{"id":102502,"date":"2024-03-21T00:01:00","date_gmt":"2024-03-20T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=102502"},"modified":"2024-03-21T07:25:16","modified_gmt":"2024-03-21T06:25:16","slug":"visby-28-29-luglio-1566-il-funerale-che-fece-naufragare-una-flotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/102502","title":{"rendered":"Visby, 28-29 luglio 1566: il funerale che fece naufragare una flotta"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SVEZIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Visby, guerra settentrionale dei sette anni<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Guerra settentrionale dei sette anni<\/span><\/strong>, che tra il 1563 e il 1570 vide la Svezia governata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">re Erik XIV<\/span><\/strong> opposta alla Danimarca e alla citt\u00e0 di Lubecca, \u00e8 considerata una delle prime grandi guerre navali dell\u2019epoca moderna. Nel corso delle ostilit\u00e0 vi furono numerosi scontri tra le flotte dei due contendenti, ma si verific\u00f2 anche uno dei maggiori disastri navali causati dalle condizioni meteorologiche. In un precedente articolo ho gi\u00e0 accennato alla battaglia dell\u2019isola di Oland del 1564, nel corso della quale esplose la grande nave svedese Mars. I due anni successivi videro altri scontri, nei quali la flotta svedese riusc\u00ec a strappare, almeno temporaneamente, a quella dano-lubecchese il controllo del Mar Baltico, a catturare numerosi mercantili carichi del prezioso sale e, cosa ancora pi\u00f9 importante, ad assicurarsi spesso il controllo dell\u2019accesso al mar Baltico cosa che permetteva di riscuotere i ricchi proventi assicurati dalla riscossione della tassa che i mercantili dovevano pagare per accedervi, privando contemporaneamente la Danimarca di quella considerevole fonte di reddito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Gotland_1563-1570.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Gotland_1563-1570.jpg\" width=\"862\" height=\"669\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Il 7 giugno 1565 la flotta svedese composta da 49 bastimenti al comando di <strong><span style=\"color: #008000;\">Otto Rudd<\/span><\/strong>, affront\u00f2 quella alleata che contava 36 bastimenti, 22 danesi e 14 lubecchesi. Sia gli svedesi che gli alleati persero tre navi, ma le perdite degli alleati furono superiori, circa 2.100 uomini, oltre alla <strong><span style=\"color: #008000;\">nave ammiraglia Jegermesther<\/span><\/strong>, per cui gli svedesi ritennero di aver conseguito una grande vittoria. Dopo il combattimento, come era usuale le due flotte tornarono alle rispettive basi per riparare i danni. Lo scontro segu\u00ec lo stesso schema di quelli che lo avevano preceduto: i bastimenti alleati, che erano armati con artiglierie pi\u00f9 leggere di quelle degli avversari, facevano soprattutto affidamento sull\u2019abbordaggio per sopraffare il nemico; le navi svedesi, armate con artiglierie pi\u00f9 pesanti cercavano invece di evitare il combattimento a distanza ravvicinata e perci\u00f2 assicuravano lungo e perpendicolarmente alle loro fiancate dei buttafuori per impedire alle navi alleate di affiancarle.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/800px-Denkgemalde_Sweder_Hoyer_1565_HL.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 800px-Denkgemalde_Sweder_Hoyer_1565_HL.jpg\" width=\"877\" height=\"1112\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dipinto commemorativo per Sweder Hoyer, predicatore a St. Jakobi e sulla flotta di Lubecca nella guerra delle Tre Corone contro la Svezia nel 1565. Hoyer mor\u00ec di epidemia il 4 ottobre 1565 all&#8217;et\u00e0 di 28 anni. Particolare del dipinto su tavola della Jakobikirche a Lubecca &#8211; Fonte Letteratura: monumenti architettonici e artistici della citt\u00e0 libera e anseatica di Lubecca, volume III. pp.407\/408<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Denkgem%C3%A4lde_Sweder_Hoyer_1565_HL.jpg\">Denkgem\u00e4lde Sweder Hoyer 1565 HL.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 1566 le due flotte seguirono lo stesso schema operativo degli anni precedenti. Gli svedesi armarono ben 67 bastimenti, ma quando l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Klas Kristersson Horn<\/span><\/strong> usc\u00ec in mare a maggio aveva con s\u00e9 solamente 46 navi. Portatosi al largo di Drag\u00f8r, allo sbocco meridionale dell\u2019\u00d8resund, da dove controllava l\u2019ingresso nel mar Baltico, come nell\u2019anno precedente ottenne il pagamento del tributo da un gran numero di mercantili; il 29 maggio l\u2019apparizione della flotta alleata forte di 36 bastimenti al comando di <strong><span style=\"color: #008000;\">Hans Laurits\u00f8n<\/span><\/strong> costrinse l\u2019ammiraglio svedese a ritirarsi, abbandonando sei delle sue navi che si erano arenate. Laurits\u00f8n perse per\u00f2 l\u2019occasione di catturarle perch\u00e9 decise di attendere l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Hanniba<\/span><\/strong>l, la nave del suo <strong><span style=\"color: #008000;\">viceammiraglio Jens Christenson<\/span><\/strong> che si era ingavonata a causa dello spostamento della zavorra mal sistemata, dando cos\u00ec alle navi svedesi il tempo di liberarsi. Quando l\u2019assetto dell\u2019Hannibal fu corretto, il vento aveva cambiato direzione e alla flotta alleata riusc\u00ec impossibile doppiare la punta della penisola di Falsterbo per inseguire gli svedesi. Diverse centinaia di mercantili che nel frattempo erano salpati da Copenhagen furono cos\u00ec catturati dagli svedesi, anche se la maggior parte di essi fu rilasciata dopo il pagamento della tassa; Horn trattenne come prede una cinquantina di bastimenti carichi di sale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le due flotte si incontrarono nuovamente il 26 luglio al largo della punta settentrionale dell\u2019isola di Oland. Lo scontro inizi\u00f2 verso le 9 del mattino e fu del tutto inconcludente: si risolse in una serie di combattimenti isolati di nave contro nave; molte navi furono danneggiate ma nessuna fu persa. Verso sera la flotta alleata ruppe il contatto e si ritir\u00f2, ma la flotta svedese, che aveva sofferto anch\u2019essa dei danni e aveva sei navi che facevano acqua, non la insegu\u00ec, preferendo rifugiarsi nell\u2019arcipelago per riparare i danni e far riposare gli esausti equipaggi. Una delle navi pi\u00f9 danneggiate era la nave ammiraglia di Lubecca che aveva perso l\u2019albero maestro, ma quella che per le conseguenze che avr\u00e0 si riveler\u00e0 la perdita pi\u00f9 grave fu la morte di <strong><span style=\"color: #008000;\">Kristoffer Mogens\u00f8n<\/span><\/strong>, il comandante del bastimento danese <strong><span style=\"color: #008000;\">Herkules<\/span><\/strong>, o <strong><span style=\"color: #008000;\">Akilles<\/span> <\/strong>secondo le fonti, che era stato decapitato da una palla di cannone.<\/p>\n<p align=\"justify\">Mentre i corpi dei marinai e i soldati alleati uccisi furono frettolosamente gettati in mare Mogens\u00f8n, che apparteneva all\u2019aristocrazia, aveva il diritto di essere sepolto in terra consacrata. Laurits\u00f8n stabil\u00ec quindi che la flotta si dirigesse immediatamente alla volta dell\u2019isola di Gotland, che era il possedimento danese pi\u00f9 vicino. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio lubecchese Bartholomeus Thinnappel<\/span><\/strong>, che era anche il sindaco della citt\u00e0 anseatica, avrebbe invece voluto che la flotta alleata si ritirasse a Danzica per effettuare le necessarie riparazioni, ma l\u2019ammiraglio danese ebbe l\u2019ultima parola. L\u2019intera flotta alleata fece quindi rotta alla volta della cittadina di <strong><span style=\"color: #008000;\">Visby<\/span><\/strong> sita sulla costa occidentale dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">isola di Gotland<\/span><\/strong>, che distava una quarantina di miglia dall\u2019area della battaglia; la flotta gett\u00f2 l\u2019ancora davanti a Visby il 27 luglio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">governatore dell\u2019isola, Jens Bilde<\/span><\/strong>, che ne conosceva a fondo la costa, sconsigli\u00f2 ripetutamente l\u2019ammiraglio di rimanere all\u2019ancora davanti alla citt\u00e0 perch\u00e9 l\u2019ancoraggio era noto per la sua pericolosit\u00e0 con il maltempo: l\u2019intera isola di Gotland \u00e8 di origine calcarea e il fondale antistante molte sezioni della sua costa, compresa quella di Visby, \u00e8 costituito da una serie di terrazze calcaree che digradano a gradoni ad una profondit\u00e0 che va da 3 a 6 metri. Le navi che per qualche motivo andavano alla deriva quasi certamente si schiantavano contro l\u2019orlo di uno di questi gradoni. Laurits\u00f8n non diede per\u00f2 alcun peso n\u00e9 agli avvertimenti di Bilde n\u00e9 alle proteste di molti dei suoi comandanti, affermando che le navi erano ben provviste di ancore e arrivando a minacciare di accusare di ammutinamento chi protestava. La notte tra il 27 e il 28 luglio una burrasca invest\u00ec la costa e molti bastimenti dovettero sghindare gli alberetti mentre ad alcuni si ruppero i cavi delle ancore, senza per\u00f2 gravi conseguenze.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nonostante ci\u00f2, <strong><span style=\"color: #008000;\">Laurits\u00f8n si rifiut\u00f2 di ascoltare i suoi comandanti<\/span><\/strong> che gli consigliavano di approfittare del vento che era diventato favorevole per allontanare la flotta dalla costa affermando che in quella stagione le tempeste non si scatenavano tutte le notti. Nonostante gli ordini dell\u2019ammiraglio, i comandanti pi\u00f9 prudenti e pi\u00f9 incuranti delle sue minacce spostarono i propri bastimenti in acque pi\u00f9 sicure. Il funerale di <strong><span style=\"color: #008000;\">Mogens\u00f8n<\/span><\/strong>, al quale presenziarono tutti gli ufficiali superiori della flotta, ebbe luogo nel pomeriggio del 28 luglio; dopo l\u2019esequia, molti di coloro che vi avevano partecipato si trattennero a terra fino alla sera, poi fecero ritorno a bordo delle loro navi. Nonostante il tempo fosse calmo, il mare sembrava agitato; secondo quanto riportato dalla \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Kong Friderich den Andens Kr\u00f6nicke<\/span><\/strong>\u201d, una cronaca degli avvenimenti accaduti durante la guerra dei sette anni scritta nel 1680 dal danese <strong><span style=\"color: #008000;\">Peder H. Resen<\/span><\/strong>, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">il tramonto era strano e colorato di giallo e verde; la notte precedente i marinai avevano udito strani rumori provenire da sotto le carene delle navi e anche alla sera del 28 udirono degli strani rumori provenire dal fondo del mare come se vi stesse avendo luogo una strana tempesta; altri strani gemiti furono uditi in cielo e molti si meravigliarono<\/span><\/em><\/strong>\u201d <sup>3<\/sup>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Improvvisamente, alle due di notte si scaten\u00f2 una terribile burrasca: sempre secondo una testimonianza oculare riportata nella cronaca di Resen \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">nessuno in terra o nelle case aveva udito o ricordava che si fosse mai scatenata una tempesta simile. Dur\u00f2 sei lunghe ore e n\u00e9 ancore n\u00e9 intervento umano poterono salvare le navi o gli uomini. Molte navi entrarono in collisione l\u2019una con l\u2019altra e la maggior parte deriv\u00f2 verso la costa e si sfracell\u00f2 mentre dalla citt\u00e0 e dalle mura del castello si udirono le grida e i pianti degli uomini. Nessuno pot\u00e9 aiutarli o assisterli in alcun modo. Quella notte fu una delle pi\u00f9 terribili e tristi che questa terra abbia visto in pi\u00f9 di cent\u2019anni.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p align=\"justify\">Sotto la furia degli elementi le ancore ararono e le loro gomene si spezzarono; molti bastimenti si rovesciarono, affondarono o furono spinti verso la riva dove si infransero contro i gradoni di calcare sommersi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/VISBY-1-94203365_1560014920829855_3059597726573395968_n-1024x659.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 VISBY-1-94203365_1560014920829855_3059597726573395968_n-1024x659.jpg\" width=\"1024\" height=\"659\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fig. 1: la tempesta, immagine tratta dalla rivista web Popul\u00e4r Historia, \u00a9 Petter L\u00f6neg\u00e5rd\/L\u00f6neg\u00e5rd &amp; Co<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo spettacolo che si offr\u00ec all\u2019alba del 29 era raccapricciante<\/span><\/strong>: erano naufragate dodici navi danesi<sup>1<\/sup> e tre lubecchesi<sup>2 <\/sup>ed erano morti tra 5.000 e 7.000 uomini; la riva davanti alla citt\u00e0 era coperta di cadaveri e di rottami delle navi naufragate. Tra gli affogati vi erano anche entrambi gli ammiragli, che furono seppelliti nella cattedrale di Visby. Nel naufragio della <strong><span style=\"color: #008000;\">nave ammiraglia<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Samson<\/span><\/strong> perirono pi\u00f9 di 1.000 uomini e se ne salvarono solamente 5 che riuscirono a raggiungere la riva. Con la Engelen per\u00ec tutto l\u2019equipaggio tranne 15 marinai che riuscirono a raggiungere la costa aggrappati a dei rottami. Con la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave Hannibal<\/span><\/strong> per\u00ec il <strong><span style=\"color: #008000;\">viceammiraglio Jens Truids\u00f8n Ulfstand<\/span><\/strong> con 948 uomini; si salvarono solamente 5 alfieri e 2 mozzi. 1.000 uomini perirono nel naufragio dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglia lubecchese Morianen<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dal disastro si salvarono solamente le navi, 17 danesi e 8 di Lubecca, che si erano prudentemente allontanate dalla costa e che riuscirono a spiegare le vele ed avevano abbastanza acqua per bordeggiare.<br \/>\nGli annegati furono seppelliti in fosse comuni dagli abitanti di Visby e i marinai sopravvissuti furono alloggiati nelle fattorie, nelle case e nel castello di Visby. Nessuna delle navi naufragate pot\u00e9 essere recuperata, ma furono immediatamente avviate le operazioni di recupero delle loro artiglierie e delle alberature anche mediante l\u2019utilizzo di campane da immersione; secondo i documenti dell\u2019epoca il recupero dur\u00f2 fino al 1575. Molto probabilmente le parti in legno di minori dimensioni furono recuperate dagli abitanti di Visby e utilizzate come legna da ardere o da costruzione. Col tempo, ogni traccia della tragedia scomparve; probabilmente a causa del fondale calcareo i resti dei relitti che non erano stati recuperati furono asportati e dispersi dalle maree e dalle burrasche. L\u2019interesse per i relitti si accese negli anni \u201960 del \u2018900; nel 1965 in un\u2019area di fondale distante circa 75 m dalla riva furono trovati alcuni oggetti ad una profondit\u00e0 di 6-7 metri, tra cui monete danesi coniate nel 1564 e 1565 e concrezioni che contenevano palle di cannone e di moschetto.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/VISBY-2-94102460_1560014957496518_1420864869023875072_n.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 VISBY-2-94102460_1560014957496518_1420864869023875072_n.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/VISBY-2A-94393202_1560016267496387_4787313802460790784_n.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 VISBY-2A-94393202_1560016267496387_4787313802460790784_n.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Era pressappoco l\u2019area in cui in una incisione (fig. 2), che raffigurava la tragedia acclusa alla cronaca di Peder, era indicato l\u2019Hannibal semiaffondato. Una conferma che gli oggetti individuati provenivano proprio dall\u2019Hannibal venne dal ritrovamento di un cucchiaio d\u2019argento che in base alle iniziali e alle insegne araldiche che vi erano incise \u00e8 ritenuto essere appartenuto al <strong><span style=\"color: #008000;\">viceammiraglio Jens Truids\u00f8n Ulfstand<\/span><\/strong> e a sua moglie Lisbeth Bille <sup>5<\/sup>. Nel 1982 altri oggetti provenienti da una nave naufragata furono individuati davanti al villaggio di pescatori di Brissund, 10 km a nord di Visby. Tra i primi oggetti ritrovati vi erano numerose monete d\u2019argento di origine germanica datate tra il 1500 e il 1566, per cui si ritiene che la nave naufragata facesse parte della flotta alleata distrutta il 29 luglio; inizialmente si riteneva che potesse trattarsi della Engelen, ma pi\u00f9 dettagliati studi e analisi hanno portato a concludere che si tratti invece di una delle tre navi lubecchesi e pi\u00f9 precisamente la Josva che nell\u2019incisione della cronaca di Pender \u00e8 l\u2019unica raffigurata molto a nord di Visby.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/VISBY-3-94037632_1560016300829717_9169312520450605056_n-1024x585.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 VISBY-3-94037632_1560016300829717_9169312520450605056_n-1024x585.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/VISBY-4-93933290_1560016347496379_2209027952371302400_n-1024x448.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 VISBY-4-93933290_1560016347496379_2209027952371302400_n-1024x448.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Per spiegare il fatto che la nave sia naufragata a cos\u00ec grande distanza da Visby \u00e8 stata avanzata l\u2019ipotesi che il suo equipaggio all\u2019inizio della tempesta sia riuscito a spiegare qualche vela e ad allontanarsi dalla riva navigando di bolina, ma che successivamente non sia riuscito a virare per intraprendere un nuovo bordo e perci\u00f2 il bastimento sia stato trascinato alla deriva fino a Brissund, dove si schiant\u00f2 contro il bassofondo antistante la riva. Nel 2007 nell\u2019area fu recuperato un grande cannone di ferro forgiato a retrocarica completo del suo affusto ligneo monoblocco (figure. 3 e 4). Il cannone era coperto di concrezioni e fu necessario un lungo ed accurato lavoro per ripulirlo e successivamente separarlo dall\u2019affusto (fig. 5).<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/VISBY-5-94215517_1560016394163041_1562841704552202240_n.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 VISBY-5-94215517_1560016394163041_1562841704552202240_n.jpg\" width=\"937\" height=\"705\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Del cannone \u00e8 stata realizzata una copia \u201cfunzionante\u201d in grandezza naturale che \u00e8 stata utilizzata per tiri dimostrativi ed \u00e8 ora esposta in un museo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">in anteprima mappa che mostra le diverse battaglie navali della Guerra dei Sette Anni del Nord, ad esempio la battaglia di Bornholm del 1563 (a sinistra), la battaglia di \u00d6land del 1564 (in alto), la battaglia di Gotland del 1565 (al centro), le perdite nella tempesta vicino a Gotland 1566 (a destra) e un&#8217;altra battaglia del 1567. Rappresentazione contemporanea della Guerra delle Tre Corone &#8211; Autore Gasparis Ens Lorchensis <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Gotland_1563-1570.jpg\">Gotland 1563-1570.jpg &#8211; Wikimedia Commons&nbsp;<\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nNote<\/span><\/strong><br \/>\n1 Le navi danesi che naufragarono furono: Samson, Hannibal, Merkurius, Akilles, Engelen (4), Floris, Solen, K\u00f8geh\u00f8gen, Papeg\u00f8jen, Gribben, Engelske Fortun and Hertug Adolfs Pinke &#8211; autore&nbsp;<\/p>\n<p>2 Quelle lubecchesi: Morianen, Josva and Meerweib.<\/p>\n<p align=\"justify\">3 \u201cThe Chronicle of King Friderich the Second\u201d cit.<\/p>\n<p align=\"justify\">4 Da non confondersi con l\u2019omonima nave lubecchese Engelen (o Engel come \u00e8 denominata in alcuni testi) che partecip\u00f2 al combattimento del 1654 in cui esplose la svedese Mars e che a sua volta affond\u00f2 per esplosione o incendio l\u2019anno successivo.<\/p>\n<p align=\"justify\">(3) Rune Fordal, \u201cThe disaster at Visby\u201d, cit.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">R.C. Anderson, Naval Wars in the Baltic, Londra 1910.<br \/>\nDick Harrison, Storm kn\u00e4ckte danska flottan 1566, Popul\u00e4r Historia, https:\/\/popularhistoria.se\/&#8230;\/storm-knackte-den-danska&#8230;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dal sito web HUMA, Heritage Underwater Maritime Archaeology Gotland, http:\/\/www.magotland.se\/eng.:<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8211; A. Adolfsson e R. Fordal, \u201cThe Visby Sea Disaster of July 28th 1566\u201d.<br \/>\n&#8211; R. Fordal, \u201cThe disaster at Visby 1566, a maritime archaeological project\u201d.<br \/>\n&#8211; \u201cThe Funeral that buried a fleet\u201d.<br \/>\n&#8211; \u201cThe Chronicle of King Friderich the Second &#8211; Seven Years of Feud with Sweden\u201d by Peder H. Resen (1680)\u201d, Speech by Gunnar Svahnstr\u00f6m at the memorial service in Visby church on July 28th 1966 in the memory of the Danish-L\u00fcbeck fleet that wrecked outside Visby on July 28th 1566.<br \/>\n&#8211; \u201cAn afternoon in the name of maritime archaeology\u201d.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #999999;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVI SECOLO AREA: SVEZIA parole chiave: Visby, guerra settentrionale dei sette anni . 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