{"id":104216,"date":"2024-05-02T00:03:00","date_gmt":"2024-05-01T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=104216"},"modified":"2024-05-22T14:38:48","modified_gmt":"2024-05-22T12:38:48","slug":"i-cigar-boats-i-battelli-fusiformi-di-ross-winans-e-figli-1-parte-di-aldo-antonicelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/104216","title":{"rendered":"I \u201ccigar-boats\u201d, i battelli fusiformi di Ross Winans e figli &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: STATI UNITI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: cigar boats<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Verso ottobre del 1859 a Baltimora, nel <strong><span style=\"color: #008000;\">cantiere navale della famiglia Winans<\/span><\/strong>, fu varato uno dei pi\u00f9 strani battelli costruiti in un\u2019epoca che vide fiorire il genio di ingegneri navali che proposero innumerevoli innovazioni e nuove idee nel campo della tecnologia navale a vapore e in ferro. Molte di queste costituirono delle pietre miliari nell\u2019evoluzione tecnologica, ma moltissime altre si rivelarono dei vicoli ciechi oppure se non dei fallimenti totali almeno delle eccentricit\u00e0 che rimasero a livello sperimentale o fine a s\u00e9 stesse. A quest\u2019ultima categoria appartennero i \u201cbattelli fusiformi\u201d, pi\u00f9 comunemente definiti \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">cigar-shaped boat<\/span><\/strong>\u201d \u2013 battelli a forma di sigaro \u2013 ideati e costruiti da <strong><span style=\"color: #008000;\">Ross Winans con i figli Thomas e William.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/antonicelli-cigar-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-cigar-1.jpg\" width=\"848\" height=\"558\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ross Winans era un ricco inventore e industriale che divenne milionario (la sua fortuna negli anni \u201960 dell\u2019800 era valutata a 12 milioni di dollari) nel campo delle ferrovie negli Stati Uniti prima e in Russia poi, dove mand\u00f2 i figli Thomas e William ad impiantare a <strong><span style=\"color: #008000;\">San Pietroburgo<\/span><\/strong> la fabbrica di materiale rotabile per la <strong><span style=\"color: #008000;\">ferrovia San Pietroburgo-Mosca<\/span><\/strong> in collaborazione con un altro statunitense, <strong><span style=\"color: #008000;\">George Washington Whistler<\/span><\/strong>, a cui era stato assegnato il contratto per la costruzione della ferrovia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 1858 <strong><span style=\"color: #008000;\">Ross Winans<\/span><\/strong> insieme al figlio Thomas, tornato dalla Russia, si dedic\u00f2 all\u2019ingegneria navale ed insieme idearono e brevettarono un battello ad elica dalla forma completamente nuova e, da un certo punto di vista avveniristica; il battello, come quelli che lo seguirono, fu costruito interamente a loro spese nel loro cantiere navale sito a <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferry Bar Point<\/span><\/strong>, un promontorio a sud di Baltimora affacciato sul fiume Patapsco. Lo si vede in questa fotografia [figura 1] ripresa poco prima del varo, che \u00e8 conservata dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/antonicelli-cigar-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-cigar-1.jpg\" width=\"848\" height=\"558\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Come scritto nel brevetto, la forma particolare dello scafo del battello, che sarebbe stato di ferro e che nell\u2019intenzione degli inventori avrebbe dovuto essere adibito al trasporto di merci e passeggeri attraverso l\u2019Atlantico, si prefiggeva lo scopo di ridurre al minimo, se non addirittura di annullare completamente, la resistenza posta dallo scafo di un bastimento al vento e alle onde che ne provocava il costante rollio e ne rallentavano il raddrizzamento quando era inclinato lateralmente e contemporaneamente di ottenere una maggiore velocit\u00e0 a parit\u00e0 di potenza motrice con ogni condizione di mare. L\u2019obiettivo dei Winans era di effettuare la traversata dell\u2019Atlantico nello stesso tempo, una settimana, in qualsiasi stagione. Per raggiungere quell\u2019obiettivo i Winans abbandonarono la tradizionale forma di scafo con fiancate verticali e ponte di coperta che faceva angolo con esse, che secondo loro sotto la spinta del vento e delle onde portavano al rollio e allo sbandamento, sostituendola con uno scafo la cui sezione trasversale lungo tutta la sua lunghezza era un cerchio perfetto [figura 2 brevetto n\u00b0 21.917].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/antonicelli-cigar-2-847x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-cigar-2-847x1024.jpg\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Longitudinalmente lo scafo aveva la forma di un fuso (il suo profilo longitudinale era un arco di cerchio) ed era perfettamente simmetrico. Lo scafo era privo di chiglia e il bastimento non avrebbe avuto alberatura. Secondo le previsioni dei Ross la linea di galleggiamento si sarebbe venuta a trovare all\u2019incirca all\u2019altezza dell\u2019asse longitudinale dello scafo. La stabilit\u00e0 trasversale sarebbe stata assicurata dal peso delle macchine e delle caldaie collocate al di sotto dell\u2019asse longitudinale e\/o da una opportuna zavorra. Data la sua forma circolare lo scafo avrebbe opposto una resistenza minima al vento e alle onde, che sarebbero \u201cscivolate\u201d lungo le fiancate ricurve. Anche nell\u2019avanzamento la sezione uniforme dello scafo avrebbe opposto una resistenza trascurabile al moto ondoso. Un aspetto particolarmente sottolineato dai Winans padre e figlio fu che l\u2019assenza di rollio avrebbe annullato l\u2019inconveniente del mal di mare sofferto da moltissimi passeggeri nelle traversate atlantiche.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma la caratteristica peculiare e pi\u00f9 eccentrica del bastimento era la forma e la collocazione dell\u2019elica che fu l\u2019oggetto di un secondo brevetto.<\/span> <\/strong>Anzich\u00e9 essere posta all\u2019estremit\u00e0 poppiera essa sarebbe stata collocata quasi alla met\u00e0 longitudinale dello scafo, che per questo motivo sarebbe stato costituito da due sezioni, ognuna costituita da una met\u00e0 di un fuso, completamente separate l\u2019una dall\u2019altra [figura 3 brevetto n\u00b0 21.918].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/antonicelli-cigar-3-792x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-cigar-3-792x1024.jpg\" width=\"826\" height=\"1068\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019elica era costituita da un grande tamburo rotante a tenuta stagna [indicato con B nel disegno] avente il diametro uguale a quello che aveva lo scafo nel punto in cui sarebbe stato collocato; l\u2019asse di rotazione del tamburo [a] coincideva con l\u2019asse longitudinale del battello. Lungo la circonferenza esterna del tamburo era collocata una serie di pale di propulsione [c]. Le due sezioni in cui era diviso lo scafo [A-A] erano fissate l\u2019una all\u2019altra per mezzo di una \u201cmanica\u201d cilindrica [D] all\u2019interno della quale trovava posto anche il tamburo-elica e che perci\u00f2 aveva un diametro leggermente superiore a quello esterno delle pale. Due serie di flange metalliche [F], disposte parallelamente all\u2019asse longitudinale dello scafo erano disposte radialmente intorno alle basi dei due fusi: la loro estremit\u00e0 inferiore era imbullonata alla superfice esterna della base dei fusi e quella superiore alla superficie interna della \u201cmanica\u201d, la cui lunghezza era la somma di quella delle due serie di flange e della larghezza del tamburo, circa 6 m. Le flange avrebbero potuto essere disposte perpendicolarmente alla circonferenza dello scafo oppure inclinate l\u2019una verso l\u2019altra, in modo da formare uno zig zag lungo la circonferenza stessa per maggiore robustezza. La manica e le flange erano gli unici elementi che univano le tre sezioni, i due semi-fusi e il tamburo-elica, che costituivano il battello. L\u2019asse di rotazione del tamburo-elica sporgeva da entrambi i suoi lati e penetrava tramite dei premistoppa nelle due paratie [h] che costituivano la base dei semifusi; l\u2019asse era messo in rotazione da due macchine alternative ognuna a due cilindri verticali, collocate una in ciascuna sezione dello scafo, ai cui stantuffi era collegato tramite un albero a gomito. Ogni macchina riceveva il vapore da due caldaie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Secondo i Winans la peculiare forma dell\u2019elica avrebbe fatto s\u00ec che qualsiasi fosse stata l\u2019inclinazione laterale dello scafo la superficie immersa delle pale sarebbe sempre stata uguale, mantenendo cos\u00ec costante la spinta propulsiva<\/span><\/strong>; inoltre essendo collocata al centro dello scafo l\u2019elica non avrebbe risentito della sua inclinazione longitudinale variabile a causa del beccheggio e si sarebbe trovata sempre immersa nello stesso modo, a differenza dell\u2019elica dei bastimenti convenzionali che con mare grosso per effetto del beccheggio si veniva spesso a trovare completamente emersa dall\u2019acqua costringendo i macchinisti a modificarne continuamente la velocit\u00e0 di rotazione per evitare che le macchine andassero \u201cfuori giri\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Poich\u00e9 le due met\u00e0 del battello erano completamente separate l\u2019una dall\u2019altra, ogni comunicazione e passaggio di persone tra loro doveva avvenire dall\u2019esterno.<\/span> <\/strong>Nella loro parte superiore, in vicinanza delle paratie H, erano inseriti due condotti cilindrici verticali [i] che si innalzavano fino al di sopra della manica; i fori attraverso i quali passavano i due condotti erano a tenuta stagna per evitare che l\u2019acqua che avesse eventualmente inondato la parte superiore dello scafo penetrasse all\u2019interno. Le estremit\u00e0 superiori dei due condotti erano collegate da una passerella orizzontale [j]. In questi condotti potevano anche passare i fumaioli, che per\u00f2 secondo gli inventori, avrebbero potuto essere posti anche in altri punti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/antonicelli-cigar-4-1024x546.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-cigar-4-1024x546.jpg\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">periodico statunitense Harper Weekly<\/span><\/strong> nel numero del 23 ottobre 1858 pubblic\u00f2 alcune incisioni, tratte da fotografie, che raffiguravano il battello in corso di costruzione [fig. 4] con le due sezioni ancora separate, assemblato e prossimo al varo [fig. 5], appena varato [fig. 6 e 7] e infine come sarebbe apparso in navigazione [fig. 8].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/antonicelli-cigar-5-1024x430.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-cigar-5-1024x430.jpg\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/antonicelli-cigar-6-1024x506.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-cigar-6-1024x506.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/antonicelli-cigar-7.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-cigar-7.jpg\" width=\"843\" height=\"772\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un\u2019altra immagine del battello pronto per essere varato [fig. 8 A] fu pubblicata dallo <strong><span style=\"color: #008000;\">Scientific American<\/span><\/strong> a novembre 1858.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/antonicelli-8-b-1024x333.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-8-b-1024x333.jpg\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il battello era lungo 54 m e il suo diametro massimo era di 4,87 m, misure che davano un rapporto lunghezza\/larghezza superiore a 11 a 1. Il dislocamento era di 355 t. Era completamente privo di alberatura. All\u2019interno lo scafo era suddiviso in compartimenti da paratie stagne ed era provvisto di due timoni \u201cbilanciati\u201d, uno a ciascuna estremit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/antonicelli-8-1024x479.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-8-1024x479.jpg\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nonostante la forma simmetrica, la presenza dei due timoni e la collocazione centrale del tamburo-elica, il battello non poteva navigare indifferentemente in due direzioni come si potrebbe supporre: come in tutte le macchine navali dell\u2019epoca le valvole che immettevano il vapore nei cilindri erano congegnate in modo che le macchine lavoravano al massimo dell\u2019efficienza solamente in un predeterminato senso di rotazione; ci\u00f2 non impediva, ovviamente, che quando fosse stato necessario esse potessero ruotare in senso inverso per far arretrare il bastimento a bassa velocit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il battello fu ampiamente discusso sui periodici tecnici internazionali, statunitensi prima e britannici poi. I commenti andavano da quelli favorevoli a quelli che attendevano l\u2019esito delle prime prove in mare a quelli completamente negativi e sarcastici. Sia lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Scientific American<\/span><\/strong> che il britannico <strong><span style=\"color: #008000;\">The Engineer<\/span><\/strong> oscillarono a lungo tra i due estremi. Le critiche si fissarono particolarmente sul fatto che, contrariamente a quanto sostenuto dagli inventori, a causa della mancanza di una chiglia il battello sarebbe stato soggetto ad un rollio eccessivo e su quello che invece di \u201ccavalcare le onde\u201d come uno scafo normale vi si sarebbe infilato dentro, fino al punto di immergersi completamente per non pi\u00f9 risalire.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Curiosamente poca attenzione fu rivolta alla solidit\u00e0 longitudinale del battello, assicurata come si \u00e8 visto solamente dalla manica centrale. Solamente il periodico <strong><span style=\"color: #008000;\">The Engineer<\/span><\/strong>, in un articolo pubblicato nel 1866 in cui riassumeva la storia del battello, osserv\u00f2 che \u201cl\u2019intero complesso mancava della solidit\u00e0 richiesta per renderlo adatto alla navigazione in alto mare\u201d. In mancanza di una chiglia e di strutture longitudinali di rinforzo continue da prua a poppa, \u00e8 del tutto possibile che in caso di navigazione in una tempesta di grande forza la manica avrebbe potuto cedere. Un altro punto su cui i commentatori non si soffermarono era la scarsa abitabilit\u00e0 del bastimento, con gli eventuali passeggeri costretti a vivere praticamente sempre all\u2019interno dello scafo privo di qualsiasi obl\u00f2 e con il ricambio d\u2019aria assicurato solamente dalla ventilazione forzata meccanica, come in uno dei futuri sommergibili. Una delle modifiche attuate dopo le prime prove in mare fu quella di collocare delle piattaforme sulla parte superiore dello scafo, sulle quali i passeggeri potessero, con mare calmo, rinfrescarsi. Nello stesso articolo <strong><span style=\"color: #008000;\">The Engineering<\/span> <\/strong>sottoline\u00f2 particolarmente \u201cl\u2019enorme resistenza frizionale\u201d presentata dalla parte immersa della manica.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte \u2013 continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/104216\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/104217\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/105214\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><br \/>\n<a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/105215\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/105220\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a>&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">[nota A] Il sito presenta anche una ricca bibliografia dei documenti relativi ai battelli e alla famiglia Winans che i suoi gestori sono riusciti a rintracciare, parte della quale \u00e8 servita per rintracciare a mia volta quei documenti reperibili su internet.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">[nota B] L\u2019attenzione particolare ad evitare l\u2019insorgere del mal di mare ai passeggeri del battello pu\u00f2 essere ascritta al fatto che il figlio minore di Ross Winans, William, quando insieme al fratello Thomas si era recato in Russia per realizzare lo stabilimento ferroviario e la ferrovia, durante la navigazione soffr\u00ec terribilmente di mal di mare, tanto da rischiare di morire; per questo motivo quando lasci\u00f2 la Russia si rifiut\u00f2 di tornare in patria e si stabil\u00ec in Gran Bretagna.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti iconografiche<\/span><\/strong><br \/>\n1 &#8211; Library of Congress, Public Domain Archive.<br \/>\n2 \u2013 3 United State Patent and Trademark Office.<br \/>\n4 \u2013 8 Harper\u2019s Weekly, 23 ottobre 1858.<br \/>\n9 \u2013 10 E. Sachse &amp; Co, Bird&#8217;s eye view of the city of Baltimore, 1869, Library of Congress.<br \/>\n11 \u2013 \u201chttps:\/\/www.vernianera.com\/CigarBoats.html\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XIX SECOLO AREA: STATI UNITI parole chiave: cigar boats Verso ottobre del 1859 a Baltimora, nel cantiere navale della famiglia Winans, fu varato uno dei pi\u00f9 strani battelli costruiti in un\u2019epoca che vide fiorire il genio di ingegneri navali che proposero innumerevoli innovazioni e nuove idee nel campo della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2379,"featured_media":104399,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2318],"tags":[],"class_list":["post-104216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eta-moderna"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>I \u201ccigar-boats\u201d, i battelli fusiformi di Ross Winans e figli - I parte &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/104216\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I \u201ccigar-boats\u201d, i battelli fusiformi di Ross Winans e figli - I parte &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  8 minuti. . 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