{"id":102746,"date":"2024-03-01T00:01:00","date_gmt":"2024-02-29T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=102746"},"modified":"2024-02-29T17:02:47","modified_gmt":"2024-02-29T16:02:47","slug":"quale-conflitto-e-quali-opzioni-in-mar-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/102746","title":{"rendered":"Quale conflitto e quali opzioni in Mar Rosso?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA <\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000\">AREA: MAR ROSSO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Traffico mercantile, mar Rosso<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Gli Stati Uniti, hanno lanciato a met\u00e0 dicembre, un&#8217;iniziativa multinazionale volta a proteggere le navi commerciali nel Mar Rosso. L\u2019amministrazione Biden ha dovuto confrontarsi con forti movimenti, interni ed internazionali, che pretendevano (ed ancora pretendono) un approccio diplomatico, con concessioni nei confronti di Hamas e dei suoi sostenitori.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MAR-ROSSO-Gulf_of_Aden_map.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MAR-ROSSO-Gulf_of_Aden_map.png\"><\/p>\n<p align=\"justify\">In linea generale si osserva la debolezza, la permeabilit\u00e0 di un fronte occidentale frammentato, rispetto alla compattezza e determinazione dell\u2019avversario di turno. Le missioni a guida statunitense prevedono operazioni suddivise in due grandi componenti: la prima, <strong><span style=\"color: #008000\">Prosperity Guardian<\/span><\/strong> del Dipartimento della Difesa, \u00e8 una coalizione di circa 20 paesi a protezione del traffico mercantile nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, la seconda, <strong><span style=\"color: #008000\">Operazione Poseidon Archer<\/span><\/strong>, sotto il controllo del <strong><span style=\"color: #008000\">U.S. Central Command<\/span><\/strong>, ha lo scopo colpire le basi, i sistemi di lancio e la logistica degli Houthi impiegando unit\u00e0 navali e aeree statunitensi e britanniche. A queste missioni si aggiunge la nuova missione militare dell\u2019Unione Europea, ASPIDES, che avr\u00e0 il compito di difendere, anche con l\u2019uso della forza se necessario, le navi mercantili in transito nel Mar Rosso.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">Come nasce<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">I ministri dei Ventisette hanno trattato il tema a met\u00e0 gennaio in sede di Consiglio Affari esteri, approvando una missione militare navale dell&#8217;Unione europea che vede Italia, Francia e Germania in prima fila, e sottolineando la necessit\u00e0 di una operazione con \u00abcompiti difensivi\u00bb, e \u00abl\u2019importanza di utilizzare le strutture e le capacit\u00e0 gi\u00e0 esistenti dell&#8217;operazione <strong><span style=\"color: #008000\">EMASOH AGENOR<\/span><\/strong>\u00bb. Il via libera effettivo dell\u2019operazione \u00e8 giunto nella riunione dei Ministri del 19 febbraio, in un quadro che vede da una parte la reale preparazione delle forze navali e dall\u2019altra non solo una strisciante opposizione di alcune forze politiche ma anche lo scetticismo di una parte del mondo economico, in particolare dei pi\u00f9 coinvolti settori armatoriali e dei trasporti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/MARINA-USA-WIKIMEDIA-USS_Carney_engages_Houthi_missiles.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-USA-WIKIMEDIA-USS_Carney_engages_Houthi_missiles.jpg\" width=\"1027\" height=\"685\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">Il cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke USS Carney (DDG 64) intercetta una combinazione di missili Houthi e droni nel Mar Rosso, il 19 ottobre. USS Carney \u00e8 schierato nell&#8217;area operativa della 5a flotta degli Stati Uniti per contribuire a garantire la sicurezza marittima e stabilit\u00e0 nella regione del Medio Oriente. (U.S. Foto della Marina dello specialista di comunicazione di massa di seconda classe Aaron Lau)<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000\">Mar Rosso: conflitto, terrorismo o pirateria?<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Definire il contesto giuridico della crisi del Mar Rosso \u00e8 una valutazione necessaria per comprendere quale possa essere la risposta dei singoli Paesi coinvolti, ben al di l\u00e0 della generica condanna delle violenze degli Houthi. Di fatto la percezione giuridica della minaccia che ha portato alla Prosperity Guardian varia da Stato a Stato. Una posizione giuridica comune, sia pur minimale, sembra tuttavia essere stata raggiunta, con un Joint Statement del 3 gennaio, da <strong><span style=\"color: #008000\">Stati Uniti, Australia, Bahrain, Belgio, Canada, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, Italia, Giappone, Nuova Zelanda, Olanda e Singapore<\/span><\/strong> con una condanna delle violenze della fazione yemenita che per\u00f2 non \u00e8 stata tuttavia sottoscritta da <strong><span style=\"color: #008000\">Francia e Spagna<\/span><\/strong>, inizialmente incluse tra i partecipanti all\u2019<strong><span style=\"color: #008000\">Operazione Prosperity Guardian<\/span><\/strong>, che hanno posizioni diverse. Tra gli atti illegittimi perpetuati dagli Houthi, ci sono la visita a mercantili per controllarne il carico e il loro dirottamento e\/o sequestro. In via teorica si potrebbe parlare di terrorismo marittimo, con riguardo al fatto che essi <strong><span style=\"color: #008000\">minano la sicurezza della navigazione in acque internazionali<\/span><\/strong>. La risposta sinora ipotizzata dai Paesi coinvolti \u00e8 variegata, calibrata caso per caso sulla base degli illeciti commessi a danno di propri cittadini e\/o propri mercantili. Non ultimo l&#8217;esercizio della forza, anche in forma preventiva, su larga scala sulla base del principio di legittima difesa previsto dal combinato degli <strong><span style=\"color: #008000\">art. 2 e 51 della Carta delle Nazioni Unite <sup>1<\/sup><\/span><\/strong>. Precondizione perch\u00e9 gli Stati agiscano autonomamente \u00e8 che essi siano stati oggetto di un&#8217;\u201cattacco armato\u201d e che la violenza sia stata di sufficiente gravit\u00e0. Di fatto, al momento, sembra che solo Stati Uniti, Gran Bretagna e Danimarca (ed ovviamente Israele) intendano \u201cfare la guerra\u201d agli Houthi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/EU-ASPIDES.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 EU-ASPIDES.jpg\" width=\"946\" height=\"567\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">Il nostro Paese si \u00e8 concentrato su una risposta immediata, dimostrativa e di efficacia immediata, anche in considerazione delle istanze dello shipping nazionale avanzate da Confitarma ed Assarmatori, dislocando nell&#8217;area Unit\u00e0 della Marina, con la funzione &#8220;istituzionale&#8221; di protezione dei mercantili di bandiera o riconducibili ad interessi italiani.<\/span> <\/strong>Questo almeno fino a quando l\u2019adesione a dispositivi navali multinazionali richieder\u00e0 lo svolgimento delle procedure parlamentari previste dalla <strong><span style=\"color: #008000\">legge 21 luglio 2016<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000\">n. 145<\/span><\/strong> sulle missioni internazionali. Sarebbe comunque auspicabile una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza che stabilisca la cornice legale dell&#8217;intervento. In ogni caso, sar\u00e0 necessario rispondere agli attacchi degli Houthi, sia per preservare la rotta marittima del Mar Rosso, sia per prevenire un&#8217;ulteriore escalation regionale, sia per affermare globalmente i diritti internazionali di libera navigazione e transito nell&#8217;alto mare.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">In estrema sintesi, il dilemma fondamentale sta nella scelta tra una linea di deterrenza e interventi preventivi sugli obiettivi militari degli Houthi o una linea pi\u00f9 diplomatica, anche agendo indirettamente sul conflitto Israele-Hamas, oppure con una combinazione di entrambi. Su tutto domina l\u2019impatto che ogni opzione militare pu\u00f2 avere sulle pubbliche opinioni, sia occidentali che nei paesi arabi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Quanto sta accadendo nel Mar Rosso deve suonare come un doppio campanello d\u2019allarme per il nostro Paese: da una parte dovrebbe essere ormai chiaro che non si difendono gli interessi nazionali rinchiudendosi all\u2019interno dei propri confini. <strong><span style=\"color: #008000\">L\u2019Italia dipende per sua sopravvivenza dalle importazioni di TUTTO e, per la sua crescita e creazione di ricchezza, in misura rilevante da quanto ne pu\u00f2 esportare<\/span><\/strong>. Ne deriva che dovrebbe quindi essere uno dei principali attori nella cooperazione internazionale per ristabilire l&#8217;ordine in Mar Rosso. Tutto questo pu\u00f2 avvenire solo se si far\u00e0 strada la convinzione che l\u2019azione dello Stato debba essere supportata dal consenso degli attori economici, delle imprese, della societ\u00e0; ma affinch\u00e9 ci\u00f2 accada sono necessari segnali chiari, strategie trasparenti e comprensibili che alimentino la fiducia, vero motore della coesione nazionale, ed il \u201cpeso\u201d regionale ed internazionale che si vuole avere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">In questo momento occorre la massima attenzione e la massima chiarezza e sensibilizzazione sulle conseguenze delle tensioni internazionali, prendendo spunto dalle lezioni apprese nel conflitto Russo- Ucraino, in particolare nel settore energetico.<\/span> <\/strong>Il nostro Paese, da quel 24 febbraio 2022, ha proficuamente diversificato le proprie fonti di approvvigionamento, delle materie prime con la quali produrre beni ed energia (cercando anche di realizzare l\u2019hub energetico europeo). Inoltre, ha realizzato importanti investimenti ed aperture verso nuovi Paesi (ed il <strong><span style=\"color: #008000\">piano Mattei ne \u00e9 conseguenza ed espressione<\/span><\/strong>).<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/AIS-DATA-BAB-EL-MANDEB-.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 AIS-DATA-BAB-EL-MANDEB-.png\" width=\"895\" height=\"567\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Per questo l\u2019Italia si deve impegnare anche per la missione europea, favorendo l\u2019unit\u00e0 di azione di alleati presente nella stessa area. La coesione nazionale si basa su un&#8217;informazione corretta e sulla sensibilizzazione di ciascun settore produttivo e sociale sui veri temi, diventando rilevante per la sicurezza in un disegno che valorizzi tutte le potenzialit\u00e0 del Paese. Questo \u00e8 lo strumento principe per affrontare le \u201c<strong><span style=\"color: #008000\">policrisi <sup>2<\/sup><\/span><\/strong>\u201d dove \u00ab<strong><span style=\"color: #008000\">\u2026 si tende a perdere il senso di realt\u00e0 &#8230;<\/span><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">Giancarlo Poddighe<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">Note<\/span><\/strong><br \/>\n1 <em><span style=\"color: revert;font-size: revert;font-weight: revert\">Art. 51 \u2013 CARTA DELLE NAZIONI UNITE<br \/>\n<\/span><span style=\"color: revert;font-size: revert;font-weight: revert\">&nbsp; Nessuna disposizione del presente Statuto pregiudica il diritto naturale di autotutela individuale o&nbsp; collettiva, nel caso che abbia luogo un attacco armato contro un Membro delle Nazioni Unite, fintantoch\u00e9 il Consiglio di Sicurezza non abbia preso le misure necessarie per mantenere la pace e la sicurezza internazionale. Le misure prese da Membri nell\u2019esercizio di questo diritto di autotutela sono immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza e non pregiudicano in alcun modo il potere e il compito spettanti, secondo il presente Statuto, al Consiglio di Sicurezza, di intraprendere in qualsiasi momento quell\u2019azione che esso ritenga necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale.<br \/>\n<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">2 &nbsp;Il termine<strong><span style=\"color: #008000\"> Policrisi<\/span> <\/strong>fu utilizzato per la prima volta dal filosofo Edgar Morin nel 1999 ed era stato recuperato alcuni anni fa dall\u2019ex presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. Recentemente uno degli storici di economia pi\u00f9 famosi degli ultimi anni, il britannico Adam Tooze, l\u2019ha usato per descrivere la confusa situazione dell\u2019economia mondiale nell\u2019articolo intitolato &#8216;Welcome to the world of the poly-crisis&#8217;. In generale descrive un contesto di crisi su pi\u00f9 fronti, in cui ogni problema interagisce con l\u2019altro. Ad esempio i cambiamenti climatici comportano siccit\u00e0 in alcune aree che provocano crisi umanitarie e sanitarie, generando migrazioni che a loro volta creano crisi politiche e sociali.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">Riferimento di approfondimento<\/span><\/strong><\/p>\n<p id=\"swp-tcr--title\"><a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/115347980\/Rapporto_SEACS_La_crisi_nel_Mar_Rosso_contesto_e_implicazioni_globali\">Rapporto SEACS: La crisi nel Mar Rosso, contesto e implicazioni globali<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">in anteprima: immagine di repertorio: la fregata italiana Fasan F 591 scorta un mercantile italiano della Grimaldi. Un compito che le nostre unit\u00e0 militari stanno svolgendo da molto anni per la sicurezza marittima delle navi mercantili in acque internazionali &#8211; photo credit Marina militare italiana<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR ROSSO parole chiave: Traffico mercantile, mar Rosso . Gli Stati Uniti, hanno lanciato a met\u00e0 dicembre, un&#8217;iniziativa multinazionale volta a proteggere le navi commerciali nel Mar Rosso. 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. Membro di alcuni Think Tank geopolitici, collabora con quotidiani soprattutto per corrispondenze all\u2019estero, pubblica on line su testate del settore marittimo e navale italiane ed internazionali. 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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