{"id":102890,"date":"2024-03-04T00:01:00","date_gmt":"2024-03-03T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=102890"},"modified":"2025-09-14T18:16:21","modified_gmt":"2025-09-14T16:16:21","slug":"unarma-di-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/102890","title":{"rendered":"Il 76\/62: un&#8217;arma di successo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: MARINA MILITARE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX -XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ARMAMENTI NAVALI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Cannoni 76\/62, sistemi di autodifesa<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il ministro Antonio Tajani ha comunicato ufficialmente in un\u2019intervista ai media che la nave <strong><span style=\"color: #008000;\">Caio Duilio<\/span><\/strong>, impegnata in mar Rosso a protezione del traffico mercantile, \u00e8 stata attaccata da un drone Houthi. Dalle limitate notizie, l\u2019unit\u00e0 ha reagito immediatamente, impiegando il <strong><span style=\"color: #008000;\">cannone 76\/62 SR<\/span><\/strong> (super rapido) ed abbattendo il pericoloso velivolo autonomo ad una distanza di circa 6 chilometri.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Storia e sviluppo di un&#8217;arma di successo<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Abbiamo ricevuto oggi molte mail che chiedono notizie su questo sistema d\u2019arma che, come vedremo, trova le radici in un vincente cannone navale, prodotto inizialmente negli anni \u201960 e la cui storia merita di essere raccontata. Dopo la seconda guerra mondiale, con l\u2019adesione alla NATO, l&#8217;Italia ricevette gran parte dei suoi armamenti dagli Stati Uniti sotto forma di un &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">programma di assistenza militare diretta&#8221; (MDAP)<\/span><\/strong>. Ci\u00f2 includeva due cacciatorpediniere del tipo Benson\/Livermoore che vennero ribattezzati <strong><span style=\"color: #008000;\">Aviere<\/span><\/strong> ed <strong><span style=\"color: #008000;\">Artigliere<\/span><\/strong> (risalenti agli anni \u201940), tre fregate che costituirono la <strong><span style=\"color: #008000;\">Classe Aldebaran (Aldebaran, Altair, Andromeda)<\/span><\/strong> ed altre unit\u00e0 che vennero proficuamente utilizzate per l&#8217;attivit\u00e0 di Squadra e fornirono un valido contributo per la progettazione delle successive unit\u00e0 di costruzione nazionale. Nello stesso tempo, nel 1950, si procedette al recupero e trasformazione di due incrociatori leggeri della Classe Capitani Romani, il &#8216;<strong><span style=\"color: #008000;\">Pompeo Magno<\/span><\/strong>&#8216; e il &#8216;<strong><span style=\"color: #008000;\">Giulio Germanico<\/span><\/strong>&#8216; che erano stati auto-affondati dai tedeschi. Le due vecchie unit\u00e0, trasformate in cacciatorpediniere, vennero ribattezzate rispettivamente <strong><span style=\"color: #008000;\">San Giorgio<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">San Marco<\/span><\/strong> entrando in servizio tra il 1955 e il 1956.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MARINA-ITALIANA-SAN_GIORGIO_2_7_55_GE_5.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-ITALIANA-SAN_GIORGIO_2_7_55_GE_5.jpg\" width=\"840\" height=\"567\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il vecchio cacciatorpediniere San Giorgio a Genova il 2 luglio 1955\u00a0 &#8211; notare i i due complessi binati da 127\/38 mm a poppa. Fonte http:\/\/associazione-venus.it\/&#8230; collezione &#8230; Francesco Bucca<br \/>\n<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SAN_GIORGIO_2_7_55_GE_5.jpg\">SAN GIORGIO &#8230; jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">I sistemi d\u2019arma di queste unit\u00e0 vennero aggiornati alle nuove esigenze operative per contrastare minacce aeree e missilistiche sempre pi\u00f9 veloci e letali. In origine, per quanto riguarda le artiglierie, le navi militari italiane erano equipaggiate per la maggior parte con armamenti navali di fabbricazione statunitense, tra cui il <strong><span style=\"color: #008000;\">cannone USN da 5 pollici (127\/38)<\/span><\/strong> e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Bofors 40 mm\/L60<\/span><\/strong>. Si trattava di armi che, secondo lo Stato Maggiore della Marina Italiana dell&#8217;epoca, non erano adeguate alle esigenze reali in quanto: il 127 mm era considerato troppo pesante per essere impiegato da unit\u00e0 tutto sommato minori, mentre al contrario il 40 mm\/L60 era troppo leggero per essere utilizzato sulle corvette previste dal piano di ammodernamento. Nell\u2019ambito dello Stato Maggiore della Marina nacque cos\u00ec un requisito operativo per lo sviluppo di un cannone di medio calibro da impiegarsi contro bersagli di superficie e aerei, basato sugli studi della marina statunitense su un\u2019arma da <strong><span style=\"color: #008000;\">3 pollici (76,2 mm)<\/span><\/strong>, ritenuto un buon compromesso tra i due calibri citati. Fu dato quindi l\u2019incarico all&#8217;azienda italiana OTO Melara di La Spezia di realizzare, con la collaborazione della Marina militare italiana, un nuovo armamento che sarebbe stato primario sulle navi da guerra minori (corvette) o secondario sulle navi da guerra maggiori come fregate e cacciatorpediniere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/CENTAURO-OTO-76-mm-binato-sovr-1024x691.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 CENTAURO-OTO-76-mm-binato-sovr-1024x691.jpg\" width=\"1024\" height=\"691\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nave Centauro in navigazione, notare il cannone binato da 76\/62mm binato a poppa.\u00a0 L&#8217;armamento principale della fregata CENTAURO era costituito da quattro cannoni OTO Melara da 76\/62mm in due torri binate a canne sovrapposte, derivato dal tipo SMP3 singolo imbarcato sulle Albatros, la cui frequenza di<\/strong> <strong>tiro era di 60 colpi al minuto. Rispetto al modello singolo SPM3, imbarcato sulle corvette Albatros, le torri delle Centauro erano a caricamento completamente automatico e continuo, consentendo teoricamente una pi\u00f9 elevata cadenza di tiro ma con risultati tanto insoddisfacenti che portarono d una revisione del progetto e a sviluppare cannoni con una sola canna. &#8211; foto coll. Risolo<br \/>\n<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/svppbellum.blogspot.com\/2019\/08\/gli-antenati-del-cannone-imbarcato.html\">Si vis pacem,para bellum: gli antenati del cannone imbarcato Leonardo\u201c76\/62 SP Sovraponte\u201d (svppbellum.blogspot.com)<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Il primo prototipo realizzato fu un cannone binato, il <strong><span style=\"color: #008000;\">76 mm\/L62 SMP3 (<i>&#8220;Stabilimenti Meccanici di Pozzuoli &#8211; cannone da 3 pollici&#8221;<\/i>) Sovrapposto<\/span><\/strong> (cos\u00ec chiamato perch\u00e9 le due canne erano posizionate una sopra l&#8217;altra invece che affiancate) come con la maggior parte delle torrette dei cannoni navali. La sperimentazione effettuata sulla <span style=\"color: #008000;\"><strong>classe Centauro<\/strong><\/span> fu insoddisfacente e, nel 1958, l&#8217;OTO Melara inizi\u00f2 a lavorare su una versione a canna singola il cui primo esemplare fu consegnato nel 1961 per le sperimentazioni in mare. Nel 1962 il primo <strong><span style=\"color: #008000;\">76\/62 MMI Allargato<\/span><\/strong> fu consegnato alla Marina Militare Italiana per essere montato sulle fregate <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Carlo Bergamini<\/span><\/strong>. Nei cinque anni successivi la OTO-Melara ne produsse complessivamente 84 che vennero imbarcati su tutte le navi da guerra italiane che avevano in precedenza il <strong><span style=\"color: #008000;\">76mm\/L62 SMP3 Sovrapposto<\/span><\/strong>. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">76\/62 MMI<\/span><\/strong> \u00e8 ancora in servizio sui pattugliatori classe Cassiopea.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MARINA-ITALIANA-800px-OTO_76mm_MMI.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-ITALIANA-800px-OTO_76mm_MMI.jpg\" width=\"843\" height=\"836\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il vecchio 76\/62 MMI di Nave San Giorgio &#8211; autore non noto <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Oto_Melara_76\/62_MMI#\/media\/File:OTO_76mm_MMI.jpg\">OTO 76mm MMI &#8211; Oto Melara 76\/62 MMI &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il 76\/62 MMI<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Sperando di non commettere troppe imprecisioni descriver\u00f2 brevemente quest\u2019arma che chi serv\u00ec nella Marina Militare italiana dalla fine degli anni \u201970, ricorder\u00e0 con una certa nostalgia. Il cannone era ospitato in una torretta a tenuta stagna che proteggeva anche da piccole schegge di proiettili e alloggiava un operatore eventualmente necessario per dirigere localmente il cannone in base ai dati forniti dal sistema di controllo del fuoco della nave. La rotazione del cannone era effettuata tramite un sistema idraulico-elettrico, con backup manuale. Le munizioni erano immagazzinate in un caricatore sotto la torretta, da cui i colpi venivano portati agli elevatori e poi in culatta per sparare. I bossoli esauriti venivano espulsi all&#8217;esterno della torretta (e venivano raccolti da una rete per riutilizzarne il materiale). Il peso totale della torretta e del caricatore era di ben 12 tonnellate ed il cannone aveva una cadenza di fuoco tra 10 a 60 colpi al minuto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Cannone_76-62-Minerva-766x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Cannone_76-62-Minerva-766x1024.jpg\" width=\"847\" height=\"1132\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il 76\/62 Compatto su una classe Minerva &#8211; autore Melos <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Otobreda_76\/62#\/media\/File:Cannone_Minerva.jpg\">Cannone Minerva &#8211; Otobreda 76\/62 &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Alla fine degli anni &#8217;60, il <strong><span style=\"color: #008000;\">76\/62 MMI<\/span><\/strong> fu sostituito dall&#8217;OTO-Melara <strong><span style=\"color: #008000;\">76mm Compact (76\/62 C)<\/span><\/strong>, in grado di sparare 85 colpi al minuto; un cannone che per compattezza e prestazioni ebbe un grande successo a livello internazionale, anche grazie al suo peso minore rispetto al precedente. Il compatto a sua volta si evolse verso il <strong><span style=\"color: #008000;\">76\/62 SR<\/span><\/strong> e il <strong><span style=\"color: #008000;\">76\/62 Strales<\/span><\/strong> e fu acquistato da oltre 60 marine internazionali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MARINA-ITALIANA-Caio_Duilio_D_554-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-ITALIANA-Caio_Duilio_D_554-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nave Caio Duilio, classe Orizzonte, in navigazione. Notare a prora, sotto la plancia, i due cannoni da 76\/62 SR &#8211; autore Larry <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Caio_Duilio_D_554.JPG\">Caio Duilio D 554.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il 76\/62 SR<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Attualmente in servizio su molte navi combattenti, il Super Rapido pu\u00f2 sparare 120 colpi al minuto impiegando diversi tipi di munizionamento. Fu introdotto negli anni \u201980 e installato sulle unit\u00e0 della Marina fino alla Classe Orizzonte, anche come sistema di difesa di punto. Ben presto la marina italiana prefer\u00ec il Super Rapido migliorato con sistema Strales e munizioni DART nel ruolo di difesa antimissile in quanto in grado di contrastare sia diversi missili subsonici (fino a 8.000 metri di distanza), sia bersagli aerei e di superficie. \u00c8 installato sulle Fregate Europee Multi-Missione (FREMM): due per unit\u00e0 nella versione Antisommergibile ed uno nella versione General Purpose. La sua versione detta <strong><span style=\"color: #008000;\">Sovraponte<\/span><\/strong> (&#8220;over deck&#8221;), pi\u00f9 compatta e circa il 30\u201340% pi\u00f9 leggera del Super Rapido standard, non richiede la penetrazione del ponte sottostante per l\u2019installazione, potendo ospitare al suo interno 76 colpi pronti al fuoco (sia con o senza sistema Strales). La versione Sovraponte \u00e8 stata installata per la prima volta sul <strong><span style=\"color: #008000;\">Pattugliatore Polivalente d\u2019Altura (PPA) classe Thaon di Revel<\/span><\/strong> della Marina Militare Italiana, al di sopra del tetto dell&#8217;hangar elicotteri.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il munizionamento che fa la differenza<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Tra i tipi di munizionamento voglio ricordare:<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Standard HE<\/span><\/strong>: peso 6.296 kg, munizionamento standard con portata massima 16 km, effettiva 8 km (10 km contro bersagli aerei a 85\u00b0)<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">PFF<\/span><\/strong>: proiettile antimissile, con spoletta di prossimit\u00e0 e sfere di tungsteno incorporate nel guscio per un effetto di frammentazione ben definito<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">SAPOM<\/span><\/strong>: 6,35 kg (0,46 kg HE), portata 16 km (SAPOMER: 20 km) proiettile perforante con semi-armatura contro bersagli navali e terrestri sulla costa<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">DART<\/span><\/strong>: proiettile guidato contro bersagli aerei e missilistici<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mini-VULCANO<\/span><\/strong>: proiettile guidato con gittata massima intorno ai 40 km (una versione pi\u00f9 piccola dello stesso munizionamento impiegato dal sistema VULCANO dei nuovi cannoni da 127 mm imbarcati sulle FREMM General Purpose e sui PPA)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MARINA-ITALIANA-Oto_Melara_76_mm_Strales_Sovraponte_Anti-aircraft_gun-1024x769.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-ITALIANA-Oto_Melara_76_mm_Strales_Sovraponte_Anti-aircraft_gun-1024x769.jpg\" width=\"1024\" height=\"769\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oto Melara 76\/62 mm Strales Sovraponte sul pattugliatore ITN Francesco Morosini &#8211; autore sconosciuto<br \/>\n<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Oto_Melara_76_mm_Strales_Sovraponte_Anti-aircraft_gun.jpg\">Oto Melara 76 mm Strales Sovraponte Anti-aircraft gun.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">In particolare, per quanto riguarda gli ultimi due (munizionamento guidato), furono ideati negli anni\u201980; la prima munizione di questo tipo fu la <strong><span style=\"color: #008000;\">CCS (Course Corrected Shell)<\/span><\/strong>, detta anche &#8216;<strong><span style=\"color: #008000;\">CORRETTO<\/span><\/strong>&#8216;, frutto di un programma congiunto dell&#8217;OTO e della British Aerospace che inizi\u00f2 nel 1985 per realizzare un proiettile dotato di piccoli razzi per deviare la sua traiettoria attraverso comandi radio inviati dalla nave. Il sistema si rivel\u00f2 troppo complesso e inaffidabile e l&#8217;OTO Melara studi\u00f2 un nuovo sistema chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">DAVIDE<\/span><\/strong> (solo per il mercato italiano) e, in seguito, la versione <strong><span style=\"color: #008000;\">STRALES<\/span><\/strong> per l&#8217;esportazione; la munizione guidata fu chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">DART (Driven Ammunition Reduced Time of flight)<\/span><\/strong>; in parole semplici, il suo proiettile viene guidato con dei radiocomandi fino al bersaglio e possiede una spoletta di prossimit\u00e0 per l&#8217;ingaggio a basso livello (fino a 2 metri sopra la superficie del mare, cosa che lo rende interessante anche contro bersagli navali di limitate dimensioni) e con una velocit\u00e0 di 1.200 m\/s (pu\u00f2 arrivare ad una portata di 5 km in soli 5 secondi con manovre fino a 40 G). Il proiettile DART \u00e8 composto da due parti: quella anteriore \u00e8 libera di ruotare e ha due piccole ali \u201ccanard\u201d per il controllo del volo, mentre quella poppiera ospita la testata da 2,5 kg, sei ali fisse e i ricevitori radio. Questo tipo di munizioni sono state testate sin dal 2014 raggiungendo una notevole maturit\u00e0 e affidabilit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/caio-duilio-76_62_Super_Rapido-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 caio-duilio-76_62_Super_Rapido-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Esercitazione di tiro del 76\/62 super rapido del Caio Duilio, 2011<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:76_62_Super_Rapido.jpg\">Caio Duilio 76\/62 Super Rapido.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conclusioni<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Sebbene i particolari sull\u2019ingaggio del drone Houthi con uno dei cannoni da 76\/62 SR di nave Caio Duilio siano ancora giustamente non diffusi, l\u2019impiego dell\u2019arma ne ha confermato l\u2019efficacia anche contro questi insidiosi bersagli, tutto sommato con un costo enormemente inferiore di quello di un missile ASTER. Con questo breve articolo, spero di aver risposto a molte delle domande che abbiamo ricevuto da pi\u00f9 parti, sottolineando comunque che il successo dell\u2019impiego di qualsiasi armamento \u00e8 dovuto in gran parte anche alla capacit\u00e0 e all\u2019addestramento del personale che lo impiega. Non a caso da sempre un punto di forza della marina militare italiana.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">si ringraziano l&#8217;amm. ris Fernando Cerutti e l&#8217;amm. ris Giuseppe Manca per la consulenza<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: MARINA MILITARE PERIODO: XX -XXI SECOLO AREA: ARMAMENTI NAVALI parole chiave: Cannoni 76\/62, sistemi di autodifesa . Il ministro Antonio Tajani ha comunicato ufficialmente in un\u2019intervista ai media che la nave Caio Duilio, impegnata in mar Rosso a protezione del traffico mercantile, \u00e8 stata attaccata da un drone Houthi. 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