{"id":103388,"date":"2024-04-13T00:02:00","date_gmt":"2024-04-12T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=103388"},"modified":"2024-04-08T21:45:35","modified_gmt":"2024-04-08T19:45:35","slug":"un-astrolabio-ci-racconta-un-tempo-in-cui-ebrei-musulmani-e-cristiani-studiavano-insieme-nuovi-metodi-scientifici-per-migliorare-la-navigazione-guardando-le-stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/103388","title":{"rendered":"Un astrolabio ci racconta un tempo in cui ebrei, musulmani e cristiani studiavano insieme nuovi metodi scientifici per migliorare la navigazione guardando le stelle"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STRUMENTAZIONE NAUTICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: X-XI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: CARTOGRAFIA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: astrolabio, proiezioni geografiche<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Circa un anno fa, la dottoressa <strong><span style=\"color: #008000;\">Federica Gigante<\/span><\/strong>, ricercatrice associata presso la facolt\u00e0 di storia dell&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge ed ex curatrice degli strumenti scientifici islamici conservati presso il Museo di Storia della Scienza dell&#8217;Universit\u00e0 di Oxford, stava preparando una conferenza, ricercando su Internet un ritratto di un nobile collezionista italiano del XVII secolo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ludovico Moscardo<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella sua ricerca trov\u00f2 una cosa che la incurios\u00ec, la fotografia di un antico strumento nautico, un astrolabio conservato nel museo di Verona della <strong><span style=\"color: #008000;\">Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo<\/span><\/strong> che ospitava il dipinto del Moscardo. Si rec\u00f2 quindi al Museo per osservare da vicino quell\u2019antico strumento astronomico. Al di l\u00e0 della fattura, la cosa che attrasse la sua attenzione furono per\u00f2 degli strani grafi sullo strumento, non causati da un uso umano, ma che sembravano frutto della costruzione originale fatta dall\u2019artigiano. La dottoressa Gigante ha pubblicato un i<a href=\"https:\/\/brill.com\/view\/journals\/nun\/39\/1\/article-p163_9.xml\">nteressante articolo<\/a> sul ritrovamento che ho riassunto nella seconda parte dell&#8217;articolo. Ma, come sempre, andiamo per ordine.<\/p>\n<figure style=\"width: 859px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/18253911_039_01_s009_i0008.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 18253911_039_01_s009_i0008.png\" width=\"859\" height=\"1103\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>l&#8217;astrolabio di Verona &#8211; Citation: Nuncius 39, 1 (2024);<\/strong>&nbsp;<\/span><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1163\/18253911-bja10095\">10.1163\/18253911-bja10095<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Che cos\u2019\u00e8 un astrolabio?<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Si tratta di uno strumento astronomico tramite il quale \u00e8 possibile localizzare o calcolare ad una certa ora, data&nbsp; e latitudine la posizione del Sole e delle stelle; la sua scoperta concettuale viene attribuita a <strong><span style=\"color: #008000;\">Ipparco di Nicea<\/span><\/strong> (II secolo a.C.), uno dei massimi astronomi dell\u2019antichit\u00e0 che per primo intu\u00ec la possibilit\u00e0 di disegnare su un piano la superficie di una sfera, utilizzando come &#8220;punto di proiezione&#8221; un punto della stessa. Come ricorderete da altri articoli, questo metodo viene chiamato &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">proiezione stereografica<\/span><\/strong>&#8221; e consente di proiettare in un certo istante tutti i punti della sfera celeste (stelle e pianeti) su un piano, offrendo due grandi vantaggi: la possibilit\u00e0 di disegnare le posizioni su un piano (usando riga e compasso) conservando le misure angolari (cosa non trascurabile per un navigatore). Questa proiezione fu impiegata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Claudio Tolomeo<\/span><\/strong> per il disegno del suo Planisfero dove, utilizzando le osservazioni astronomiche determin\u00f2 la \u201clatitudine\u201d e la \u201clongitudine\u201d delle localit\u00e0 e cre\u00f2 un reticolato geografico. Un passo da gigante nella cartografia. L&#8217;inventore dello <strong><span style=\"color: #008000;\">strumento astrolabio<\/span><\/strong> fu invece il matematico <strong><span style=\"color: #008000;\">Teone di Alessandria<\/span><\/strong>, vissuto nel IV secolo, che compose un trattato detto \u00abpiccolo astrolabio\u00bb per distinguerlo dal \u00abgrande astrolabio\u00bb ovvero la sfera armillare, un modello della sfera celeste inventato da Eratostene nel 255 a.C. Il suo nome derivava dagli anelli, detti <strong><span style=\"color: #008000;\">armille<\/span><\/strong>, ciascuno dei quali rappresenta uno dei &#8220;circoli&#8221; della sfera celeste. In pratica si trattava di una &#8220;primitiva&#8221; riproduzione tridimensionale della sfera celeste.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Giovanni_Maccari_Sfera_armillare_1673_Museo_Civico_di_Modena-736x1024.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Giovanni_Maccari_Sfera_armillare_1673_Museo_Civico_di_Modena-736x1024.png\" width=\"844\" height=\"1174\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sfera armillare Giovanni Maccari, Sfera armillare, 1673,<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Museo civico di Modena<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Giovanni_Maccari,_Sfera_armillare,_1673,_Museo_Civico_di_Modena.png\">Giovanni Maccari, Sfera armillare, 1673, Museo Civico di Modena.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">La descrizione dell\u2019astrolabio fu tramandata nei secoli e, a met\u00e0 dell&#8217;VIII secolo, gli Arabi, in Siria settentrionale, entrarono in contatto con questi strumenti, comprendendone immediatamente la validit\u00e0 come possibili sistemi di orientamento. Sebbene l&#8217;astrolabio fosse diffuso nell&#8217;Occidente greco e latino, i modelli realizzati nel mondo islamico rimasero per molto tempo i pi\u00f9 avanzati dal punto di vista tecnologico fino a tutto il XV secolo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/18253911_039_01_s009_i0002.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 18253911_039_01_s009_i0002.png\" width=\"976\" height=\"574\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dischi madre di un astrolabio di Ibr\u0101h\u012bm ibn Sa\u02bf\u012bd al-Sahl\u012b, Toledo,&nbsp; 460\u202fAH (AD\u202f1068). History of Science Museum, Oxford (HSM), inv. 55331 &#8211; Citation: Nuncius 39, 1 (2024) ; 10.1163\/18253911-bja10095 da studio citato<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel mondo islamico, gli astrolabi furono sviluppati per calcolare il tempo dell&#8217;alba o del tramonto delle cosiddette &#8220;stelle fisse&#8221;, al fine di poter eseguire co grande precisione le preghiere canoniche della giornata (all&#8217;alba <strong><span style=\"color: #008000;\">\u1e63al\u0101t al-\u1e63ub\u1e25<\/span><\/strong> e al tramonto <strong><span style=\"color: #008000;\">\u1e63al\u0101t al-maghrib<\/span><\/strong>) e per orientarsi con precisione verso la Mecca. L\u2019importanza rituale favor\u00ec quindi gli studi per ottimizzarne l\u2019uso e, nel X secolo, <strong><span style=\"color: #008000;\">al-Sufi<\/span> <\/strong>fu il primo a descrivere pi\u00f9 di 1000 differenti usi dell&#8217;astrolabio in astronomia, astrologia, navigazione marina e terrestre e per il calcolo del tempo. Nel XI secolo, i contatti tra il mondo musulmano e cristiano portarono a conoscenze comuni e, dal XIII secolo, si svilupparono scuole di costruzione degli astrolabi anche in Europa. Nel XVII secolo gli europei iniziarono ad abbandonare gli astrolabi, preferendo sviluppare strumenti come il telescopio, mentre nei paesi musulmani si continuarono a produrre astrolabi fino al XIX secolo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Torniamo ora alla recente scoperta.<\/strong><\/span> Sebbene arabi e occidentali utilizzassero comunemente questo strumento, la scoperta della studiosa italiana ci racconta qualcosa di pi\u00f9. Analizzando attentamente lo strumento ritrovato nel museo di Verona, sono stati scoperti dei grafi in caratteri arabi ed ebraici che testimoniano come la conoscenza tecnologica dell\u2019epoca era condivisa da studiosi islamici ed ebrei che vivevano e lavoravano insieme ad al-Andalus, l&#8217;area governata dai musulmani nella penisola iberica.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/18253911_039_01_s009_i0001.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 18253911_039_01_s009_i0001.png\" width=\"868\" height=\"548\"><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>The Verona astrolabe Citation: Nuncius 39, 1 (2024) ;&nbsp;<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1163\/18253911-bja10095\">10.1163\/18253911-bja10095<\/a>&nbsp; da studio citato<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma non solo.<\/span> <\/strong>Oltre ai caratteri ebraici (che traducevano i nomi arabi originali dei segni zodiacali sull\u2019astrolabio) sono state scoperte alcune scritte latine che indicano due citt\u00e0 ispaniche, Toledo e C\u00f3rdoba, che potrebbero identificare la localit\u00e0 di costruzione originale. Secondo la studiosa lo strumento, la cui costruzione \u00e8 ipotizzabile nell\u2019XI secolo, riporta incise le latitudini del Nord Africa, cosa che fa presupporre fosse impiegato in quelle regioni del Mediterraneo. Il proprietario potrebbe essere stato un ebreo in quanto riporta una dedica o una firma aggiuntiva che recita: &#8216;Per Isacco, l&#8217;opera di Giona&#8217;&#8221;, nomi chiaramente ebraici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/18253911_039_01_s009_i0004.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 18253911_039_01_s009_i0004.png\" width=\"956\" height=\"488\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Particolare dei numeri occidentali graffiti e dell&#8217;iscrizione ebraica sulla tavola 1a &#8211; Citation: Nuncius 39, 1 (2024); da studio citato<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1163\/18253911-bja10095\">10.1163\/18253911-bja10095<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Non ultimo, su questo straordinario strumento vi \u00e8 un\u2019ultima serie di incisioni, in numeri occidentali, che potrebbe essere stata eseguita da un proprietario di lingua latina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/18253911_039_01_s009_i0007.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 18253911_039_01_s009_i0007.png\" width=\"910\" height=\"513\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Particolare della traduzione ebraica sulla fascia eclittica Citazione:<\/strong> <strong>Nuncius 39, 1 (2024); <\/strong>&nbsp;<\/span><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1163\/18253911-bja10095\">10.1163\/18253911-bja10095<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Secondo la dottoressa Gigante l\u2019astrolabio nel tempo potrebbe essere entrato a far parte della collezione di Moscardo e poi alla famiglia Miniscalchi che, nel 1990, cre\u00f2 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Fondazione Museo Miniscalchi Erizzo<\/span><\/strong> per preservare le collezioni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Uno strumento che, oltre all\u2019importanza scientifica, testimonia come nell\u2019XI nella Spagna islamica ebrei, musulmani e cristiani impiegavano strumenti simili. Ma non solo, applicavano e studiavano nuovi metodi scientifici per migliorare la navigazione, guardando insieme le stelle senza essere divisi da interessi politici o religiosi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STRUMENTAZIONE NAUTICA PERIODO: X-XI SECOLO AREA: CARTOGRAFIA parole chiave: astrolabio, proiezioni geografiche . 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