mediterraneo nell&#8217;estate del 1943 di Francesco Mattesini"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX SECOLO <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MAR MEDITERRANEO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Sommergibili dell\u2019Asse, 1943<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pubblichiamo le conclusioni all&#8217;interessantissimo saggio di Francesco Mattesini sull&#8217;attivit\u00e0 dei sommergibili italiani e tedeschi nel Mediterraneo dalla fine delle operazioni dell&#8217;Asse in Tunisia alla conquista della Sicilia da parte degli anglo-americani. Come sempre, per maggiori dettagli, seguite il link al saggio posto in riferimento. Buona lettura<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Screenshot-2024-05-08-180530.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-05-08-180530.png\" width=\"843\" height=\"874\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel periodo tra la met\u00e0 di maggio e il 6 Settembre 1943, a differenza dei risultati praticamente nulli conseguiti nelle operazioni dai sommergibili italiani, gli U-boote tedeschi continuarono a costituire una minaccia subacquea che gli Alleati non potevano ignorare. Ed \u00e8 per questo motivo che avevano trasformato il Mediterraneo in un mare particolarmente sorvegliato, rafforzando ed estendendo i loro pattugliamenti con navi di superficie e con un considerevole numero di aerei particolarmente addestrati alla guerra contro i sommergibili. Inoltre, trasformarono le zone di avvicinamento allo Stretto di Gibilterra in una vera trappola, tanto da indurre la <strong><span style=\"color: #008000;\">SKL <sup>1<\/sup><\/span><\/strong> a sospendere il trasferimento di altre unit\u00e0 subacquee, in attesa della fine dell\u2019estate con le giornate pi\u00f9 corte, in modo da sfruttare durante il transito il vantaggio dell\u2019oscurit\u00e0. Ma anche questa misura praticamente non portava a grandi vantaggi poich\u00e9 ogni nave o aereo adibito alla caccia ai sommergibili possedeva i pi\u00f9 moderni apparati radar.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Screenshot-2024-05-08-180341.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-05-08-180341.png\" width=\"846\" height=\"660\">In tema di confronto, nel periodo preso in considerazione, tra il 18 maggio e l\u201911 settembre 1943; occorre dire che i sommergibili italiani riuscirono ad arrivare a segno una sola volta, silurando, con l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Alagi<\/span><\/strong> del <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Sergio Puccini,<\/span> <span style=\"color: #008000;\">l<\/span><\/strong>\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore britannico Cleopatra<\/span><\/strong>, ma perdendo nello stesso tempo 12 sommergibili. Invece gli U-boote tedeschi affondarono con il siluro quattordici navi, incluso un cacciatorpediniere e una LST per 71.082 tonnellate, e danneggiarono altre nove navi per 56.151 tonnellate, inclusa una LST. Affondarono con il cannone anche una decina di motovelieri. Andarono perduti nel Mediterraneo tra il 21 maggio e l\u201911 settembre nove U-boote.&nbsp;<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli di storia navale e marittima per conoscere eventi del passato che difficilmente potrai trovare sui libri di scuola. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <\/strong><\/span><a href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">Per spiegare la causa dei successi dei sommergibili tedeschi bisogna tener conto che gli U-boote avevano caratteristiche decisamente superiori a quelle dei battelli italiani, e che venivano continuamente migliorati e forniti strumenti d\u2019attacco e di difesa molto migliori a quelle dei loro alleati. Comandati da uomini freddi e calcolatori, di grande esperienza bellica e astuzia, e diciamolo francamente molto coraggiosi, la cui et\u00e0 era generalmente al disotto dei trent\u2019anni, e se si trattava di sottotenente di vascelli anche al disotto dei venticinque anni, gli U-boote che venivano trasferiti in Mediterraneo, erano di costruzione recentissima, del tipo medio VIIC. Essi disponevano di grande autonomia e di perfezionate apparecchiature tecniche di rilevamento e di lancio. A prora avevano quattro tubi lanciasiluri da 533 mm, a poppa soltanto uno. La maggiore velocit\u00e0 subacquea e di superficie e la possibilit\u00e0 di scoprire con l\u2019ecogoniometro il nemico anche in immersione a grande distanza, permetteva ai sommergibili tedeschi di seguire e aggirare i bersagli per poi attaccarli durante il giorno e la notte dalla posizione pi\u00f9 favorevole. Essi potevano poi lanciare i siluri quasi a colpo sicuro, grazie ad una centrale di tiro che elaborava meccanicamente i dati balistici per le camere di lancio. Quella di prora era attrezzate per impiegare contemporaneamente pi\u00f9 siluri, che oltre ad essere di grande precisione e potenza distruttiva, avevano anche il vantaggio del funzionamento elettrico e quindi non lasciavano scie troppo visibili alla superficie.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Screenshot-2024-05-08-180626.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-05-08-180626.png\" width=\"564\" height=\"802\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Ma da quell\u2019estate 1943 fu impiegato un nuovo rivoluzionario tipo di siluro, a funzionamento acustico che arrivava sulle navi seguendo il rumore delle loro eliche. E per questo motivo, che i siluri acustici colpivano sempre a poppa. Se scoperti i maneggevoli U-boote potevano immergersi con grande rapidit\u00e0 (non pi\u00f9 di 30 secondi) e raggiungere nella fase di disimpegno notevoli profondit\u00e0. Di costruzione pi\u00f9 semplice e di dimensioni pi\u00f9 ridotte rispetto a quelli italiani, specialmente quelli di grande crociera, i sommergibili tedeschi tipo VII erano infine meno soggetti al logorio di quanto non lo fossero quelli italiani, e nello stesso tempo potevano sopportare pi\u00f9 agevolmente il tormento del mare mosso e le concussioni delle bombe di profondit\u00e0. Importante differenza fra le due flotte subacquee dell\u2019Asse era pure il modo di concepire le tattiche d\u2019impiego. Infatti, mentre la flotta sottomarina tedesca era stata creata per la guerra al commercio ed ebbe quindi anche nel Mediterraneo quale compito pi\u00f9 appropriato l\u2019attacco senza restrizione al traffico mercantile, i sommergibili italiani in questo mare furono impegnati principalmente quali unit\u00e0 ausiliarie della Flotta di superficie, in schieramenti statici, per assolvere compiti esplorativi e per cercare di ostacolare il passaggio alla Flotta britannica e ai convogli avversari.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Screenshot-2024-05-08-180811.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-05-08-180811.png\" width=\"588\" height=\"397\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Il risultato fu che anche nel corso del 1943 mentre si stava preparando da parte degli anglo-americani lo sbarco e la conquista della Sicilia, una notevole forza distruttiva venne impegnata per lunghi periodi in un\u2019attesa passiva, anzich\u00e9 impiegarla alla ricerca dei bersagli. Questo comportamento, non certamente voluto dai Comandi e dai Comandanti di Sommergibili, andava a scapito anche dell\u2019attivit\u00e0 di addestramento, come fu ampiamente dimostrato dai mancati successi, a cui si contrapponevano forti perdite, come accadde nel breve periodo della campagna della Sicilia. Ben differentemente si comportarono i sommergibili tedeschi, che andando in mare in continuazione poterono quindi realizzare risultati di grande prestigio, soprattutto operando sotto costa e davanti alle entrate dei porti nemici, eseguendo una tattica indubbiamente rischiosa, che portava a perdite, ma che era anche altamente redditizia. La stessa tattica era usata dai sommergibili britannici che nel corso della guerra nel Mediterraneo affondarono e danneggiarono molte navi da guerra italiane e fecero letteralmente a pezzi il naviglio mercantile italiano e tedesco. Uno dei segreti dei loro successi consistette nei lanci multipli, senza risparmiare i siluri. Generalmente le salve dei piccoli sommergibili del tipo \u201cU\u201d erano di quattro siluri di prora, mentre i sommergibili del tipo maggiore tipo \u201cT\u201d e \u201cS\u201d era di sei siluri di prora. Con questo sistema, dispendioso ma efficace, impiegato in immersione contro qualsiasi tipo di nave e diretto da un\u2019efficientissima centrale di lancio, anche quando il sommergibile lanciava senza controllare al periscopio, almeno un siluro arrivava quasi sempre a colpire il bersaglio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/HMS_Nigeria-WIKIMEDIA-COMMONS.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 HMS_Nigeria-WIKIMEDIA-COMMONS.jpg\" width=\"860\" height=\"682\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong> HMS NIGERIA in navigazione presso l&#8217;US Navy Yard, South Carolina fu colpito e danneggiato dal regio sommergibile Axum, comandato dal TV Renato Ferrini<br \/>\n<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Nigeria.jpg\">HMS Nigeria.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">La salva dei sommergibili italiani era generalmente singola o binata, e salvo in alcuni occasioni, contro navi considerate importanti, era impiegata la salva dei quattro siluri di prora. Come quella dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Axum<\/span><\/strong> del <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Renato Ferrini<\/span><\/strong> che il 12 agosto 1942, riusc\u00ec a colpire a nord di Biserta tre navi del grande convoglio dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione britannica<\/span><\/strong> \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Pedestal<\/span><\/strong>\u201d, diretto a Malta, affondando l\u2019incrociatore contraereo <strong><span style=\"color: #008000;\">Cairo<\/span><\/strong>, colpendo e danneggiando l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore Nigeria<\/span><\/strong> e la grande petroliera <strong><span style=\"color: #008000;\">Ohio<\/span><\/strong>. Un\u2019ora dopo la stessa salva da quattro siluri fu impiegata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile Alagi<\/span><\/strong> del <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Sergio Puccini<\/span><\/strong>, che riusc\u00ec a colpire e danneggiare con un siluro l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore Kenya<\/span><\/strong>, mentre un secondo siluro pass\u00f2 sotto lo scafo della nave senza esplodere <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">2<\/span><\/strong><\/sup>.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Mattesini&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">le immagini sono tratte dal saggio in riferimento &#8211; in anteprima il regio sommergibile Alagi il giorno del suo varo a Monfalcone <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Alagi_at_Monfalcone.jpg\">Alagi at Monfalcone.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">1.<\/span><\/strong> <span style=\"color: #008000;\"><strong>Seekriegsleitung<\/strong><\/span> o <strong><span style=\"color: #008000;\">SKL<\/span><\/strong> era una sezione del personale di comando superiore della Kaiserliche Marine e della Kriegsmarine della Germania durante le guerre mondiali.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">2.<\/span><\/strong> Francesco Mattesini, <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>La battaglia aeronavale di mezzo agosto. Il contrasto delle forze italo-tedesche all\u2019operazione britannica \u201cPedestal\u201d, 10 \u2013 15 Agosto 194<\/em><\/strong><\/span>, Ristampa Edizioni, Santa Fina di Cittaducale (RI), Agosto 2019, pagine 677<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimento<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/43338661\/LA_GUERRA_DEI_SOMMERGIBILI_DELLASSE_NEL_MEDITERRANEO_NELLESTATE_DEL_1943_Lattivit%C3%A0_dei_sommergibili_italiani_e_tedeschi_nel_Mediterraneo_della_fine_delle_operazioni_dellAsse_in_Tunisia_alla_conquista_della_Sicilia_da_parte_degli_anglo_americani?rhid=28258650014&amp;swp=rr-rw-wc-29348948\">LA GUERRA DEI SOMMERGIBILI DELL&#8217;ASSE NEL MEDITERRANEO NELL&#8217;ESTATE DEL 1943 L&#8217;attivit\u00e0 dei sommergibili italiani e tedeschi nel Mediterraneo della fine delle operazioni dell&#8217;Asse in Tunisia alla conquista della Sicilia da parte degli anglo-americani | Francesco Mattesini &#8211; Academia.edu<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? 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